Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “




Pino Ciampolillo




mercoledì 26 giugno 2019

2019 26 GIUGNO PROVVEDITORATO ALLE OPERE PUBBLICHE SICILIA "Lavori in cambio di voti" Il capitolo 'politico' dell'inchiesta

2019 26 GIUGNO PROVVEDITORATO ALLE OPERE PUBBLICHE SICILIA "Lavori in cambio di voti" Il capitolo 'politico' dell'inchiesta

Riccardo Lo Verso 



Nella confessione del funzionario Casella si fa riferimento ad un "candidato sponsorizzato"

PALERMO - Si poteva favorire l'imprenditore, ma a condizione che garantisse un aiutino al politico.
C'è anche questo passaggio nella confessione di Antonio Casella, uno dei funzionari del Provveditorato alle Opere pubbliche di Sicilia e Calabria arrestato nei mesi scorsi: “Quando mi accorsi nel luglio 2016 che l'importo finanziato non bastava andai da Giulio Verro - racconta Casella - affinché si prodigasse per fare stanziare la somma del ribasso in modo da potere ultimare i lavori. Confermo di avere detto a Vaiana che in caso di affidamento dell'ulteriore tranche di lavori lo stesso avrebbe dovuto garantire alcuni voti al candidato sponsorizzato a quel tempo da Verro”.

L'appalto è quello per la costruzione della caserma dei carabinieri di Capaci. Si registrò una catena di errori progettuali e di norme non rispettate. Alla fine, però, ogni intoppo fu superato dietro pagamento di due tangenti.

La nuova “casa” dei militari è sorta in un immobile confiscato alla mafia in corso Isola delle Femmine. A finanziare la ristrutturazione è stata la Regione siciliana con 500 mila euro di fondi ex Gescal.

Casella è stato il direttore dei lavori per conto del provveditorato, mentre per redigere il progetto fu scelto un altro dipendente, il geometra Giulio Verro. Una nota del dirigente dell'Ufficio tecnico Giovanni Coppola motivava la necessità “in quanto l'ufficio risulta già ampiamente impegnato nello svolgimento di numerosi compiti d'istituto e che comunque la prestazione per le particolari condizioni della struttura, richiede speciali competenze afferenti il campo del risanamento strutturale”. Anche sulla reale necessità di un incarico extra sono in corso degli accertamenti.

Ad aggiudicarsi i lavori è stata la Pioppo Costruzione di Franco Vaiana, uno degli imprenditori indagati, i cui conti ad un certo rischiarono di andare in rosso. Verro, infatti, avrebbe sottostimato i lavori. Il ribasso presentato del 39,50%, così diceva Casella intercettato, era divenuto insostenibile: “... ho scoperto sto progetto... il danno più grosso era nelle strutture, nel risanamento delle strutture, ma anche lì il danno nel progetto originario non c'era, perché ho visto che tutte le... cioè, le misure, ad esempio tutte le travi, i pilastri, erano da risanare tutti... c'era scritto, si prevede una quantità di risanamento del 10% e quindi tutte le misure moltiplicate per 0,10... questo lavoro per ora è assolutamente incompleto. Io ho fatto tutta la parte strutturale. La copertura, i prospetti, ... gli intonaci interni, tutte le divisioni, mancano tutte, diciamo le ma... la tinteggiatura, gli impianti, i cessi, per dire, tutti i sanitari, le porte, i balconi, tutte ste cose qua, tutte queste cose...”

Quando il funzionario si accorse che Vaiana sarebbe andato in perdita si attivòaffinché all'impresa potesse essere aggiudicato il successivo appalto da 115.000 euro per il completamento dei lavori, nonostante la legge non lo consentisse. Pur di raggiungere il risultato avrebbe cercato di fare esercitare pressioni sull'allora provveditore per le opere pubbliche Donato Carleo. Come? Rivolgendosi ad ufficiali dei carabinieri e "utilizzando anche l’appoggio politico di un senatore – si leggeva nell'ordinanza del giudice per le indagini preliminari Marco Gaeta - il quale in cambio avrebbe ottenuto dall’impresa un ritorno di voti in occasione delle imminenti elezioni regionali”. Il politico viene individuato dagli agenti della Mobile “verosimilmente” in Simona Vicari, della quale Verro è stato un collaboratore. In quegli anni Vicari era sottosegretario del ministero dei Trasporti da cui dipende il provveditorato.

Nel verbale con la sua confessione Casella conferma la commistione fra interessi imprenditoriali ed elettorali. Il giorno in cui venne fuori il nome di Vicari, citato nelle carte dell'inchiesta, l'ex senatrice affidò una dura replica alle parole dell'avvocato Enrico Sanseverino: “Mai avuto alcun contatto con l’impresa 'Pioppo Costruzione' di Franco Vaiana (che nemmeno conosce) diretto ad esercitare pressioni sull'allora Provveditore per le OO.PP. Dr. Donato Carlea in favore di detta Impresa”. Bollò come “illazioni” quanto contenuto negli atti giudiziari e “risibile la circostanza secondo la quale l’asserito 'appoggio politico' sarebbe stato finalizzato al conseguimento di voti in occasione delle elezioni regionali svoltesi nel 2017 alle quali, però, la stessa Vicari non è stata personalmente interessata”.



2019 7 MAGGIO Palermo: tangenti per opere pubbliche, 14 indagati

Reati di corruzione, falso in atti pubblici e truffe aggravate ai danni dello Stato sono i reati contestati alle 14 persone raggiunte, oggi, da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Palermo ed eseguita dalla Squadra mobile.
Indagini complesse condotte dai poliziotti dalla sezione “Anticorruzione” che hanno raccolto numerosi indizi a carico di un gruppo consolidato di diversi pubblici ufficiali in servizio presso il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche con sede a Palermo.
L’ambito investigativo dell’indagine ha riguardato, infatti, appalti pubblici finanziati con fondi del ministero Infrastrutture e Trasporti, in particolare per l’edilizia scolastica o di altri enti o Ministeri, stanziati per lavori di ordinaria o straordinaria manutenzione di immobili dello Stato.
Tre ingegneri e un geometra sono stati messi agli arresti domiciliari, un architetto e un assistente geometra sono stati sottoposti alla misura della sospensione dall´esercizio di un pubblico ufficio per la durata di 12 mesi.
L´indagine, chiamata “Cuci e Scuci”, ha ricostruito molteplici episodi di corruzione che sono stati consumati nel corso dell’esecuzione di appalti pubblici riguardanti lavori di ristrutturazione effettuati ad istituti scolastici siti nella provincia di Palermo e altri immobili dello Stato.
Tra questi 5 scuole situate nelle province di Palermo, Enna e Catania, un immobile confiscato alla criminalità organizzata e destinato all’arma dei Carabinieri per alloggi del personale ed un altro immobile situato a Capaci, destinato alla nuova stazione dei Carabinieri della cittadina.
L’indagine nasce sulla base della denuncia di un imprenditore edile che si è rifiutato di corrispondere alla richiesta di tangenti da parte dei funzionari corrotti.
Intercettazioni anche ambientali e videoriprese che hanno fatto emergere una prassi deviata seguita all´interno del Provveditorato opere pubbliche Sicilia e Calabria: la tangente era pari all’incirca al 2-3% dell’importo complessivo del finanziamento statale.
Il metodo adottato consentiva poi all’imprenditore di recuperare l’importo della tangente, attraverso l’inserimento di voci di spese fittizie o maggiorate nei documenti contabili, predisposti dai funzionari infedeli, restando di fatto a carico dello Stato.
Olivia Petillo


 Tangenti all'ufficio opere pubbliche Arrestati quattro funzionari VIDEO Riccardo Lo Verso 


Un costruttore denuncia e scatta il blitz al Provveditorato. LE INTERCETTAZIONI 
PALERMO – Gli agenti della squadra mobile hanno chiamato l'operazione “Cuci e scuci”. Sarebbe bastato scuciredel denaro, pagando mazzette, affinché alcuni funzionari del Provveditorato per le opere pubbliche di Palermo cucisseroaddosso all'imprenditore stati di avanzamento lavori generosi e al di là del reale valore.



I poliziotti agli ordini del capo della Mobile Rodolfo Ruperti e del dirigente della sezione reati contro la pubblica amministrazione Silvia Como hanno arrestato quattro funzionari. Ai domiciliari finiscono Carlo Amato, Francesco Barberi, Antonio Casella e Claudio Monte. Altri due, l'architetto Antonino Turriciano e l'assistente geometra Fabrizio Muzzicato, sono stati sospesi per un anno, mentre otto imprenditori-corruttori sono stati raggiunti da un'interdittiva e non potranno lavorare con la pubblica amministrazione. L'inchiesta è coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Giacomo Brandini, Maria Pia Ticino e Pierangelo Padova. Oltre alla corruzione vengono contestasi i reati di falso e truffa ai danni dello Stato.

L'indagine è nata dalla coraggiosa denuncia di imprenditore edile che non si è piegato alla richiesta di tangenti per la costruzione di una scuola elementare in provincia di Palermo. Alla fine gli investigatori ritengono di avere scoperto “uno stratificato sistema corruttivo” negli uffici di piazza Verdi, accanto al Teatro Massimo e di fronte la caserma dei vigili del fuoco.

L'imprenditore ha raccontato di minacce, più o meno esplicite, e richieste di cene regali e soldi. Nel dicembre 2017 i poliziotti si presentarono al provveditorato, che dipende dal Ministero dei lavori pubblici, per sequestrare la documentazione. Ora gli arresti nell'ufficio che ha il compito di vigilare sui cantieri finanziati con i soldi dello Stato. Le indagini si sono allargate e hanno riguardato anche i lavori per la costruzione di alcuni padiglioni universitari a Palermo, di appartamenti per le forze dell'ordine, della caserma dei carabinieri di Capaci. Ed ancora la Chiesa di San Benedetto e alcune scuole a Centuripe, Nicosia, Casteldaccia e Sant’Alfio. Con il sistema dei cottimi fiduciari, dei lavori sotto la soglia obbligatoria per bandire una gara o degli interventi urgenti le procedure vengono semplificate. Funzionari e imprenditori ne avrebbero approfittato.

https://livesicilia.it/2019/05/07/mazzette-allufficio-opere-pubbliche-arrestati-quattro-funzionari_1056504/

 Tangenti e pressioni politiche Così costruirono la caserma 

di RICCARDO LO VERSO

Gli appalti pilotati al Provveditorato per le le opere pubbliche di Palermo e il ruolo, tutto da chiarire, di una senatrice. 


PALERMO - Una catena di errori progettuali e di norme non rispettate. Alla fine ogni intoppo fu superato dietro pagamento di due tangenti. La costruzione della caserma dei carabinieri di Capaci, in provincia di Palermo, fa parte degli appalti sotto inchiesta della Procura della Repubblica.Nel blitz di ieri sono finiti ai domiciliari quattro funzionari del Provveditorato alle opere pubbliche. Sotto accusa anche otto imprenditori che avrebbero ottenuto commesse in giro per la Sicilia.

La nuova “casa” dei militari è sorta in un immobile confiscato alla mafia in corso Isola delle Femmine. A finanziare la ristrutturazione è stata la Regione siciliana con 500 mila euro di fondi ex Gescal. Antonio Casella, uno dei funzionare raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare, è stato il direttore dei lavori per conto del provveditorato, mentre per redigere il progetto si scelse di affidarsi a un professionista esterno, il geometra Giulio Verro. Una nota del dirigente dell'Ufficio tecnico del provveditorato Giovanni Coppola motivava la necessità “in quanto l'ufficio risulta già ampiamente impegnato nello svolgimento di numerosi compiti d’istituto e che comunque la prestazione per le particolari condizioni della struttura, richiede speciali competenze afferenti il campo del risanamento strutturale”.

Ad aggiudicarsi i lavori è stata la Pioppo Costruzione di Franco Vaiana, uno degli imprenditori indagati, i cui conti ad un certo rischiarono di andare in rosso. Verro, infatti, avrebbe sottostimato i lavori. Il ribasso presentato del 39,50%, così diceva Casella, era divenuto insostenibile: “... ho scoperto sto progetto... il danno più grosso era nelle strutture, nel risanamento delle strutture, ma anche lì il danno nel progetto originario non c'era, perché ho visto che tutte le... cioè, le misure, ad esempio tutte le travi, i pilastri, erano da risanare tutti... c'era scritto, si prevede una quantità di risanamento del 10% e quindi tutte le misure moltiplicate per 0,10... questo lavoro per ora è assolutamente incompleto. Io ho fatto tutta la parte strutturale. La copertura, i prospetti, ... gli intonaci interni, tutte le divisioni, mancano tutte, diciamo le ma... la tinteggiatura, gli impianti, i cessi, per dire, tutti i sanitari, le porte, i balconi, tutte ste cose qua, tutte queste cose...”

La questione preoccupava Casella legato a Vaiana da interessi personali. Il funzionario ha svolto delle consulenze per l'imprenditore. Una commistione di ruoli fra controllore e controllato. “... non ci dormo la notte, perché giustamente il capitano mi chiama, il maresciallo e mi chiama – diceva Casella - quando poi ci sarà l'inaugurazione verrà il ministro dell'Interno, verranno prefetti. Quindi il lavoro tra l'altro si deve fare in una certa maniera, insomma non è una cosa, una minchiata...”.

Quando il funzionario si accorse che Vaiana sarebbe andato in perdita si attivò affinché all'impresa potesse essere aggiudicato il successivo appalto da 115.000 euro per il completamento dei lavori, nonostante la legge non lo consentisse. Pur di raggiungere il risultato avrebbe cercato di fare esercitare pressioni sull'allora provveditore per le opere pubbliche Donato Carleo. Come? Rivolgendosi ad ufficiali dei carabinieri e "utilizzando anche l’appoggio politico di un senatore – si legge nell'ordinanza del giudice per le indagini preliminari Marco Gaeta - il quale in cambio avrebbe ottenuto dall’impresa un ritorno di voti in occasione delle imminenti elezioni regionali”. Il politico viene individuato dagli agenti della Mobile “verosimilmente” in Simona Vicari, della quale Verro è un collaboratore. In quegli anni Vicari era sottosegretario del ministero dei Trasporti da cui dipende il provveditorato.

Tutto questo impegno da parte di Casella sarebbe stato ripagato nel 2017 con due tangenti. I poliziotti della squadra mobile hanno immortalato Vaiana mentre consegna due buste a Casella. Non si sa quante banconote contenessero.


Appalti truccati al Provveditorato lavori pubblici, le intercettazioni | VIDEO
Appalti truccati, la tangente consegnata in diretta: "Ce lo posso fare il regalino?" | VIDEO
 
PALERMO: L’OPERAZIONE “CUCI E SCUCI” PORTA ALLA LUCE UN VASTO GIRO DI TANGENTI NEL SETTORE DEGLI APPALTI PUBBLICI.

Alessia Ilardi

ARRESTATI QUATTRO FUNZIONARI DEL PROVVEDITORATO ALLE OPERE PUBBLICHE, DUE SOSPESI DAL SERVIZIO.


(di redazione) La Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Gip presso il Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica, a carico di 14 soggetti che dovranno rispondere a vario titolo dei reati di corruzione, falso in atti pubblici e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Le complesse indagini, a cura della locale Squadra Mobile- sezione Anticorruzione- hanno raccolto numerosi indizi per i reati sopra menzionati a carico di diversi Pubblici Ufficiali in servizio presso il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche con sede a Palermo: gli ingegneri AMATO CARLO, MONTE CLAUDIO, BARBERI FRANCO, il geometra e geologo CASELLA ANTONIO, sottoposti alla misura degli arresti domiciliari; l’architetto TURRICIANO. Antonino. e l’assistente geometra MUZZICATO. Fabrizio., sottoposti alla misura della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio per la durata di 12 mesi.
Inoltre, il provvedimento cautelare prevede la misura del divieto di contrattare con la P.A. per 12 mesi ( recentemente introdotta dalla cd legge “spazzacorrotti” Legge n. 3 del 2019) a carico di 8 imprenditori, titolari di altrettante imprese operanti nel settore edilizio e con sede nella provincia di Palermo, Enna, Messina, Agrigento.
L’indagine, denominata Cuci e Scuci, ha consentito di ricostruire molteplici episodi corruttivi consumatisi nel corso di appalti pubblici concernenti lavori di ristrutturazione effettuati ad istituti scolastici siti nella provincia di Palermo (Casteldaccia) ed in altre province siciliane ( Enna e Catania), un immobile sito a Palermo, confiscato alla criminalità organizzata ed adibito ad alloggio di servizio in uso alle FF.OO ed altro immobile sito a Capaci ( PA) da adibire a Stazione dei Carabinieri, con annessi alloggi di servizio.
L’ambito investigativo toccato dall’indagine riguarda principalmente appalti pubblici finanziati con fondi del Ministero Infrastrutture e Trasporti ( MIT) – in particolare perla cd edilizia scolastica- o di altri enti o Ministeri, stanziati per lavori di ordinaria o straordinaria manutenzione di immobili dello Stato, utilizzati per fini istituzionali o di pubblica utilità.
Le investigazioni permettevano di accertare che i Funzionari Pubblici nello svolgimento delle loro funzioni negli appalti ed in particolare quelle di Responsabile Unico del Procedimento (RUP), Direttore del Lavori (D.L.), Direttore Operativo (D.O.), Progettista, Responsabile della Sicurezza, Ispettore di Cantiere, erano soliti chiedere o pretendere tangenti e altre utilità, ai rappresentanti delle imprese appaltatrici.
Il sistema corruttivo portato alla luce si basava essenzialmente su due aspetti, tra loro strettamente connessi:
Dazioni di tangenti, corrispondenti ad una percentuale pari a circa 2-3% dell’importo complessivo del finanziamento statale.

Il modus illecito adottato consentiva all’imprenditore di recuperare l’importo della tangente, attraverso l’inserimento di voci di spese fittizie o maggiorate nei documenti contabili, predisposti dai Pubblici Ufficiali ed in particolare: Stato Avanzamento Lavori (S.A.L.), Certificato di Pagamento e Perizia di Variante.
Le dazioni delle tangenti risultavano temporalmente coeve alla predisposizione della predetta documentazione contabile o alla presentazione della stessa all’ente erogante che nel caso dell’edilizia scolastica si individuava nel Comune, ove insisteva la scuola interessata dai lavori. L’ente locale, infatti, provvedeva al pagamento all’impresa della fattura solo a seguito della documentazione contabile. Il SAL e le Perizie di Variante diventavano, così, la merce di scambio utilizzata dai Pubblici Ufficiali come controprestazione alla mazzetta.
Altra utilità conseguita dai Pubblici Ufficiali era costituita dal cd. Rimborso di spese di missioni non effettuate e/o parzialmente falsificate. Infatti l’attività investigativa consentiva di scoprire un meccanismo illecito in base al quale i funzionari durante le missioni di servizio lucravano sui rimborsi spesa dovuti per il carburante e i pasti fruiti
in quanto erano gli imprenditori ad ospitarli nelle auto e ad omaggiargli i pranzi, nonostante i Pubblici Ufficiali presentassero richiesta di rimborso.

La complessa ed articolata indagine nasce su input di un imprenditore edile che coraggiosamente ha denunciato alla Squadra Mobile di Enna la richiesta di tangenti da parte di alcuni dei Funzionari Pubblici oggi arrestati, durante l’esecuzione di lavori di ristrutturazione di una scuola elementare sita nella provincia di Palermo.
Le investigazioni condotte poi dalla Squadra Mobile di Palermo, che si sono avvalse di numerosi supporti tecnici anche di natura ambientale e sono state supportate da videoriprese, acquisizione ed esame di documentazione amministrativa, escussioni di persone informate sui fatti, servizi dinamici sul territorio, hanno fatto emergere una
prassi deviata seguita all’interno del Provveditorato Opere Pubbliche Sicilia e Calabria da alcuni Pubblici Funzionari ai fini della consumazione di plurimi reati di corruzione, falso e truffa.

Gli episodi corruttivi ricostruiti hanno permesso anche di cogliere in diretta il passaggio della mazzetta e/o l’accordo criminoso sul quantum da consegnare ai Pubblici Ufficiali.
I reati riguardano i seguenti appalti pubblici:
Edilizia Scolastica:
  • Tentata corruzione: In riferimento all’Appalto della Scuola Primaria “P. Piraino” ubicata nel comune di Casteldaccia (PA), Via Lungarini n. 87.
    Importo del finanziamento 250.000,00 euro, aggiudicato con un ribasso del 46,544% per un importo complessivo di 153.577,08.
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio:. In riferimento all’Appalto dell’Istituto Scolastico Comprensivo “F. Ansaldi”, sito in Via G. Leopardi nel Comune di Centuripe (EN). ). Importo del finanziamento 159.000,00 Euro, aggiudicato con un ribasso del 43,50 %, per l’importo di 89.906,36 Euro.
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’Ufficio: con riferimento all’appalto di Centuripe di cui al punto precedente limitatamente alla fornitura degli infissi della scuola.
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: In riferimento alla 1° tranche dell’ Appalto della Scuola “L. Pirandello”, Largo S. Giovanni 5,
    frazione di Villadoro, Comune di Nicosia (EN). ). Importo del finanziamento pari a 187 mila euro, aggiudicato con un ribasso del 43,978% .
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: In riferimento all’appalto dell’edificio scolastico Istituto Comprensivo “G. Ungaretti” plesso “G. La Pira”, ubicato nel Comune di Sant’Alfio (CT), Via A. Diaz n. 14. Importo del finanziamento 234.000,00 euro, aggiudicato con un ribasso del 41,789% per un importo di 133.572,56 euro.
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: In riferimento alla 2° tranche dell’appalto della Scuola “L. Pirandello”, Largo S. Giovanni 5, frazione di Villadoro, Comune di Nicosia (EN). Importo del finanziamento pari a 170.000,00 euro, aggiudicato con un ribasso del 44,129% per un importo di 98.514,72 euro.

Altri uffici pubblici:
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: In relazione ai lavori sull’appartamento sito in Palermo, Via Giusti n. 42 (PA), – affidata dall’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata all’Arma dei Carabinieri, per esigenze alloggiative del personale operante presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo. Importo stanziato a 22 mila euro, aggiudicato con affido diretto e con ribasso per la somma di 16.120,46 euro.
  • Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: in riferimento all’appalto sull’immobile sito a Capaci (PA), Corso Isola delle Femmine, 16 da adibire a Stazione dei Carabinieri ed annessi alloggi di servizio. Importo del finanziamento 500 mila euro, aggiudicato con ribasso del 39.50%, per un importo di 384.874,93 euro.

