Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “




Pino Ciampolillo




domenica 28 aprile 2019

2019 29 APRILE CORTE DEI CONTI COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE


 

 

CORTE DEI CONTI COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

 

2019 13 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI Deliberazione n.40 2019 PRSP Comune di Isola delle Femmine - Verifica misure correttive


2018 27 NOVEMBRE CORTE DEI CONTI                                                                                                                                           Deliberazione n.202 2018 PRSP Comune di Isola delle Femmine - 148 bis Tuel.

2018 17 APRILE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 90 2018 PRSP Deliberazione ex art. 148 bis Tuel - Richiesta di adozione di misure.

2018 16 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 29 2018 PRSP Deliberazione ex art. 148 bis del TUEL - accertamento della ritardata approvazione del rendiconto dell'esercizio 2016.

2017 14 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 51 2017 PRSP verifica 148 bis rendiconto 2014 e bilancio 2015.

2016 12 GENNAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 8 2016  PRSP Verifica 148 bis su rendiconto 2013 e misure correttive

2015 30 SETTEMBRE   CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 260 PAR 2015   Valutazione su rimborsabilità spese legali
amministratori in conseguenza assoluzione.

2014 27 OTTOBRE    CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 174 PRSP 2014    Controllo 148 bis rendiconto 2012 e misure correttive.

2013 22 OTTOBRE     CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 298 PRSP 2013    rendiconto 2011 e bilancio di previsione 2012 

2012 10 MAGGIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 139 2012 PRSP RENDICONTO 2010

2011 13 GIUGNO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 64/2011 PRSP rendiconto 2009 MANCATE AZIONI CORRETTIVE CONSUNTIVO 2008 DELIBERAZIONE 112 2010

2010 2 DICEMBRE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE N 323 2010 PRSP BILANCIO DI PREVISIONE 2010

2010 26 MAGGIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 112 2010 PRSP PRONUNCIA SPECIFICA EX ART.1 COMMA 168 L. 266/2005 - RENDICONTO 2008

2010 18 GENNAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE N 18 2010 PRSP Specifica pronuncia ex art. 1, comma 168 L. 266/05 RAG BIAGIO FONTANETTA  PATTO DI STABILITA’ MAGGIORE ANTONIO CROCE INCARICHI ESTERNI


2018 “Pareggio di bilancio”: le Istruzioni relative alla Certificazione del rispetto dell’obiettivo 2018


 

 

 

 

 

 

 

2019 n13 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI Deliberazione n.40 2019 PRSP Comune di Isola delle Femmine - Verifica misure correttive


REPUBBLICA ITALIANA

La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
Nell’adunanza del 19 dicembre 2018, composta dai Magistrati:
Luciana Savagnone
Ignazio Tozzo
Francesco Antonino Cancilla
               - Presidente
               - Consigliere
               -  Primo Referendario – relatore
  

******
Visto l’art. 100, secondo comma, e gli artt. 81, 97 primo comma, 28 e 119 ultimo comma della Costituzione;
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni, recante il Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.) e, in particolare, l’art. 148 bis;
visto l’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, altresì, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a Statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
vista la relazione di deferimento del magistrato istruttore in merito alla relazione dell’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine sul rendiconto dell’esercizio 2015 e sulle misure correttive conseguenti alla deliberazione n. 90/2018/PRSP di questa Sezione;
vista la deliberazione n. 202/2018/PRSP di questa Sezione;
vista l’ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 300/2018/CONTR, con la quale la Sezione medesima è stata convocata per l’adunanza ai fini degli adempimenti di cui al citato articolo 148 bis del TUEL;
viste la memorie presentate dall’ente il 5 novembre 13 febbraio 20192018 (acquisita al prot. CdC n. 9727 in pari data), il 6 novembre 2018 (acquisita al prot. CdC n. 9789 in pari data) e il 17/12/2018 (acquisita al prot. CdC n. 11090);
-uditi il relatore, Primo Referendario Francesco Antonino Cancilla, nonché, per il Comune di Isola delle Femmine, il Sindaco, avv. Stefano Bologna, il Segretario generale, avv. Ernesto Amaducci, e il Responsabile del settore economico finanziario, dott. Antonio Croce;
******
-Rilevato che, alla luce dell’art. 6, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, occorre verificare l’adeguatezza delle misure correttive assunte dal Comune di Isola delle Femmine a seguito della deliberazione n. 90/2018/PRSP di questa Sezione e che, a tal fine, è necessario accertare se la situazione del Comune presenti un grave squilibrio finanziario, che possa eventualmente configurare i presupposti per la dichiarazione del dissesto;
-rilevato che con la deliberazione n. 202/2018/PRSP la Sezione ha chiesto chiarimenti in merito ai saldi e agli equilibri dell’esercizio 2017, quali risultanti dal rendiconto già approvato o dal preconsuntivo, e informazioni su diversi profili della gestione del 2018;
-rilevato che il Comune nella memoria depositata il 17 dicembre 2018, a causa dell’assenza di preconsuntivo dovuta alla mancata conclusione del 2018, non ha fornito sufficienti chiarimenti in merito a tale esercizio;
-ritenuto che, pertanto, va chiesto al Comune di Isola delle Femmine di riferire sui saldi e sugli equilibri dell’esercizio 2018, quali risultanti dal rendiconto già approvato o dal preconsuntivo, per quanto riguarda: la composizione del risultato di amministrazione (parte accantonata, parte vincolata, parte destinata agli investimenti e parte disponibile), il saldo di cassa e l’anticipazione di tesoreria (fondo di cassa libero, fondi vincolati, anticipazione di tesoreria utilizzata e non restituita, utilizzo per cassa di entrate vincolate), l’andamento dei residui (totale dei residui attivi, di quelli passivi, determinazione e quantificazione del Fondo crediti di dubbia esigibilità), l’andamento delle riscossioni, il rispetto dei vincoli di finanza pubblica e del pareggio di bilancio, la presenza di procedure esecutive. A tal fine, l’Ente dovrà produrre lo schema di rendiconto approvato dalla Giunta, la relazione dell’organo di revisione e i documenti di supporto delle risposte fornite;

-rilevato che con l’ordinanza n. 202/2018/PRSP è stato chiesto all’Ente di fornire chiarimenti sull’esecuzione della deliberazione del Consiglio comunale n. 2 del 15 febbraio 2018, avente ad oggetto il riconoscimento del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza della Corte di Cassazione in favore di Lo Bianco A. e altri;

-rilevato che il Comune nella memoria depositata il 17 dicembre 2018 ha dedotto in merito all’imminente concessione del mutuo da parte della Cassa depositi e prestiti, al fine di pagare il debito fuori bilancio oggetto della summenzionata deliberazione consiliare n. 2 del 2018, che è stata modificata con la deliberazione consiliare n. 38 del 26 novembre 2018 “in vista della presentazione della richiesta di mutuo alla Cassa depositi e prestiti” (così testualmente);
-ritenuto che, pertanto, al fine di accertare la sostenibilità del debito fuori bilancio con il mantenimento degli equilibri e la compatibilità con le regole di sana gestione, va richiesto all’Ente di:

a)- produrre copia integrale della deliberazione del Consiglio comunale n. 38 del 26 novembre 2018, munita di tutti i suoi allegati;

b)- riferire  in maniera documentata sull’effettiva concessione del mutuo da parte della Cassa depositi e prestiti, così da provare la reale capacità di pagare  l’intero debito fuori bilancio per gli importi e secondo le modalità indicate nella deliberazione consiliare n. 2 del 2018, modificata dalla deliberazione n. 38 del 2018; 

c)- produrre una dichiarazione con firma autenticata dei creditori “Lo Bianco + 18”, con la quale gli stessi: 

i)- accettano il pagamento secondo le modalità, gli importi e i termini indicati nella deliberazione consiliare n. 2 del 2018, come modificata dalla deliberazione consiliare n. 38 del 2018; ii) rinunciano all’avvio di procedura esecutiva o alla richiesta di misura conservativa fino alla data in cui la Cassa depositi e prestiti deciderà sulla concessione del mutuo; iii)- accettano gli importi e i termini di pagamento indicati nella deliberazione consiliare n. 2 del 2018, come successivamente modificata, pur nel caso in cui il mutuo non dovesse essere accordato;
d)- produrre una dichiarazione con firma autenticata dei creditori “Lo Iacono P. + 2”, con la quale gli stessi: i) rinunciano all’avvio di procedura esecutiva o alla richiesta di misura conservativa fino alla data in cui la Cassa depositi e prestiti deciderà sulla concessione del mutuo; ii)- si impegnano a transigere il loro credito secondo modalità e termini analoghi a quelli degli altri creditori Lo Bianco + 18 con proporzionale riduzione del loro credito in misura analoga ai summenzionati Lo Bianco + 18, precisando se ciò vale solo nel caso di concessione del mutuo o anche per il caso di diniego dello stesso;
e)- nell’ipotesi di mancata concessione del mutuo, chiarire se il Comune è in grado di provvedere immediatamente all’integrale pagamento del debito fuori bilancio riconosciuto con la citata deliberazione consiliare n. 2 del 2018, come successivamente modificata. L’Ente, in ogni caso, dovrà allegare copia del bilancio di previsione 2018-2020, dell’assestamento di bilancio approvato nel 2018 e del bilancio di previsione 2019-2021 (se già approvato) con specifica evidenza delle risorse destinate al pagamento del debito riconosciuto con la citata deliberazione;

-ritenuto, infine, che va richiesta una specifica dichiarazione firmata congiuntamente dal Sindaco, dal Responsabile del Settore finanziario e dal Segretario generale, con la quale gli stessi, espressamente consapevoli della loro personali responsabilità penali, patrimoniali ed erariali per il caso di falso o di ingiustificato ritardo della dichiarazione di dissesto, attestano che: i)- non sussistono le condizioni per la dichiarazione di dissesto del Comune ai sensi dell’art. 244 TUEL; ii)- il Comune può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili e può validamente fare fronte ai debiti con le modalità ordinarie; iii)-  l’Ente può immediatamente provvedere ai pagamenti dei debiti fuori bilancio secondo le modalità e i termini previsti dalla deliberazione  consiliare n. 2 del 2018, come modificata dalla deliberazione consiliare n. 38 del 2018.
P. Q. M.
La Corte dei conti, Sezione di controllo per la Regione siciliana
DISPONE
che, entro il 4 marzo 2019, il Comune di Isola delle Femmine depositi presso la segreteria di questa Sezione una dettagliata relazione di chiarimento, la necessaria documentazione, le dichiarazioni dei creditori e l’attestazione del Sindaco, del Responsabile dei servizi finanziaria e del Segretario generale nei sensi indicati in parte motiva;
FISSA
l’adunanza collegiale del 12 marzo 2019, h. 10.30, per l’esame della relazione e della documentazione che saranno prodotte dal Comune;
O R D I N A
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Consiglio Comunale -per il tramite del suo Presidente- ai fini dell’adozione delle necessarie misure correttive, oltre che al Sindaco e all’Organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine.  
Così deliberato in Palermo nella camera di consiglio del 19 dicembre 2018
              Il Magistrato estensore                                                            
Il Presidente
          Francesco Antonino Cancilla                                   
Luciana Savagnone



Depositato in segreteria il 13 febbraio 2019
    IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
                      (Boris Rasura)

2018 27 NOVEMBRE CORTE DEI CONTI                                                                                                                                           Deliberazione n.202 2018 PRSP Comune di Isola delle Femmine - 148 bis Tuel.