D.D.G.n.2924 UNIONE EUROPEA REPUBBLICA ITALIANA

Regione Siciliana
ASSESSORATO REGIONALE DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITA’ DIPARTIMENTO REGIONALE DELLE INFRASTRUTTURE DELLA MOBILITA’ E DEI TRASPORTI

IL DIRIGENTE GENERALE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTA la L. n° 457 del 05/08/1978 e s.m.i.;
VISTA la L. n°109 del 11/02/1994 nel testo coord. con la L.R. n°7 del 02/08/2002 e s.m.i.;

VISTO il decreto legislativo n° 112 del 31/03/1998 art. 61, comma 3, che attribuisce alla Cassa Depositi e Prestiti l'erogazione dei fondi assegnati per l'edilizia residenziale pubblica sovvenzionata a favore delle regioni;

VISTO il decreto legislativo n° 112 del 31/03/1998 art. 7, comma 1 che ha disposto il trasferimento alla
Cassa Depositi e Prestiti di tutte le attività e passività della sezione autonoma per l'edilizia residenziale;

VISTA la convenzione sottoscritta in data 18/07/2001, tra l'Amministrazione Regionale e la Cassa Depositi e Prestiti, per la gestione delle risorse sul conto corrente infruttifero 20128/1208 CDP. ED SOVV.FONDO GLOBALE REG.;

CONSIDERATO che la stessa Cassa DD.PP., con la predetta convenzione provvede all'erogazione delle
somme in favore dei beneficiari finali indicati dalla Regione Sicilia – Dipartimento LL.PP. oggi Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti ;

VISTO il D P.R. 5 ottobre 2010 n. 207 e successive modifiche ed integrazioni; concernente il regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;

VISTO il Decreto legislativo n.118 del 23/06/2011;

VISTA la L.R. 12 luglio 2011 n. 12 concernente il recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 e successive modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010 n. 207 e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO l’art. 3 comma 1 lett.d della legge regionale 03 gennaio 2012 n. 1, pubblicata nella G.U.R.S. n. 2 del 13/1/2012 parte prima, che stabilisce, tra l’altro, la riprogrammazione delle risorse afferenti all’edilizia sia sovvenzionata che agevolata originate dalla legge 5 agosto 1978, n. 457 ed, altresì, le risorse dell’edilizia sovvenzionata (ex Gescal) giacenti presso la Cassa Depositi e Prestiti, per le quali, al 14/01/2012, data di entrata in vigore della stessa legge, non risultino adottati atti giuridicamente vincolanti;

VISTA la deliberazione di G.R di Governo n° 208 del 21/06/2012, con la quale è stato individuato, tra l'altro l'intervento dei lavori di rifunzionalizzazione ed adeguamento dell'immobile sito in Capaci in via Isola delle Femmine n° 16 da destinare a sede della stazione dei Carabinieri e annessi alloggi di servizio,su immobile confiscato;

VISTA la convenzione del 28/07/2014, tra l'Istituto Autonomo Case Popolari di Palermo, l'Amministrazione Regionale - Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità, il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo, approvata con decreto n° 2223/S5 del 17/09/2014;

CONSIDERATO che con note prot. n° 10293 del 02/03/2015 e prot. n°52682 del 22/10/2015 questo
Dipartimento, in attuazione della citata delibera di Giunta di Governo, ha richiesto al Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche, quale soggetto attuatore dell'intervento medesimo, il relativo progetto esecutivo;

VISTA la nota prot. n° 21216 del 18/11/2015, acquisita al prot. n° 58237 del 19/11/2015 di questo
Dipartimento, con la quale il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche ha trasmesso il progetto esecutivo dei lavori di rifunzionalizzazione ed adeguamento dell'immobile sito in Capaci in via Isola delle  Femmine n° 16 da destinare a sede della stazione dei Carabinieri e annessi alloggi di servizio, datato 06/11/2015, munito degli estremi di approvazione;

VISTO il progetto esecutivo dei lavori in argomento -codice CUP D11E14000340002- , redatto dai tecnici
interni del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche, munito dell'approvazione favorevole, resa
in data 19/11/2015 dal Dirigente del Provveditorato dott. Arch. Alessandro Basile, con le prescrizioni
contenute nel suddetto parere in ordine ai vincoli presenti nel luogo oggetto dell'intervento, dell'importo complessivo di € 500.000,00, di cui € 264.269,46 per lavori soggetti a ribasso, oltre € 9.429,54 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso ed € 153.529,59 per costo della mano d'opera non soggetto a ribasso per un importo complessivo di € 427.228,59 ed € 72.771,41 per somme a disposizione dell'Amministrazione meglio descritti nel seguente prospetto:
Importo dei lavori a base d'asta € 264.269,46 +
oneri speciale di sicurezza non soggetto a ribasso € 9.429,54
costo della mano d'opera non soggetto a ribasso € 153.529,59
costo totale lavori € 427.228,59
€ 427.228,59
Somme a disposizione dell'Amministrazione:
Per I.V.A. 10% sui lavori € 42.722,86
Per incentivi per la progettazione art. 92 c.5 del D.lgs 163/2006 € 8.544,57
Per consulenza opere strutturali compreso I.V.A. € 11.468,00
per prove di laboratorio compreso I.V.A. € 5.540,37
Per imprevisti € 1.970,61
Per polizza assicurativa progettista R.U.P. e D.L. € 300,00
Per oneri conferimento a discarica € 1.000,00
Per versamento di autorità di vigilanza LL.PP. € 225,00
Per allacciamenti a servizi pubblici € 1.000,00

Totale somme a disposizione € 72.771,41 € 72.771,41
Importo complessivo progetto € 500.000,00

VISTA la nota prot. n° 1543 del 23/09/2015 con la quale il suddetto Dirigente del Provveditorato, e dispone che l'Ing.Giuseppe Quartana subentri all'Ing. Mario della Corte nella qualità di Responsabile Unico del Procedimento;

CONSIDERATO che lo I.A.C.P. di Palermo, quale Ente strumentale non economico della Regione Sicilia, così come disposto nella suddetta convenzione del 28/7/2014, può a titolo gratuito, assolvere il compito per la gestione diretta dei flussi finanziari con la Cassa DD.PP. S.p.A. in favore del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche, sulla scorta della documentazione autorizzativa del Dipartimento delle Infrastrutture della Mobilità e dei Trasporti;

RITENUTO in applicazione della delibera di G.R.G. n° 208 del 21/06/2012, di concedere il finanziamento di
€ 500.000,00 per la realizzazione della sede dell'Arma dei Carabinieri, nel Comune di Capaci in via Isola delle Femmine n° 16, su immobile confiscato;

CONSIDERATO che l’intervento rientra tra le previsioni dell’art. 3 comma 1 lettera (d), della L.R.
03/01/2012 n. 1, nonché rientra tra le opere di urbanizzazione secondarie, così come previsto dal decreto sui massimali di costo per l' edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, pubblicato sulla G.U.R.S. n. 32/2007 con le modifiche apportate dal Decreto di questo Dipartimento 1231 del 25/06/2010 pubblicato nella GURS 23/07/2010 n°33 parte I;

AI SENSI della Legge e del Regolamento sulla contabilità Generale dello Stato:

D E C R E T A

Art. 1) Per le motivazioni esposti in narrativa, è finanziato il progetto esecutivo dei lavori di rifunzionalizzazione ed adeguamento dell'immobile sito in Capaci in via Isola delle Femmine n° 16, da destinare a sede della stazione dei Carabinieri e annessi alloggi di servizio, su immobile confiscato datato 06/11/2015, munito del parere di approvazione reso dal Dirigente del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per l'importo complessivo di € 500.000,00.

ART. 2) Il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per la Sicilia e la Calabria è individuato quale soggetto attuatore dell'intervento che provvederà anche all'espletamento della gara d'appalto per l'affidamento dei lavori.

ART. 3) L'impegno della somma occorrente necessaria per la reali zzazione dell'opera in argomento graverà  sui fondi dell'edilizia residenziale pubblica sovvenzionata, giacente sul conto 20128/1208 “ Ed. Sovv. Fondo Globale Reg.” presso la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. di Roma.

ART .4) L'erogazione delle somme sarà effettuata dalla Cassa Depositi e Prestiti, a favore dello I.A.C.P. di Palermo, così come disposto nella suddetta convenzione del 28/7/2014, previa autorizzazione di questo Dipartimento con le procedure disposte nella circolare dell'ex Assessorato LL.PP. n° 1174 del 21/05/2002 pubblicata nella GURS n° 26 del 07/06/2002 parte I° e relativa convenzione tra Regione Siciliana e Cassa Depositi e Prestiti.

ART. 5) Il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche , n.q di stazione appaltante, dovrà dare
immediata comunicazione a questo Assessorato dell'avvenuta consegna e dell'inizio dei lavori che dovranno essere ultimati entro 300 giorni naturali e consecutivi, decorrenti dalla data della consegna degli stessi, ai sensi dell'art. 12 del capitolato speciale di appalto, facente parte integrante del progetto approvato.

ART. 6) Il presente decreto è pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento delle Infrastrutture della Mobilità e dei Trasporti

PALERMO lì 02/12/2015

Il FUNZIONARIO DIRETTIVO Il DIRIGENTE UO S501
F/to Geom Dario Rao Camemi F/to Arch. Nicola Benigno
Il CAPO SERVIZI 5 AD INTERIM IL DIRIGENTE GENERALE
F/to Carmela Tiziana Luparelli F/to Dott. Fulvio Bellomo




2019 7 MAGGIO Palermo: tangenti per opere pubbliche, 14 indagati Tangenti all'ufficio opere pubbliche Arrestati quattro funzionari VIDEO Tangenti e pressioni politiche Così costruirono la caserma PALERMO: L’OPERAZIONE “CUCI E SCUCI” PORTA ALLA LUCE UN VASTO GIRO DI TANGENTI NEL SETTORE DEGLI APPALTI PUBBLICI. 2019 26 GIUGNO PROVVEDITORATO ALLE OPERE PUBBLICHE SICILIA "Lavori in cambio di voti" Il capitolo 'politico' dell'inchiesta amato carlo, barberi francesco, capaci, casella antonio, CASERMA CARABINIERI CAPACI, CORRUZIONE, GIOVANNI CARLO, monte claudio, OPERAZIONE CUCI E SCUCI, PROVVEDITORATO OPERE PUBBLICHE, PUCCIO, VIANINI, 2019 26 GIUGNO PROVVEDITORATO ALLE OPERE PUBBLICHE SICILIA "Lavori in cambio di voti" Il capitolo 'politico' dell'inchiesta

2019 21 GIUGNO TAR PALERMO N. 00751/2019 REG.PROV.CAU N. 01370/2019 REG.RIC. D'ARPA VINCENZO PASSAGGIO DEL CONIGLIO 6 ISOLA DELLE FEMMINE

2019 21 GIUGNO TAR PALERMO N. 00751/2019 REG.PROV.CAU N. 01370/2019 REG.RIC. D'ARPA VINCENZO PASSAGGIO DEL CONIGLIO 6 ISOLA DELLE FEMMINE 

REPUBBLICA ITALIANA

Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)

Il Presidente
ha pronunciato il presente
DECRETO

sul ricorso numero di registro generale 1370 del 2019, proposto da Vincenzo D'Arpa, in proprio e n.q. di legale rappresentante della omonima ditta individuale “D’Arpa Vincenzo”, rappresentato e difeso dagli avvocati Giuseppe Mandala', Luciano Romeo, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Luciano Romeo in Palermo, via Principe di Villafranca, 10; 
contro
Ministero dell'Interno, U.T.G. - Prefettura di Palermo non costituiti in giudizio; 
nei confronti
Comune di Carini, Comune di Isola delle Femmine non costituiti in giudizio; 
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
“- dell'informazione antimafia interdittiva, prot. n. 81309 del 03.06.2019, emessa dal Prefetto di Palermo, ai sensi degli artt. 84, 89-bis e 91 del D.lgs n. 159/2011, nei confronti del ricorrente, titolare dell’omonima ditta individuale;
“- del verbale del 16.05.2019 del Gruppo Provinciale Interforze, richiamato nella informazione interdittiva, ad oggi non conosciuto;
“- del provvedimento n. 20 del 13.06.2019, notificato il 14.06.2019, del Comune di Carini, Ripartizione VI Servizio Sportello Unico Attività Produttive (servizio associato con il Comune di Isola delle Femmine), a firma congiunta del Capo della Ripartizione VI del Comune di Carini e del Responsabile del III Settore del Comune di Isola delle Femmine, con il quale è stata disposta la revoca dell'Autorizzazione Unica Ambientale (provvedimento n. 2 del 17.02.2017) a suo tempo rilasciata all'impresa individuale del ricorrente per l'esercizio dell'attività di autolavaggio;
- di ogni altro eventuale atto istruttorio, connesso e/o consequenziale al provvedimento interdittivo antimafia impugnato, ad oggi non conosciuto dal ricorrente”.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Vista l'istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi dell'art. 56 cod. proc. amm.;
Premesso che, in applicazione dei termini dilatori previsti dall’art. 55, comma 5, c.p.a., la prima Camera di consiglio utile per l’esame collegiale dell’istanza cautelare è quella del 18 luglio 2019, come da calendario;
Considerato che parte ricorrente, titolare dal 2012 di un’omonima ditta individuale sita in Isola delle Femmine, “operante nel settore dell’autolavaggio”, motiva l’istanza cautelare interinale addicendo tra l’altro “… la immediata interruzione dei rapporti lavorativi in essere con i due dipendenti, e le evidenti ripercussioni economiche nei confronti delle loro famiglie”, nonché “… una ingente ed irreparabile perdita economica per l’impresa, dovuta all’impossibilità di operare in un periodo economicamente favorevole (mesi estivi) per il tipo di attività svolta («autolavaggio»)”;
Ritenuto che, in relazione a tali circostanze, sussiste una situazione di “estrema gravità ed urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione” dell’istanza cautelare fino alla predetta Camera di consiglio (ciò che, ai sensi dell’art. 56 cod. proc. amm., costituisce il necessario presupposto per l’adozione di misure cautelari interinali mediante decreto presidenziale anche in assenza di contraddittorio);
- che, peraltro, nel contesto dei fatti enunciati in ricorso e nel doveroso bilanciamento dei contrapposti interessi delle parti in causa, non sembra possa derivare alcun serio inconveniente per l’Amministrazione intimata dal breve differimento degli effetti dei provvedimenti impugnati fino alla predetta camera di consiglio, limitatamente, comunque, allo svolgimento dell’attività di autolavaggio;

P.Q.M.
Accoglie l’istanza di cautela interinale nei sensi e per gli effetti di cui in motivazione.
Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 18 luglio 2019.
Il presente decreto sarà eseguito dall'Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Palermo il giorno 20 giugno 2019.







Il Presidente
Calogero Ferlisi
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2019 22 FEBBRAIO CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA 23301 AVVERSO IL DECRETO  DL 7 FEBBRAIO 2018  DELLA CORTE DI APPELLO DI PALERMO COLLURA ROSA  D'ARPA VINCENZO DI TRAPANI MARIA ANGELA MADONIA SALVATORE ZIA BEBY 

SENTENZA sui ricorsi proposti da: 

COLLURA ROSA D'ARPA VINCENZO avverso il decreto del 7/02/2018 della CORTE APPELLO di PALERMO 

sentita la relazione svolta dal Consigliere Sergio Di Paola; 

lette le conclusioni del Sostituto Procuratore generale Tomaso Epidendio, che ha concluso per la declaratoria di inammissibilità del ricorso; 

RITENUTO IN FATTO 

1.1. La Corte d'appello di Palermo con il provvedimento impugnato in questa sede riformava parzialmente il decreto del Tribunale di Palermo del 14.6.2012, confermando, per quanto di interesse in questa sede, la disposta confisca dei beni di proprietà della Madonia Diego & C. s.n.c., il cui amministratore e legale rappresentante era Collura Rosa (suolo suddiviso in due particelle — nr. 1927 e 1928, per complessivi mq.978), e degli immobili (magazzini e terreni) siti in territorio Isola delle femmine, di proprietà, per la metà, di D'Arpa Vincenzo. 

Per tutti i beni indicati, il provvedimento affermava che il reale proprietario dei beni apparentemente intestati alla Madonia Diego & C. s.n.c. era Madonia Giuseppe; 

quanto ai beni che risultavano formalmente di proprietà di D'Arpa Vincenzo, il reale proprietario era Madonia Salvatore. Entrambi i Madonia erano stati attinti dalla proposta di adozione delle misure di prevenzione patrimoniale, in quanto soggetti qualificati come pericolosi perché storicamente inseriti nell'organizzazione criminale di stampo mafioso, in cui la famiglia di appartenenza aveva per lungo tempo svolto ruolo di controllo e gestione del territorio di Resuttana, nell'interesse del sodalizio mafioso. 

2.1. Hanno proposto ricorso per cassazione le difese di Collura Rosa e D'Arpa Vincenzo. 

2.2. Con il ricorso proposto nell'interesse di Collura Rosa, si deduce con unico motivo di ricorso la violazione di legge, in relazione all'art. 24 d. Igs. 159/2011 e all'art. 125 cod. proc. pen., attesa la mancanza della motivazione, meramente apparente, in ordine al profilo dell'effettiva titolarità del bene immobile a Madonia Giuseppe. Precisava la ricorrente che in altro precedente provvedimento di prevenzione, la Collura aveva offerto la prova della lecita provenienza delle risorse impiegate per l'acquisto del suolo dal precedete dante causa, circostanza che era stata apprezzata rigettando la richiesta di confisca (in data 6/9/1994); 

gli unici elementi che erano stati considerati dal provvedimento per dimostrare la titolarità del bene in capo al Madonia erano alcune conversazioni intercettate, dal contenuto confuso e frammentario, che potevano dimostrare al più un interesse del Madonia a ricevere informazioni su un suolo, peraltro non individuato attraverso quelle intercettazioni; per altro verso, non vi era prova che il Madonia fosse stato a conoscenza delle vicende che avevano riguardato il suolo in questione (espropriazione parziale, opposizione proposta in sede giurisdizionale, corresponsione dell'indennità) tanto che egli non aveva ricevuto alcun versamento dell'indennità versata alla Collura. 

2.3. La difesa di D'Arpa Vincenzo ha dedotto, con unico articolato motivo di ricorso, la violazione di legge, in relazione agli artt. 20 e ss. d. Igs. 159/2011, nonché con riferimento agli artt. 192, comma 1 e 2, 125, comma 3, 546, comma 1, lett. E) cod. proc. pen., art. 111 comma 6, Cost.; il provvedimento della Corte d'appello aveva omesso di valutare le allegazioni difensive, che dimostravano non solo l'insussistenza della presunzione di cui all'art. 24 d. Igs. 159/2011, ma anche l'assenza di elementi per affermare la provenienza illecita delle risorse per gli acquisti dei beni immobili e finanche la stessa individuazione fisica dei beni che si assumevano, attraverso l'analisi di intercettazioni telefoniche, direttamente riferibili a Madonia Salvatore. Nessuna risposta era stata fornita alle censure relative alla mancata considerazione della documentazione prodotta, in grado di dimostrare la capacità patrimoniale e finanziaria degli avi del ricorrente (originari titolari di quei beni) nel procedere all'acquisto dei beni oggetto di confisca; il ricorrente contestava il contenuto e l'interpretazione dei dialoghi intercettati da cui il Tribunale prima, e la Corte d'appello, poi, avevano desunto la sicura riferibilità di quei beni al patrimonio di Madonia Salvatore. Analogo vizio colpisce, ad avviso del ricorrente, la motivazione del provvedimento che aveva affermato la corrispondenza tra i beni da confiscare e i beni genericamente indicati nel corso dei dialoghi intercettati, senza motivare le ragioni dell'evidente discrasia tra i beni oggetto dell' acquisto effettuato dai nonni del ricorrente (relativi a soli due atti di acquisto) e l'indicazione di tre distinti beni immobili emergente dalle intercettazioni, che aveva condotto appunto alla confisca dei tre compendi immobiliari. 

CONSIDERATO IN DIRITTO 

1. Il ricorso proposto nell'interesse di Collura Rosa è inammissibile, perché proposto da soggetto non legittimato. La Collura, infatti, ha proposto il ricorso in proprio quale persona fisica, mentre il sequestro è stato disposto nei confronti della Diego Madonia & C., di cui la Collura era amministratrice; solo in quella veste, pertanto, ella poteva proporre ricorso. In ogni caso, pur deducendo con il ricorso la violazione di legge, in ragione della carenza o della mera apparenza della motivazione, quanto al presupposto della titolarità di fatto del bene in capo a Madonia Giuseppe, nella sostanza la ricorrente con l'impugnazione proposta denuncia vizi motivazionali, poiché si duole della mancata considerazione di vicende che erano già state vagliate dal provvedimento di primo grado, decisione che la Corte d'appello ha confermato condividendone le ragioni; inoltre, la ricorrente contesta la valenza del contenuto delle intercettazioni considerate e da cui è stata tratta la dimostrazione della riconducibilità a Madonia Giuseppe della proprietà dei beni immobili. Si tratta, pacificamente, di censure che non denunciano violazioni di legge, ma si limitano a non condividere le motivazioni, sufficientemente argomentate, dal provvedimento impugnato, non potendosi sollecitare in questa sede una rivalutazione del significato delle intercettazioni considerate, trattandosi di aspetto di fatto. 

2. Il ricorso proposto nell'interesse di D'Arpa Vincenzo è inammissibile, perché manifestamente infondato e, per taluni aspetti, non consentito. La questione principale sollevata dal ricorso è costituita dal denunciato difetto di motivazione in punto di rilevanza della dimostrazione, in capo ai soggetti formalmente intestatari dei beni oggetto di confisca, della capacità economica e finanziaria per procedere all'acquisto dei beni all'epoca dei trasferimenti. 

La Corte d'appello ha ritenuto che la pregnanza degli elementi desunti dalle intercettazioni che attestavano un interesse diretto del Madonia, per il tramite dei familiari più vicini, per il recupero degli immobili intestati alla famiglia D'Arpa, che  li avrebbero acquistati solo grazie all'intervento finanziario dei Madonia e che avrebbero cercato di contrastare la pretesa alla restituzione dei beni, rendeva irrilevante la dimostrazione della capacità patrimoniale dei D'Arpa (pag. 21-22) La decisione risulta in sintonia con gli insegnamenti di legittimità: è stato infatti affermato che, ai fini dell'applicabilità della misura della confisca di beni patrimoniali nella disponibilità di persone indiziate di appartenere ad associazioni di tipo mafioso, è sufficiente che sussistano una sproporzione tra le disponibilità e i redditi denunciati dal proposto, ovvero indizi idonei a lasciar desumere in modo fondato che i beni dei quali si chiede la confisca costituiscano il reimpiego dei proventi di attività illecite, e che il proposto non sia riuscito a dimostrare la legittima provenienza del danaro utilizzato per l'acquisto di tali beni (Sez. 5, n. 228 del 12/12/2007, dep. 2008, Campione, Rv. 238871); 
una volta raggiunta la prova della disponibilità del bene in capo al soggetto indiziato di appartenere ad associazioni di tipo mafioso, divengono irrilevanti i profili della sproporzione reddituale, che in ogni caso dovrebbero concernere la persona del proposto e non più il fittizio intestatario: si tratta cioè di applicare il principio secondo il quale "il valore sproporzionato dei beni - che è solo un indice sintomatico di illecita accumulazione della ricchezza - non rileva, in quanto è stata ritenuta provata la diversa ipotesi dell'immissione di capitali illeciti; l'art. 2 ter, comma 3, I. 575 del 1965 (nonché l'attuale art. 24 d.lgs. 159/2011) prevede, infatti, "la confisca dei beni sequestrati di cui la persona, nei cui confronti è instaurato il procedimento, non possa giustificare la legittima provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulti essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte sul reddito, o alla propria attività economica, nonché dei beni che risultino essere frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego"» (Sez. 5, n. 32996 del 11/04/2017, Ferraro, Rv. 271778). 

3. Il ricorrente non si confronta con la motivazione della Corte d'appello e del decreto del Tribunale, cui ha fatto richiamo la Corte d'appello nel condividerne le ragioni e gli argomenti per disattendere le censure difensive e confermare il giudizio sulla sussistenza della prova della riferibilità degli immobili in questione al soggetto sottoposto alla misura di prevenzione (Madonia Salvatore). Il provvedimento impugnato, infatti, nel ricostruire la trama degli elementi che avevano condotto a formulare il giudizio di pericolosità qualificata dei soggetti proposti per l'applicazione delle misure (e tra essi anche Madonia Salvatore e Madonia Giuseppe), aveva evidenziato il composito quadro indiziario tratto dalle investigazioni condotte sulle famiglie mafiose Di Trapani e Madonia, dagli accertamenti giurisdizionali (che avevano confermato il ruolo apicale delle famiglie e dei componenti delle stesse nella direzione e organizzazione dell'associazione di stampo mafioso operante nel mandamento mafioso di Resuttana), dalle importanti acquisizioni ottenute attraverso il simultaneo controllo sia delle comunicazioni (telefoniche, ambientali e dei colloqui carcerari) tra i partecipi del sodalizio, sia dei movimenti sul territorio. 

Questi ultimi dati, poi, avevano messo in luce modalità e tecniche del continuo controllo del patrimonio occulto del gruppo organizzato, anche in presenza delle restrizioni dovute allo stato di detenzione di molti tra i sodali, controllo affidato principalmente a Di Trapani Maria Angela, moglie di Madonia Salvatore, che svolgeva il compito delicato e decisivo di contatto con gli ambienti esterni per fornire direttive, indicazioni e disposizioni sulla gestione del patrimonio familiare. In definitiva, era incontestabile, alla stregua dell'approfondita e puntuale motivazione dei provvedimenti emessi, l'illecita provenienza del patrimonio riferibile ai sodali indicati nel decreto, in ragione della "qualità criminale dei proposti, [del]la gestione occulta dei beni e [del]la mancata individuazione di fonti lecite di reddito compatibili con il valore di tali beni" (pag. 7 del decreto della Corte d'appello). 

Rispetto a queste argomentazioni il ricorrente non è in grado di dedurre alcuna violazione di legge, affidando le proprie censure, invece, alla mancata valutazione dei documenti che avrebbero smentito il dato della sproporzione tra la capienza del reddito dei coniugi D'Arpa, originari acquirenti di quei beni, e l'operato acquisto degli immobili. 


Come anticipato, tale valutazione non era richiesta, poiché il dato raggiunto attraverso l'analisi del materiale indiziario era costituito dalla sicura esistenza di un patrimonio occulto (stimato in "centinaia di miliardi", come emerso dalle attività di captazione di dialoghi svolti da componenti di altre cosche mafiose, che commentavano l'inconsistenza delle lamentele dei Madonia per il mancato sostegno economico nei periodi di detenzione carceraria) che veniva amministrato dai proposti, pur soggetti all'applicazione di misure restrittive. Del resto, l'analitica ricostruzione del patrimonio conoscitivo acquisito attraverso le attività di intercettazione, attestava come la fonte principale che consentiva di individuare il patrimonio occulto del Madonia fosse la viva voce del detenuto che, in numerosi e ricorrenti dialoghi, si confrontava con la moglie Di Trapani Maria Angela e con gli altri congiunti, discutendo in modo vigoroso e deciso del destino degli immobili acquistati dai D'Arpa, solo mediante l'aiuto finanziario del Madonia, immobili che temeva potessero non essere più trasferiti per le resistenze già manifestate dagli eredi dei D'Arpa, nel frattempo deceduti. 

La valenza degli elementi, così raccolti e coordinati tra loro, è stata considerata in modo logico dal provvedimento impugnato, ritenendola di tale spessore da rendere irrilevante la teorica capacità patrimoniale dei D'Arpa nel procedere all'acquisto di quegli immobili, non escludendo necessariamente tale circostanza la riferibilità degli immobili al Madonia, che ne reclamava ripetutamente la titolarità affidando alla consorte il compito di sollecitare, con interventi reiterati, anche mediante l'ausilio di altri familiari legati da vincoli di parentela con i D'Arpa, il formale riconoscimento della proprietà dei terreni in capo al Madonia. Né a questo riguardo possono trovare ingresso le censure del ricorrente, che contesta (pag. 9 e ss. del ricorso) la consistenza delle deduzioni tratte dalla lettura delle intercettazioni, trattandosi di rilievi che spostano il baricentro del ricorso dall'ipotizzata violazione di legge a ipotetici vizi motivazionali, peraltro sottratti allo scrutinio di legittimità (Sez. Unite, n. 22471 del 26/02/2015, Sebbar, Rv. 263715), come dimostra lo stesso tenore dell'impugnazione che finisce per lamentare l' "argomentare illogico e contra legem, non condivisibile" (pag. 12 del ricorso), giungendo ad evocare la contraddittorietà della motivazione rispetto alle prove documentali offerte dal ricorrente, che sarebbero state travisate dai giudici di merito (pag. 13 del ricorso). 

Allo stesso modo, le critiche rivolte all'assenza di precisi elementi per procedere alla verifica della corrispondenza tra i cespiti sottoposti a confisca e gli immobili di cui avrebbero discusso il Madonia ed i suoi congiunti, nel corso dei dialoghi intercettati, si scontrano con la motivazione, particolarmente accurata, del decreto del Tribunale di Palermo, richiamata dalla Corte d'appello, che ha indicato gli elementi testuali (tratti dai dialoghi del Madonia con la moglie) che collimano con le ricostruzioni documentali e con le stesse indicazioni degli atti di vendita in favore dei D'Arpa, documenti contrattuali in cui vi è traccia di tutti gli immobili confiscati (poiché in uno stesso atto, ossia quello del 16/11/1990, erano compresi tutti gli immobili, due di essi originati dalla separazione da una stessa particella, suddivisa in due nuove particelle: v. pagg. 300 e ss. del decreto del Tribunale di Palermo del 14/6/2012). 

2. Alli inammissibilità dei ricorsi, consegue la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali, nonché, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., valutati i profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità emergenti dal ricorso (Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186), al versamento della somma, che ritiene equa, di euro duemila ciascuno in favore della cassa delle ammende.

P.Q.M. 

Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro duemila ciascuno in favore della cassa delle ammende. 

Così deciso il 22/2/2019 Il Consiglio ed estensore Sergio  Di Paola
Il Presidente Mariella Cervadoro 

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20190527/snpen@s20@a2019@n23201@tS.clean.pdf


Giornale di Sicilia 10 Dicembre 2010 “Quei beni non sono di Madonia” Restituiti a un presunto prestanome

“Loro lo sanno che abbiamo queste core! Non facciamo che questi tre mascalzoncelli che sono, ne fanno cattivo uso! Questa cosa (devono, ndr) curarla, vederla come se fosse una cosa loro”. A parlare e il boss Salvatore Madonia che, da detenuto, nell' ottobre del 2006, impartisce ordini alla moglie, Maria Angela Di Trapani, circa la gestione di alcuni beni, quelli intestati alla famiglia della Zia Bebi, ovvero Vincenzo D'Arpa, classe 1931, poi deceduto, e dunque passati alla moglie, Vincenza Collura, ai figli Massimiliano e Pietro, al nipote Vincenzo (che all' epoca aveva solo 16 anni). “Quanta bili” per quei otre fazzoletti di terra” in passaggio del Coniglio, a Isola delle Femmine, con villette, magazzini e un capannone che Madonia nelle intercettazioni rivendica come suoi (“Tutto, dal basso verso l'alto”), proprio net punto a ridosso dell' autostrada dove avvenne la strage di Capaci. Di diverso avviso gli eredi D'Arpa, indagati per fittizia intestazione di beni, secondo i quali il boss sarebbe il reale proprietario solo di un paio di magazzini e di due pezzetti di terra.
La sezione misure di prevenzione del tribunale (collegio presieduto da Fabio Licata) ha sciolto il dubbio, in favore di Zia Bebi. Saranno cosi restituiti ai presunti prestanome D'Arpa (difesi dall' avvocato Michele Giovinco) tre villette, due appartamenti, diversi magazzini, un capannone e un terreno perche “almeno allo stato - scrivono i giudici - non risultano raggiunti da alcun elemento concreto di sospetto sulla riconducibilità a membri della famiglia Madonia”.

Eppure, durante i colloqui in carcere, il boss teme, si arrabbia, minaccia, spiega piu volte alla moglie, incaricata di gestire gli affari durante la sua detenzione, come stanno le cose, perche non si faccia prendere in giro dal mascalzoncello. “Dove li hanno presi i soldi loro? Da dove gli sono venute? Nemmeno si potevano comprare - dice Madonia - un collare! (...) Questi (D'Arpa, ndr) proprio non avevano niente...completamente. Io, ho pre-so... ho fatto... ma sono dei mascalzoni (...) Questo e tutto il rispetto? Questo mi merito io?o. Lui che avrebbe pagato. Fior di quattrini. Esattamente 255 milioni di lire, sono tre pezzi...venticinque (milioni, ndr), trenta e duecento! Tutte cose”. E ci sarebbe anche ola casa in montagna, come la chiama Riccardo, il figlio della coppia. Si tratta di una struttura in costruzione che si trova proprio sotto al tristemente famoso casolare con la scritta No mafia, che domina dall'alto l'autostrada Palermo-Trapani. ”Non tradirei il segreto di papà - dice Maria Angela al figlio - quando poi sei grande la prendi tu, perche e nostra, mi dimenticalo, capito? (...) altrimenti ce la levano”.
Ma i tentativi della donna di far ragionare i D'Arpa vanno a vuoto. Anzi la famiglia di Zia Bebi tenta di convincerla che da quelle parti non avrebbe neppure oil passaggio (oche la smettano, devo dirgli pure grazie che mi da il passaggio, impreca Madonia, ogli dici, dovete pregare che Salvo muore in carcere (...) vi giura sulla cosa più santa che avete (..) fra 100 anni, 150 anni... vi stermina a tutti!»). “Negano le evidenze - gli scrive Maria Angela - delle nostre disgrazie ne hanno fatto it loro tornaconto (...). Non si godranno niente - sentenzia - suo marito (Vincenzo D'Arpa, ndr) a morto col cancro, lei (Vincenza Collura, ndr) ha l'Alzheimer, a quei sifilitichi e vermi viscidi dei figli più bastardi di come sono non potevano essere”. I giudici hanno deciso diversamente.
Sandra Figliuolo
EMEROTECA ASSOCIAZIONE MESSINESE ANTIUSURA ONLUS
2010 5 MAGGIO SENTENZA N 5281 D'ARPA DI TRAPANI MARIA ANGELA MADONIA D'ARPA FASONE AUTOLAVAGGIO CRIVELLO FERRANTE LO PICCOLO PASSAGGIO DEL CONIGLIO ISOLA DELLE FEMMINE
2010 5 MAGGIO SENTENZA N 5281  D'ARPA DI TRAPANI MARIA ANGELA MADONIA D'ARPA FASONE AUTOLAVAGGIO CRIVELLO FERRANTE  LO PICCOLO PASSAGGIO DEL CONIGLIO  ISOLA DELLE FEMMINE


n. l180812009 R.G. delle notizie di reato
n. 941412009 R.G. molo del G.I.P.
n. l400712009 R.G. molo stralcio
Sent. no 528120 10
emanata il 5 MAGGIO 2010
Tribunale di Palermo
Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari
Il Giudice del17Udienza Preliminare
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

I1 Giudice dell'udienza Preliminare, Lorenzo Matassa;
All’udienza del 5 MAGGIO 2010, a seguito di udienza in rito abbreviato, ha pronunciato e pubblicato, mediante lettura del dispositivo, la seguente
SENTENZA
(Art. 438 e seguenti C.P.P.) Nei confronti di:
1. DI PACE Francesco, nato a Palermo 14 MAGGIO 1979 Difeso dall’Avvocato Giuseppe Di Peri.
LIBERO - PRESENTE
2. DI TRAPANI Maria Angela, nata a Cinisi (Palermo) il 30 APRILE 1968 ivi residente in contrada Cipollazzo snc, di fatto domiciliata a Palermo in via San Lorenzo nr. 56 Difesa dagli Avv.ti V.Vianello Accoretti e Francesco Marasà
IN CUSTODIA CAUTELARE DAL 25/11/2008 - PRESENTE
3. DI TRAPANI Michele nato a Palermo il 04 OTTOBRE
1943, residente a Cinisi (PA) in via G. Orlando 1 Difeso dagli Avvocati Salvo Misuraca e Marco Clementi.
IN CUSTODIA CAUTELARE DAL 2511 1/2008 - PRESENTE
4. PIZZO Pietro, nato a Brooklyn (USA) il 14 GIUGNO
1976, residente a Cinisi (PA) in via G. Falcone 47.
Difeso dall’Avvocato Vincenzo Lo Re. LIBERO - CONTUMACE
5. SGADARI Vincenzo, nato a Palermo il 27 MARZO 1962, ivi residente in Via Emanuele Guttadauro 16, piano 6'.
Difeso dagli Avvocati Sergio Monaco e Gabriele Vancheri.
IN CUTODIA CAUTELARE DAL 25/11/2008 CONTUMACE
5. IL RUOLO DI PRESTANOME DEL NUCLEO FAMILIARE FACENTE CAPO a D'ARPA VINCENZO.
Di seguito verranno trattate le acquisizioni investigative atte a delineare il ruolo di prestanome svolta dal defunto D'ARPA Vincenzo e da diversi componenti del suo nucleo familiare, specificatamente in favore del detenuto MADONIA Salvatore.
Come sopra largamente argomentato, sia il 06/04/2006 che il 14/04/2006 DI TRAPANI Maria Angela prima ed il marito MADONIA Salvatore, avevano esternato - forti timori in ordine alla possibile perdita di loro beni detenuti dai D'ARPA. La paura che ciò potesse accadere trovava origine nel proposito avanzato dal MADONIA Giuseppe il 25/03/2006 ed inerente una possibile futura convocazione dei medesimi D'ARPA a colloquio presso la struttura detentiva di Biella.
Colloquio registrato a L'Aquila il 06/04/2006 tra MADONIA Salvatore e DI TRAPANI Maria Angela  
MARIA ANGELA: ... ah! ... se la vuole fare andare là, la ZIA BEBI. .. là ci deve andare! (verosimilmente a colloquio con MADONU Giuseppe, ndr) dice (parla per MADONIA Giuseppe, ndr).. . sai. ora devo vedere più in là di farmela venire quà, perchè (verosimilmente può partecipare al colloquio in carcere, ndr).. .. morta  ero!... muta!. .. ho detto ... signore. .. inc. .. tutte cose perdiamo!! [porta la mano sulla fronte ed esterna seria preoccupazione. ndr].
Colloquio registrato a Napoli Poggioreale il  14/04/2006 tra MADONIA Salvatore ed il padre MADONIA Francesco
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SAL VA TORE: BEBI.. .?! BEBI.. . ?! BEBI CASH.. . (fonetico)
FRANCESCO: (non capisce, ndr)
SALVATORE: (resta in silenzio cercando di comunicare al genitore con lo sguardo) ... MARIO.. .
FRANCESCO: ... incomprensibile ... vedi che d sono le microspie ... non .facciamo. .. non parlare!
SAL VA TORE: noo ... chi ti accomunava in campagna?!
FRANCESCO: eh.. .
SAL VA TORE: eh!! ... chi ti accompagnava in campagna ... ?! ... e lui dice.. . parla  per MA DONZA Giuseppe) vorrei far venire a SUO PADRE.. . dico ho qualche cosa da lui.. . non vorrei che.. . finisse!
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Se tali acquisizioni già bastavano a comprendere come il nucleo familiare facente capo al D'ARPA Vincenzo fosse detentore di beni di esclusiva riconducibilità del MADONIA Salvatore, i colloqui carcerari successivamente registrati ne avrebbero anche consentito l'esatta individuazione.
Le precarie condizioni di salute patite dal medesimo D'ARPA Vincenzo, che ne avrebbero determinato il decesso in data 10/08/2007, si sarebbero rivelate fondamentali al fine della corretta individuazione dei beni in argomento; già a far data dal 05/10/2006, infatti, il MADONIA Salvatore, come peraltro brevemente accennato, esortava la moglie affinché si adoperasse in tal senso, garantendo la sicura gestione dei beni anche in previsione del decesso del D'ARPA [loro lo sanno ... che abbiamo queste cose! ... non facciamo che questi due ... TRE MASCALZONCELLZ che sono. ne fanno cattivo uso di queste cose!] ---
Come si ricorderà, la soluzione individuata dal detenuto vedeva il proprio cugino  MADONIA Mario (Palermo, 30/09/1966), quale possibile garante della continuità nella gestione del suo patrimonio; quest'ultimo, infatti, in virtù del rapporto di parentela che lo lega ai figli del D'ARPA Vincenzo (cugini di Io grado), avrebbe dovuto intercedere con essi, per nome e per conto del MADONIA Salvatore medesimo appena trovi l'occasione di parlare con MARIO (MADONZA Mario) ... ali dici ... che loro lo sanno . .. che abbiamo queste cose (...) non facciamo che questi due ... tre mascalzoncelli che sono, ne fanno cattivo uso di queste cose! L.. ) vedi ... come se fosse . . . se gliela fai gestire L.. ). . . come se fosse una cosa sua! L..) MARIO! . . . ali dici . . . è co . .. SAL V0 ti chiede h..) dato che c'è lo ZIO in queste condizioni (si riferisce al soggetto indicato come ZIA BEBI) .. . non vorrebbe che i suoi   un domani ... qua . . . non lo so come è come ... vedi qua ... quando ti incontri con i tuoi cugini ... di vedere . . . di vedere tu 6.. ) ti chiede SALVO, questa cosa! . . . se gli puoi seguire guesta cosa ... vedi qua . . .quando ti incontri con i tuoi cugini . . . di vedere . . . di vedere tu! ... devi dire ... ma qua, queste cose di SALVO come sono combinate?! (...)cioè ... vede lui dico, di incanalare con i suoi cugini queste cose , MARIA ANGELA!].
I) Le acquisizioni del 23/11/2006.
Tali direttive sarebbero state puntualmente eseguite in data 23/11/2006, allorquando DI TRAPANI Maria Angela veniva seguita da militari dipendenti mentre si recava presso i locali della MAVI Renault Trucks, ubicati al civico 77lA di viale della Resurrezione e di pertinenza del cugino MADONIA Mario.
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Ore 14:15 DI TRAPANI Maria Angela esce dal civico 44 di via Cimbali, si dirige verso la propria autovettura, sale a bordo e si allontana. La stessa, dopo aver percorso varie vie cittadine, giunge in viale Della Resurrezione dove accede all'intemo dello spiazzo antistante la rivendita di autoveicoli denominata MAVI Renault Trucks ubicata al civico 77lA (ore 14:30). La DI TRAPANI viene persa di vista dopo l'ingresso al predetto sito.
Ore 15: 10 DI TRAPANI Maria Angela a bordo della propria autovettura esce dalla MAVI Renault Trucks, dopo aver percorso varie vie cittadine, giunge in via San Lorenzo ed accede al civico 56 (ore 15: 17).
Appare opportuno specificare che l'Amministratore Unico della MA W Renault Trucks, con sede in Palermo, via della Resurrezione, risulta essere proprio MADONIA Mario, di MADONIA Diego e di COLLURA Rosa, nato a Palermo il 30/9/1966.
2  Le acquisizioni del 26/11/2006
Ulteriore conferma dell'avvenuto incontro tra DI TRAPANI Maria Angela ed il MADONIA Mario, la si otteneva anche dalla lettura della missiva scritta dalla donna in data 26/11/2006 ed indirizzata al marito detenuto all’Aquila. La stessa, nel raccontare dell'avvenuto incontro, riferiva di aver appreso che:
- la ZIA BEBI, a causa della sua malattia, risultava essere molto dimagrita;
- la FIGLIA DELLA ZIA BEBI risultava aver avuto "problemi lavorativi";
Si riporta il tratto d'interesse:
(..) SAI TI SALUTA MARIO CI SIAMO VISTI L 'ALTRO GIORNO, E' STATO TANTO CORDIALE, MI DICEVA CHE ZIA BEBI E' FATTA MAGRISSIUA A CAUSA DELLA MALATTIA, ORMAI NON SI REGGE QUASI PIU' IN PIEDI, MI DICEVA CHE SUO FIGLIO AVEVA AWTO DEI PROBLEMI CON IL LAVORO, E SI AUGURAVA CIO' CHE MI AUGURO PURE IO. UV0 DI QUESTI GIORNI MI VERRA ' A TROVARE O MI CHIAMERA ' PER INVITARMI A CASA SUA (..)
3) Le ACQUISIZIONI del 30/11/2006.
MADONIA Salvatore, in data 30/11/2006, in risposta alla missiva di cui sopra, manifestava le sue preoccupazioni in ordine alle conseguenze che sarebbero potute scaturire dai problemi lavorativi patiti dalla FIGLIA DELLA ZIA BEBI. I timori erano ovviamente da riferirsi a possibili ripercussioni su eventuali beni di proprietà del detenuto .
(..) NELLA TUA MI INFORMA VI CHE TI ERI VISTA CON TUO CUGINO MARIO, I0 NON CAPISCO PERCHE' NON DOVREBBE ESSERE CORDULE, ANZI MI STUPIREI SE FOSSE DIVERSAMENTE. MI DISPIACE PER ZU BEBY CHE STA MOLTO MALE. COME VEDI MOLTE VOLTE VIAGGIO CON IL PENSIERO, SPERO CHE SUA FIGLIA I PROBLEMI LA VORATIVI CHE A VEVA LI ABBIA RISOLTI, SENZA MANDARE IN FRANTUMI IL MA TRIMONIO. ( ..)
4) Le ACQUISIZIONI DEL  14/12/2006.
11 14/12/2006 veniva registrato il periodico colloquio carcerario tenutosi presso la Casa Circondariale dell1Aquila tra MADONLA Salvatore e la moglie DI TRAPANI Maria Angela Nell'occasione i due coniugi tornavano a discutere delle vicende inerenti le missive di cui sopra.
L'attenta analisi posta in essere permetteva di giungere alle seguenti conclusioni:
- i problemi lavorativi patiti dal FIGLIO DELLA ZIA BEBI, ovvero D'ARPA MARIO, erano da riferirsi ad una sofferta procedura fallimentare;
- la ZIA BEBI era in fin di vita a causa della presenza di masse tumorali, in relazione alle quali si sarebbe dovuto sottoporre a chemioterapia;
- il MADONIA Mario, per espressa volontà del detenuto e come già disposto da quest'ultimo, avrebbe dovuto curare tale vicenda immobiliare, valutando la possibilità di realizzare qualche redditizia attività commerciale;
- a causa delle precarie condizioni di salute della ZIA BEBI, il di lui nipote MADONIA Mario, avrebbe dovuto usare cautela e delicatezza nell'affrontare tali discorsi, dovendo interloquire direttamente con il FIGLIO DELLA ZIA BEBI.
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SALVATORE: MARlO! ... oh!.. . checosa.. . eehhh... miè ... io non ho capito ... perchè ... che cosa ti doveva rispondere, non ho capito?! come ... ti doveva rispondere a male ... no, non mi interesso di aueste ... per questa ... ?!
M. ANGELA: no! ... perchè mi doveva rispondere così?!
SAL VA TORE: eh!
M. ANGELA: ... siccome gli anni passati siamo stati lontani, tipo quando non si facevano neanche ... non te lo scordare!
SALVATORE: vabbè, sono ... tu lo sai che è sua madre, sangue mio! ...
M. ANGELA: comunque ... ora ... comunque, ora ... ma ... niente, affettuoso ... fa ... dice ... va bene ... ora vedo! ...
SAL VA TORE: o h!
M. ANGELA: .,. l'ha chiamato ... dice ... sai perchè ... dice ... ora ti dico così? ... dice ... ma tu ... forse ... sai qualcosa? ... gli ho detto ... che cosa so? ... gli ho detto ... PAROLA INCOMPRENSIBILE . . . a SAL V0 . . . proprio . . .
SALVATORE: ... ma ha quello ... io lo so ...
M. ANGELA: ... dice ... perché ... dice ... lui ... il PICCIUTTEDDU... dice ...
SAL VA TORE: e h!
M. ANGELA: ... ora ... ha avuto ... dice ... un ... è fallito! ... dice ... non vorrei ... dice ... che era a lui (riferito ad intestazione di beni, ndr) ... dice ... ora vediamo!
dice ... ma me lo avrebbe dovuto dire ... dice ... ma, comunque ... dice ... ora vedo! ... dice ... perché lo ... suo ... suo padre (del PICCIUTTEDDU, ndr) ... è ... male ... a momento ... muore ... dice ... speriamo che non ce l'abbia lui (il PICCIUTTEDDU, ndr) ... dice ... perché QUELLO (il padre del PICCIUTTEDDU, ndr) è messo che fa fisioterapie, cose ... come si chiamano? ... no ... chemioterapie e cose ... ormai è diventato una larva ... dice ... va camminando! ... e dice ... ora vediamo ... dice ... a lui fa  PICCIUTTEDDU, il cui padre è in fin di vita, ndr) ... l'ha chiamato ... perché l'ho visto ora, l'altro ieri ... (abbassa il tono della voce, ndr) ... a MARIO ... al funerale (di GELARDI Mario, avvenuto in data 11/12/2006) ... gli ho detto ... MA, come è finita?
... dice ... l'ho chiamato ... dice ... dovrebbe venire questa settimana ... gli ha detto ... CUCI' ... ci dobbiamo vedere? ... che fa, vieni? ... si, dice, per ora sono impegnato..  dice ... ho troppe cose da fare ... devo partire ... forse per SUO PADRE (ZIA BEBI, ndr) e cose ... dice ... vabbè, allora ti aspetto ... dice ... a fine settimana, vieni ...
SALVATORE: si, ma ...
M. ANGELA: ... dice ... MARL4 AN ... dice ... come crè eeehhh ... è mio ... gli ho detto . .. però qualsiasi cosa sia, tu mi devi ... lo devi fare per SALVO (MADONIA Salvatore, ndr) ... gli ho detto ... devi ... (allarga le braccia a voler significare fare il possibile, ndr) ... dice ... va bene, non ti preoccupare! ...
SALVATORE: ... ascolta sangue mio ... INCOMPRENSIBILE ... noialtri ... niente! ... (mima il gesto usualmente utilizzato per lavare le mani, ndr) ... lo ve ... oh!
M. ANGELA: ... gliel’ho detto ... niente! ... è l'unica cosa, gli ho detto ... mio
marito ... per questo bambino (indica il figlio, ndr)
SALVATORE: che pian ... oh! ... oh!
M. ANGELA: ... gli ho detto ... ormai non abbiamo più niente!
SALVATORE: ... e al BI ... al BISCOTTO ... oh! ... è un ... siccome ... sarà cura ...
DI TRQPANI Maria Angela redarguisce il bambino, intimandogli di non interromperli.
M.ANGELA: eh?
SALVATORE: riferisce alla moglie cosa lei dovrà dire a terzi, ndr) ... dice SALV0 (MADONIA Salvatore, ndr). .. questa cosa  ... l'unica cosa ti chiede ... non ti chiede niente altro ...
M. ANGELA: va bene
SALVATORE: questa cosa, di curarla ... e se si può fare qualcosa ... vedi se si può realizzare qualcosa ...
M.ANGELA: (annuisce,ndr)
SALVATORE: ... cioè ... un magazzino ... qualche cosa ... alla parte bassa, sangue mio, perché è vicino ... se si può realizzare qualche cosa ... veda lui ... (MARIO, ndr) ... la cosa migliore ... quanto possa ...
M. ANGELA: se lo può fare ... (alza le braccia a voler indicare erigere, costruire, ndr) . . .
SALVATORE: se si può fare ... non se si ci ... che lo deve fare ...
M. ANGELA: se si può ...
SALVATORE: ... come se fosse una cosa loro! ... di vederla come se fosse una cosa loro ...
M. ANGELA: va bene
SALVATORE: cioè ... sempre ... perché, minchia, ho avuto il cervello che mi è balenato là ... e ho detto ... minchia ... questi ... perchè, conoscendo i ti ... la tipologia ...
M. ANGELA : . .. dice .. . (MARIO, ndr) . .. speriamo che non ci sia . .. dice .. .
SALVATORE: conoscendo la tipo lo ...
M. ANGELA: ... ora ... dice ... lo aspetto per vedere ... dice ... cosa mi dice ...
SALVATORE: cioè ... mi sembra ... vorrei che tu gli spiegassi (a MARIO, ndr) ... cioè ... sembra dice ... minchia ... ora lui lo cerca e QUELLO fa ... dice ... minchia ... dice ... MIO PADRE è così fin gravi condizioni di salute, ndr) e hanno i pensieri a QUESTA COSA ... minchia, sono delle cose ...
M. ANGELA: va bbè, non c'è pensiero ... si sa .. . per capire come è combinata
SALVATORE: cioè, spiegaglielo ... spiegaglielo a MARIO ... minchia ... minchia ... minchia ... dice ... non avete cuore?!
M. ANGELA: no ... l'ha deito LUI stesso ... devo ... trovo ... dice ... la giusta maniera ... dice ... come dirglielo ... dice ... perché ... essendo che c'è suo padre così (ammalato, ndr) ... dice ... non vorrei .,. dice ...
SAL VA TORE: . . . cioè . . . spiegaglielo . . .
M. ANGELA: a lui non glielo vado a chiedere ... altrimenti ... dice ... come, io sono così e mi vieni a ... dice ... cercherò di ...
SALVATORE: cioè ... ma anche ... ma anche a lui ... dice ... minchia ... ma ... dice ... minchia ... ma SAL V0 è diventato privo di sensi ...
M. ANGELA: no, già fatto ... già OUELLO I ‘ha capito ... gliel'ha detto subito ... è per questo, I ‘ha detto subito! ... troverò la maniera di ... per un'altra cosa ... ali infilo questa (inserisco questo discorso, ndr).. .
SALVATORE: oh! ... cioè ... se tu ... invece ... dato che ti viene difficile ... a te, ti viene difficile ... ci mandi a PIETRO, sangue mio ... ogni cosa ...
M.ANGELA: eh?
SAL VA TORE: a PIETRO ... gli dici ... c'è MARCQ ANGELA che ti vuole ... gli dici ... senti ... SALVO ci ha riflettuto ...
M. ANGELA: ah! ... PAROLA INCOMPRENSIBILE ... mi ha detto ... dice ... posso andarci a casa suo ogni volta, quando voglio ... mi insegnò (mi ha mostrato, ndr) dov'è ... dice ... quando hai bisogno ... dice ... casa mia ... dice ... lo sai che è libera! ...   INCOMPRENSIBILE .. .
SALVATORE: ... e allora, scusa ... ne ... gli dici ... ti prendi a TUO FIGLIO ...  ci vai e gli dici ... senti ... eh ... ma ... si tratta di questo ... SALVO ci ha ragionato sopra ... cioè ...
M. ANGELA: aspetto, per ora, che mi chiama ... come mi chiama per dirmi questa cosa ... mi dice l'altra ...
SALVATORE: (si innervosisce, ndr) ... ma io ... se non senti quello che ti voglio dire io, sangue mio ...
M. ANGELA: eh! ...
SAL VA TORE: io ti ho detto ... cerca a SUO CUGINO e gli dici ... ma ... senti e' ... SAL V0 mi ha detto questa cosa ... cioè quel PICCIUTTEDDU ... se lui può vedere, tramite altro ... se questa cosa è piena di ipoteche ... spu ... cioè ...
M. ANGELA: ... ha detto che troverà il modo ... quello che hai detto tu ... che ti pare brutto, essendo che c'è SUO PADRE così. lui ha ... lui stesso ha detto ... dice ... troverò il modo come entrarci ... che lo chiamo per altre cose ... e poi gli infilo questo &li introduco questo discorso, ndr) ...
SALVATORE: minchia! ... non LUI a LUI direttamente! ... sangue mio ... questa va rif ...
M. ANGELA: al PICCIUTTEDDU . .. a SUO FIGLIO!
SAL VA TORE: io ti dico a SUO FIGLIO, non a lui ...
M. ANGELA: a SUO FIGLIO, non con lo ZIO ... perchè QUELLO ormai ...
SAL VA TORE: ... e io ti dico ... no, nemmeno! . .. come pa ...
M. ANGELA: ... e non ne ha altre cose! ... me l'ha detto pure chiaro, quando parlava! ... dice ... l'unico è SUO FIGLIO! ... dice ... perché I0 non è che so ... dice ... so che ... sono falliti ... dice ... l'unico è SUO FIGLIO ... prendere a ... (abbassa il tono della voce, ndr) ... a MARIO ... e domandargli ... dice ... lo ZIO no ... dice ... perché ... dice ... devo trovare pure ... dice ... la maniera, perchè sennò ... dice ,. quindi, non fare ... stiamo perdendo tempo su una cosa ...
SALVATORE: niente, va bene ... quello che ti raccomando è ... SERGIO ... vedi ... vedi se ... se questa cosa ... se ... e poi nel pacco di gennaio, sangue mio, la biancheria . . . perché poi . . . nel pacco . . .
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A riscontro della riferita procedura fallimentare subita dal FIGLIO DELLA ZIA BEBI ovvero da D'ARPA Mario (Palermo, 24/08/1962), appare opportuno evidenziare che lo stesso risulta essere stato titolare firmatario dell'omonima ditta avente ad oggetto il commercio all'ingrosso di articoli da regalo, generi alimentari, acqua minerale, dolciumi, pasticceria, gelateria, bevande anche alcoliche latte e derivati.
La medesima ditta, risulta effettivamente fallita in data 30/03/2005, in esecuzione di Provvedimento del Tribunale di Palermo, registrato con numero 6612005 – Ufficio Registro di Tribunale di Palermo )