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 7 novembre 2018, composta dai Magistrati:
Luciana Savagnone
Adriana La Porta
Francesco Antonino Cancilla
               - Presidente
               - Consigliere
               -  Primo Referendario – relatore
  

******
Visto l’art. 100, secondo comma, e gli artt. 81, 97 primo comma, 28 e 119 ultimo comma della Costituzione;
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni, recante il Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.) e, in particolare, l’art. 148 bis;
visto l’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
-visto, altresì, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a Statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
vista la nota di deferimento del magistrato istruttore in merito alla relazione dell’organo di revisione sul rendiconto dell’esercizio 2016 del Comune di Isola delle Femmine;
vista l’ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 259/2018/CONTR, con la quale la Sezione medesima è stata convocata per l’adunanza ai fini degli adempimenti di cui al citato articolo 148 bis del TUEL;
vista la memoria presentata dall’ente il 5 novembre 2018 (acquisita al prot. CdC n. 9727 in pari data);
-vista l’ulteriore memoria presentata dall’ente il 6 novembre 2018 (acquisita al prot. CdC n. 9789 in pari data);
-uditi il relatore, Primo Referendario Francesco Antonino Cancilla, nonché, per il Comune di Isola delle Femmine, il Sindaco, avv. Stefano Bologna, il Segretario generale, avv. Ernesto Amaducci, e il Responsabile del settore economico finanziario, dott. Antonio Croce;
******
-Rilevato che, alla luce dell’art. 6, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, occorre verificare l’adeguatezza delle misure correttive assunte dal Comune di Isola delle Femmine a seguito della deliberazione n. 90/2018/PRSP di questa Sezione e che, a tal fine, è necessario accertare se la situazione attuale del Comune presenti un grave squilibrio finanziario, che possa eventualmente configurare i presupposti per la dichiarazione del dissesto;
-ritenuta, pertanto, la necessità di acquisire ulteriori elementi istruttori;
-ritenuto che, conseguentemente, va richiesto al Comune di Isola delle Femmine:
1)- di riferire sui saldi e sugli equilibri dell’esercizio 2017, quali risultanti dal rendiconto già approvato o dal preconsuntivo, per quanto riguarda: la composizione del risultato di amministrazione (parte accantonata, parte vincolata, parte destinata agli investimenti e parte disponibile), il saldo di cassa e l’anticipazione di tesoreria (fondo di cassa libero, fondi vincolati, anticipazione di tesoreria utilizzata e non restituita, utilizzo per cassa di entrate vincolate), l’andamento dei residui (totale dei residui attivi, di quelli passivi, determinazione e quantificazione del Fondo crediti di dubbia esigibilità), l’andamento delle riscossioni, il rispetto dei vincoli di finanza pubblica e del pareggio di bilancio, la presenza di procedure esecutive. A tal fine, l’Ente dovrà produrre la deliberazione consiliare di approvazione del rendiconto, la relazione dell’organo di revisione e i documenti di supporto delle risposte fornite;
2)- di riferire -sulla base delle informazioni disponibili- sui seguenti profili relativi all’esercizio 2018: a)- attuale situazione di cassa (fondo di cassa libero, fondi vincolati, anticipazione di tesoreria utilizzata e non restituita, utilizzo per cassa di entrate vincolate); b)- procedure esecutive nei confronti dell’Ente; c)- andamento delle riscossioni e dei residui. L’Ente dovrà produrre adeguata documentazione a supporto;
3)- di riferire in merito all’esecuzione della deliberazione del Consiglio comunale n. 2 del 15 febbraio 2018, avente ad oggetto il riconoscimento del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza della Corte di Cassazione in favore di Lo Bianco A. e altri. In particolare, l’Ente dovrà:  a)- allegare la nota del 20 novembre 2017 proveniente dai signori “Lo Bianco A. + 18” (citata nella lett. a) del punto 2 della deliberazione consiliare) nonché la nota del 21 novembre 2017 proveniente  dai signori “Lo  Iacono P. + 2” (citata nella lett. b) del punto 2 della deliberazione consiliare); b)- trasmettere ogni allegato della summenzionata deliberazione consiliare; c)- chiarire se i signori Lo Bianco A. + 18 abbiano sottoscritto la transazione e, in tale caso, inviarne copia integrale; d)- chiarire se i signori Lo Iacono P. + 2 abbiano accettato la rinegoziazione della loro pretesa creditoria; e)- trasmettere la documentazione idonea  a provare le trattative con la Cassa depositi e prestiti per la concessione del mutuo, che -come risulta dalla deliberazione consiliare- dovrebbe consentire il pagamento del debito; f)- chiarire se il Comune, qualora non fosse concesso il mutuo, sia in grado di provvedere immediatamente all’integrale pagamento del debito fuori bilancio riconosciuto con la citata deliberazione consiliare n. 2 del 2018. L’Ente, inoltre, dovrà allegare copia del bilancio di previsione 2018-2020, dell’assestamento di bilancio approvato nel 2018 e del bilancio di previsione 2019-2021 (se già approvato) con specifica evidenza delle risorse destinate al pagamento del debito riconosciuto con la citata deliberazione.
P. Q. M.
la Corte dei conti, Sezione di controllo per la Regione siciliana
DISPONE
che, entro il 15 dicembre 2018, il Comune di Isola delle Femmine depositi presso la segreteria di questa Sezione una dettagliata relazione di chiarimento e la necessaria documentazione nei sensi indicati in parte motiva;
FISSA
l’adunanza collegiale del 19 dicembre 2018, h. 10.30, per l’esame della relazione e della documentazione che saranno prodotte dal Comune;
ORDINA
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente deliberazione sia comunicata -ai fini della sua esecuzione- al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e all’Organo di revisione dei conti del Comune di Isola delle Femmine.
Così deliberato in Palermo nella camera di consiglio del 7 novembre 2018
              Il Magistrato estensore                                                            Il Presidente
          Francesco Antonino Cancilla                                    Luciana Savagnone

Depositata in segreteria il 27 novembre 2018
      IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
                   (Boris Rasura)


2018 17 APRILE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 90 2018 PRSP Deliberazione ex art. 148 bis Tuel - Richiesta di adozione di misure.

                                                                                                                                                             Deliberazione n.90/2018/PRSP

 

REPUBBLICA ITALIANA

La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 27 febbraio 2018, composta dai Magistrati:
Maurizio Graffeo
Antonio Nenna
Ignazio Tozzo
Sergio Vaccarino
Francesco Antonino Cancilla
               - Presidente
               - Consigliere
               - Consigliere
               - Primo Referendario
               - Primo Referendario – relatore
  

******
Visto l’art. 100, secondo comma, e gli artt. 81, 97 primo comma, 28 e 119 ultimo comma della Costituzione;
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni, recante il Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.) e, in particolare, l’art. 148 bis;
visto l’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
-visto, altresì, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a Statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;

-vista la deliberazione di questa Sezione n. 142/2016/INPR del 12 luglio 2016, avente ad oggetto: “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art.1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n.266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2015”;
-esaminate le relazioni compilate dall’Organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine rispettivamente sul rendiconto del 2015 e sul bilancio di previsione 2016 - 2018;
-vista la relazione di deferimento del magistrato istruttore;
-vista l’ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 41/2018/CONTR, con la quale la Sezione medesima è stata convocata per l’odierna adunanza ai fini degli adempimenti di cui al citato articolo 148 bis del TUEL;
-vista la memoria presentata dall’ente il 26 febbraio 2018 (acquisita al prot. CdC n. 1855 in pari data);

-uditi il relatore, Primo Referendario Francesco Antonino Cancilla, nonché, per il Comune di Isola delle Femmine, il Sindaco, dott. Stefano Bologna, il Responsabile del settore economico finanziario dr. Antonio Croce, e il Segretario generale, dott.ssa Anna Genova.
******
Premesso che:
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo -a carico degli Organi di revisione degli enti locali- di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.

Al riguardo, occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo, volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate dall’Organo di revisione, affinché gli stessi possano attivare le necessarie misure correttive. Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei conti contribuisce ad assicurare quale organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio economico-finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle risorse collettive, in quanto al servizio dello Stato-ordinamento, tanto più a seguito del novellato quadro scaturito dalla legge costituzionale n.1 del 2012 e dalla legge c.d. rinforzata n. 243 del 2012. 

La giurisprudenza costituzionale, anche alla luce dei successivi interventi legislativi in materia (da ultimo, sentenza n. 39 del 2014 che richiama altresì le precedenti n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), ne ha precisato contenuti e fondamento, affermando che il controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello che questa è chiamata a svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti consuntivi degli enti locali, va ascritto alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da intendere come verifica della conformità delle (complessive) gestioni di detti enti alle regole contabili e finanziarie – e ha lo scopo, in una prospettiva non più statica (com’era il tradizionale controllo di legalità-regolarità), ma dinamica, di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure correttive da parte dell’ente, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il rispetto delle regole contabili e finanziarie. 
******
Ciò premesso, esaminata la relazione sul rendiconto dell’esercizio 2015 e quella sul bilancio di previsione 2016 - 2018, il competente magistrato, sulla base dell’istruttoria espletata e della documentazione pervenuta, ha richiesto la pronuncia collegiale su numerosi profili di criticità, illustrati nella nota di deferimento.
In prossimità dell’adunanza il Comune ha depositato apposita memoria, i cui contenuti sono stati illustrati dai rappresentanti dell’amministrazione.
*******
Per ciascuno dei motivi di deferimento, che sono qui trascritti, vengono sinteticamente riportate le deduzioni del Comune unitamente alle valutazioni conclusive del Collegio.
A)- Per quanto attiene alla relazione sul rendiconto dell’esercizio 2015, dalla documentazione pervenuta e dalla successiva attività istruttoria è emerso quanto segue:
1. Il ritardo dell’approvazione del rendiconto del 2015, che, infatti, è stato approvato il 18 novembre 2016 con deliberazione consiliare n. 44. Va peraltro segnalato il sistematico ritardo dell’ente nell’approvazione dei documenti contabili fondamentali: il bilancio di previsione del 2015 è stato approvato il 30 dicembre 2015 con deliberazione n. 54; il bilancio di previsione 2016 è stato approvato il 29/12/2016 con deliberazione consiliare n. 23; il rendiconto del 2016 è stato approvato il 29/12/2017 con deliberazione consiliare n. 43 e non risulta ancora pubblicato sulla banca dati BDAP.

Il Comune ha dedotto che il ritardo è derivato dalle difficoltà tecniche legate alla riorganizzazione del settore finanziario e al rinnovo dei software gestionali.

Il Collegio sottolinea che l’Ente deve assicurare l’osservanza dei termini per l’approvazione del bilancio e del rendiconto, al fine di garantire una sana gestione finanziaria, che presuppone la tempestività degli adempimenti connessi al cd. “ciclo del bilancio”. I termini sono fissati dalla legge e non sono derogabili per mere situazioni ostative di fatto, che richiedono maggiore impegno amministrativo e idonea capacità organizzativa.

2.  Il superamento delle soglie fissate dai seguenti parametri del D.M. 18/02/2013:
-parametro n. 2: volume dei residui attivi di nuova formazione, provenienti dalla gestione di competenza e relativi a titoli I e III, superiore al 42% delle entrate correnti;
-parametro n. 3: ammontare dei residui attivi, provenienti dalla gestione dei residui dei titoli I e III, superiore al 65% delle entrate dei titoli I e III;
-parametro n. 9: esistenza al 31 dicembre di anticipazioni di tesoreria non rimborsate superiori al 5 per cento rispetto alle entrate correnti.

L’Amministrazione ha affermato che: a)- il superamento della soglia fissata dal parametro n. 2 scaturisce dalla distanza temporale tra il momento di emissione degli atti di accertamento tributario e quello della riscossione; b)- i residui, di cui al parametro n. 3, sono costituiti da importi inseriti nei ruoli consegnati al concessionario, che, tuttavia, non è riuscito ad operare efficaci azioni di recupero; c)- è stato frattanto individuato un nuovo concessionario; d)- la bassa capacità di riscossione delle entrate tributarie e il ritardo dei trasferimenti statali e regionali hanno costretto l’Ente ad avvalersi dell’anticipazione di tesoreria, che non è stato possibile rimborsare a fine esercizio.