5) Le acquisizioni del 27/12/2006.
I1 27/12/2006 DI TRAPANI Maria Angela scriveva nuovamente al marito, informandolo del fatto che aveva casualmente incontrato MARIO (MADONIA Mario);
il contenuto della conversazione originata dai due, secondo il racconto della donna, evidenziava i seguenti dati:
- la MOGLIE DELLA ZIA BEBI a nome ENZINA (COLLURA Vincenza), soffriva di Alzheimer (come peraltro già evidenziato il 08/11/2006 allorquando la GELARDI aveva riferito al figlio MADONIA Antonino che la moglie di SICCIA a nome ENZINA camminava in modo ricurvo);
- MADONIA Mario, proprio in relazione alle precarie condizioni di salute di entrambi i suoi ZII (D'ARPA Vincenzo e COLLURA Vincenza) riscontrava molte difficoltà nell'incontrare il CUGINO (D'ARPA Mario).
Si riporta il tratto della missiva in argomento  :
(...) QUESTO BACCALA' ME LO HA REGALATO MARIO PERCHE' MENTRE ERO IN PESCHERIA ANCHE LUI PRENDEVA IL PESCE E LO HA VOLUTO PAGARE LUI. MI DICEVA CHE SUA ZIA ENZINA STA PEGGIO DI SUO MARITO, GLI E' VENUTO LA SCLEROSI MULTIPLA CON L'AHZAIMER E ADDIRITTURA NON SI REGGE PIU' IN PIEDI ED ORA GLI STANNO PRENDENDO LA SEDIA A ROTELLE PERCHE' NON RIESCE A TENERE NEANCHE ERETTA LA TESTA. MI FA TANTA PENA. O DOMANI O SABATO CI VOGLIO ANDARE A FARE VISITA,  ERA SEMPRE AFFETTUOSA CON NOI, SUO MARITO CHE FA LE
CHEMIOTERAPIE PER IL TUMORE VA ANCORA PIU' INDIETRO NEL VEDERE LA MOGLIE RIDOTTA COSI', E QUINDI E' UNA TRAGEDIA ANCHE PER LORO. MI FANNO PENA. IN QUESTE CONDIZIONI ANCORA NEANCHE TRA LORO CUGINI SI POSSONO PARLARE (. ..)
6) Le acquisizioni del 11/11/2007
Nel corso del colloquio carcerario registrato a L'Aquila 1'11/01/2007, il MADONIA Salvatore rimproverava ancora una volta la moglie per il mancato interessamento mostrato in relazione ai beni gestiti nel loro interesse dalla ZL4 BEBZ.
In tale contesto il detenuto faceva riferimento ad un non meglio specificato condono edilizio, chiedendo di conoscere la reale situazione gravante sull'imrnobile in questione, in considerazione di una eventuale futura vendita dello stesso. La DI TRAPANI si difendeva dalle accuse rivoltele specificando che in passato, allorquando aveva chiesto delucidazioni in merito, non le erano mai stati prospettati problemi di sorta. La stessa concludeva asserendo di essere ancora in attesa del perfezionamento dell'incontro che si sarebbe dovuto realizzare, alla prima occasione utile, tra il MADONIA Mario ed il di lui cugino D'ARPA Mario
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SALVATORE: ... IO non ne faccio a bili ... ora. .. l 'ultima cosa. .. ora MARIO?.. . BEBI? Avre... avremo... io ho pure questa.. avre... sicuramente.. . me la sento nella coscienza a... E che cosa ci posso fare! Che questa cosa... se l'avessimo ... l'avessimo curata... e io dicevo: vacci.. per vedere come è combinato.. .
M. ANGELA: E perché non ci andavo? O te lo sei dimenticato. .. che una volta li dissi: ci fai fare le fotografie?
SAL VA TORE: Una volta?!
M. ANGELA: ... si una volta! Tanto per dire una volta! Fino all'anno scorso a maggio non ci sono andata? O te lo sei dimenticato?!
SAL VA TORE: Si, ma ci sei andata MARZA ANGELA ... e io ti dicevo ...
M. ANGELA: Eh... come è combinato. .. a posto, a posto
SALVATORE: ... vale a dire. .. ma come è combinata la come si chiama..   Prima... mima... ti.. era a dire... come ... come è combinata iL.. condono?! Avete fatto gualche cosa?
M. ANGELA: No, è bloccato, mi ha detto ... dice: bloccato ... mi hanno detto sempre... bloccato! Camminano le cose... bloccate!
SALVATORE: E que ...
M. ANGELA: ... non l'ho curata ... e mi prendo le fesserie di LORO?!..
SALVATORE: Si, MARCQ ANGELA ... è ... è bloccato. .. non è che si interessa nessuno... se non ci fossimo andati.. questa cosa io non so come è combinata. Ora io ti avevo detto: parla con MARIO... e...
M. ANGELA: Glielo ho detto
SALVATORE: ... è difficile a dire: senti, vedi.. come è combinata questa cosa 8 di MIO CUGINO.. . lì. Non ci.. non ci si può domandare. .. ma che cosa ci stiamo domandando noialtri..
M. ANGELA: così ...
SALVATORE: ... cioè so che se se la vuole vendere, se la può vendere? Oue. .. guesto solo!
M. ANGELA: ... si
SALVATORE: Per sapere come è combinata ... non ... cioè ... non lo so ... là queste cose come sono combinate ... SALVO come ... come ... no, non glielo possono domandare ... mah ... perchè ...
M. ANGELA: dice. .. trova.. dice. .. deve trovare... dice... il momento... dice. .. Perché per ora è stata la Zia male... e LUI male.. dice. .. di.. come trovo il momento. .. dice... perché gli ho detto di venire e non è potuto venire... dice... come LUI ha due minuti.. dice. .. che per ora si libera ... dice. .. da SUA MADRE, da SUO
PADRE .... e viene. .. io ci domando!
SAL VA TORE: (mostra perplessità e tossisce)
M. ANGELA: Capito?
SALVATORE: mah ... cioè ... questa è... queste sono le nostre cose ...
M. ANGELA: queste sono ... questo è tutto!
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7) Le acquisizioni del 16/04/2007.
Le preoccupazioni relative al coinvolgimento dei beni del MADONIA Salvatore nell'ambito delle riferite procedure fallimentari (owero problemi lavorativi) patite dal D'ARPA Mario, svanivano definitivamente in data 16/04/2007, allorquando DI TRAPANI Maria Angela scriveva al coniuge rassicurandolo in tal senso. Come riferito alla donna da MADONIA Mario, infatti, tale fallimento non risultava aver in alcun modo aggredito i loro interessi. La DI TRAPANI concludeva la lettera rassicurando il coniuge sulla messa in regola che da allora in poi sarebbe seguita )
(...) MARIO MI RASSICUARA VA SU CIO' CHE TEMEVAMO POICHE' I NOSTRI TIMORI ERANO INFONDATI RINGRAZIANDO A DIO, ADESSO COMUNQUE SEGUIRAI LA MESSA IN REGOLA. (.. .)
8) Le acquisizioni del 26704/2007
In data 26/04/2007 veniva registrato un ulteriore colloquio carcerario tra MADONIA Salvatore e la DI TRAPANI Maria Angela 9. Anche in tale occasione il detenuto introduceva l'argomento ZIA BEBI pronunciando il nome MARIO, ormai assodato essere riferito al MADONIA Mario. In particolare quest'ultimo avrebbe dovuto curare la costruzione di un capannone (o equivalente) all'intemo di una delle proprietà gestite per LORO conto dalla ZIA BEBI [(...)Maria Angela per quanto riguarda come si chiama ... come si chiama MARIO (...) non c'è quel pezzo che arriva fino in fondo? se si ci può fare qualche cosa. che se la veda LUI questo ti voglio dire (...)UN CAPANNONE non lo so (.....)

9) Le acquisizioni del 07/06/2007.

Anche il 07/06/2007 il MADONIA Salvatore e la moglie tornavano ad affrontare l'argomento in esame; nell'occasione, però, la donna specificava di non essere riuscita ancora ad interloquire con MARIO (MADONIA Mario), nonostante si. Fosse recata direttamente presso la sua abitazione   La DI TRAPANI specificava quindi come l'abitazione di quest'ultimo fosse ubicata nelle vicinanze di luoghi riconducibili all'Awocato MARASA':
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SALVATORE: Um ... ma! ... MARIA ANGELA vediamo ... a MARIO gli hai detto quella cosa? . . .
M. ANGELA: no perché non l'ho visto! ... ci sono andata, glielo puoi chiedere pure al bambino (con la mano indica il & Zio Francesco,ndr) ... ci sono andata pure a casa . . .
SALVATORE: che cosa ci devo chiedere al bambino ...
M. ANGELA: perché sta dove sta l'Avvocato MARASA' ...
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Dagli accertamenti effettuati l'ubicazione dell'abitazione del MADONIA Mario risulta effettivamente risiedere nel medesimo stabile in cui ha sede lo studio legale dell'Avvocato MARASA', ovvero a Palermo in via Libertà nr. 17 l.
10) Le acquisizioni del 05/07/2007.
Nel corso del colloquio del 05/07/2007 svoltosi tra MADONIA Salvatore e la moglie Maria Angela, si riproponevano all'attenzione di questo ufficio le vicende attinenti la gestione del patrimonio occulto del detenuto. In quel frangente la donna, oltre a riferire di aver finalmente incontrato MADONIA Mario, partecipava al coniuge un "problema" da questi evidenziato perché prospettatogli da D'ARPA Mario. Nello specifico quest'ultimo, di fronte alle insistenti richieste avanzate dal cugino (MADONIA Mario), risultava aver riferito di essere già in contatto con ALTRA PERSONA, anch'ella appartenente alla famiglia della DI TRAPANI Maria Angela [h.) sai.. dice... ma guarda che IO ho già parlato con uno della famigli a... dice. .. che è venuto da parte di MARIA ANGELA! (...) ] La vicenda causava la energica reazione del detenuto, il quale riusciva ad ipotizzare solo un possibile, seppur improbabile, interessamento in tal senso del fratello libero MADONIA Aldo.
Come evidenziato dalla DI TRAPANI, la vicenda aveva anche causato il forte risentimento del medesimo MADONIA Mario, poiché indicativa, per come riferitagli, di mancanza di fiducia nei suoi confronti [f...)allora MARIO, giustamente, si sente scavalcato da me... Dice: come?! Prima lo dici a me o poi lo dici.. Gli ho detto: guarda, che non esiste! Non ti sentire... ti giuro sopra la vita di mio figlio, dice, gli ho detto ma.. per dirti.. mia madre? Manco mia madre, gli ho detto. .. quindi poi IO... lo dico a TE e lo vado a dire ad altri?! (...i]. I coniugi convenivano sul fatto che si sarebbe dovuta far luce quanto prima sull'accaduto, in tal senso la DI TRAPANI specificava di essere in attesa di  conoscere chi fosse l'autore di tale interferenza, conscia però del fatto che, in considerazione dell'esiguo numero di persone a conoscenza della vicenda, il D'ARPA avesse potuto mentire al MADONIA Mario al solo fine di prendere tempo   o se lo è inventato. .. per prendere tempo! Perché questo gli ho detto: ma può darsi che. .. può darsi che te lo ha detto per non... per prendere tempo (...) gli ho detto: ma può darsi che te lo ha detto per prendere tempo e non rispondere a te? No. MARIA ANGELA, che c 'entra.. mi ha detto proprio così, dice. .. ma guarda che IO già quello che dovevo dire l'ho detto a un 'ALTRA PERSONA [...l
M. ANGELA: Ah ... ti sa... l'altra volta c'era tuo cu... ho visto a TUO CUGINO MARIO... ti sa.. ti saluta.. con ... insieme a GIOVANNA ...
SALVATORE: Eh ... eh ...
M. ANGELA: Eh ... diceva.. fa.. dice, no ma francamente, CUGINA, sai.. dice. .. io, dice... non ho fatto niente! Gli ho detto: ma perchè? Dice. .. perché dice. .. l'altra volta ... PAROLA INCOMPRENSIBILE. .. dalla ZLA ENZINA ... dice. .. e mi diceva sua.. SUA CUGINA ... dice: ma ... sai.. dice... ma guarda che IO ho aià parlato con uno della famiglia.. dice... che è venuto da parte di MARIA ANGELA!
SALVA TORE: Come?!
M. ANGELA: E ha parlato già.. di questa cosa.. con uno della famiglia che è venuto da parte di MARIA ANGELA... Gli ho detto: io? Gli ho detto: ma scusami, perciò. .. IO lo dico a TE. ..
SALVATORE: (si adira, ndr.) Ma che cosa è questa cosa?! E tu non ce... non te... non te li mangi? Che cos'è questa cosa!?
M. ANGELA: Si ... gli ho detto: ma che vuoi dire? Gli ho detto: già mi sta venendo ... alla testa.. già mi sta ... mi sento che tremo... perché, guarda che questa cosa, ali ho detto, non la sa nemmeno mia madre. .. per dirti.. MIA MADRE, MIA MADRE... ali ho detto! Solo SALVO, IO, TU e LEI, gli ho detto. .. gli a.. Fa, dice, m i ha detto così! Gli ho detto: ma chi ti ha detto che glielo ha detto? Dice: no... non dalla. parte della tua famiglia! Gli ho detto: ma di chi, allora, voglio sapere chi, chi è stata questa persona! Al momento non me lo ha voluto dire. ..
SAL VA TORE: Stai parlando di.. della ZIA BEBI?
M. ANGELA: ... della ZIA BEBI! Nel mentre non me lo ha voluto dire... va be' ora ci vado di nuovo. me lo faccio dire, dice, e vediamo... dice... Ma può essere...
può essere... che è andata da (abbassa il tono della voce e cerca di comunicare con il  labiale, ndr)
SALVATORE: Cosa?
M. ANGELA: ... che è andata da PIPPO? Non lo so! E' andata da PIPPO. .. non lo so... perché. .. mi stranizzano tante cose...
SALVATORE: Ma scusami ... e non lo chiarisci che cos'è ... così ...
M. ANGELA: Gliel'ho chie ... gli ho detto: IO ora ci va.. No, no, TU non andare in nessuno posto, dice, perché c'è lo ZIO ENZO, dice. che sta.. che a momenti muore, dice, quindi, dice, magari.. PAROLA INCOMPRENSIBILE ... me la vedo io questa cosa..
SALVATORE: No, MARIA ANGELA. IO ti sto dicendo ... IO ti sto dicendo, ..- che cos'è questa cosa?
M. ANGELA: Che gli ha detto, dice... No, sto provvedendo per... per... cercare di mettere di.. di vedere di mettere le cose sistemate. Dice... ma già, dice, già. .. dice.. . lo stesso tuo interessamento, dice, MRIA ANGELA, dice, lo aveva mandato a dire, dice... IO ho parlato con chi dovevo parlare, dice! Ma chi è che è questo ...
SALVATORE: Mache ...
M. ANGELA: allora MARZO, giustamente. si sente scavalcato da me... Dice: come?! Prima lo dici a me o poi lo dici.. Gli ho detto: guarda, che non esiste! Non ti sentire... ti giuro sopra la vita di mio figlio, dice, gli ho detto ma.. per dirti.. mia madre? Manco mia madre, gli ho detto... quindi poi IO... lo dico a TE e lo vado a dire ad altri?! Dimmi!
SALVATORE: MARlA ANGELA asco ... ascoltami MARIA  ANGELA ... cioè ...
M. ANGELA: Dimmi chi è stato! Non me lo ha voluto dire ... dice: no, no, non lo so... poi mi fa!
SALVATORE: Si ma questa co ...
M. ANGELA: ... PAROLA INCOMPRENSIBILE ... andarci a fondo. .. dice: certo, ora. adesso ci andrò a fondo a questa cosa! E mi riprenderò di nuovo...
SALVA TORE: Voglio avere queste .... INCOMPRENSIBILE ... qualcuno ...
M.ANGELA: Ah?
SALVATORE: Qua ... può darsi eh ... di CARLA... è intento di qualcuno ... a dire...
M. ANGELA: Non lo so...
SALVATORE: Eh, scusa ... come si perme ... qua ...  M. ANGELA: Eh ... infatti gli ho detto ... IO lo voglio sapere! TU devi caoire, gli ho detto, perché. ..
SALVATORE: Questa .. questa.. è il sangue mio!
M. ANGELA: Eh! Eh ... mi pare ... perchè ora ... la stessa ... riprendiamo ... con CORVINA ...
SALVATORE: ... cioè, allora dico ... NOI abbiamo questa cosa ... che ti ha detto il.. . dice.. . NOIALTRI abbiamo questa cosa.. .
M. ANGELA: si ... c'è qualcosa ... può essere pure... ora vediamo! Perché mi fa: ora.. dice... dopo giorno sedici, dice... ci rivediamo, dice... perché sai.. per ora, dice, devo vedermi con (abbassa il tono della voce, ndr.) CORVINA, dice. .. Io faccio - - finta di niente! Come mi di.. come io capisco che si tratta di OUESTO. ..
SALVATORE: Si, ma scusa... a dire... Senti, questa cosa, è mia!
M. ANGELA: A chi? Non è che mi ha detto... CARLA che è di OUESTA ...
SALVATORE: No ... MARi4 ANGELA, io ti sto parlando di BEBI... perché non mi fai..
M. ANGELA: Di BEBI? Gliel'ho detto. .. BEBL.. che è Tuo. ..
SAL VA TORE: Eh ... è mio... non C 'entra niente nessuno!
M. ANGELA: Si.. ma.. ma LUI questo ha detto, dice... è venuto UV ALTRO pe... parlando, dice. .. come se lo aveva mandato IO! Gli ho detto: IO?! IO... ali ho detto... ma che stai scherzando?! Infatti, ho detto. .. ma MIA CUGINA ...
SALVATORE: Ma come si perme... cioè, a BEBL
M. ANGELA: Gli ho detto: ma come si perme... IO voglio sapere chi è che si è permesso, gli ho detto ... No, non me lo ha voluto dire. Ora ci devo ritornare, per dirgli..
SALVATORE: E gli dici: dice MIO MARITO, che cosa è questa cosa!? Per dire co... anzi come si permettono?!
M. ANGELA: Chi è stato?! O se lo è inventato... per prendere tempo! Perché guesto gli ho detto: ma può darsi che. .. può darsi che te lo ha detto per non... per prendere tempo...
SAL VA TORE: (parla con il figlio MADONIA Francesco, ndr.)
M. ANGELA: Gio ... gli ho detto: ma può darsi che te lo ha detto per prendere tempo e non rispondere a te? No, MARIA ANGELA, che C 'entra... mi ha (p detto proprio così, dice. .. ma guarda che IO già quello che dovevo dire l'ho detto a un 'ALTRA PERSONA ...
SALVATORE: Ma IO.. . IO ti avevo detto un 'altra cosa di dirgli: se era possi..
M. ANGELA: ... come se io ho manda ...
SAL VA TORE: MAìU4 ANGELA, se era possibile ...
M. ANGELA: Di là! Gliel'ho detto pure...
SAL VA TORE: Eh!
M. ANGELA: E LUI mi ha detto: ora vedo! Dice. .. perchè francamente IO mi ero tirato indietro, perché ho detto: ma MIA CUGINA come 'è che. .. un po' lo dice a me e poi lo va dicendo agli ALTRI! Gli ho detto: ma stai scherzando? IO mi sento mortificata gli  ho detto. .. Ma se... IO vedi che ci voglio andare a fondo! Vedi che qua nemmeno MIA MADRE... per dirti MIA MADRE ...
SALVATORE: Ma vedo qua ... qualcosa ...
M. ANGELA: Ma TU sei ... Mi ha detto: si certo ...
SALVATORE: qualcosa ... si ... si ... si a... si ... si ... si ...
M. ANGELA: Dice: MAìU4 A... non aveva nessun motivo, mi ha detto così ed IO infatti mi sono ri ... ritirato
SALVATORE: Ma ... scusa allora a maggior ragione, nel momento in cui ... se là dicono ... dice ... lo sai, dice ... pe ...
M. ANGELA: Gli ho detto: vai immediatamente e IO voglio sapere, gli ho detto, come è la cosa...
SALVATORE: Eh... che ci va e ci dice: ma VOLALTRI come vi permettete ad andare la.. con questa... questa. .. co...
M. ANGELA: Dice: in questo momento non ci posso... dice...ora come trovo... devo trovare il momento, dice, perché. Tra gli impegni che QUELLO sta morendo... dice, non... Devo parlare, dice, con MIA CUGINA, perché MIA CUGINA me lo ha detto! La FIGLIA DI BEBI, della ZIA BEBI.
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11) Le acquisizioni del 12/07/2007.
In data 12/07/2007 MADONIA Salvatore scriveva alla moglie, auspicando un repentino chiarimento tra i cugini MADONIA Mario e D'ARPA Mario [~GATO (. . .) SPERO HAI A WTO MODO DI CHIARIRE CON TUO CUGINO MARIO IL MALINTESO CON LA ZIA (...)
12) Le acquisizioni del 10/08/2007.
In data 10/08/2007, come accennato, decedeva D'ARPA Vincenzo. Dalle ore 17:45 alle successive ore 18:55 la Citroen C1 in uso alla DI TRAPANI Maria Angela risultava in sosta ad Isola delle Femmine - passaggio del coniglio; posizione compatibile con la presenza degli occupanti (DI TRAPANI Maria Angela, il figlio Francesco e la zia SGROI Lorenza) presso l'abitazione dei D'ARPA
13) Le acquisizioni del 21/08/2007.
L'avvenuto decesso veniva comunicato al MADONIA Salvatore con la missiva scritta dalla moglie in data 21/08/2007. Nell'occasione il defunto veniva indicato con l'appellativo ENZO, IL MARITO DI ENZINA, specificando come anche ENZINA fosse in precarie condizioni di salute, poiché malata di Alzheimer
(..) SAI E' MORTO ENZO IL MARITO DI ENZINA, COME SAI AVEVA IL TUMORE, POVERINO E' MORTO DOPO UNA LENTA AGONIA. IO CI SONO ANDATA A FARE VISITA LO STESSO GIORNO SABATO PRIMA DI PARTIRE. LA ZIA ENZINA POVERTNA E SULLA SEDIA A ROTELLE CON IL MORBO DELL'HALZAIMER, TUTUTTA MOLLE SU SE STESSA, PERO' CAPISCE TUTTO, COME MI HA VISTA SI E' EMOZIONATA E MI HA CHIESTO DI TE ANCHE SE FACEVA FATICA A PARLARE. MI HA FATTO TANTA PENA, UNA TRAGEDIA LA LORO, SI SONO AMMALATI MARITO E MOGLIE INSIEME CON LA DISPERZAIONE E IL DISPIACERE DI VEDERSI ENTRAMBI AMMALATI. P0VERINI. QUESTA SETTIMANA CI ANDRO ' A FARE VISITA ( ..)
13-bis) Le acquisizioni del 26/082007.
I1 26/08/2007 MADONIA Salvatore, in seguito alla ricezione della missiva di cui sopra (del 21/08/2007), rispondeva alla moglie partecipandole il suo dispiacere per la morte di ENZO; nel contempo sollecitava ancora una volta la DI TRAPANI affinché  facesse visita alla vedova ENZINA  
MI E' DISPIACIUTO LEGGERE CHE E' MORTO ENZO, IN UN CERTO QUAL SENSO HA FINITO DI SOFFRIRE, SPERO HAI TROVATO UN P0 DI TEMPO PER ANDARGLI A FARE VISITA, SOPRATTUTTO PER ENZINA, PERCHE' ANCHE LEI STA PURE MALE. (..)
14) Le acquisizioni del 02/09/2007
Come diretta conseguenza, domenica 02/09/2007 DI TRAPANI Maria Angela ed il figlio MADONIA Francesco si recavano ad Isola delle Femmine (PA) ove si fermavano in via Passaggio del Coniglio, dato GPS corrispondente all'ubicazione dell'abitazione del nucleo familiare D'ARPA h- e. Giunti sul posto la donna invitava il figlio a suonare il citofono e, nel frattempo, notata la presenza sul posto di un soggetto che la medesima chiamava MARIO (D'ARPA Mario), invitava il figlio a risalire a bordo dell'auto con la quale raggiungeva lo stesso, prima di scendere dal veicolo
[...l
MARIA A.: suonaci!. ..(si sente aprire e chiudere lo sportello ndr).
FRANCESCO: ... incompr .. . (voce in lontananza) ...
MARIA A.: .,. incompr ... tutti e due falli tutti e due!   ... io Francesco sono! ... (pausa) ... io Maria Angela Di TRAPANI diglielo ...
FRANCESCO: eh ... DI TRAPANI.. . (in lontananza ndr) ...
MARIA A.: ah. .. c'è Mario ... c'è Mario ... Fra! ... (pausa) ... chiudi . . . incompr .. .
[...l
La sosta avveniva dalle ore 09:34 alle successive ore 10:49 circa, allorquando madre e figlio rientravano in auto. Dall'analisi della conversazione intercorsa tra i due lungo il tragitto di ritorno a Palermo, si appurava che il MADONIA Francesco chiedesse alla genitrice chiarimenti in merito ad una non meglio precisata casa in montagna nella disponibilità di MARIO, ma di loro effettiva proprietà. La DI TRAPANI confermava al figlio la circostanza, raccomandando allo stesso di non proferirne parola nemmeno con la nonna (SGROI Rosa) ed aggiungendo che tale immobile, in futuro, sarebbe stato suo (del MADONIA Francesco) come peraltro rassicurato loro, poco prima, dallo stesso MARIO. Rileva il dato secondo cui il MADONIA Francesco abbia nell'occasione introdotto il discorso asserendo di averlo saputo per bocca di tale RICCARDO. Al proposito, e per la corretta interpretazione del dato, appare opportuno specificare che D'ARPA Mario ha effettivamente un figlio a nome Riccardo, nato a Palermo il 1111111995  
[...l
FRACESCO: MAMMA c'è RICCARDO che mi ha detto. .. che MARIO ha... là sopra una casa... e c'è la da a noi ... ha detto ... in montagna ... incompr ... io gli ho detto no... lui lo sapeva? lo sapeva RICCARDO? ... incompr ... io gli ho detto incomprensibile. ..
MARIA A,: incomprensibile
FRACESCO: non è vero! ... incomprensibile ...
MARIA A.: Che ti ha detto RICCARDO?
FRANCESCO: E ' in carcere!
MARIA A.: Lo sai ... incompr ... non è bello stare la? Ah?
FRANCESCO: Pure dalla ZLA ROSA è bello!
MARIA A,: Ma la è bello! ... incompr ... la montagna dove loro bruciavano ... la non sarebbe bello avere una ... prendersi una casa?
FRANCESCO: MAMMA? La... la RICCARDO ha detto che MARZO c'ha una casa e c'è la da a noi... in montagna ... non ... hai visto che c'era una casa? Li nel mezzo C 'è la casa! causa, ndr.) ...
MARIA A. : se tu lo dici ... a NONNA o a qualcuno ... FRANCESCO ... ce la levano capito? Ce la levano ... certo... non lo sa né la NONNA ... nessun altro ... lo sappiamo solo.. . io . . .incompr.. . e tu.. . non mi fare pentire e non tradire il segreto di PAPA (a bassa voce, ndr.) ... incompr ... pausa. ndr.) ... capito? Quando poi sei grande ... la prendi tu! incomprensibile ... capito? Quando esce PAPÀ ... dentro la montagna. .. . . . incompr .. . quando esce PA PÀ . . . incompr ... esce PAPÀ ..  ama, ndr.) ... Perché è nostra! Poi l'affittiamo ... se ... incompr ... tradisci ... (pausa, ndr.) ... io ti awiso ... e ... incompr ... e tradisci comunque ... (causa. ndr.) ... stai attento! Dimenticalo! Capito?
FRANCESCO: . . . incompr . . .
MARIA A.: .. . incompr ... tradire TUO PADRE ... ME e TE STESSO
FRANCESCO: . . . incompr . . .
MARIA.: . . . perché la perdiamo!
FRANCESCO: . . . incompr . . .
MARIA.: che hai nelle scarpe?
14) Le acquisizioni del 02/09/2007.
Come diretta conseguenza, domenica 02/09/2007 DI TRAPANI Maria Angela ed il figlio MADONIA Francesco si recavano ad Isola delle Femmine (PA) ove si fermavano in via Passaggio del  Coniglio, dato GPS corrispondente all'ubicazione 8 dell'abitazione del nucleo familiare D'ARPA $1. Giunti sul posto la donna invitava il figlio a suonare il citofono e, nel frattempo, notata la presenza sul posto di un soggetto che la medesima chiamava MARIO (D'ARPA Mario), invitava il figlio a risalire a bordo dell'auto con la quale raggiungeva lo stesso, prima di scendere dal veicolo
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MARI4 A.: suonaci!. ..(si sente aprire e chiudere lo sportello ndr).
FRANCESCO: . . . incompr . . . (voce in lontananza) . . .
M4RL4 A.: .. . incompr ... tutti e due falli tutti e due! ...  ama) ... io Francesco sono! ... (pausa) ... io Maria Angela Di TRAPANI diglielo ...
FRANCESCO: eh ... DI TRAPANI ... (?n lontananza ndr) . . . Maria.: ah... c'è Mario ... c'è Mario... Fra! ... (pausa) ... chiudi  . . . incompr . . .
La sosta avveniva dalle ore 09:34 alle successive ore 10:49 circa, allorquando madre e figlio rientravano in auto. Dall'analisi della conversazione intercorsa tra i due  lungo il tragitto di ritorno a Palermo, si appurava che il MADONIA Francesco chiedesse alla genitrice chiarimenti in merito ad una non meglio precisata casa in montagna nella disponibilità di MARIO, ma di loro effettiva proprietà. La DI TRAPANI confermava al figlio la circostanza, raccomandando allo stesso di non
proferirne parola nemmeno con la nonna (SGROI Rosa) ed aggiungendo che tale immobile, in futuro, sarebbe stato suo (del MADONIA Francesco) come peraltro rassicurato loro, poco prima, dallo stesso MARIO. Rileva il dato secondo cui il  MADONIA Francesco abbia nell'occasione introdotto il discorso asserendo di averlo saputo per bocca di tale RICCARDO. Al proposito, e per la corretta interpretazione del dato, appare opportuno specificare che D'ARPA Mario ha effettivamente un figlio a nome Riccardo, nato a Palermo il 1111 111995  
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FRANCESCO: MAMMA c'è RICCARDO che mi ha detto... che MARIO ha... là sopra una casa... e c'è la da a noi ... ha detto ... in montagna ... incompr ... io gli ho detto no ... lui lo sapeva? lo sapeva RICCARDO? ... incompr ... io gli ho detto incomprensibile .. .
MARU A.: incomprensibile
FRANCESCO: non è vero! ... incomprensibile ...
MARU A,: Che ti ha detto RICCARDO?
FRANCESCO: E' in carcere!
MARIA A,: Lo sai ... incompr ... non è bello stare la? Ah?
FRANCESCO: Pure dalla ZIA ROSA è bello!
MARU A. : Ma la è bello! ... incompr ... la montagna dove loro bruciavano ... la non sarebbe bello avere una... prendersi una casa?
FRANCESCO: MAMMA? La... la RICCARDO ha detto che MARIO c'ha una casa e c'è la da a noi.. . in montagna ... non ... hai visto che c'era una casa? Lì nel mezzo C 'è la casa! pausa, ndr.) ...
MARU A.: se tu lo dici... a NONNA o a qualcuno ... FRANCESCO... ce la levano capito? Ce la levano ... certo. .. non lo sa né la NONNA... nessun altro.. . lo sappiamo solo.. . io . . .incompr.. . e tu.. . non mi fare pentire e non tradire il segreto di PAPA (a bassa voce, ndr.) ... incompr ... (pausa, ndr.) ... capito? Ouando poi sei grande ... la prendi tu! incomprensibile ... capito? Quando esce PAPÀ ... dentro la montagna ... .. . incompr ... quando esce PAPÀ . . . incompr ... esce PA PÀ .. . (pausa, ndr.) ... Perché è nostra! Poi l'affittiamo ... se ... incompr ... tradisci ... (pausa, ndr.) ... io ti avviso ... e ... incompr ... e tradisci comunque ... (pausa, ndr.) ... stai attento!
Dimenticalo! Capito?
FRANCESCO: . . . incompr . . .
MARZA A.: . . . incompr . . . tradire TUO PADRE.. . ME e TE STESSO FRANCESCO: . . . incompr . . .
MARIA A.: . . . perché la perdiamo!
FRANCESCO: . . . incompr . . .
MARIA A.: che hai nelle scarpe?
15) Le acquisizioni del 06/09/2007.
in data 06/09/2007 DI TRAPANI Maria Angela si recava a L'Aquila (AQ)  accompagnata, come sempre, dal figlio Francesco; ivi effettuava il colloquio con il marito detenuto MADONIA Salvatore. Colloquio durante la donna forniva un eccezionale contributo all'intellegibilità delle più specifiche dinamiche associative che avevano determinato la visita effettuata il 02/09/2007, a casa del D'ARPA  
In specie si apprendeva che:
- sabato 01/09/2007 la donna ed il figlio Francesco risultavano aver cenato presso la residenza estiva di MADONIA Diego, padre di MADONIA Mario, cl. 1966, sita in Carini, via Agave; il dato veniva effettivamente confermato dal GPS installato sulla Citroen C1 in uso a DI TRAPANI Maria Angela che evidenziava una sosta in Via Agave di Carini dalle ore 16:20 alle 2154 - [ci sono stata ... sabato abbiamo mangiato là! f...) lo ZIO DZE ... ero là ... che mangiavo ... e ali ho detto ... non viene ... ali ho detto ... GIOVANNA (BUFFA Giovanna coniugata con MADONU Mario, ndr) ... che si chiama GIOVANNA ... dice ... no ... non lo so ... (...II; ad ogni buon fine giova evidenziare che in via Agave 6 del Comune di Carini, esiste una presa Enel attestata a COLLURA Rosa (moglie di MADONIA Diego e madre di Mario).
- Nella medesima circostanza, la donna riferiva anche di avere incontrato lo stesso MADONIA Mario, giunto in loco accompagnato dalla moglie BUFFA Giovanna [... nel mentre, poi è venuta la sera ... MARZO ... (MADONLA Mario, ndr) ... e ali faccio ... MARZO, come è finita?]
- Lo stesso MADONIA Mario risultava averle riferito di aver incontrato il di lui cugino D'ARPA Mario, il quale, secondo quanto riferitole, avrebbe indicato in DI TRAPANI Michele (inteso ZIA SARA) l'incognito referente precedentemente emerso quale presunto latore della DI TRAPANI Maria Angela [... lo sai cosa ali ha detto per  l'ennesima volta? ... dice ... ma TU con chi hai parlato? ... e ali fa ... dice ... con la ZIA SARA ... (per indicare DI TRAPANI Michele, ndr) ... IO salto in aria!]
Proprio tali vicissitudini avevano spinto la DI TRAPANI Maria Angela a far visita al D'ARPA Mario il 02/09/2007. [pli ho detto ... MARIO, ti giuro ... ali ho detto ... se ti dico che nemmeno MIA MADRE (sa nulla, ndr) ... ma come devo ... ali ho detto ... ma ... ora impazzirà MIO MARITO! ... impazzirà! ... ali ho detto ... non esiste! ... me la faccio di corsa la domenica mattina ... perché la sera ho mangiato