Con riferimento ai parametri n. 2 e n. 3, la Sezione evidenzia preliminarmente che residui inesigibili o comunque non riscuotibili, se mantenuti nel rendiconto, incidono necessariamente sull’attendibilità del risultato di amministrazione, con ricadute negative sugli equilibri di bilancio. Risulta pertanto opportuno che, a fronte di posizioni creditorie di dubbia realizzabilità, sia congruamente quantificato il Fondo crediti di dubbia esigibilità. Invero, l’attività di riaccertamento dei residui assume rinnovata importanza in considerazione della riforma dell’ordinamento contabile degli enti locali, come esposto nella deliberazione della Corte dei conti, Sezione delle autonomie, n. 4/2015/INPR, poiché attraverso il corretto accertamento dei residui attivi si attua “il principio di veridicità e attendibilità delle entrate pubbliche accertate, più volte richiamato dalla giurisprudenza costituzionale, affinché la copertura finanziaria delle spese pubbliche sia credibile, sufficientemente sicura, non arbitraria o irrazionale. (…) La determinazione delle entrate di dubbia e difficile esazione e la conseguente "svalutazione" deve pertanto avere effetti sulla programmazione degli impieghi delle medesime, in termini di spesa pubblica, al fine di tutelare l'ente dal rischio di utilizzare entrate non effettive, finanziando obbligazioni passive scadute ed esigibili con entrate non disponibili e quindi finanziando il bilancio e la gestione in "sostanziale situazione di disavanzo" (in tal senso, Corte cost., sentenze n. 250 del 2013 e n. 213 del 2008)”.
Va poi aggiunto che l’Ente è tenuto ad espletare in maniera puntuale le attività di accertamento tributario e a procedere in modo solerte alla riscossione coattiva; inoltre, ha l’obbligo di vigilare sull’efficienza e sulla tempestività dell’esattore nel recupero dei crediti, al fine di impedire la prescrizione e di conseguire l’esito positivo delle eventuali procedure esecutive. In ogni caso, per raggiungere gli equilibri di bilancio, già in sede di programmazione, il Comune dovrà elaborare strategie di riduzione delle spese e di incremento della percentuale di esazione delle entrate. 
Si palesa infine la presenza di una ricorrente crisi di liquidità, poiché l’anticipazione di tesoreria è divenuta un fondamentale mezzo di finanziamento. Nel vigente sistema essa, invece, dovrebbe soltanto fronteggiare nel breve periodo momentanei problemi di liquidità, sicché non può divenire una costante e prolungata modalità di finanziamento.

3.     In merito ai saldi e agli equilibri, con riferimento all’esercizio 2015, si rileva:
a)- un disavanzo di euro 776.000,26, cui si perviene detraendo dal risultato di amministrazione, pari ad euro 2.246.488,83, l’importo della parte accantonata (euro 1.217.218,55) e della parte vincolata (euro 1.805.270,54);
b)- la parte accantonata del risultato di amministrazione, pari ad euro 1.217.218,55 è così composta:
-fondo crediti di dubbia esigibilità: euro 582.824,77
-fondo per il contenzioso: euro 634.393,78
c)- la parte vincolata del risultato di amministrazione, pari ad euro 1.805.270,54,  è così composta:
-mutui: 1.238.072,02
-trasferimenti: euro 15.050,16
-sanzioni codice della strada: euro 133.964,08
-vincoli per leggi e principi contabili euro 418.184,28
d)- la parte destinata agli investimenti è pari a zero;
e)- la quota annua di disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario è pari ad euro 140.267,70. Il riaccertamento straordinario, rettificato con deliberazione della Giunta municipale n. 122 del 2016, ha fatto emergere un disavanzo di euro 4.218.830.

L’Amministrazione ha sostenuto che: a)- in sede di approvazione del rendiconto del 2015 l’avanzo di amministrazione è stato destinato agli utilizzi di cui all’art. 187 TUEL; b)- detraendo la quota relativa ai vincoli e agli accantonamenti, si è determinato un disavanzo di euro 776.000,26 da ripianare nei due esercizi successivi; c)- l’importo di euro 582.824,77 sulla quota accantonata è stato destinato al Fondo crediti di dubbia esigibilità; d)- è in corso una puntuale verifica dei residui attivi; i risultati del riaccertamento saranno valutati in sede di approvazione del rendiconto del 2017; e)- l’importo di euro 634.393,78 è stato destinato al fondo per il contenzioso; quest’ultimo è stato oggetto di ulteriore revisione; e)- non è stato costituito un fondo per le perdite delle società partecipate in considerazione della puntuale attività svolta dal Comune sia in merito al pagamento dei costi dei servizi sia  in merito alle contestazioni sulla qualità delle prestazioni; f)- il contenzioso con la partecipata ATO PA1 si è risolto favorevolmente per l’Ente, che, tuttavia, ha mantenuto residui passivi per euro 3.793.097,89; g)-in ordine alle anticipazioni di liquidità concesse dalla Regione, quest’ultima, nella quantificazione dei trasferimenti in favore del Comune, ha illegittimamente detratto somme per il rientro dalle anticipazioni erogate direttamente in favore dell’ATO PA 1 (adesso in liquidazione) per sue esigenze di cassa, senza che l’Amministrazione avesse mai espresso il proprio consenso; h)- la quota vincolata comprende, fra gli altri, l’importo di euro 1.238.072 per fare fronte alle anticipazioni straordinarie di liquidità, l’importo di euro 547.657,46 per investimenti (di cui euro 409.030,45 per investimenti programmati ma non impegnati); i)- la quota annuale del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario è stata determinata con deliberazione n. 157 del 2015 ed è pari ad euro 140.267,70; k)- sono stati reimputati residui passivi per euro 1.251.716,15; l)- il disavanzo scaturito dal riaccertamento, pari ad euro 4.218.830,95, non ha subito variazioni, mantenendosi così inalterato il ripiano in 30 annualità di euro 140.267,70 ciascuna.

Le deduzioni confermano nel loro complesso le notevoli criticità riferibili alla parte accantonata e a quella vincolata del risultato di amministrazione.
Va segnalato che con la deliberazione n. 14 del 19 maggio 2017, avente ad oggetto le misure correttive conseguenti alla pronuncia di questa Corte n. 51/2017/PRSP, il Consiglio comunale -con riferimento alla criticità relativa alla mancata iscrizione nel bilancio 2015 del disavanzo del 2014-  ha deliberato che nel 2014 non vi è stato un disavanzo di amministrazione di euro 452.228,46 ma semmai un avanzo di euro 341.431,08 e che ciò è dovuto essenzialmente alla deliberazione della Giunta comunale n. 46 del 26 aprile 2017, che ha rideterminato la destinazione dei proventi derivanti dalle sanzioni per violazioni del Codice della strada.
Il Collegio, in realtà, osserva che la Giunta ha erroneamente modificato ex post la destinazione dei proventi del Codice della Strada, mentre ciò non è consentito dal vigente sistema contabile (cfr. Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per il Veneto, deliberazione n. 254/2016/PAR); il medesimo provvedimento di Giunta ha peraltro destinato impropriamente i suddetti proventi a voci di spesa incompatibili con le finalità previste dall’art. 208 del Codice della Strada. 
L’errata quantificazione del risultato di amministrazione del 2014 con avanzo di euro 341.431,08, a sua volta, ha inficiato il riaccertamento straordinario dei residui, di cui alla deliberazione n. 43 del 18 novembre 2016, che si è basato sul citato avanzo e non già sull’effettivo disavanzo di euro 452.228,46.
Tutto ciò comporta l’inattendibilità del risultato di amministrazione del 2014 e del riaccertamento straordinario, che, invece, avrebbe dovuto portare a un disavanzo maggiore di quello già emerso pari ad euro 4.218.830,95.
In considerazione della stretta connessione tra il seguente punto e il successivo, le ulteriori valutazioni del Collegio saranno esposte nel prossimo sottoparagrafo.

4. Con riferimento alla “parte accantonata” sul risultato di amministrazione al 31.12.2015 appare poco chiara la quantificazione delle seguenti voci:
a)- il Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), quantificato in euro 3.565.412,36 nella deliberazione della Giunta n. 122 del 2016, ha subito un decremento  di euro 2.982.587,59,  pur in presenza di un volume di residui attivi stabile e di una bassa capacità di riscossione;
b)- l’importo per accantonamenti per il contenzioso è immutato rispetto al 1° gennaio 2015, sebbene sia stato reputato non congruo dall’organo di revisione;
c)- l’accantonamento per perdite nelle società partecipate è pari a zero;
d)- gli accantonamenti per altri fondi sono pari a zero.
Mancano informazioni in merito all’avvenuta verifica -da parte dell’organo di revisione- sulla corretta determinazione dei diversi accantonamenti.
Non risultano inoltre effettuati accantonamenti a fronte del debito residuo per le anticipazioni di liquidità concesse dalla Regione ai sensi delle seguenti disposizioni: art. 21, comma 17, legge regionale n. 19/2005, art. 11 legge regionale n. 6/2009 e art. 19, comma 2 ter, legge regionale n. 9/2010,  art. 46 legge regionale n. 11/2010; la quantificazione di tale esposizione debitoria, richiesta in sede istruttoria, non risulta comunicata.

Il Comune si è riportato alle deduzioni illustrate nel precedente sottoparagrafo n. 3.

Il Collegio, innanzitutto, per quanto attiene al Fondo crediti di dubbia esigibilità, evidenzia che la determinazione delle entrate di dubbia e difficile esazione, che va effettuata periodicamente, costituisce un adempimento di particolare importanza. La conseguente “svalutazione” deve avere effetto sulla programmazione e previsione degli impieghi delle medesime entrate in termini di spesa, al fine di tutelare l’Ente dal rischio di utilizzare entrate non effettive, finanziando obbligazioni passive perfezionate, scadute ed esigibili con entrate non disponibili. Tali principi assumono particolare rilievo nella determinazione del fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) da iscrivere nel bilancio 2017/2019: le entrate oggetto di svalutazione devono essere analiticamente individuate unitamente a tutti i parametri così da fornire una puntuale motivazione alla quantificazione del fondo; tutto ciò poi deve trovare la propria esplicitazione nella nota integrativa, allegata al bilancio di previsione 2017-2019. A tal proposito, è essenziale la dichiarazione di adeguatezza del FCDE iscritto in bilancio che assume, pertanto, uno specifico valore giuridico e sostanziale e deve essere attribuita alla competenza dei singoli responsabili della gestione delle entrate e alla correlata competenza di coordinamento e vigilanza del responsabile del servizio economico-finanziario dell’ente, ferma restando la necessaria verifica dell’organo di revisione (cfr. deliberazione n. 32/SEZAUT/2015/INPR). 
In ordine all’accantonamento per contenzioso, la Corte rammenta che l’attuale sistema contabile impone una costante e attenta ricognizione delle liti, al fine di provvedere alla corretta stima dell’apposito fondo, la cui congruità deve essere verificata dall’Organo di revisione. La somma accantonata non darà luogo ad alcun impegno di spesa e confluirà nel risultato di amministrazione per la copertura delle eventuali spese derivanti da sentenze definitive, a tutela degli equilibri di competenza nell’anno in cui si verificherà l’eventuale soccombenza. Il Comune va quindi richiamato ad una costante ed esaustiva ricognizione delle controversie sia attive che passive e alla conseguente puntuale quantificazione dell’accantonamento.
Infine, va segnalato che è alquanto anomala la mancanza di accantonamenti per le anticipazioni erogate dalla Regione siciliana.
Nel complesso il mancato superamento delle criticità sugli accantonamenti induce a dubitare sull’attendibilità del risultato di amministrazione del 2015.

5. Il patto di stabilità per l’esercizio 2015 risulta rispettato per euro 360.000; l’ente, tuttavia, non ha fornito né i prospetti definitivi di monitoraggio del II semestre 2015  né il prospetto di determinazione del saldo obiettivo 2015. Alla determinazione del saldo hanno concorso le minori spese relative ai debiti fuori bilancio non riconosciuti e gli accertamenti derivanti dalla lotta all’evasione sui quali l’ente non ha fornito i chiarimenti richiesti in sede istruttoria.

L’Amministrazione ha allegato i prospetti.

La Sezione prende atto del deposito dei prospetti, evidenziando che l’Ente avrebbe dovuto inviarli tempestivamente. Va nondimeno aggiunto che il semplice rispetto del patto di stabilità non esclude di per sé la presenza di una situazione complessiva di grave squilibrio finanziario.