La situazione consentiva inoltre di superare il gap informativo generatosi il 02/09/2007 ed attinente la conversazione intrattenuta dalla DI TRAPANI e dal D'ARPA Mario. Secondo il racconto riportato, quest'ultimo risultava aver infatti chiarito innanzitutto l'inesistenza del contatto instaurato con il DI TRAPANI Michele, giustificando la menzogna con la necessità di sollecitare un incontro con la medesima DI TRAPANI I...lo prendo e ali faccio. .. dimmi una cosa, MARIO D’'ARPA Mario1 ... dobbiamo parlare ... ali ho detto ... ma ... no. non l'ho detto mai a nessuno! ... ma, scusami ... che cosa ali hai detto n ... (n MADONIA MARIO ndr) ... dice ... te lo dico IO perché ali ho detto così ... dice C..) no, glielo abbiamo detto apposta! ... dice ... addirittura poi abbiamo detto ... dice ... abbiamo parlato con ... SARA (per intendere DI TRAPANI Michele, ndr) ... ali ho detto ... vedi che IO ero fuori di ME! ... dice ... no ... dice ... stai tranquilla ... ti giuro ... che non ho mai parlato con  nessuno! ...l'abbiamo detto per fare venire a TE qua!]
Per quanto concerne invece i beni di effettiva proprietà (ancorché illecita) di MADONIA Salvatore, lo stesso D'ARPA, risultava aver indicato alla donna esclusivamente una casa ed una piccola porzione di terreno circostante (sita in posizione sopraelevata rispetto al piano stradale); il raggiungimento di detto sito, secondo il racconto, sarebbe in passato avvenuto previa concessione dei medesimi D'ARPA ad attraversare una porzione della loro proprietà (attigua), consentendo di fatto di non percorrere l'unica strada (alquanto impervia) che avrebbe in alternativa permesso al MADONIA Salvatore di raggiungere il predetto immobile [ed IO gli ho detto ... me lo fai vedere? ... e mi ha fatto vedere dov'è ... (con la mani indica le dimensioni di qualcosa allargando la braccia a larghezza spalle, ndr) ... gli ho detto ... non si ci può  creare ... no, ma viene a salire ... (...) e IO ali facevo ... ma vedi che mi ha detto qua! (indica la propria destra, ndr) ... no! ... si sbaglia ... LUI si sbaglia! L..) NOI gli abbiamo permesso di salire a ... tutte le cose di Qua so ... L,.) gli abbiamo permesso NOI, allora, di entrare di qua! ... ma ... L..) da sopra (la montagna, ndr) ... se ne doveva andare ... che C'. un viottolo (...) così mi ha detto! ... per questo non vuole parlare con SUA CUGINA (MADONLA Mario, ndr) ... capito? ... perché mi vuole prendere per fessa! (...) mi ci ha portata ... a piedi ... in mezzo all'erba a guardare]
I1 racconto riportato veniva recepito dal detenuto con apparente incredulità, tanto da fargli definire con precisione l'esatta ubicazione dei beni di sua proprietà, sicuramente non riconducibili solo ad una casa che, come si vedrà in seguito, risulterà  non essere ancora completata e catastalmente regolarizzata. A tale scopo forniva quindi chiare ed inequivocabili indicazioni su come raggiungere la casa dei D'ARPA, dalla cui ubicazione tracciava i confini dei terreni di cui rivendicava la completa proprietà.
SALVATORE: ma ... MARLA ANGELA ... segui quello che ti dico IO!
M. ANGELA: eh! ... seguo, però, pure quello che ha detto LUI!
SALVATORE: MARL4 ANGELA ... dal basso verso l'alto! ... che la smettano!
M. ANGELA: (annuisce, ndr)
SALVATORE: MARIA ANGELA ... dal basso verso l'alto!
M.ANGELA: si
SAL VA TORE: tutto!
M. ANGELA: dal basso verso l'alto! ... sai che mi ha detto ... dice ... no, è impossibile!
SALVA TORE: MARIA ANGELA! ...
M. ANGELA: e vabbè ... la stradina sua ... accanto (indica la sua destra, ndr)
SALVATORE: come la stradina sua!? ... minchia ... ma ... MARIA ANGELA
M. ANGELA: si entra .. . allora IO entro, giusto?
SALVATORE: a destra . .. sangue MIO! . . . come . .  
M. ANGELA: a destra!
SALVATORE: si ... e va ... tutto! ... che va a finire sopra! ... alla casa!
M. ANGELA: gli co ... e gli co ... gli hanno fatto ... alberi ... piantati ... gli ho detto ... ma vedi che è qua, mi ha detto! ... ali ho detto ... che ... no! ... sta ... gli abbiamo permesso NOI, allora, di entrare di qua! ... ma ... e?
SALVATORE: ma ... MARIA ANGELA ...
M. ANGELA: ... da sopra a (la montagna, ndr) ... se ne doveva andare ... che C 'è un viottolo ...
[...l
SAL VA TORE: gli dici ... MIO MARITO ... smettetela!
[...l
M. ANGELA: l'entrata ...
SALVATORE: (si innervosisce, ndr) ... guale entrata sangue mio!? ... che significa I 'entrata?!
M. ANGELA: l'entrata ...
SAL VA TORE: dal basso verso l 'alto! ... sangue mio! ... entri ... sulla destra ... cioè ... C 'è il come si chiama ... non ... da giù! ... dalla strada! ... dalla stra ... dalla strada proprio, è!
M. ANGELA : da giù dalla strada proprio?
SAL VA TORE: (annuisce, ndr) ... minchia .. . PAROLA INCOMPRENSIBILE . ..
M.ANGELA: eh! ... mihadettodino!
SALVATORE: MARLA ANGELA ... che dici?!
M. ANGELA: LUI 0'A RPA Mario, ndr) ... mi dice ... mi ha detto di no! ...L UI!
SALVATORE: e allora perché mi  dici di si?! ... cioè ... ent ... entr ... sei nella strada che vai a come si chiama?! ... appena stuocchi ... a destra là ... tutto! ... che sale a tutto ... tutto! ... oh!
M. ANGELA: un minuto! ... la strada principale (mima una strada rettilinea, ndr) ... giusto?
SAL VA TORE: la strada principale di dove ?
M. ANGELA: eh ... per andare dalla ZIA BEBI!
SALVATORE: no! ... giù ... proprio giù, sangue mio! ... la strada ... che porta a Capaci!
[...l
Nel prosieguo, dopo aver ben compreso tutti i riferimenti geografici forniti dal marito, la DI TRAPANI confermava quanto asserito, aggiungendo che su uno dei terreni indicati dal coniuge risultava insistere un capannone adibito a lavaggio ed affittato a terzi:

M. ANGELA: eh! ... la strada! ... questa! (quella che intendeva lei, ndr)
SAL VA TORE: eh!
M. ANGELA: giro (indica una svolta a sinistra, ndr) per andare da LORO (dai D'ARPA, ndr) ...
SALVATORE: e tutta a de ... tutto!
M. ANGELA: tutto a destra a salire! ... eh! ... quello che ho detto IO! ... dice ... no, no, no! ... si ci è fatto la cosa LUI ... si ci sono fama ... (abbassa il tono della voce, ndr) ... il capannone ... gli ho detto ... ma che stai dicendo?! ... ma vedi che ... dice ... gli ho detto ... ma IO so ... senza strada?! ...
SALVATORE: MARIA ANGELA ...
M. ANGELA: no ... dice ... c'è un viottolo dalla montagna e se la doveva fare da là ...
SALVATORE: MARIA ANGELA ...
M. ANGELA: ... da sopra sopra le rocce ...
[--l
M. ANGELA: ... si ... là ... ha tutto piantato ... gli ha fatto un capannone ... le sedie tutte messe così ... (mima un cerchio, ndr) ... certo che non ci ... che ... dalla parte proprio della strada ... un ...
SALVATORE: ma ...
M. ANGELA: ... un ... (usa il labiale, ndr) ... un lavaggio! ... hanno affittato un lavaggio.
Infine MADONIA Salvatore, visibilmente adirato, intimava alla moglie di interessare immediatamente il proprio cugino MADONIA Mario, nonché lo Zio MADONIA Diego, auspicando in un loro istantaneo intervento risolutivo:
[...l
M. ANGELA: ... ora ci devo andare per dirgli ... vedi che non è vero che ha parlato con la ZLA SARA ... ve lo ha detto apposta a VOIALTRI! ...
SALVATORE: ... digli ... a PADRE e FIGLIO /a MADONU Diego e a
MADONU Mario, ndrl ... coinvolgi pure a SUO PADRE ... coinvolsi pure a SUO
PADRE ... e gli dici ... senti ... ma questo è tutto il rispetto che ... ci ha portato?! ...  questo è tutto il rispetto?! ... mi merito questo, IO?!

In conclusione il detenuto specificava, ancora una volta, come l'acquisto delle proprietà ad oggi possedute dai D'ARPA fosse stato reso possibile solo grazie al suo intervento, senza il quale gli stessi avrebbero continuato a "non avere niente" [questi ... proprio ... non avevano niente ... completamente! (...) allora ... IO ... ho preso ... ho fatto C..) ma sono MASCALZONI!]. I due astanti convenivano sul fatto che non si sarebbe dovuto perdere tempo per risolvere l'incresciosa situazione venutasi a creare:
[...l
SAL VA TORE: MARIA ANGELA ... questa cosa ... domani ...
M. ANGELA: eh
SAL VA TORE: immediatamente!
M. ANGELA: subito! ... stasera stessa! ... domani?! ... stasera stesso!