6. In merito ai flussi e risultati di cassa:
a)- il costante utilizzo dell’anticipazione di tesoreria nel corso dell’esercizio (325 giorni); l’importo dell’anticipazione non rimborsata a fine esercizio è pari ad euro 1.061.597,26 (vds. pag. 6 della relazione dell’organo di revisione sullo schema di rendiconto);
b)- vi è stato l’utilizzo di entrate vincolate in termini di cassa ex art. 195, comma 2, TUEL per l’importo di 156.726,19;
c)- l’ente ha subito pignoramenti presso il tesoriere per euro 4.767,92, coincidente con il vincolo apposto alle disponibilità di cassa al 31/12/2015;
d)- va segnalato, inoltre, il costante ricorso ad anticipazioni straordinarie di liquidità; nel dettaglio, l’ente ha conseguito: un’anticipazione ai sensi del decreto legge n. 35 del 2013 di euro 646.237,48, un’anticipazione di euro 1.022.461,09 ai sensi del decreto legge n. 174 del 2012, un’anticipazione di euro 911.884 ai sensi del decreto legge n. 78 del 2015. L’ente dovrà fornire dettagliati chiarimenti sulle modalità di contabilizzazione, sull’utilizzo di tali anticipazioni e sul rimborso delle rate.

L’Amministrazione ha dedotto che: a)- il costante ricorso dell’anticipazione di tesoreria è stato provocato dalla lentezza della riscossione delle entrate proprie; b)- l’utilizzo delle entrate vincolate è stato disciplinato con deliberazione della Giunta n. 231 del 30 dicembre 2014, con la quale si autorizzava la richiesta di anticipazione e si disponeva l’utilizzo dei fondi vincolati;  c)- il pignoramento è stato regolarizzato nel 2016; d)- con riferimento all’anticipazione ottenuta ai sensi dell’art. 3 del decreto legge n. 174 del 2012 per l’importo di euro 1.022.461,09, il Comune ha provveduto al rimborso di tre rate nel corso del 2015; successivamente il Ministero ha rimodulato il piano di ammortamento con rate costanti; e)- in ordine all’anticipazione di euro 646.247,48 ottenuta ai sensi dell’art. 1 del decreto legge n. 35 del 2013, il Comune ha avviato i pagamenti delle rate e il Ministero ha comunicato la rimodulazione del piano di ammortamento trentennale dal 2019; f)- l’anticipazione di euro 911.034 ottenuta ai sensi dell’art. 6 del decreto legge n. 78 del 2015 sarà restituita in trenta rate costanti con decorrenza dal dicembre del 2019.

Il Collegio rileva che è palese la ricorrente crisi di liquidità, poiché l’anticipazione di tesoreria è divenuta un fondamentale mezzo di finanziamento; su ciò si rinvia al precedente sottoparagrafo n. 2.
Per quanto poi attiene all’utilizzo della cassa vincolata, la Corte sottolinea che, così come esposto dalla Sezione delle Autonomie nella deliberazione n. 3/2015/INPR, un tema di particolare rilevanza -emerso nel momento di transizione tra la vecchia e la nuova disciplina- riguarda le entrate vincolate e destinate, con particolare riferimento alla gestione di cassa e ai riflessi sul risultato di amministrazione. Gli enti devono pertanto provvedere a una evidenziazione contabile delle entrate con specifico vincolo, dotandosi di strumenti e procedure idonei alla rilevazione delle relative movimentazioni.  La vigente formulazione degli artt. 180, 185, 187 e 195 del TUEL, peraltro, mira in modo chiaro a una più sicura individuazione delle entrate vincolate. La destinazione delle risorse, infatti, costituisce una sorta di “condizione” che è apposta all’utilizzo delle stesse in funzione di garanzia del raggiungimento della finalità pubblica programmata. Il Comune dovrà conformarsi a tali principi, dandone precisa dimostrazione nel prossimo ciclo di controlli.
In merito all’anticipazione di liquidità, poi, l’Ente non ha dimostrato di essersi conformato al principio enunciato dalla deliberazione della Sezione delle Autonomie n. 33/2015/QMIG: “Nei bilanci degli enti locali soggetti alle regole  dell’armonizzazione contabile, la  sterilizzazione degli effetti che le anticipazioni  di liquidità erogate ai sensi del decreto-legge 8  aprile 2013, n. 35, convertito dalla l. 6 giugno 2013, n. 64, e successive modificazioni,  integrazioni e rifinanziamenti, producono sul risultato di amministrazione va effettuata  stanziando nel Titolo della spesa riguardante il rimborso dei prestiti un fondo, non  impegnabile, di importo pari alle anticipazioni di  liquidità incassate nell'esercizio, la cui  economia confluisce nel risultato di amministrazione e come quota accantonata ai sensi dell’art. 187 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Il fondo di sterilizzazione degli effetti delle anticipazioni di liquidità va ridotto, annualmente, in proporzione alla quota capitale rimborsata nell’esercizio”.

7.  In merito alla gestione dei residui:
a)- la limitata capacità di riscossione dei residui attivi, in particolare del titolo I (media del 24%) e del titolo III (media 12%):
b)- l’eliminazione di ingenti  residui passivi anteriori al 2015 per euro 8.446.033,10, di cui euro 6.528.111,22 originariamente reimputati in sede di riaccertamento straordinario; l’importo da ultimo citato ricomprende euro 6.205.017,48 di parte corrente;
c)- gli importi elevati dei residui di nuova formazione sia con riferimento al titolo I delle entrate (euro 2.031.628,98, pari al 45% delle somme accertate) sia con riferimento al titolo I della spesa (euro 1.246.011,35);
d)- i residui attivi ammontano ad un totale di euro 9.795.651,49; si evidenzia che il riaccertamento straordinario  al 1° gennaio 2015 e il riaccertamento  ordinario al 31/12/2015 hanno avuto modesto impatto sullo stock dei  residui che rimane costante con una significativa incidenza (pari al 13%) di residui anteriori al 2011 (vds. pag. 32 della relazione dell’organo di revisione sullo schema di rendiconto):

e)- i residui passivi ammontano ad un totale di euro 2.643.367,07

Il Comune ha dedotto che: a)- la maggior parte dei residui attivi (circa il 75 per cento) è composta da importi presenti nei ruoli consegnati al concessionario; b)- nel 2018 è stato individuato un nuovo concessionario; c)- è stato potenziato l’ufficio tributi ed è stata avviata una più efficace azione di lotta all’evasione tributaria; d)- l’eliminazione di residui passivi, effettuata in sede di riaccertamento straordinario, è avvenuta sulla base di attente valutazioni; la maggior parte dei residui eliminati e reimputati riguarda il potenziale debito nei confronti dell’ATO PA 1, che gestisce il servizio di igiene ambientale; la reimputazione per euro 3.793.097,89 riguarda il contenzioso con l’ATO PA 1, che si è concluso favorevolmente; e)- i residui di nuova formazione si riferiscono a ICI per euro 324.308, IMU per euro per euro 280.000, TARI per euro 349.160,41, lotta all’evasione della TARSU per euro 715.770, ruoli suppletivi TARI per euro 250.000; f)- i residui passivi di nuova formazione, pari ad euro 1.246.011,35, riguardano obbligazioni giuridicamente perfezionate; le voci più significative sono euro 436.398,32 per servizio di igiene ambientale, euro 117.815,68 per servizi socio-assistenziali, euro 185.401,30 per emolumenti per il personale dipendente.

In merito al Fondo crediti di dubbia esigibilità e ai residui, il Collegio ritiene opportuno rinviare alle considerazioni esposte nei precedenti sottoparagrafi n. 2 e n. 4, aggiungendo che la sua corretta e congrua quantificazione è indispensabile per una rappresentazione veritiera della situazione finanziaria dell’Ente.

8.     Con riferimento al Fondo pluriennale vincolato (FPV), si osserva:
a)- l’importo del FPV di parte corrente risulta pari ad  euro 4.761.852,50  -come è stato chiarito nella nota dell’organo di revisione acquisita al prot. CdC n. 9821 del 16 ottobre 2017- ed è quasi immutato rispetto all’importo iniziale al 1° gennaio 2015. L’ente dovrà chiarire le poste analitiche che concorrono alla sua formazione e la dinamica delle relative reimputazioni del FPV;
b)- il FPV di parte capitale è pari ad euro 148.711;
c)- la mancata verifica -da parte dell’organo di revisione- della correttezza del prospetto concernente la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato per ciascuno degli esercizi considerati, richiesto in sede istruttoria e non prodotto;
d)- dal confronto fra i dati comunicati dall’organo di revisione, riscontrati  nel risultato di amministrazione,  ed il prospetto del quadro 17 del certificato presente nel sito della “Finanza locale” del Ministero dell’interno emergono le seguenti differenze:

Il Comune ha affermato che: a)- il FPV determinato al 31 dicembre 2015 ammonta ad euro 4.910.563,51, mentre quello al 31 dicembre 2016 è pari ad euro 4.212.860,78;  b)- il FPV di parte corrente è composto per la maggior parte da residui afferenti al servizio di igiene ambientale, pari ad un totale di euro 3.793.097,89; c)- il FPV di parte capitale ammonta al 31 dicembre 2015 ad euro 193.205,70 e riguarda impegni per manutenzione del patrimonio e di strade; d)- i dati corretti sono quelli risultanti  nel certificato pubblicato sul sito della Finanza locale e sono stati successivamente verificati dal collegio dei revisori.

La Sezione constata che le deduzioni del Comune non possono ritenersi esaustive, non essendo corroborate da adeguata documentazione. A tal proposito, il Collegio ritiene opportuno svolgere alcune considerazioni sul Fondo pluriennale vincolato, che è un saldo finanziario, costituito da risorse già accertate destinate al finanziamento di obbligazioni passive dell’Ente, già impegnate, ma esigibili in esercizi successivi a quello in cui è accertata l’entrata. La verifica della corretta determinazione del FPV richiede: a) nell’esercizio di riferimento, la nascita dell’obbligazione giuridica perfezionata e la piena esigibilità dell’entrata vincolata o destinata agli investimenti (oppure di entrate non vincolate nei soli casi in deroga citati); b) l’impegno giuridicamente perfezionato nell’esercizio, con esigibilità (parziale o totale) in quelli successivi e relativa conseguente imputazione; c) la prestazione in corso di svolgimento. In caso di prestazione conclusa per importi inferiori all’impegno originario finanziato da FPV, si provvede alla cancellazione dell’impegno e alla dichiarazione di indisponibilità di quota corrispondente di FPV iscritto in entrata, con liberazione di risorse che confluiranno nel risultato di amministrazione. In merito alla determinazione del FPV relativo alle spese di investimento, si ricorda che possono essere finanziate da FPV solo le spese relative a procedure di affidamento effettivamente attivate. Per la corretta imputazione della spesa, è inoltre fondamentale la definizione di un puntuale cronoprogramma sulle opere pubbliche, anche ai fini di eventuali variazioni dell’esigibilità a fronte di attuazione delle opere differenti dalla programmazione. La nota integrativa al bilancio, nel caso in cui gli stanziamenti riguardanti il fondo pluriennale vincolato comprendano anche investimenti ancora in corso di definizione, deve indicare le cause che non hanno reso possibile porre in essere la programmazione necessaria alla definizione dei relativi cronoprogrammi.  Il Comune dovrà conformarsi a tali principi.

9.  In merito all’attività di riscossione delle entrate e all’azione di contrasto all’evasione tributaria:
a)- la modesta percentuale di riscossione delle entrate sia in relazione ai tributi sia in relazione alle sanzioni per violazioni del codice della strada e ai proventi dei beni dell’ente;
b)- la ridotta efficacia della repressione dell’evasione fiscale; in particolare, gli accertamenti, pari ad euro 1.320.078, evidenziano un tasso di riscossione pressoché nullo; l’importo ricomprende i proventi per l’evasione  della tassa sui rifiuti solidi urbani per  euro 715.770,00. L’ente dovrà chiarire quale sia il totale ad oggi incassato e se gli stessi importi corrispondano a ruoli coattivi ovvero ad avvisi di accertamento. Tali somme risulterebbero destinate, per euro 1.281.541,86, al finanziamento di spese correnti di natura ordinaria.

L’Ente ha sostenuto che: a)- le difficoltà economiche dei contribuenti e l’inefficienza del concessionario hanno portato ad una percentuale di riscossione degli importi iscritti a ruolo pari al 7 per cento; b)- gli importi per sanzioni per violazioni al codice della strada presentano un tasso di riscossione volontaria pari al 55 per cento; c)- sono state incrementate le azioni di recupero dell’evasione tributaria.

Il Collegio sollecita il solerte compimento delle attività di repressione dell’evasione fiscale, sicché il Comune dovrà adoperare tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento anche mediante il rafforzamento amministrativo ed informatico del settore finanziario ormai nevralgico.  L’omissione di tali attività può eventualmente determinare la responsabilità amministrativa degli organi comunali. Deve essere poi curata la riscossione anche mediante una specifica vigilanza sul concessionario.

10.    In merito alla situazione debitoria:
a)- la presenza  di debiti fuori bilancio  riconosciuti ex art. 194, lett. e), TUEL di importo pari ad euro 12.870,56;
b)- la  presenza di debiti fuori bilancio ancora da riconoscere a fine esercizio per euro 527.368,10;
c)- la presenza di pignoramenti  presso il tesoriere per l’importo di 4.767,92.

Il Comune ha dedotto che: a)- i debiti fuori bilancio da riconoscere si sono ridotti ad euro 382.753,30; b)- il pignoramento è stato regolarizzato nel 2016.

Il Collegio ritiene doveroso richiamare l’Amministrazione al contenimento dei debiti fuori bilancio, che costituiscono posizioni debitorie maturate al di fuori del sistema contabile, poiché si riferiscono a spese per le quali manca un’originaria previsione ovvero a spese effettuate in violazione delle procedure stabilite dalle norme di contabilità. La corretta programmazione e la sana gestione finanziaria dell’Ente locale, per contro, richiedono che tutte le spese siano anticipatamente previste nel documento di bilancio approvato dal Consiglio comunale e che le decisioni siano prese nel rispetto delle norme giuscontabili che ne disciplinano la procedura (artt. 151 e 191 TUEL.

11.    In merito al contenzioso:
a)- vi è una notevole presenza di liti passive, evidenziate nella nota del revisore al questionario sul rendiconto 2015, per  un importo pari ad  euro 1.497.368,10, che appare comunque sottostimato rispetto all’ammontare delle controversie indicate nel parere dell’organo di revisione sullo schema di rendiconto (vds. pagg. 34-36), ove si elencano: cause con l’ATO Palermo 1 per pretese della società consortile di gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti per le annualità 2006-2015, cause per il risarcimento dei danni per occupazione illegittima e ulteriori liti aventi ad oggetto richieste risarcitorie per sinistri stradali;
b)- l’accantonamento al fondo rischi contenzioso nel risultato di amministrazione al 31/12/2015 ammonta ad euro 634.393,78;
c)- nei primi mesi del 2016 l’ente è risultato soccombente in un giudizio ormai definito per danni da illegittima occupazione per un importo complessivo di euro 3.793.097,89, pari al 77% delle entrate correnti accertate nel 2015. Il Comune dovrà chiarire quali mezzi di copertura intende attivare per il riconoscimento del relativo debito fuori bilancio; nella relazione sullo schema di rendiconto del 2015 il Collegio dei revisori ha evidenziato che il debito, qualora non si raggiungesse un accordo transattivo, determinerebbe una situazione finanziaria tale da comportare il dissesto;
d)- l’ente sarebbe obbligato sulla base di sentenze e provvedimenti giudiziari non ancora esecutivi per un totale di pagamenti pari ad euro 1.497.368,10 (vds. allegato nota del revisore per gli enti locali siciliani).

Il Comune ha affermato che: a)- l’Ente è risultato vittorioso nel contenzioso con la società d’ambito ATO PA 1, atteso che il Tribunale ha annullato il debito dell’Ente verso la società consortile sino al 2012; in via prudenziale, tuttavia, sono stati mantenuti residui passivi pari ad euro 3.793.097,89 pari alla pretesa dalla società; b)- con riferimento alla sentenza definitiva di condanna al pagamento di euro 3.703.774,74, sono stati avviate trattative per ottenere una dilazione e una riduzione; nel frattempo, i creditori non hanno avviato azioni esecutive; c)- per far fronte a tale debito di 3,7 milioni di euro, oltre alla quota di 350.000 euro accantonata nel rendiconto del 2016, risulta necessario il ricorso a un mutuo della Cassa depositi e prestiti; il Consiglio comunale, pertanto, nella seduta del 15 febbraio 2018 ha provveduto al riconoscimento del debito fuori bilancio; d)- in merito ai crediti vantati dalla società ATO PA 1 per gli anni 2013 e 2014, l’Amministrazione ha proposto opposizione.

In ordine all’accantonamento per contenzioso, il Collegio rinvia alle considerazioni espresse nel precedente sottoparagrafo n. 4. L’entità dei debiti fuori bilancio e delle liti suscita perplessità sulla possibilità dell’Ente di mantenere gli equilibri economico-finanziari nei prossimi anni.

12.     In merito agli organismi partecipati:
a)- l’incapacità del sistema informativo di rilevare i rapporti finanziari, economici e patrimoniali tra l’ente e gli organismi partecipati;
b)- la presenza di discordanze nei rapporti debitori e creditori tra le scritture dell’ente e quelle degli organismi partecipati risultanti dalle note informative asseverate dai rispettivi organi di revisione;
c)- la mancata conciliazione dei rapporti debitori e creditori ai sensi dell’art. 11, comma 6, lett. h), del d.lgs. 118/2011;
d)- non risulta approvato il piano di razionalizzazione ex art. 24 del d.lgs. 175 del 2016 e non risulta trasmessa la relazione sui risultati conseguiti per effetto del piano di razionalizzazione ex art. 1, comma 611, della legge n. 190 del 2014.

L’Amministrazione ha precisato che: a)- non è possibile provvedere alla riconciliazione dei rapporti di debito e credito con la Società ATO PA 1, con la quale pende un contenzioso; b)- soltanto nel 2017 il Comune si è dotato di un software, che consente di rilevare i rapporti con le società partecipate; c)- il piano di razionalizzazione è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 21 del 5 ottobre 2017.

La Corte non può non ribadire l’esigenza di una maggiore vigilanza sulle società partecipate; dovranno pertanto seguirsi i principi di sana e corretta gestione finanziaria enucleati dalla Sezione nella deliberazione n. 61/2016/INPR. Oltretutto, come si evince dall’art. 20 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, che ripropone  i principi di razionalizzazione analoghi a quelli enunciati dal comma 611 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190,  l’intera revisione degli assets societari, prescindendo da una logica meramente adempimentale, deve necessariamente inquadrarsi nell’ambito di una visione strategica complessiva, che tenga in primaria considerazione le finalità indicate dal legislatore, ossia: a)- eliminazione delle società e delle partecipazioni societarie non indispensabili al perseguimento delle proprie finalità istituzionali; b)- soppressione delle società che risultino composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti;  c)- eliminazione delle partecipazioni detenute in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società; d)- aggregazione di società di servizi pubblici locali di rilevanza economica; e)- contenimento dei costi di funzionamento, mediante riorganizzazione degli organi amministrativi e di controllo nonché delle strutture aziendali, anche attraverso la riduzione delle relative remunerazioni. Un idoneo sistema di controlli è quindi necessario per l’acquisizione e per l’elaborazione degli elementi informativi per le decisioni dell’ente concernenti la razionalizzazione.

13.    Con riferimento al rispetto del limite di cui all’articolo 9, comma 2-bis, del decreto legge n. 78 del 2010, nonostante la riduzione dell’organico di n. 3 unità fra gli esercizi 2014 e 2015, l’importo del fondo per la contrattazione decentrata, pari a 168.954,52, permane invariato.

L’Amministrazione ha affermato che: a)- malgrado la riduzione di tre unità di personale, nel 2015 non vi è stata la detrazione della quota fissa del fondo per la contrattazione decentrata; b)- il reale utilizzo del fondo, tuttavia, è stato inferiore rispetto al 2014; c)- nel 2016 la quota  del fondo è stata proporzionalmente diminuita in ragione della riduzione di personale.

Il Collegio osserva che il Comune avrebbe dovuto provvedere comunque alla riduzione del fondo nel corso del 2015. Inoltre, considerata la gravità della situazione finanziaria, si reputa opportuno formulare alcune indicazioni sulla gestione delle spese per il personale. Al riguardo, gli enti devono prestare particolare attenzione al dimensionamento delle risorse umane, allo scopo di assicurare l’efficienza dell’apparato amministrativo e l’equilibrio finanziario, considerato che la spesa in questione, poiché è fissa, obbligatoria e costante, comporta l’irrigidimento del bilancio. Con riferimento ai lavoratori precari, l’amministrazione dovrà verificare non solo la possibilità legale delle proroghe e delle stesse stabilizzazioni, nel pieno rispetto delle norme di coordinamento della finanza pubblica, ma dovrà anche valutare la sostenibilità finanziaria e la corrispondenza delle proroghe stesse alle esigenze di efficienza e di efficacia.

B)- Per quanto attiene alla relazione sul bilancio di previsione 2016/2018, dalla documentazione pervenuta e dalla successiva attività istruttoria è emerso quanto segue:
1.     Il ritardo dell’approvazione del bilancio di previsione, avvenuta con deliberazione consiliare n. 23 del 29 dicembre 2016.

Il Comune ha dedotto che il ritardo è derivato da difficoltà organizzative dell’ufficio finanziario e dal rinnovo del software gestionale.

La Corte rinvia alle considerazioni espresse nel sottoparagrafo n. 1 della lettera A) in merito alla tempestività dell’approvazione dei principali atti del ciclo del bilancio.

2.     Il disavanzo dell’esercizio 2015 troverebbe copertura per euro 387.000 nel 2016 e per euro 387.000 nel 2017 (vds. “ulteriori informazioni” del punto 1.12 del questionario); su tale aspetto occorrono chiarimenti.

Il Comune ha sostenuto che: a)- il disavanzo al 31 dicembre 2015 trova copertura non già nel 2016 ma nel 2017 e nel 2018 unitamente all’importo di euro 140.627,70, che è la quota annuale del ripiano del disavanzo da riaccertamento straordinario; b)- nel bilancio del 2016 è stata prevista solo la copertura del disavanzo da riaccertamento ma non di quella del disavanzo del 2015

La Sezione osserva che è irregolare il fatto che il ripiano del disavanzo dell’esercizio 2015 sia stato previsto per il 2017 e per il 2018, tralasciando la doverosa copertura nell’esercizio 2016.

3.     L’anomala quantificazione del FPV; infatti, il fondo pluriennale in entrata per l’anno 2016 per spese correnti (euro 4.670.752,72) non coincide con il relativo importo iscritto nel rendiconto 2015 (euro 4.761.852,50) e con il dato della colonna a) del prospetto della composizione per missioni e programmi, allegato J) al bilancio di previsione (euro 146.267,78).

L’Amministrazione ha sostenuto che gli importi del FPV non coincidono, poiché il FPV di parte corrente del 2015 è composto dalla somma di euro 4.670.752,72 derivante da reimputazioni da effettuare nel 2016 e dalla somma di euro 91.099 da reimputazioni da effettuare nel 2017.

Il Collegio esprime perplessità sulla quantificazione del FPV e rinvia alle considerazioni esposte nel sottoparagrafo n. 8 della parte A) della presente deliberazione. 

4.     L’assenza di stanziamenti per accantonamenti per passività potenziali, indennità di fine mandato e perdite delle società partecipate.

L’Amministrazione ha affermato che non si è ritenuto prevedere alcuno stanziamento, tenuto conto dell’esito favorevole del contenzioso con l’ATO PA 1.