Come in proposito, la sera dello stesso giorno (06/09/2007), al ritorno dal colloquio, DI TRAPANI Maria Angela ed il figlio MADONIA Francesco, si recavano in Viale della Resurrezione a Palermo (come registrato dal GPS installato sulla Citroen C1 in uso alla donna, che ivi evidenziava una sosta dalle ore 20:08 alle - successive 20~53 circa -
La decifrazione di quest'ultimo dato registrato, come già in precedenza accaduto, sarebbe stata resa possibile dalla lettura critica della missiva inviata al detenuto il 10/09/2007. Si sarebbe infatti desunto come la DI TRAPANI, la sera del 06/09/2007, perfettamente in linea con le direttive ricevute, avesse effettivamente incontrato il MADONIA Mario con il quale risultava aver concordato un appuntamento a cui avrebbe dovuto partecipare anche lo Zio MADONIA Diego. L'incontro si sarebbe dovuto perfezionare lo stesso giorno della redazione della missiva in argomento (ovvero il 10/09/2007) -  
(..) GIOVEDI' AL RIENTRO DEL COLLOQUIO HO VISTO A MIO CUGINO @ MARIO NEL YEDERMI COSI' STANCA GLI HO ESTERNATO IL MIO SFOGO DICENDOCCI QUANTO MI SENTIVO DELUSA DAL COMPORTAMENTO DI SUA CUGINA BEBI ED E' RIMASTA DELUSA PURE LEI, SIAMO RIMASTI DI VEDERCI OGGI PER COSI' CHIARIRCI CON ZIA ROSA PRESENTE, IO PENSO E SONO CERTA COMUNQUE CHE GIA ' LEI L 'A VRA ' VISTA E RIMPROVERA TA, VEDREMO DI CERTO NON GLI PERMETTERO' DI RIPRENDERMI IN GIRO, VERGOGNA (..)
16 Le acquisizioni del 10/09/2000
Come preannunciato, il 10/09/2007, a Palermo, presso i locali della MAVI , Renault,Trucks ubicati al civico 77/A di Viale Resurrezione, la -DZ TRAPANI  incontrava il MADONIA Mario ed il di lui padre Diego. Conferma in tal senso sarebbe puntualmente giunta dalla missiva successivamente scritta dalla donna al marito, e più avanti riportata nella parte d'interesse. Nell'occasione la DI TRAPANI chiedeva ed otteneva di farsi accompagnare dalla suocera GELARDI Emanuela  
[-..l
DI MA: ... gli ho detto alla signora Anna verso le dieci e mezzo le undici ... così ... dieci e mezzo ... che fa vieni con la signora Anna e il signor Pino qua a casa mia? E poi ve ne andate ... me lo fai questo piacere ...
EMANUELA: vengo io verso le dieci e mezzo le undici ...
DI M: si, si con la signora Anna ...
EMANUELA: certo ... è un orario un po' antipatico ... vero ..
DI MA: dopo le undici ... perché tu di solito non esci a fare un po’ ' di spesa?
EMANUELA: no, non esco mai ...
DIMA: ah non esci mai ... avanti esci stamattina mamma ... che io non mi posso muovere che ho gli operai qua dentro ...
EMANUELA: va bene ...
DI MA: e non mi posso muovere seno sarei venuta io ...
EMANUELA: va bene ...
DI MA: va bene? Perché ieri mattina volevo venire per prenderti però tu te ne sei andata da ALDO . . .
EMANUELA: si
DI MA: e quindi non è stato possibile per questo ...
EMANUELA: perciò verso che ora? ...p rima di mezzogiorno ...
DI MA: undici e mezzo ... si prima di mezzogiorno ... quando vuoi tu ...
EMANUELA: va bene ...
DI MA: prima di mezzogiorno però ... va bene?
EMANUELA: va bene ... si, si ....
DI MA: me lo fai questo piacere Mà (ndr Mamma)
EMANUELA: si, si ...
DIMA: ah ... va bene ...
[...l
. .. I1 relativo servizio di O.C.P. consenti- di appurare quanto segue
Ore 11:OO inizia il servizio nei pressi del civico 56 di via San Lorenzo.
Ore 11:20 MINE0 Giuseppe, nato a Palermo il 11/05/1949 ivi residente via Alaimo Da Lentini nr.20 (autista) GELARDI Emanuela, nata a Palermo il 08/11/1924 ivi residente via Cimbali nr.44 e BASILE Anna, nata a Palermo il 12/11/1953, ivi residente in via Alaimo Da Lentini nr.20, a bordo della Fiat 600, di
colore bianco, targata CJ423NA, (intestata a GELARDI Emanuela) giungono in via San Lorenzo ed accedono al passo carrabile posto al civico 56.
Ore 11:45 MINE0 Giuseppe (autista), GELARDI Emanuela, BASILE Anna e DI TRAPANI Maria Angela a bordo della Fiat 600, targata CJ423NA, escono dal passo carrabile del civico 56 di via San Lorenzo e, dopo aver percorso alcune vie cittadine, giungono in viale Della Resurrezione. Qui, accedono al1 'interno dello spiazzo antistante la rivendita di autovetture denominata MAVI Renault Trucks ubicata al civico 77/A. Gli stessi, si addentrano nel piazzale in questione ove vengono persi di contatto.
Ore 12: 09 MINE0 Giuseppe (autista), GELARDI Emanuela, BASILE Anna e DI TRAPANI Maria Angela a bordo della Fiat 600, targata CJ423NA, escono dalla predetta MA VI e si allontanano. Gli stessi dopo aver percorso alcune vie cittadine giungono in via San Lorenzo e si fermano davanti il passo carrabile del civico 56 (ore 13:25). Qui, MINE0 Giuseppe esce dall'autovettura per consentire a DI TRAPANI Maria Angela di uscire dall'abitacolo. Quest'ultima, appena fuori,  s'incammina all'interno della stradina del civico 56 ove viene persa di contatto.
Contestualmente, MINE0 Giuseppe prende posto alla guida della Fiat 600 targata CJ423NA e con i rimanenti prosegue la marcia.
Ore 13:30 MINE0 Giuseppe, GELARDI Emanuela e BASILE Anna si allontanano e, dopo un percorso urbano s'immettono in via Cimbali 44 ove vengono sganciati (ore 13:49).
Ore 13:50 Il servizio viene sospeso.
Infine, lo stesso giorno (10/09/2007), alle ore 14: 17, presso l'abitazione della GELAWI Emanuela sita a Palermo in Via Cimbali 44, veniva registrata una conversazione ambientale tra MADONIA Aldo e la BASILE Anna (Palermo, 12 11  1953), badante dell'anziana GELARDI. Nell'occasione la donna accennava al MADONIA le problematiche che avevano indotto l'incontro sopra documentato [no, che c 'è una discussione . . . di Mario, sul terreno . . .]
17) Le acquisizioni del 16/09/2007.
11 16/09/2007 MADONIA Salvatore scriveva alla moglie DI TRAPANI Maria Angela; il detenuto, tergiversando sulle condizioni di salute di ENZINA, malata di Alzheimer (ovvero COLLURA Vincenza vedova di D'ARPA Vincenzo) chiedeva novità a fronte dell'assenza di notizie afferenti i problemi riscontrati con D'ARPA Mario e volti al recupero dei loro beni (..) AMORE SPERA V0 QUANTOMENO DI RICEVERE UN TUO TELEX PER SAPERE LE CONDIZIONI DI SALUTE DI ENZINA, SAPERE SE E' STATA VISITA, SE' SE TROVATO UN FARMACO EFFICACE CONTRO QUESTA BRUTTA MALATTIA CHE E' L'ALZAIMER, CHE DIRE, SONO DAL COLLOQUIO CON QUESTO PENSIERO, NON CREDO CHE NON SI POSSA TROVARE UN RIMEDIO A QUESTA MALATTIA, E' STATO UNANNO NERO IN TUTTI I SENSI (...)
Lo stesso giorno, guarda caso, la DI TRAPANI scriveva anch'ella al marito asserendo di essere ancora in attesa di notizie riguardanti BEBI (ovvero i D'ARPA) che sarebbero dovute giungere dalla ZIA ROSA, ovvero dal MADONIA Diego asserzioni risultavano chiaramente afferibili all'esito dell'incontro avvenuto il 10/09/2007.
(..) AMORE MIO, ANCORA SONO QUI' IN ATTESA DI SFOGARE E FARE CHIAREZZA CON BEBI PERCHE' LA ZIA ROSA ANCORA NON LA VISTA PERCHE' DICE CHE CE' SUA MADRE IN OSPEDALE, LE COSE BRUCUNO SOLO A CHI INTERESSA, DOMANI SPERO CHE SUA MADRE ESCA DALL'OSPEDALE E COSI' SI LIBERA
( . .)
18) Le acquisizioni del l 21/09/2007.
In data 21/09/2007 aveva luogo, regolarmente autorizzata, la telefonata tra MADONIA Salvatore, la moglie DI TRAPANI Maria Angela ed il figlio Francesco
Nel corso della stessa il detenuto chiedeva novità in merito alla cura per L’Alzheimer della ZIA (COLLURA Vincenza, per indicare il nucleo familiare D'ARPA); di rimando, come peraltro già anticipato via missiva, la DI TRAPANI riferiva di essere ancora in attesa di novità che sarebbero dovute giungere dalla ZIA ROSA (MADONIA Diego). Il detenuto, percepito un verosimile disinteressamento da parte dello Zio MADONIA Diego, esortava quindi la moglie ad incontrare direttamente il DOTTORE (D'ARPA Mario); ciò avrebbe garantito alla donna di poter riferire le notizie assunte in occasione del successivo colloquio carcerario che si sarebbe dovuto svolgere in data 04/10/2007 [tu gli dici: lasciatemi il ... l'aria aperta che ci vado a parlare io col DOTTORE].
Appare opportuno specificare che l'appellativo DOTTORE, usato dal detenuto per indicare il D'ARPA Mario, traeva con ogni probabilità origine dalla vicenda relativa alle precarie condizioni di salute patite dalla COLLURA Vincenza, nel tempo divenute ottimo argomento atto ad eludere qualsiasi attività di censura applicata nei loro confronti.
[...l
SAL VA TORE: . . .novità della . . . cura Alzaimer ne hai? Della zia . . .
M. ANGELA: no completamente niente . . . non lo so . . . ma proprio .. . infatti la zia ROSA in continuazione ogni giorno ci vado ... dice ... ancora ... dice ... niente ... la DOTTORESSA non ci ... non ci è potuta andare . .. O SALVA TORE: ma scusami un minuto se è .. . da che . . . perché non ci vai . . . tu ci dici:" zio io a mio marito giorno quattro gli devo portare una risposta, perché non può stare . . .
M. ANGELA: pure ... purefino ... incompr ... (si sovrappongono le voci)
SALVATORE: . .. con questo peso sulla coscienza che praticamente . .. e ... sente ... che è impotente per quanto riguarda non potere fare nulla ..." almeno sapere una cura, se si deve curare non si deve curare ... non c'è più rimedio cioè non lo so ...
M. ANGELA: gliel'ho pure detto gliel'ho pure detto ... anche con mamma ci sono andata . . . con mamma tua
SALVATORE: mah! Va bene ... alla volontà di Dio ...
M. ANGELA: ... incompr ...
SALVATORE: ... che cosa ci possiamo fare ...
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SAL VA TORE: novità? ... giorno quattro mi porti la risposta per vedere se c 'è
M. ANGELA: ... incompr ...
SALVATORE: ... giorno quattro mi porti la risposta per vedere se c'è qualche novità su questa cura di l'alzaimer
M. ANGELA: si, si ...
SALVATORE: che non posso dormire . . .
M. ANGELA: in caso che lei non ci vuole andare ... ci posso ... posso ...
SAL VA TORE: tu gli dici: lasciatemi il . . . l'aria aperta che ci vado a parlare io col DOTTORE
M. ANGELA: eh !
SAL VA TORE: e tu fai una cosa ... e così non si può andare avanti ... questo ti voglio dire io
M. ANGELA: si, eh! ... la prossima volta
SAL VA TORE: ... incompr ... io ti sto dicendo ... non dobbiamo essere legati ...
M. ANGELA: eh ... io per questo ... mi viene mal di testa tutto il giorno e sto nervosa ...
SALVATORE: tu non devi stare nervosa completamente, amore mio.. . ci dici : "senti ... eeeh ... giusto è questo ... cioè non sapere niente ... se si trova una cura. non si trova una cura . . . "
M. ANGELA: ho capito! Va bene
SAL VA TORE: va bene
[...l
19) Le acquisizioni del 24/09/2007,
In data 24/09/2007 DI TRAPANI Maria Angela scriveva nuovamente al marito MADONIA Salvatore, informandolo dell'imminente incontro fissato per l'indomani (25/09/2007) con il DOTTORE (D'ARPA Mario), in relazione alla malattia di ENZINA. Nell'occasione la donna specificava che vi si sarebbe recata in compagnia   della suocera GELARDI Emanuela  
(..) DOMANI MI VEDRO' COL DOTTORE PER QUANTO RIGUARDA LA MALATTIA DI ENZINA. ALLE 17:00 DI DOMANI TELEFONA PIPPO (MADOMA GIUSEPPE, NDR) E QUINDI ANDRO' ALLA SUA TELEFONATA SAI COSI' MI PORTERO ' A MAMMA CON ME, COSI' IL DOTTORE LA VISITA PURE. ( . .)
20) Le acquisizioni dei 25/09/2007.
In data 25/09/2007, come preannunciato al marito, la DI TRAPANI, a bordo della Citroen C1 in uso alla stessa ed in compagnia della GELARDI, si recava a Palermo in Viale della Resurrezione, ove, con l'ausilio del GPS ivi installato, veniva registrata una sosta dalle ore 18:45 alle successive ore 20:19 . Alle ore 20:19, rientrate in auto, le due donne originavano la conversazione ambientale recante nr. progressivo 76 (ALLEGATO 324); nel corso della stessa discutevano circa l'esito dell'incontro appena conclusosi, lasciando intendere come, oltre al D'ARPA Mario, avesse preso parte alla discussione anche il di lui fratello minore Massimiliano, inteso MASSIMO [ali dico scusami Massimo gli ho detto ... ma quando io venivo da tuo padre tu non eri che sapevi i discorsi perché non eri neanche presente e tuo padre a te non ti faceva sentire niente ... risponde Mario a no Maria Angela non mi fare prendere un ..incompr.. . mio padre prima di morire ci ha raccontato tutto (...)l. Altro dato di sicuro interesse, emerso nell'ambito della conversazione in argomento, risultava la concessione, da parte dei D'ARPA, di un non meglio specificato diritto di passaggio che, ricavato all'interno della loro proprietà, avrebbe garantito al MADONIA Salvatore, o a chi per suo conto ne avesse avuto l'esigenza, di raggiungere l'unico immobile dagli stessi riconosciuto come appartenente al detenuto, ossia una casa (non ancora ultimata) sottostante la montagna ed evidentemente confinante con le proprietà dei medesimi D'ARPA. Inoltre veniva sottolineato come il MADONIA Mario, presente anch'egli all'incontro, non avesse preso alcuna posizione contro le asserzioni dei cugini D'ARPA, cercando anzi di convincere la DI TRAPANI sull'obiettivo vantaggio derivante dalla concessione del suddetto passaggio, che egli stesso considerava un ottimo punto di partenza [ e Mario mi guardava per dirmi non la puoi sbrogliare la cosa ora mi disse.. . dice per ora già è un bene che hanno detto.. . che il passaggio si discosta dalla strada   nazionale.. dice già questo è un pass ... già questo è un punto  ) quando esce tuo marito., poi se la vede tuo marito (...)Mario mi fa dice .. dice ciu... ciu .. dice quello che gli dovevi dire gliel'hai detto in due parole perché l'hanno capito benissimo].
La DI TRAPANI continuava ricordando alla suocera le evidenti difficoltà e le contraddizioni manifestate dai fratelli D'ARPA di fronte alle contestazioni rivolte loro [e quando gli ho detto smettetela. Smettetela. Hanno incominciato a dire no ma il terreno l'ha comprato pure Salvo... E dov'è il mio? No se l'è preso dalla parte di sopra ... Ma dov'è questa parte di sopra che la casa non ha nemmeno terreno davanti ... quando me l'hai fatto vedere tu ... mi hai capito cosa ti voglio dire cosa gli ho detto . . . No è là .. ah largo. .. ora è diventato largo]. Infine Maria Angela prospettava alla GELARDI l'intenzione di concludere quanto prima i lavori di definizione dell'immobile riconosciuto di effettiva proprietà del marito (casa sotto la montagna), che avrebbe immediatamente comportato l'acquisizione del c.d. passaggio [ora vado da Salvo..  vediamo quello che mi dice  prendo  quattro muratori e me la fa finire . . . e gli dico da dov'è il mio? . . . e alzo un bel muro .. Ora parla da dov'è il mio? . . . appena dice di qua ... scusami se mio marito ha comprato tutto questo insieme a tuo padre ..   no.. il passaggio me lo da (...)ma io lo sai ora che faccio   ora mi faccio finire subito la casa io ... ora la faccio finire subito mi capisci .. cosi incomincio a delineare ... il passaggio dov'è? L..) e questi del lavaggio che devono rompere là mi devono dare la strada giusto? (...)
21) Le acquisizioni del 30/09/2007.
In data 30/09/2007 DI TRAPANI Maria Angela scriveva al marito detenuto;  la missiva anticipava quello che sarebbe stato il tema dominante del colloquio registrato tra i due a L'Aquila il successivo 04/10/2007. In particolare la donna informava il coniuge di   aver finalmente incontrato i FIGLI DELLA ZIA ENZINA (ovvero i figli di COLLURA Vincenza, vedova D'ARPA) e di essere stata accompagnata, anche in tale occasione e come allo stesso preannunciato con la missiva del 24/09/2007, dalla suocera GELARDI Emanuela;
- aver dovuto ascoltare solo bugie in quanto, in detta occasione, gli interessati - avevano negato insistentemente quanto sostenuto dal MADONIA Salvatore in   relazione all'individuazione dei beni di sua proprietà;
- aver dovuto constatare solo una passiva partecipazione a tale discussione da parte della ZIA ROSA (MADONIA Diego);
- aver ottenuto unicamente la concessione di un passaggio (per intendere il sentiero da percorrere per raggiungere la casa riconosciuta dai D'ARPA come unica proprietà di pertinenza del detenuto, tra tutti i beni rivendicati).
(. . .) AMORE MIO (...) INSIEME SOFFRIAMO PER TUTTO QUELLO CHE CI E' STATO NEGATO E DEVO ANCHE SOPPORTARE CHE CI MANGIANO FACENDO DELLA NOSTRA DISGRAZIA LA LORO FORTUNA? PRIMA STIMAVO ENZINA ANCHE SE HO SEMPRE CAPITO DI CHE PASTA FOSSERO I SUOI CARI. LA SUA MALATTIA E' INCURABBILE. MA NON SI GODRANNO NIENTE, SUO UARITO E MORTO CON IL CANCRO, LEI HA L 'HAZAIMER, A QUEI SIFILITICHI E VERMI I VISCIDI DEI FIGLI PIU' BASTARDI DI COME SONO NON POTEVANO ESSERE, CREDIMI LI ASCOLTA V0 E CONTESTA V0 LE LORO BUGIE INEGUALIABILI, E LA COSA CHE PIU' MI FA STARE MALE E' QUESTA, CHE LA ZIA ROSA, ANZICHE' DI DIRGLI DI SMETTERLA HA MESSO UNA PEZZA FACENDOMI PERMETTERE UN PASSAGGIO (. ..) CON ME QUANDO CI SIAMO ANDA TE C'ERA PURE LA MAMMA CHE RICORDANDOSI LE HA DETTO PURE LEI DI FINIRLA, RAMMENTANDOCCI I PUNTI. NEGANO LE EVIDENZE, DELLE NOSTRE DISGRAZIE NE ANNO FA TTO IL LORO TORNACONTO (. ..)
22) Le acquisizioni del 04/10/2007
Come anticipato, in data 04/10/2007 veniva registrato il colloquio carcerario tra la DI TRAPANI Maria Angela ed il MADONIA Salvatore. La conversazione verteva, in larga parte, sui problemi riscontrati dalla donna nel tentativo di recupero dei beni detenuti per loro conto dalla famiglia D'ARPA. in particolare la DI TRAPANI, come anticipato per lettera, riferiva al marito il contenuto della discussione intercorsa tra la stessa e i figli del defunto D'ARPA Vincenzo a nome Mario e Massimiliano.
L'incontro, come accennato, risultava essere avvenuto a Palermo in data 25/09/2007, ed alla presenza del MADONIA Mario e, come emerso nella precedente missiva, del di lui  padre Diego  
Nell'occasione, secondo quanto riportato ed a completamento del quadro prospettato, emergeva che:
- i D'ARPA non riconoscevano come vere le affermazioni del MADONIA Salvatore concedendo a quest'ultimo solo il transito all'interno della loro proprietà (c.d. passaggio) che avrebbe garantito di raggiungere l'unico immobile riconosciuto di effettiva proprietà, ancorché illecita, del detenuto, ancora da ultimare C posto in posizione leggermente sopraelevata ed attigua rispetto alla loro abitazione, sita in Isola delle Femmine (PA), Passaggio del Coniglio nr. 6 [eh ... devo ringraziare che mi dice che mi dal passaggio! L..) devo dirgli pure grazie! ... perché non è così, come dici -TU!]:
- MADONIA Mario, anziché fare gli interessi del MADONIA Salvatore, consigliava alla DI TRAPANI di accontentarsi della concessione ottenuta (c.d.passaggio) e di preoccuparsi solo di ultimare i lavori dell'immobile di cui sopra, definendo perlomeno quanto stabilito [... chiudila così ... non ti sta dando il passaggio!
... il passaggio ce l'hai, domani se la vede TUO MARITO! L..) vedi immediatamente ... dice di ... sistemarla (la casa, ndr) ... finirla G..) si finisce e ... così si delinea questo passaggio, dove è, dice L,.) delineiamo questo passaggio, immediatamente! ... che l'hanno detto];
- MADONIA Diego assumeva una posizione ancor più distaccata di quella del di lui figlio Mario, chiedendo peraltro alla DI TRAPANI se, in passato, quest'ultima ricordasse di una eventuale vendita di dette proprietà proprio ai D'ARPA; circostanza questa negata con veemenza dalla DI TRAPANI, secondo la quale, tali illazioni 8 sarebbero state unicamente funzionali ad un mero tentativo di infamia nei suoi confronti [TUO ZIO L..) non vuole sentire niente L..) lo sai TUA ZIA ROSA (MADONIA Diego, ndr) ... che strada, forse, voleva girare?! ... mi fa ... ma TU una volta non c'eri andata L..) lo sai cosa mi ha detto? ... ma TU una volta non c'eri andata ... che   lo dovevi levare? ... gli ho detto ... e che cosa ve ne volete uscire?! ... che. per caso, gliel'ho venduto?! G.) volevano architettare qualche ... qualche ... infamia, forse a carico mio L..) tipo ... come se IO glielo avessi venduto! L..) no. non me l'hanno detto LORO! ... TUA ZIA ROSA solo!];
La presenza della GELARDI Emanuela era stata richiesta dal MADONIA Diego e dal di lui figlio Mario [pure la MAMMA c'era (GELARDI Emanuela, ndr)   dico ... ma che è ... una novità!? ... se TUA SUCERA lo sa ,,. dice ... falla venire -- - - - -- -  pure ... dice ... che è meglio!];
- D'ARPA Mario esternava la sua delusione dinanzi alle accuse rivoltegli, rinfacciando la disponibilità sempre mostrata (in passato) nei confronti di MADONIA Salvatore. In tal senso ricordava alla donna di aver provveduto agli spostamenti del MADONIA e di aver più volte messo a sua disposizione anche la propria abitazione [IO ... andavo correndo a destra e sinistra ... l'ho messo a ca ... ho dato la mia casa, gua ... a disposizione ...l;
Quest'ultima circostanza indurrebbe a far ritenere che il D'ARPA Mario, in passato, abbia potuto anche favorire la latitanza di MADONIA Salvatore. In tal senso potrebbero infatti essere intese le risultanze investigative già emerse in data 28/04/1994, allorquando il Tribunale di Palermo - Sezione Misure di Prevenzione - con Decreto nr. 41/92 RMP e nr. 197192 disponeva (tra l'altro), la confisca dei seguenti beni in pregiudizio del MADONIA Salvatore
* Autovettura Suzuki Targata PA A74856, intestata a D'ARPA Mario;
* Autovettura Volkswagen Polo targata PA A35296, intestata a D'ARPA Mario;
- Nel prospettare la vicenda al marito, la DI TRAPANI illustrava inoltre il modo in cui i D'ARPA risultavano avere nel tempo sfruttato le proprietà in argomento, specificando come nella parte bassa (attigua alla Statale 113) D'ARPA Mario avesse costruito un capannone affittato a terzi [... nella parte di sotto si è fatto LUI tutte cose G..) la parte sotto ... se l'è presa LUI ... IL GRANDE! ... e ali ha fatto tutti capannoni!
... capannoni ... che hanno LORO! ... attività! ... di ... ad ALTRI? ...l, mentre nella parte alta, il fratello minore Massimiliano avesse realizzato la propria abitazione [, dalla parte sopra ... se l'è fatte IL PICCOLO [fratello minore, ndrl ... forse si è fatto capa ... casa ... non lo so cosa si è fatto! L..) la parte di sopra ... ce l'ha ... SUO ... SUO FRATELLO IL PICCOLO!]. Gli elementi sopra indicati, se connessi a quanto già emerso in data 06/09/2007, allorquando veniva specificato come il capannone realizzato dai D'ARPA sul terreno sito in posizione più bassa fosse stato adibito a lavaggio ed affittato a terzi, apparivano assolutamente compatibili con quanto emerso dagli accertamenti effettuati tramite interrogazione della BB.DD. FF.PP.: si appurava infatti che, in data 17/04/2007, D'ARPA Vincenzo risultava aver ceduto in affitto a FASONE --- Ignazio (Palermo, 02/12/1951) un magazzino (adibito a lavaggio) sito in territorio di -  Isola delle Femmine @A), S.S. 113 nr. 17 (mod. 574/2007);
Di fronte al racconto fornito della moglie, il detenuto mostrava tutta la sua ira, ribadendo nei dettagli l'esatta vicenda che aveva caratterizzato l'acquisto delle proprietà oggetto di discussione. Nello specifico il MADONIA asseriva:
- di aver in passato fornito al defunto D'ARPA Vincenzo la somma di 255.000.000 (duecentocinquantacinquemilioni di lire), necessaria per acquistare tre distinti appezzamenti di terreno I... MARIA ANGELA ... sono tre pezzi (di terreno, ndr) ... sono tre fazzoletti! L..) dici ... mi manda SALVO ... e gli dici ... sono tre PEZZI! f...) venticinque ... trenta ... e duecento! (milioni di lire, ndr) 6..) tutti ... ducentocinquantacinque! (milioni di lire, ndr) ... tutte cose L..) non c'è questo cancello?! 6.. ) lo passi ... dove c'è ... fino a (indica la parte alta, ndr) ... è mio! ... che era di SUO PADRE! ... accanto (indica la sua sinistra. ndr) ... l'ho preso pure! ... e tutta la striscia (indica la parte superiore, ndr) ... va ... fino ... fino a giù (indica la sua destra. ndr) ... alla statale, MARL4 ANGELA!(;..)]
- di aver ripartito tale denaro come segue:
* 25.000.000 per l'acquisto del terreno che il detenuto indicava a sinistra rispetto all'abitazione dei D'ARPA [la sai la casa L,.) la casa ... oh! ... questo pezzettino accanto (mima una porzione di terreno sito sul lato sinistro della casa di cui trattasi, ndr) (;..) è pure mio! ... quello ... questo è costato ... venticinque!];
* 30.000.000 per l'acquisto del terreno che il detenuto indicava a destra rispetto alla predetta abitazione [MARLI ANGELA ... a fianco! [indica il suo lato sinistro, 6 ndrl ... quello fino a monte ... da più! ... ali ho dato ... trenta];
* 200.000.000 per l'acquisto del terreno di dimensioni maggiori e confinante sia con le proprietà anzidette che con la Strada Statale 113 [e tutto questo ... duecento!];
proprio la conformazione di quest'ultimo terreno, spiegava il detenuto, avrebbe garantito il raggiungimento dell'abitazione, sempre di sua proprietà, in maniera del tutto autonoma [e tutto questo che gira ... per avere il passaggio mio ... e non avere pro ...
LORO ... problemi! (;..)l. In altre parole, ciò che i D'ARPA prospettavano come una concessione in favore del detenuto (c.d. passaggio) veniva dallo stesso ritenuto un abuso [e mi ... il passaggio! ... ma che sei scemo! ... ali dici ... dice MIO MARITO ... ma TU sei scemo, dice!];
- di_aver  provveduto a far si che i D'ARPA potessero dare una svolta al loro stile  di vita:
SALVATORE:  dove li hanno presi LORO i soldi?! ...
M. ANGELA: gliel'ho detto ... MIO MARITO vi ha tolto da tutti i guai a VOIALTRI? non avevate nemmeno il pane per mangiare!
SALVATORE: ... nel nova ... da dove ali sono venute?! ... che nemmeno si potevano comprare un co ... un collare ...
Nel prosieguo del colloquio in esame il detenuto insisteva affinché la moglie incontrasse nuovamente i D'ARPA, riferendo loro le sue testuali parole [gli dici ... vi giura, SALVO ... o dovete pregare ... che SALVO muore in carcere, perché ... cose di MIO MARITO non ve ne fregate! ... SALVO si alza la mattina e vuole approfittare di TUTTI E DUE!? o di TUO PADRE?! ... o di TUA MADRE?! ... cose mie e di MIO MARITO ... non le levate ... vi giura sopra la cosa più santa che avete! ... perché MIO MARITO non ha mai approfittato di nessuno! ... e nemmeno si immagina di approfittarsi di TUTTI E DUE! ... e mi ha detto solo una cosa ... MIO MARITO mi ha detto che siete due pezzi di MASCALZONI! ... ali dici ... senti ... sudore di MIO MARITO ... fra cent'anni ... fra cinquant'anni ... vi stermina a TUTTI!].
MADONIA esortava però la consorte affinché, nell'occasione, si facesse accompagnare dal cugino MADONIA Mario o, in alternativa, da ARIOLO Sergio owero dal nipote LO CRICCHI0 Pietro I... se non vuole venire ... MARIO ... allora ti prendi a SERGIO. .. o a PIETRO ... un maschio, davanti!].
Infine la DI TRAPANI rimproverava al marito di essere stato in passato troppo @ buono, non avendo mai disposto un intervento risolutivo di "chi era fuori" (ovvero in stato di libertà) tale da far comprendere la sua reale portata offensiva anche da detenuto, ed incutendo quel timore considerato necessario a garantire il rispetto in presenza del quale nessuno avrebbe mai osato approfittarsi di loro:
[...l
M. ANGELA: siamo stati troppo ... buoni [tono sarcastico; nello stesso istante riproduce con la mano destra il gesto tipicamente usato per indicare l'atto del picchiare, ndr7 ... perché non vedono ...
SALVATORE: ... e che cosa dovevamo fare, secondo TE? ... che cosa ... dovevo fare? ... dimmelo TU ... che ...
M. ANGELA: ... un giorno te lo dico! ... direttamente! ... subito! ... TU ci sei qua?! ... per chi era fuori! ... sbriga questa cosa, immediatamente! ... e vedi se si sarebbero permessi ... ad avere un poco di rispetto in più! ... nei nostri riguardi! ... e nei miei!
Quest'ultima circostanza sarebbe stata rivisitata dal MADONIA Salvatore in data 07/02/2008, successivamente agli ultimi arresti avvenuti a Palermo il 16/01/2008 (eseguiti nei confronti di GENOVA Salvatore, GRAZIANO Vincenzo, FONTANA Stefano etc.), anche sulla base delle ultime rivelazioni dei neo collaboratori di giustizia;
nell'occasione il detenuto aveva sottolineato alla moglie che era stato provvidenziale non fare intervenire terze persone a sostegno della tutela dei loro interessi economici, poiché ne sarebbe potuto derivare anche un suo eventuale coinvolgimento nelle ultime  indagini
SAL VA TORE: . . . se non fosse stato per te.. . se non fosse stato che io ti dico di no.. . tu... eh.. . BEBI... questa cosa. .. me la porterei pure...
M.ANGELA: machi?
SAL VA TORE: BEBI.. .
M.ANGELA: eh ...
SALVATORE: ... e lui dice... ma io la vorrei ora... e io ti dicevo.. . lascia perdere che C 'è.. .
M.ANGELA: Ah ...
[...l
Lo stesso giorno (04/10/2007), di ritorno dal colloquio, DI TRAPANI Maria Angela ed il figlio Francesco si recavano presso l'abitazione di MADONIA Mario, sita in Palermo via Libertà nr. 171 (dato confermato dal GPS installato sull'autovettura in uso alla donna che registrava una sosta in via Gabriele D 'Annunzio - traversa di via libertà - dalle ore 20:48 alle successive ore 21:38 -
Alle ore 21:46 DI TRAPANI Maria Angela, giunta presso la propria abitazione (Via San Lorenzo 56) riferiva alla madre (SGROI Rosa) ivi presente, di essere stata da
MARIO (MADONIA Mario) e di "aver perso tempo" a ono andata da Mario.. . sono andata da Mario.. . ho perso tempo] -
Anche il .piccolo MADONIA Francesco, in data 06/10/2007, scriveva al padre  informandolo della visita fatta al MADONIA Mario la sera del 04 ottobre
(..) IERI SERA SIAMO ARRIVATI A CASA ALLE 9:00 PERCHE' PRIMA SIAMO ANDA TI DA MARIO ( ..)
23) Le acquisizioni del 16/10/2007
In data 16/10/2007, con ogni probabilità, aveva luogo l'atteso incontro tra:
- DI TRAPANI Maria Angela, accompagnata sul posto dal nipote LO
CRICCHIO Pietro (secondo le indicazioni fornite dal marito detenuto), figlio del noto esponente mafioso LO CRICCHIO Salvatore;
- D'ARPA Mario;
- D'ARPA Massimiliano;
- MADONIA Mario.
Anche quel giorno il GPS installato sull'autovettura in uso alla DI TRAPANI ma nell'occasione condotta dal cugino LO CRICCHI0 Pietro, faceva registrare una sosta
in Viale Resurrezione (Palermo) dalle ore 18:57 alle successive ore 20:30  
Nel corso della conversazione ambientale registrata durante il tragitto di rientro a casa, infatti, la DI TRAPANI rimproverava il nipote Pietro per non aver esplicitamente chiesto a MARIO (verosimilmente MADONIA Mario) un concreto interessamento per un impiego lavorativo dello stesso  
[...l
Pietro: neanche se me lo regalano ... che aspettative hai ... gli ho detto ... inc ...
Maria A: se glielo dici quello che sai fare che cosa vuoi fare ...