La Sezione osserva che l’esito favorevole del giudizio con l’ATO PA 1 riguarda soltanto le pretese sino al 2012; pertanto, il Comune avrebbe dovuto tener conto di tutte le altre liti pendenti anche con altri soggetti, inclusa quella per la quale frattanto è stata pronunciata sentenza definitiva di condanna al pagamento di quasi 3,8 milioni di euro.

5.     In merito allo stanziamento per debiti fuori bilancio, l’Ente dovrà chiarire l’importo complessivamente stanziato ed impegnato nell’esercizio 2016 anche con specifico riferimento al giudizio ove è rimasto definitivamente soccombente per euro 3.793.091,89.

Il Comune ha dedotto che non è stato ritenuto opportuno prevedere alcuno stanziamento.

Ad avviso della Corte, l’assenza di stanziamenti per i debiti fuori bilancio non rispetta i principi contabili del decreto legislativo n. 118 del 2011 e non è prudente; si rinvia per ogni altra considerazione ai sottoparagrafi n. 4, 10 e 11 della parte A) della presente deliberazione.

6. La mancata attuazione degli adempimenti propedeutici all’applicazione del principio della contabilità economico-patrimoniale, di cui all’allegato n. 4/3 del d.lgs. 118/2011.

L’Amministrazione ha affermato che: a)- la Giunta con deliberazione n. 47 del 28 aprile 2018 ha provveduto all’aggiornamento dell’inventario; b)- nel 2017 sono stati introdotti la contabilità economica e il piano dei conti integrato.

L’Ente dovrà assicurare la tempestività degli adempimenti connessi alla contabilità armonizzata, essendo funzionali ad un’integrale e veritiera rappresentazione della situazione economico- finanziaria.

***
Infine, in sede di deferimento si è constatato che l’organo di revisione ha subordinato il parere favorevole al bilancio di previsione 2016 esclusivamente all’ipotesi che l’ente ricorra alla procedura di riequilibrio di cui all’art. 243 bis e seguenti del T.U.E.L.. Con la deliberazione consiliare n. 53 del 29 dicembre 2016, relativa all’approvazione del bilancio di previsione 2016/2018, è stato dato mandato al responsabile del servizio finanziario per la predisposizione dei provvedimenti conseguenti; il medesimo responsabile, con nota prot. 16923 del 09 dicembre 2016, ha segnalato profili di criticità generali che investono il documento di programmazione. E’ stato quindi richiesto all’ente di chiarire se e in quale misura sia stato dato seguito alle indicazioni dell’organo di revisione e del responsabile dei servizi finanziari.

L’Amministrazione ha dedotto che con la deliberazione n. 126 del giorno 11 ottobre 2017 la Giunta ha rilevato che le risultanze del rendiconto del 2016 hanno manifestato elementi positivi tali da rendere non più necessario il ricorso alla procedura di riequilibrio. In particolare, la possibilità per l’ente di fare fronte con mezzi ordinari alle proprie obbligazioni è basata sui seguenti fattori: a)- miglioramento del risultato di amministrazione; b)- incremento della base imponibile dei tributi locali; c)- introduzione dell’imposta di soggiorno; d)- potenziamento dell’ufficio tributi; e)- esito favorevole del contenzioso con l’ATO PA 1 per i crediti vantati dalla stessa sino al 2012; f)- possibile ricorso ad un mutuo per il pagamento del debito di 3,7 milioni di euro; g)- collocamento a riposo di diverse unità di personale. 

La Corte osserva che la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, introdotta dall’art. 3, comma 1, lettera r), del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito nella legge n. 213 del 2012, è finalizzata al ripristino degli equilibri finanziari -sia in termini di competenza che di cassa- negli enti locali che versino in condizioni di squilibrio strutturale così grave da poterne causare il dissesto.
Tale istituto si colloca sistematicamente (art. 243 bis del TUEL) tra la disciplina della deficitarietà strutturale (art. 242 e 243 TUEL) e quella del dissesto finanziario (art. 244 e ss. TUEL), quasi prefigurando una graduazione dei relativi livelli di criticità gestionale.
La predetta procedura è attivabile qualora sussistano “squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario”, non fronteggiabili attraverso gli ordinari strumenti previsti dagli articoli 193 e 194 del TUEL; in tale eventualità l’ente locale può avvalersi di un piano di riequilibrio pluriennale avente una durata determinata -ai sensi dell’art. 243 bis, comma 5 bis, TUEL- sulla base del rapporto tra le passività da ripianare nel medesimo e l'ammontare degli impegni di cui al titolo I della spesa del rendiconto dell'anno precedente a quello di deliberazione del ricorso alla procedura di riequilibrio o dell'ultimo rendiconto approvato.
Il piano deve essere congruente ai fini del riequilibrio; ciò presuppone l’attendibilità della quantificazione dei fattori di squilibrio rilevati, l’idoneità e la sostenibilità finanziaria delle misure correttive proposte e l’osservanza dell’ordinamento contabile.
***
Alla luce di tutto quanto sin qui esposto ed accertato, la Corte ritiene necessario confermare le criticità indicate ai punti della presente deliberazione dal n. 1 al n. 13 relativamente al rendiconto del 2015 e ai punti dal n. 1 al n. 6  relativamente al bilancio di previsione 2016 -2018.
Si sottolinea che la loro mancata correzione può causare nel tempo una gestione non economica delle risorse ovvero l’aggravamento di situazioni di squilibrio.
Oltre a tali profili attinenti all’esercizio 2015, in sede di deferimento si è osservato che la maggior parte dei rilievi sopra descritti è già stata oggetto di pronuncia di accertamento della Sezione nei precedenti controlli finanziari con la deliberazione n. 51/2017/PRSP sul rendiconto del 2014.
Al riguardo, il Collegio evidenzia che l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL), introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e), del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174, convertito nella legge n. 213 del 2012 (recante il rafforzamento del quadro dei controlli della Corte sulla gestione finanziaria degli enti territoriali) prevede che in caso di accertamento -da parte della competente Sezione regionale di controllo- di squilibri economico-finanziari, della mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di adottare, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di competenza.
Nei casi più gravi, l’inosservanza del citato obbligo di conformazione, per la mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per l’inadeguatezza degli stessi, ha l’effetto di precludere all’ente inadempiente l’attuazione dei programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria.
Si tratta di “effetti − attribuiti…alle pronunce di accertamento della Corte dei conti − chiaramente cogenti e, nel caso di inosservanza degli obblighi a questi imposti, inibitori, pro parte, dell’efficacia dei bilanci da essi approvati” (Corte Costituzionale, sentenza n. 39/2014), la cui attribuzione ad un organo magistratuale terzo e indipendente “si giustifica in ragione dei caratteri di neutralità e indipendenza del controllo di legittimità della Corte dei conti” onde “prevenire o contrastare gestioni contabili non corrette, suscettibili di alterare l’equilibrio del bilancio (art. 81 Cost.) e di riverberare tali disfunzioni sul conto consolidato delle pubbliche amministrazioni, vanificando conseguentemente la funzione di coordinamento dello Stato finalizzata al rispetto degli obblighi comunitari” (Corte Costituzionale, sentenza n. 40/2013).
E’ chiaro, pertanto, che l’adozione da parte della Corte di dette specifiche pronunce ha in definitiva lo scopo di dare impulso all’attuazione di opportune misure correttive da parte dell’Ente, che “chiudano” il processo circolare del controllo sui principali documenti contabili indicati dalla legge. Resta fermo, ovviamente, che la congruità ed idoneità delle stesse vanno valutate dalla Sezione allorquando verrà in possesso degli atti relativi.
Va sottolineato che tali misure correttive devono necessariamente coinvolgere, soprattutto qualora riguardino più aspetti della gestione amministrativo-contabile, l'ampia platea dei soggetti interessati (Sindaco, Giunta comunale, responsabile del servizio finanziario, responsabili dei settori, Organo di revisione economico finanziario) mediante atti vincolanti, da adottarsi secondo le rispettive competenze. Non potranno, peraltro, essere considerate idonee le mere dichiarazioni di intenti non supportate da atti che abbiano effetti nell'ordinamento giuridico.
Stante la natura di tale tipologia di controllo, ascrivibile alla categoria del riesame di legalità e regolarità, il Consiglio comunale deve essere informato dei contenuti della pronuncia specifica adottata dalla Corte; al Consiglio è riservata -quale organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’ente locale- la competenza esclusiva a deliberare le citate misure correttive, previa auspicabile proposta della Giunta comunale.
L’accertamento dell’idoneità dei provvedimenti correttivi sarà compiuto nel prossimo ciclo di controllo, atteso che le eventuali misure correttive possono formare oggetto di valutazione unitamente ai documenti contabili del successivo periodo. Tale metodologia procedurale, che lega gli esiti del precedente controllo e delle relative misure correttive al seguente ciclo di bilancio, garantisce un più accurato apprezzamento dell’evoluzione dei fattori di squilibrio rilevati e della loro attualità e gravità e assicura, al contempo, l’aderenza ai principi di concomitanza e concentrazione delle attività di controllo e di effettività dei relativi esiti.
Ciò premesso, una parte delle criticità è stata già stata oggetto di pronuncia di accertamento della Sezione nei precedenti controlli finanziari con la deliberazione n. 51/2017/PRSP sul rendiconto del 2014. La deliberazione consiliare n. 14 del 19 maggio 2017, avente ad oggetto le misure correttive conseguenti alla citata pronuncia n. 51/2017/PRSP di questa Sezione, non è corredata dal   parere dell’organo di revisione e costituisce una mera presa d’atto. Per ulteriori valutazioni il Collegio rinvia a quanto esposto nel sottoparagrafo n. 3 della presente deliberazione. Il Comune va sollecitato a una maggiore solerzia nell’adozione degli atti necessari per ottemperare alle decisioni di questa Corte.
In conclusione, si rileva, allo stato degli atti, la presenza di anomalie che pregiudicano gli equilibri economico-finanziari del Comune; pertanto, l’Amministrazione dovrà attenersi a quanto prospettato nella presente deliberazione, adottando le conseguenti misure correttive entro sessanta giorni e trasmettendole a questa Sezione per la verifica della loro idoneità.
P. Q. M.
-accerta -nei confronti del Comune di Isola delle Femmine- la sussistenza dei profili di criticità dal n. 1 al n. 13 della parte A) della presente deliberazione relativamente al rendiconto del 2015 e dal n. 1 al n. 6 della parte B) relativamente al bilancio di previsione 2016 - 2018 oltre che la mancata adozione di effettive misure correttive conseguenti alla deliberazione n. 51/2017/PRSP di questa Sezione;
DISPONE
-che il Comune di Isola delle Femmine adotti, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della presente deliberazione, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio e li trasmetta tempestivamente a questa Sezione per la verifica della loro idoneità;
O R D I N A
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Consiglio Comunale -per il tramite del suo Presidente- ai fini dell’adozione delle necessarie misure correttive, oltre che al Sindaco e all’Organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine.
Così deciso in Palermo nella Camera di consiglio del 27 febbraio 2018.

       L’ESTENSORE                                                IL PRESIDENTE
  (Francesco Antonino Cancilla)
                     (Maurizio Graffeo)



  Depositata in segreteria il 17 aprile 2018
      IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
                   (Boris Rasura)


2018 16 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 29 2018 PRSP Deliberazione ex art. 148 bis del TUEL - accertamento della ritardata approvazione del rendiconto dell'esercizio 2016.