Pietro: e che cosa.. . e dimmi che cosa gli dovevo dire? dimmelo tu.. . ha ragione ... inc ...  Maria A: e ... inc ... Mario qualsiasi lavoro basta che mi prendi Pietro: ma perché non gliel 'ho detto io ... qualsiasi lavoro ... faccio un lavoro  , ..rozzo che, significa? ... qualsiasi lavoro basta che sono.... inc. ..va bene ... inc.. dice lui ani che cosa vorresti fare ... io vorrei fare tante cose... che cosa vorrei fare ... alla regione vorrei entrare!
[...l
24) Le acquisizioni del 24/10/2007.
In data 24/10/2007 aveva luogo, regolarmente autorizzata, una ulteriore telefonata tra il detenuto MADONIA Salvatore, la moglie DI TRAPANI Maria Angela ed il figlio Francesco. Nel corso della stessa la donna, come al solito, forniva al marito alcune anticipazioni delle ternatiche che avrebbe poi trattato in maniera più esaustiva nel corso del successivo colloquio. In particolare riferiva al MADONIA che Alzheimer era incurabile, volendo intendere di non essere riuscita a far valere le loro pretese nei confronti dei D'ARPA, i quali, secondo il racconto della donna, risultavano di contro aver contattato il MADONIA Aldo (inteso CARLA) prospettandogli l'inconsistenza delle accuse loro rivolte. I1 detenuto tranquillizzava la moglie affermando che tutti i loro beni non sarebbero mai andati persi, lasciando intendere che, in futuro, sarebbero tornati ad esserne gli assoluti ed indiscussi proprietari  
[--l
M. ANGELA: l'alzaimer è completamente incurabile quello che ha la zia .. .
SALVATORE: chi?
M. ANGELA: l alzaimer della zia ... della ... della zia .. .
SAL VA TORE: eh!
M. ANGELA: è completamente incurabile ...
SALVATORE: ah ... Maria Angela non ti preoccupare . . . io vorrei avere tutte cose così (ride) non e che se lo possono mangiare ..incompr . . . il . . . non è che se la possono mangiare la malattia (ride) . . .
M. ANGELA: incompr ...
SALVATORE: .. . non ti preoccupare ...
M. ANGELA : anche a Carla l'ha detto .. .
SALVATORE: &&
M.ANGELA: si,si ...
SALVATORE: e va bene ... va bene ...
M. ANGELA: prendendo ... prendendo-di sopra contro di me 25)
Le acquisizioni del 08/11/2007.
Anche 1'8/11/2007 veniva registrato un colloquio carcecario tra la DI TRAPANI Maria Angela ed il MADONIA Salvatore i). Nel corso dello stesso la donna forniva implicita conferma circa l'effettiva realizzazione dell'incontro (già presunto), avvenuto il 16/10/2007, tra la stessa ed i fratelli D'ARPA Mario e Massimiliano, alla presenza del MADONIA Mario.
In particolare la DI TRAPANI specificava come il D'ARPA Mario avesse nell'occasione esternato l'intenzione di non voler cedere nulla di quanto in suo possesso (ovvero in possesso del nucleo familiare del defunto padre D'ARPA Vincenzo) poiché, a suo dire, proprio il MADONIA Salvatore avrebbe approfittato, in passato, del di lui padre Vincenzo; in tale contesto la medesima DI TRAPANI specificava come il D'ARPA Mario l'avesse provocata insistendo, con tono accusatorio, affinché chiedesse al marito detenuto dove fossero andati a finire i soldi del D'ARPA Vincenzo (ZIA BEBI) ed insinuando un vero e proprio  approfittamento" del MADONIA [lo hai saputo che cosa mi ha detto ... cosa mi hanno detto tutti e due i FRATELLINI ... che mi hanno preso di sopra davanti a tuo CUG L,.) facevano dice ... si allora TU gli devi domandare dice . . . a . . . SALVO (con la mano indica il detenuto,ndr) . . . dove sono i soldi di mio PADRE? .. . ma che ... ma che vuoi dire? . .. TU digli dove sono i
soldi di mio ad re? t...) dove sono i soldi di mio PADRE? (abbassa notevolmente la voce.ndr) . . . facci questa domanda a TUO MARITO!].
La donna continuava riportando al marito quanto riferito ai D'ARPA, specificando altresì di aver prospettato agli stessi, con toni minacciosi, l'intervento di ALTRE PERSONE [gli ho detto: senti oggi ci sono IO .. . ti giuro ah . . . che TU a me la mia faccia non la vedrai più ... vedrai ALTRE FACCE ...l; la prospettata intimidazione, avrebbe però indotto i medesimi D'ARPA a cercare un incontro con MADONIA Aldo, al quale, sempre secondo il racconto della donna, risultavano aver prospettato le loro preoccupazioni [se ne sono scappati da TUO FRATELLO ...l. La circostanza, secondo lo stesso Aldo, sarebbe potuta rivelarsi dannosa per Maria Angela, ormai ritenuta potenzialmente responsabile di qualsiasi "incidente" accorso ai predetti. D'ARPA [ALDO mi . . . mi fa dice . . . ma perché non lasci stare JI..) gli ho detto: ma scusami ma TU ci .. . dice ma IO ti capisco . . . dice .. . comprendo pure a MIO FRATELLO . . . dice . .. ma per questo pezzo di cosa, dice, lasciaglielo andare dice . . . non sa mai Dio . . . dice, perché la cosa è presa brutta dice .. . perché sono venuti da me . .. tuttì scantati (con le braccia mima il gesto del tremare, ndr) . . . dice ... ora ti devi preoccupare se ci sciddica il piede   (mima il gesto dello scivolare ndr) dice . . . capace di dire subito . . . che sei stata TU!].
Infine giova richiamare l'attenzione su una particolare frase pronunciata dal D'ARPA Mario ed anch'essa riportata, puntualmente, al detenuto. Nell'occasione veniva infatti specificato come, in passato, non vi fosse mai stato un vero e proprio criterio in base al quale discernere i beni di effettiva proprietà del defunto padre Vincenzo da quelli riconducibili al MADONIA Salvatore, a fronte dell'allora evidentemente totale convergenza di interessi non c'era il MIO e il TUO fra ME . . . fra TUO MARITO e MIO PADRE f.. .)l.
Tutta la vicenda di cui al presente paragrafo non avrebbe successivamente offerto significative evoluzioni, concludendosi con un generico proposito del detenuto di riappropriarsi, un domani, di tutti i suoi beni, ivi compresa la più volte citata casa in costruzione, anch'essa lasciata, come ribadito dalla DI TRAPANI, nella piena disponibilità dei D'ARPA. Tale ultimo gesto si sarebbe dovuto tradurre nel mero tentativo di incutere quel senso di timore derivante dalla certezza di non aver definitivamente concluso la vicenda:
M. ANGELA: gli ho detto prendi . . . a questo punto prendetevi pure la CASA (abbassa la voce e con le mani indica verso l’alto,ndr.). . che non mi interessa .. . no quella non ti ho detto . . . no prendetevela . . . a me non mi vedi più, prendetela pure prendetela . . . la vuoi pure? . . . Prenditela! . . .
SALVATORE: (annuisce con la testa, ndr) ... si! ... si! . ..
M. ANGELA: morti ... mi fa . . . e se ne scapparono . . . gli ho detto prenditela -e..
SALVATORE: cioè quello che mi dispiace ...
M. ANGELA: te lo dico IO prenditela . . . però una cosa ti dico . . .
SALVATORE: cioè quello che mi dispiace ...
 M. ANGELA: né TU e né TU e neanche i vostri figli ...
SALVATORE: (annuisce vistosamente con la testa, ndr) ... si! ... questo è poco M. ANGELA: ... incomprensibile.. .
SAL VA TORE: questo è poco ma è sicuro (risata sarcastica, ndr) . . . ehm . . . eh
... il discorso che tu non te la devi prendere a ridere io invece la riprendo a ridere. prima ho fatto ...
[...l
26. L'ESATTA INDMDUAZIONE DEI BENI DETENUTI DAI D'ARPA, OGGETTO DI RIVENDICAZIONE DA PARTE DEL MADONIA SALVATORE.
Dopo aver dimostrato, in maniera inequivocabile, il ruolo di prestanome svolto dai suddetti D'ARPA anche e soprattutto nei confronti del MADONIA Salvatore, riusciva oltremodo semplice individuare tutti i beni rivendicati da quest'ultimo.
A tale scopo venivano effettuati gli opportuni accertamenti catastali, relazionandoli alle precise indicazioni fornite nel tempo:
Alla luce di ciò i "tre appezzamenti di terreno" rivendicati dal MADONIA Salvatore venivano individuati, senza alcun dubbio, in due distinte compravendite:
1. NOTA DI TRASCRIZIONE, registro generale 43909, registro particolare nr. 32769, presentata il 21/11/1990 e relativa all'ATTO DI COMPRAVENDITA del @l 16/11/1990, rep. 41021, redatta dal Notaio Francesco PIZZUTO di Palermo (ALLEGATO Y 1s).
a favore: di D'ARPA Vincenzo, nato a Palermo il 09/06/1931, in regime di comunione dei beni;
contro: VASSALLO Giuseppe, nato a Capaci (PA) il 06/02/1922, coniugato in regime dei beni;
per la vendita di: appezzamento di terreno agricolo ricadente in zona "E" (verde agricolo) sito nel Comune di Isola delle Femmine (PA), contrada Costa-o-Contrada –  Estremola esteso are 59,34 circa, confinante con proprietà della parte acquirente, con  proprietà DI LORENZO, con proprietà CRIVELLO e con Strada Nazionale (Ss 113); indicato al N.C.T. di Isola delle Femmine (PA) alla partita 427, foglio 4, particelle:
- 242 (ex 129ib). vigneto di 1 A, are 43.68;
- 127, fiassineto di 1 A, are 15.66.
Per quanto concerne la particella nr. 242 essa ad oggi consiste nelle particelle nr. 632 e 633; su quest'ultima si è constatata (anche catastalmente) l'esistenza del fabbricato cat. CI2 (magazzini, locali e depositi) della consistenza di 54 metri quadrati, identificabile nel capannone adibito a lavaggio ed affittato a FASONE Ignazio, sopra meglio indicato; ad ulteriore riscontro di ciò è possibile notare come, in conformità alle indicazioni fornite dagli indagati, il terreno relativo alla particella 632 (su cui insiste il fabbricato di cui alla nr. 633) risulta effettivamente essere confinante con la Strada Statale 113.
Per quanto invece concerne la particella nr. 127, essa risulta essere stata unita alla particella nr. 241 (sulla quale, ad oggi risulta esservi l'abitazione dei D'ARPA) come da Tabella di variazione del 2410 112007 nr. 3 1787.112007 in atti dal 24/01/2007 protocollo nr. PA003 1787).
per la vendita di: appezzamento di terreno agricolo (zona "E") sito nel Comune di ah Isola delle Femmine (PA), Contrada Coste, esteso mq. 2700, confinante con la parte acquirente, con proprietà della parte venditrice e con proprietà FERRANTE, indicato al N.C.T. di Isola delle Femmine (PA) alla partita 1566, foglio 4, part. 193, fiassineto di 1 ", are 29.90.
Nel medesimo atto veniva inoltre specificato che circa 300 mq. di detta particella risultavano essere già stati espropriati ad opera della Cassa per il Mezzogiorno, giusto Decreto del Prefetto della Provincia di Palermo nr. 2709312.53.2 1 del 14/05/1984.
Ad ogni buon fine si riportano alcune immagini esplicative:
FOTO NR 1: Estratto del foglio di Mappa nr. 4 del Comune di Isola delle Femmine. Le particelle evidenziate in giallo denotano i terreni fabbricati in di cui alle compravendite sopra riportate [632 (ex 242), 193 e 1271, il fabbricato (adibito a lavaggio) confinante con la SS 113 ed affittato a FASONE Ignazio [633], la casa in costruzione riconosciuta da subito di effettiva proprietà del MADONIA Salvatore [635] nonché il terreno su cui, in tempi successivi alla redazione del presente foglio di mappa, sarebbe sorta l'abitazione dei medesimi D'ARPA [241];
FOTO NR. 2: Estratto del foglio di Mappa nr. 4 del Comune di Isola delle Femmine, riportante la medesima porzione di cui alla foto m. 1, con le varianti nel tempo apportate. Le linee di colore rosso ivi tracciate delimitano i tre fazzoletti di terreno più volte indicati dal MADONIA Salvatore alla moglie ed esplicitamente rivendicati quale propri [part. 632 (ex 242), 193 (ridimensionata nel tempo), 127 (linea tratteggiata ad indicare la sua unione alla m. 241) ed infine 635 (su cui sorge la casa in costruzione per il cui raggiungimento i D'ARPA avrebbero concesso il c.d. passaggio]:
POTO NR. 4: particolare della casa in costruzione del MADONIA [particella nr. 6331, sottostante il noto sito recante la dicitura "NO MAFIA";
2 7. LA DESTINAZIONE DEI BENI ALL'INDOMANI DELLA MORTE DI D 'ARPA WNCENZO (CL 1931)
In data 10/08/2007 decedeva, come noto, D'ARPA Vincenzo (inteso ZIA BEBI);
I1 23/11/2007, veniva redatto il relativo verbale di pubblicazione Testamento, C . presentato pressò l'competenti uffici catastali in data 13/12/2007 e recante m. Reg. v. Generale 80091 e m. Reg. particolare 50444 '  L'atto risultava composto da m. 6 (sei) UNITÀ NEGOZIALI, m. 3 (tre) SOGGETTI A FAVORE e m. 1 (uno) SOGGETTO CONTRO (il defunto D'ARPA):
UNITA' NEGOZIALE NR. 1:
- Immobile m. 1 sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio m. 4, catastato al foglio m. 4 particella m. 241 sub 7 (natura A17 Abitazione in villini);
UNITA' NEGOZIALE NR. 2:
- Immobile m. 1 sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del  coniglio snc., catastato al foglio m. 4 particella m. 241 sub 9 (natura N7 Abitazione in villini);
UNITA' NEGOZIALE NR. 3:
- Immobile m. 1 sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio m. 4 particella m. 634 (natura CI2 Magazzini e locali di deposito);
UNITA NEGOZIALE NR. 4:
- Immobile m. 1 sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio m. 4, catastato al foglio m. 4, particella m. 241 sub 6 (natura N7 Abitazione in villini);
- Immobile nr. 2 sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 4, particella nr. 241 sub 8 (natura A-Appartamento);
- Immobile nr. 3 sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio nr. 4, catastato al foglio nr. 6, particella nr. 241 sub 1 (natura DI1 Opifici);
- Immobile nr. 4 sito .in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 635 (natura A-Appartamento); I
- Immobile nr. 5 sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 233 (natura T-Terreno);
UNITA' NEGOZIALE NR. 5:
- Immobile nr. 1 sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 633 (natura CI2 Magazzini e locali di Deposito);
- Immobile nr. 2 sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 193 (natura T-Terreno);
- Immobile nr. 3 sito in territorio di Isola delle Femmine, via Passaggio del coniglio snc., catastato al foglio nr. 4 particella nr. 632 (natura T-Terreno);
UNITA' NEGOZIALE NR. 6:
- Immobile nr. 6 sito in territorio di Palermo, via Giuseppe Lanza di Scalea nr. 454, catastato al foglio nr. 16 particella nr. 1462 (natura CI2 Magazzini e locali di Deposito);
SOGGETTI A FAVORE
Soggetto nr. 1
D'ARPA Pietro, nato a Palermo il 01/01/1960, relativamente a:
UNITA' NEGOZIALE NR. 1 (piena proprietà);
UNITA' NEGOZIALE NR. 6 (proprietà ?4 con la madre COLLURA Vincenza)
Soggetto nr. 2
D'ARPA Massimiliano, nato a Palermo il 01/05/1971, relativamente a:
UNITA' NEGOZIALE NR. 2 (proprietà ?4 con la madre COLLLTRA Vincenza);
UNITA' NEGOZIALE NR. 3 (piena proprietà);
Soggetto nr. 3
D'ARPA Vincenzo, nato a Palermo il 20/10/1992 (figlio di Mario cl. 1962),
relativamente a:
UNITA' NEGOZIALE NR. 4 (piena proprietà);
UNITA' NEGOZIALE NR. 5 (proprietà $4 con la madre COLLURA Vincenza). (PAG 840)






2010 5 MAGGIO SENTENZA N 5281 D'ARPA DI TRAPANI MARIA ANGELA MADONIA D'ARPA FASONE AUTOLAVAGGIO CRIVELLO FERRANTE LO PICCOLO PASSAGGIO DELLO SCOIATTOLO ISOLA DELLE FEMMINE


 COLLURA VINCENZA, D’ARPA MARIO, D’ARPA VINCENZO, DI TRAPANI MARIA ANGELA, FASONE, ISOLA DELLE FEMMINE,MADONIA MARIO, MADONIA SALVATORE, mafia, Passaggio del Coniglio, Sequestro Beni, ZIA BEBI, Isola delle Femmine, testa di agnello mozzata davanti a un autolavaggio

Indagano i carabinieri di Carini




Una intimidazione o una richiesta estorsiva ? Anche su queste ipotesi stanno indagando i carabinieri della compagnia di Carini dopo il ritrovamento della testa mozzata di un agnello e di un sacchetto con le interiora dell'animale davanti ad un autolavaggio in via passaggio del Coniglio, sequestrato al clan dei Madonia-Di Trapani e gestito dalla famiglia D'Arpa. L'episodio risale alla notte tra mercoledì e giovedì scorso. A fare la denuncia è stato lo stesso titolare dell'attività. “Stiamo interrogando alcune persone – fanno sapere gli investigatori – per tentare di risalire ai possibili autori di questo gesto. Che potrebbe essere una richiesta estorsiva, anche se non si escludono altre ipotesi”. Nel dicembre scorso la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo si era espressa su alcuni beni confiscati alla famiglia D'Arpa, presunti prestanome dei Madonia. Tre villette, due appartamenti, diversi magazzini, un capannone e un terreno sono stati restituiti ai D'Arpa perchè secondo i giudici “Questi beni allo Stato non risultano raggiunti da alcune elemento concreto di sospetto sulla riconducibilità a membri della famiglia Madonia”. Sono rimasti sequestrati due pezzi di terra e un paio di magazzini che i D'Arpa hanno ammesso essere di proprietà di Madonia. Il boss Salvatore Madonia in alcune intercettazioni del 2006 parlando con la moglie, rivendicava la proprietà di quei beni.
Fonte: Giornale di Sicilia 10 Dicembre 2010

"Quei beni non sono di Madonia"
Restituiti a un presunto prestanome

"Loro lo sanno che abbiamo queste core! Non facciamo che questi tre mascalzoncelli che sono, ne fanno cattivo uso! Questa cosa (devono, ndr) curarla, vederla come se fosse una cosa loro". A parlare e il boss Salvatore Madonia che, da detenuto, nell' ottobre del 2006, impartisce ordini alla moglie, Maria Angela Di Trapani, circa la gestione di alcuni beni, quelli intestati alla famiglia della Zia Bebi, ovvero Vincenzo D'Arpa, classe 1931, poi deceduto, e dunque passati alla moglie, Vincenza Collura, ai figli Massimiliano e Pietro, al nipote Vincenzo (che all' epoca aveva solo 16 anni). "Quanta bili" per quei otre fazzoletti di terra" in passaggio del Coniglio, a Isola delle Femmine, con villette, magazzini e un capannone che Madonia nelle intercettazioni rivendica come suoi ("Tutto, dal basso verso l'alto"), proprio net punto a ridosso dell' autostrada dove avvenne la strage di Capaci. Di diverso avviso gli eredi D'Arpa, indagati per fittizia intestazione di beni, secondo i quali il boss sarebbe il reale proprietario solo di un paio di magazzini e di due pezzetti di terra.
La sezione misure di prevenzione del tribunale (collegio presieduto da Fabio Licata) ha sciolto il dubbio, in favore di Zia Bebi. Saranno cosi restituiti ai presunti prestanome D'Arpa (difesi dall' avvocato Michele Giovinco) tre villette, due appartamenti, diversi magazzini, un capannone e un terreno perche "almeno allo stato - scrivono i giudici - non risultano raggiunti da alcun elemento concreto di sospetto sulla riconducibilità a membri della famiglia Madonia".
Eppure, durante i colloqui in carcere, il boss teme, si arrabbia, minaccia, spiega piu volte alla moglie, incaricata di gestire gli affari durante la sua detenzione, come stanno le cose, perche non si faccia prendere in giro dal mascalzoncello. "Dove li hanno presi i soldi loro? Da dove gli sono venute? Nemmeno si potevano comprare - dice Madonia - un collare! (...) Questi (D'Arpa, ndr) proprio non avevano niente...completamente. Io, ho pre-so... ho fatto... ma sono dei mascalzoni (...) Questo e tutto il rispetto? Questo mi merito io?o. Lui che avrebbe pagato. Fior di quattrini. Esattamente 255 milioni di lire, sono tre pezzi...venticinque (milioni, ndr), trenta e duecento! Tutte cose". E ci sarebbe anche o la casa in montagna, come la chiama Riccardo, il figlio della coppia. Si tratta di una struttura in costruzione che si trova proprio sotto al tristemente famoso casolare con la scritta No mafia, che domina dall'alto l'autostrada Palermo-Trapani. "Non tradirei il segreto di  papà - dice Maria Angela al figlio - quando poi sei grande la prendi tu, perche e nostra, mi dimenticalo, capito? (...) altrimenti ce la levano".
Ma i tentativi della donna di far ragionare i D'Arpa vanno a vuoto. Anzi la famiglia di Zia Bebi tenta di convincerla che da quelle parti non avrebbe neppure o il passaggio (o che la smettano, devo dirgli pure grazie che mi da il passaggio, impreca Madonia, ogli dici, dovete pregare che Salvo muore in carcere (...) vi giura sulla cosa più santa che avete (..) fra 100 anni, 150 anni... vi stermina a tutti!»). "Negano le evidenze - gli scrive Maria Angela - delle nostre disgrazie ne hanno fatto it loro tornaconto (...). Non si godranno niente - sentenzia - suo marito (Vincenzo D'Arpa, ndr) a morto col cancro, lei (Vincenza Collura, ndr) ha l'Alzheimer, a quei sifilitichi e vermi viscidi dei figli più bastardi di come sono non potevano essere". I giudici hanno deciso diversamente.

Sandra Figliuolo



AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
ISOLA DELLE FEMMINE
AL SINDACO
DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
AL RESPONSABILE
SETTORE TECNICO URBANISTICO
Oggetto: Interrogazione al Sindaco
I sottoscritti, consiglieri comunali del gruppo consiliare Rinascita Isolana, ai sensi dell’art. 9 commi 7 e ss, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale,
CHIEDONO
Risposta verbale del Sindaco – da tenersi alla prossima seduta del Consiglio Comunale – in merito al seguente argomento:
-Annullamento della concessione edilizia in sanatoria  n 11 del 2008
Atteso che il 23.08.2010, il Resp. III Settore f.f. procedeva all’annullamento della c.c. n. 11/2008 e al diniego dell’autorizzazione edilizia per la realizzazione di un’attività di autolavaggio presso Passaggio del Coniglio, 6.
Il Sindaco chiarisca:
-             Perché, dinanzi alle ripetute osservazioni del gruppo “Rinascita Isolana”. non si è attivato per verificare la fondatezza della notizia del sequestro di beni disposto nei confronti dei parenti di D’Arpa Sandro, che lo stesso Portobello ha designato quale capo dell’UTC?
-             Perché solo il 13.05.2010 il Comune di Isola delle Femmine ha proceduto alle visure siugli immobili di Passaggio del Coniglio, 6?
-             Dal 13 maggio ad oggi quali controlli sono stati disposti dalla Polizia Municipale sugli immobili e sulle attività commerciali in questione?
-             Perché le visure del 13.05.2010 sono state richieste dal consigliere comunale Dionisi Vincenzo?
-             Con quale provvedimento gli è stato conferito tale incarico?
-             Essendo egli un geometra che segue diverse pratiche edilizie in Isola delle Femmine, perché avrebbe dovuto apprendere dati così delicati riguardo ai familiari dell’Arch. D’Arpa?
-             Perché gli esiti di tali accertamenti non sono stati in nessun modo comunicati al Consiglio Comunale?
Isola delle Femmine, 08/09/2010
I Consiglieri Comunali
Protocollo 12142 8 settembre 2010






COLLURA VINCENZA, D’ARPA MARIO, D’ARPA VINCENZO, DI TRAPANI MARIA ANGELA, FASONE, ISOLA DELLE FEMMINEMADONIA MARIO, MADONIA SALVATORE, mafia, Passaggio del Coniglio, Sequestro Beni, ZIA BEBI, *Alcune domande al Sindaco di Isola delle Femmine COLLURA VINCENZA, D’ARPA MARIO, D’ARPA VINCENZO, DI TRAPANI MARIA ANGELA,ISOLA DELLE FEMMINE,MADONIA MARIO, MADONIA SALVATORE, MAFIA, Passaggio del Coniglio, Sequestro Beni, ZIA BEBI, 2019 22 FEBBRAIO CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA 23301 AVVERSO IL DECRETO DL 7 FEBBRAIO 2018 DELLA CORTE DI APPELLO DI PALERMO COLLURA ROSA D'ARPA VINCENZO DI TRAPANI MARIA ANGELA MADONIA SALVATORE ZIA BEBY




COLLURA VINCENZA, COLLURA ROSA,D’ARPA MARIO, D’ARPA VINCENZO, DI TRAPANI MARIA ANGELA, FASONE, ISOLA DELLE FEMMINE, MADONIA MARIO, MADONIA SALVATORE, MAFIA, Passaggio del Coniglio, Sequestro Beni, ZIA BEBI,

COLLURA VINCENZA, COLLURA ROSA,D’ARPA MARIO, D’ARPA VINCENZO, DI TRAPANI MARIA ANGELA, FASONE, ISOLA DELLE FEMMINE, MADONIA MARIO, MADONIA SALVATORE, MAFIA, Passaggio del Coniglio, Sequestro Beni, ZIA BEBI, 2019 21 GIUGNO TAR PALERMO N. 00751/2019 REG.PROV.CAU N. 01370/2019 REG.RIC. D'ARPA VINCENZO PASSAGGIO DEL CONIGLIO 6 ISOLA DELLE FEMMINE