REPUBBLICA ITALIANA

La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana

nell’adunanza del 23 gennaio 2018, composta dai Magistrati:
Anna Luisa Carra
Antonio Nenna
Francesco Antonino Cancilla
               - Presidente
               - Consigliere
               - Primo referendario - relatore


                                                 ******                               
Visto l’art. 100, secondo comma, e gli artt. 81, 97 primo comma, 28 e 119 ultimo comma della Costituzione;
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni, recante il Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.) e, in particolare, l’art. 148 bis;
visto l’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, altresì, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a Statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
-vista la deliberazione di questa Sezione n. 102/2017/INPR del 19 maggio 2017, avente ad oggetto: “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art.1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n.266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2016”, trasmessa all’ente con nota del Presidente del 6 settembre 2017;
-vista la relazione di deferimento del magistrato istruttore relativa all’omessa approvazione del rendiconto del 2016 da parte del Comune di Isola delle Femmine;
vista l’ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 41/2018/CONTR, con la quale la Sezione medesima è stata convocata per l’odierna adunanza ai fini degli adempimenti di cui al citato articolo 148 bis del TUEL;
-vista la memoria dell’ente del 17 gennaio 2018, acquisita in al prot. CdC n. 435;
udito il relatore, Primo referendario Francesco Antonino Cancilla;
udito per il Comune il Responsabile del servizio economico-finanziario, dott. Antonio Croce;
******
Premesso che:
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo -a carico degli Organi di revisione degli enti locali- di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.
Al riguardo, occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo, volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate dall’Organo di revisione, affinché gli stessi possano attivare le necessarie misure correttive. Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei Conti contribuisce ad assicurare  quale organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio economico-finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle risorse collettive, in quanto al servizio dello Stato-ordinamento, tanto più a seguito del novellato quadro scaturito dalle legge costituzionale n.1 del 2012 e dalla legge c.d. rinforzata n. 213 del 2012. 
La giurisprudenza costituzionale ha precisato contenuti e fondamento di tale peculiare forma di controllo anche a seguito dei successivi interventi legislativi (cfr. la sentenza n. 39 del 2014, che richiama altresì le sentenze n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), affermando che il controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello che questa è chiamata a svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti consuntivi degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, va ascritto alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da intendere come verifica della conformità delle (complessive) gestioni di detti enti alle regole contabili e finanziarie – e ha lo scopo di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure correttive, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il rispetto delle regole contabili e finanziarie, in una prospettiva non più statica (come il tradizionale controllo di legalità-regolarità) ma dinamica.
Da ultimo, l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL), introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174, convertito nella legge n. 213 del 2012 (recante il rafforzamento del quadro dei controlli sulla gestione finanziaria degli enti) prevede che in caso di accertamento -da parte della Sezione- di squilibri economico-finanziari, della mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di adottare, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di competenza. Quanto al contenuto del controllo è, peraltro, espressamente stabilito che ai fini della suddetta verifica le Sezioni della Corte dei conti accertano altresì che i rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle partecipazioni in società controllate e alle quali è affidata la gestione di servizi pubblici per la collettività locale e di servizi strumentali all'ente.
Nei casi più gravi, l’inosservanza del citato obbligo di conformazione, per la mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per la inadeguatezza degli stessi, ha l’effetto di precludere all’ente inadempiente l’attuazione dei programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria.
Si tratta di “effetti − attribuiti […] alle pronunce di accertamento della Corte dei conti − chiaramente cogenti e, nel caso di inosservanza degli obblighi a questi imposti, inibitori, pro parte, dell’efficacia dei bilanci da essi approvati” (cfr. Corte costituzionale, sentenza n. 39 del 2014) la cui attribuzione ad un organo magistratuale terzo e indipendente “si giustifica in ragione dei caratteri di neutralità e indipendenza del controllo di legittimità della Corte dei conti (sentenza n. 226 del 1976)”, onde “prevenire o contrastare gestioni contabili non corrette, suscettibili di alterare l’equilibrio del bilancio (art. 81 Cost.) e di riverberare tali disfunzioni sul conto consolidato delle pubbliche amministrazioni, vanificando conseguentemente la funzione di coordinamento dello Stato finalizzata al rispetto degli obblighi comunitari” (cfr. Corte Costituzionale n. 40 del 2013).
Nel caso in cui, invece, sussistano squilibri meno rilevanti o irregolarità non così gravi da richiedere l’adozione della pronuncia di accertamento ex art. 148 bis TUEL, l’esito del controllo demandato alla Corte può comunque comportare eventuali segnalazioni, in chiave collaborativa, come previsto dall’articolo 7, comma 7 della legge n. 131 del 2003, pur sempre volte a favorire la riconduzione delle criticità emerse entro i parametri della sana e corretta gestione finanziaria al fine di salvaguardare, anche per gli esercizi successivi, il rispetto dei necessari equilibri di bilancio e dei principali vincoli posti a salvaguardia delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica. Anche in tale evenienza l’ente interessato è tenuto a valutare le segnalazioni ricevute e a porre in essere interventi idonei per il superamento delle criticità.
******
Tanto premesso, il Collegio osserva che, nell’ambito dell’istruttoria per i controlli di cui all’art. 1, commi 166 e ss., della legge 23 dicembre 2005, n. 266, il Comune di Isola delle Femmine è stato deferito per la mancata approvazione del rendiconto del 2016.
Il Comune in memoria ha dedotto che: a)- il rendiconto del 2016 è stato approvato soltanto il 29 dicembre 2017 con deliberazione consiliare n. 43; b)- il ritardo è derivato dalla indisponibilità della società titolare del software utilizzato per la contabilità, sicché non è stato possibile acquisire celermente gli archivi degli anni pregressi; c)- i primi dati in formato elettronico limitatamente al 2016 sono stati disponibili soltanto a partire dal maggio 2017, mentre per gli altri esercizi sono stati reperibili solo i dati in formato cartaceo.
Tanto premesso, la Sezione sottolinea che le circostanze esposte nella memoria non rappresentano una giustificazione, poiché l’amministrazione deve assicurare l’osservanza dei termini di legge per l’approvazione del bilancio e del rendiconto, al fine di garantire una sana gestione finanziaria, che presuppone la puntualità degli adempimenti connessi al cd. “ciclo del bilancio”. I termini sono fissati dalla legge e non sono derogabili per mere situazioni ostative di fatto, che richiedono maggiore impegno amministrativo e idonea capacità organizzativa.
Non va poi trascurato che la ritardata approvazione del rendiconto finisce per posticipare lo svolgimento dei compiti di controllo demandati all’organo di revisione e alla Corte dei conti.
Va da sé che, essendo ormai stato approvato il rendiconto del 2016, l’organo di revisione dovrà provvedere alla celere redazione delle relazioni previste dall’art. 1, comma 166, della legge n. 266 del 2005.
  P.Q.M.
                                                  ACCERTA
-il ritardo del Comune di Isola delle Femmine nell’approvazione del rendiconto dell’esercizio 2016;
DISPONE
-che per il futuro il Comune provveda in maniera tempestiva all’approvazione dei fondamentali documenti di bilancio;
-a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, la trasmissione di copia della presente deliberazione: al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e all’Organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine.
Così deliberato in Palermo il 23 gennaio 2018.
     L’ESTENSORE                                                  IL PRESIDENTE
  (Francesco Antonino Cancilla)
                     (Anna Luisa Carra)

Depositata in segreteria il 16 febbraio 2018
       IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
                  (Fabio Guiducci)

2017 14 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 51 2017 PRSP verifica 148 bis rendiconto 2014 e bilancio 2015.

REPUBBLICA ITALIANA

La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 21 dicembre 2016, composta dai seguenti magistrati:

Maurizio Graffeo
Francesco Albo
Giovanni Di Pietro
- Presidente
- Consigliere – relatore
- Primo referendario

*****
Visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
visto l’art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000, introdotto dall’art. 3 del D.L. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213;
vista la deliberazione di questa Sezione n. 241/2015/INPR del 29 luglio 2015 avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2014”;
vista la nota del Presidente della Sezione di controllo per la Regione siciliana del 31 agosto 2015, con la quale è stata inoltrata all’ente la suindicata deliberazione, nonché i relativi questionari ai fini della loro restituzione a questa Sezione da parte dell’organo di revisione;
vista la deliberazione di questa Sezione n. 8/2016/PRSP avente ad oggetto il controllo ex art. 148 bis del Tuel sul rendiconto 2013 del  comune di Isola delle Femmine (PA);
esaminate le relazioni sul rendiconto 2014 e sul bilancio di previsione 2015, trasmesse dall’organo di revisione contabile del comune;
viste le osservazioni formulate dal magistrato istruttore in sede di deferimento, con nota prot. n. 59694304 del 3 novembre 2016;
 vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 376/2016/CONTR del 13 dicembre 2016 con la quale la Sezione medesima è stata convocata nell’adunanza del 21 dicembre 2016 per gli adempimenti di cui al menzionato art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000, con invito all’ente a presentare memorie entro tre giorni liberi antecedenti;
vista la memoria dell’ente, consegnata direttamente in adunanza ed acquisita al prot. Cdc n. 12267 del 21 dicembre 2016;
udito il relatore, Cons. Albo Francesco;
udito, in rappresentanza del comune di Isola delle Femmine (PA), il Sindaco, dr. Stefano Bologna e il segretario comunale d.ssa Anna Genova.
******

Premesso in fatto
All’esito dell’istruttoria condotta sul rendiconto 2014, sul bilancio di previsione 2015 e sulle misure correttive adottate dall’ente all’esito del precedente ciclo di controlli, sono emersi i seguenti profili di criticità:
1.- il ritardo nell’approvazione del rendiconto 2014 (delibera di C.C. n. 42 dell’8 ottobre 2015) rispetto al termine di cui all’art. 227, comma 2 del Tuel;
2.- disavanzo di amministrazione, individuato in sede di approvazione del rendiconto finanziario 2014,  non iscritto nel bilancio di previsione 2015, secondo le modalità di cui all’art. 188 del TUEL;
3.- relativamente al riaccertamento straordinario dei residui, ai sensi dell’art. 3, comma 7 del D.Lgs. 118/2011 e s.m.i., (deliberazione di Giunta Comunale n. 157 del 15/10/2015):
a.- probabile errata determinazione dei residui attivi e passivi cancellati e reimputati   agli esercizi in cui sono esigibili, considerata la coincidenza di importi (euro 423.969,02 ) e la risposta fornita dai revisori relativamente ai residui passivi del Tit. I ante 2010 che risultano, con il riaccertamento straordinario dei residui, reimputati per euro 1.838.150,23;
b.- probabile errata determinazione del maggiore disavanzo di amministrazione da ripianare (euro 4.218.830,95), che sembrerebbe non tenere conto del risultato negativo di amministrazione al 31 dicembre 2014 determinato ai sensi dell’art. 187, co. 1 del Tuel;
c.- mancata determinazione della giacenza vincolata al 1^ gennaio 2015, secondo il principio applicato 10.6 della contabilità finanziaria;
4.- incapacità dell’ente di finanziare la spesa corrente con entrate della stessa natura rilevabile dal disallineamento tra entrate e spese correnti aventi carattere non ripetitivo per euro 1.324.342,54;
5.-  il superamento, in base al D.M. del 18.02.2013, dei valori limite previsti dei seguenti quattro parametri obiettivi di deficitarietà strutturale:
a- volume dei residui attivi di nuova formazione provenienti dalla gestione di competenza e relativi ai titoli I e III pari al 67,17% rispetto agli accertamenti delle entrate medesime (>42%);
b- ammontare dei residui attivi di cui ai titoli I e III, provenienti dalla gestione dei residui attivi, pari a 72,74% rispetto agli accertamenti delle entrate dei medesimi titoli (> 65%);
c- volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I pari al 113,37% degli impegni della medesima spesa corrente (soglia 40%);
d.- anticipazione di tesoreria non rimborsata pari all’ 10,78% (> 5%) delle entrate correnti;
6.- la bassa capacità di riscossione:
a.- dei proventi da sanzioni amministrative pecuniarie per violazione del codice della strada, pari al 7,06% dell’accertamento;
b.- dei proventi da recupero evasione tributaria, pari al 9,42% dell’accertamento;
7.- debiti fuori bilancio riconosciuti per euro 49.330,82 e un consistente ammontare di debiti fuori bilancio ancora da riconoscere al 31.12.2014, stimato in euro 634.393,78, di cui solo euro 12.870,56 sono stati riconosciuti nel corso del 2015;
8.- in relazione agli organismi partecipati:
a.- l’inottemperanza agli adempimenti previsti dall’art. 6, comma 4, del d.l. 95/2012 convertito dalla legge n.135/2012 (nota informativa posizioni debitorie/creditorie); la banca dati Siquel non è stata aggiornata poiché i Revisori dichiarano che non risultano organismi partecipati;
b.- la presenza di un debito non riconosciuto nei confronti delle società ATO PA1, che i revisori hanno rilevato dal rendiconto 2013 della società, pari ad euro 5.560.557,00 a fronte del quale esistono residui passivi per euro 4.123.485,69;
9.- la presenza di passività potenziali connesse al contenzioso in cui l’ente è convenuto/resistente  per euro 631.391,39 e pagamenti cui l’ente sarebbe obbligato in base a sentenze e provvedimenti giudiziari non ancora esecutivi ammontano ad euro 2.289.137,00. L’Ente risulta aver vincolato l’avanzo di amministrazione 2014 per euro 455.000,00 per fondo passività potenziali;
10.- il mancato aggiornamento dell’inventario dall’anno 1997.


Considerato in diritto

L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.
Al riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo, volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate dall’Organo di revisione affinché gli stessi possano attivare le necessarie misure correttive. Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei conti contribuisce ad assicurare  quale organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio economico-finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle risorse collettive, in quanto al servizio dello Stato-ordinamento, vieppiù a seguito del novellato quadro scaturito dalle legge costituzionale n.1/2012 e dalla legge c.d. rinforzata n. 213/2012. 
La giurisprudenza costituzionale ha precisato contenuti e fondamento di tale peculiare forma di controllo anche a seguito dei successivi interventi legislativi (cfr. da ultimo la sentenza n. 39/2014 che richiama altresì le sentenze n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), affermando che il controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello che questa è chiamata a svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti consuntivi degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, va ascritto alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da intendere come verifica della conformità delle (complessive) gestioni di detti enti alle regole contabili e finanziarie – e ha lo scopo, in una prospettiva non più statica (com’era il tradizionale controllo di legalità-regolarità), ma dinamica, di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure correttive, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il rispetto delle regole contabili e finanziarie. 
Da ultimo, l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL), introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174, convertito nella legge 213/2012 (recante il rafforzamento del quadro dei controlli sulla gestione finanziaria degli enti), prevede che in caso di accertamento, da parte della Sezione, di squilibri economico-finanziari, della mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di adottare, entro 60 giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di competenza. Quanto al contenuto del controllo è, peraltro, espressamente stabilito che ai fini della suddetta verifica le Sezioni della Corte dei conti accertano altresì che i rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle partecipazioni in società controllate alle quali è affidata la gestione di servizi pubblici per la collettività locale e di quelli strumentali all'ente.
                                                ******

  Analisi dei fattori di criticità oggetto di deferimento
  
Il Collegio osserva, preliminarmente, che l’amministrazione, nonostante il tenore delle contestazioni ed il congruo lasso di tempo concesso per la corretta instaurazione del contraddittorio, ha ritenuto di produrre ampia e voluminosa documentazione direttamente in sede di adunanza, e dunque ben oltre i termini assegnati, non consentendo, nella sostanza, il proficuo esercizio delle funzioni a questa Sezione istituzionalmente assegnate.
Fa presente, a riguardo, che le verifiche in questione sono obbligatorie, in quanto, oltre ad essere previste dalla legge, mirano a “prevenire o contrastare gestioni contabili non corrette, suscettibili di alterare l’equilibrio del bilancio (art. 81 Cost.) e di riverberare tali disfunzioni sul conto consolidato delle pubbliche amministrazioni, vanificando conseguentemente la funzione di coordinamento dello Stato finalizzata al rispetto degli obblighi comunitari” (cfr., da ultimo, Corte costituzionale, sentenza n. 40/2014).
Si riserva, per il futuro, ogni ulteriore iniziativa, anche tramite l’esercizio dei poteri ispettivi di cui all’art. 3, comma 8, della legge n. 20/94, al fine di sopperire al deficit conoscitivo, ove perdurante.
1.   Venendo ai punti del deferimento, un primo ordine di contestazioni riguarda il ritardo nell’approvazione del rendiconto 2014 (8 ottobre 2015) rispetto ai termini di legge.
Nelle intempestive controdeduzioni, il comune imputa le cause alle difficoltà nel recepimento della riforma dell’armonizzazione contabile e alla necessità di effettuare il riaccertamento straordinario dei residui.
Il Collegio non ignora le problematiche indotte dal peculiare iter regionale di recepimento del d.lgs. n. 118/2011 e delle difficoltà programmatorie indotte al sistema degli enti locali (da ultimo, cfr. relazione finanza locale 2014-15, approvata con delibera n. 131/2016/GEST).
Ciononostante, raccomanda, per il futuro, la massima attenzione per il rispetto dei termini legislativamente imposti, che segnano il momento ultimo entro cui l’ente dovrebbe approvare il documento finanziario. 
Osserva, inoltre, che l’operazione contabile di esordio del regime armonizzato, prevista dall’art. 3, comma 7, del d.lgs. n. 118/2011, è contestuale all’approvazione del rendiconto 2014, di cui assume, quale logico punto di partenza, il relativo risultato di amministrazione.
2.   Un secondo ordine di criticità riguarda la mancata iscrizione del disavanzo di amministrazione, individuato in sede di rendiconto 2014 e non iscritto nel bilancio di previsione 2015 ai sensi dell’art. 188 del Tuel.
L’amministrazione, in sede di controdeduzioni, si limita a riferire che “il disavanzo ordinario, a seguito del disposto riaccertamento dei residui, è stato assorbito (?) dal disavanzo tecnico, finanziato in quote annuali costanti per trenta esercizi ex art. 3, comma 16, d.lgs. n. 118/2011”.   
Il Collegio, alla stregua delle  - poco esaustive - spiegazioni ricevute, ritiene non chiarito il rilievo e ricorda che oggetto di ripiano trentennale non è il disavanzo tecnico (art. 3 comma 13 d.lgs. n. 118/2011), bensì il maggior disavanzo (art. 3, comma 15, d.lgs. n. 118/2011 e art. 1 D.M. 02.04.2015, avente ad oggetto “criteri e modalità di ripiano dell’eventuale maggiore disavanzo di amministrazione derivante dal riaccertamento straordinario dei residui e dal primo accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità”). 
3. Sempre in riferimento al riaccertamento straordinario dei residui, di cui alla deliberazione di Giunta Comunale n. 157 del 15/10/2015, sono stati sollevati i seguenti profili di perplessità:
a.- probabile errata determinazione dei residui attivi e passivi cancellati e reimputati   agli esercizi in cui sono esigibili, considerata la coincidenza di importi (euro 423.969,02) e la risposta fornita dai revisori relativamente sui residui passivi del Tit. I ante 2010 che risultano, con il riaccertamento straordinario dei residui, reimputati per euro 1.838.150,23;
b.- probabile errata determinazione del maggiore disavanzo di amministrazione da ripianare (euro 4.218.830,95), che sembrerebbe non tenere conto del risultato negativo di amministrazione al 31 dicembre 2014 determinato ai sensi dell’art. 187, co. 1 del Tuel;
c.- mancata determinazione della giacenza di cassa vincolata al 1^ gennaio 2015, secondo il principio applicato 10.6 della contabilità finanziaria.
A riguardo, l’amministrazione riferisce che “il riaccertamento dei residui di cui alla delibera GC n. 157/2015 è stato oggetto di rettifica con successivo deliberato di Giunta n. 122/2016, offerto in copia per comodità di consultazione, sì da porre rimedio alle rappresentate problematiche. Invero, la disposta correzione, non mutando il dato ponderale oggetto del citato “ripiano”, l’Organo consiliare ha preso atto della rettifica con DCC n. 43/16”. Con determinazione del capo del II settore n. 46/16 è stata quindi determinata la cassa vincolata alla data del 31/12/2015, che ammonta ad euro 156.726,19 in ossequio al punto 10 dell’allegato al D.lvo n. 118/11”. 
Il Collegio, sul punto, ricorda (delibera della Sezione delle autonomie n. 4/2015) la basilare importanza rivestita dall’operazione di riaccertamento straordinario dei residui, la  quale costituisce un “punto di snodo essenziale per l’avvio del processo di armonizzazione contabile”.
Al termine dell’operazione di riaccertamento straordinario, i residui attivi al 1° gennaio 2015 devono rappresentare crediti effettivi ed esigibili dell’ente nei confronti di terzi e costituire il punto di partenza della nuova programmazione e gestione delle entrate secondo il principio di competenza potenziata.
E’ compito dell’ente, pertanto, garantire che siano registrate e imputate obbligazioni giuridiche attive perfezionate ed esigibili negli anni di rispettiva imputazione.
Analogamente, sul fronte della spesa, al termine dell’operazione di riaccertamento straordinario, i residui passivi al 1° gennaio 2015 devono rappresentare debiti effettivi ed esigibili dell’ente nei confronti di terzi e costituire il punto di partenza della nuova programmazione e gestione delle spese pubbliche secondo il principio di competenza potenziata. L’ente, pertanto, dovrà garantire che siano registrate e imputate obbligazioni giuridiche passive perfezionate, ed esigibili negli anni di rispettiva imputazione.
Chiaramente, la non corretta applicazione del principio di competenza finanziaria potenziata - che prescinde, cioè, dalla verifica della scadenza e dell’esigibilità delle obbligazioni attive e passive - costituisce una grave irregolarità contabile che compromette anche la corretta costituzione e gestione del fondo pluriennale vincolato e, più in generale, il mantenimento degli equilibri di bilancio, con riferimento alla gestione residui, ma anche di competenza e di cassa.
In ogni caso, la riedizione del riaccertamento straordinario si pone in contrasto con il principio di unicità e non frazionabilità, previsto dall’art. 3, comma 7 del D.Lgs. 118/2011 e dal principio 9.3 dell’allegato 4/2 al D.Lgs. 118/2011, al fine di evitare comportamenti opportunistici.
Sotto il profilo contenutistico, le risultanze da cui prende le mosse la seconda operazione di rettifica del riaccertamento (delibera GC n. 122/2016) non sembrano collimare con quelle della prima (delibera GC n. 157/2015). 
Il Collegio, pertanto, non può esimersi dal demandare le opportune valutazioni all’amministrazione ed al Collegio dei revisori, per la parte di rispettiva competenza.
4.In riferimento al quarto profilo, relativo al disallineamento tra entrate e spese correnti aventi carattere non ripetitivo per euro 1.324.342,54 , l’amministrazione imputa le cause all’elevato grado di rigidità della spesa corrente, ed in particolare di quella del personale, del servizio RSU e dell’illuminazione pubblica.
Su questi ultimi due versanti, riferisce delle iniziative tese alla razionalizzazione della spesa.
Il Collegio, in considerazione dell’elevato squilibrio, richiama la massima attenzione dell’ente sulla necessità di efficaci misure correttive, di cui valuterà gli esiti nei prossimi cicli di controllo.
5. A testimonianza di quanto appena riferito, l’ente conferma il superamento dei valori limite previsti dei seguenti quattro parametri obiettivi di deficitarietà strutturale:
a- volume dei residui attivi di nuova formazione provenienti dalla gestione di competenza e relativi ai titoli I e III pari al 67,17% rispetto agli accertamenti delle entrate medesime (>42%);
b- ammontare dei residui attivi di cui ai titoli I e III, provenienti dalla gestione dei residui attivi, pari a 72,74% rispetto agli accertamenti delle entrate dei medesimi titoli (> 65%);
c- volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I pari al 113,37% degli impegni della medesima spesa corrente (soglia 40%);
d- anticipazione di tesoreria non rimborsata pari all’ 10,78% (> 5%) delle entrate correnti.
Imputa le cause alla difficile congiuntura economica ed all’inefficienza del sistema di riscossione.
Il Collegio conferma i profili di criticità in riferimento alle disfunzioni gestionali di cui i parametri sono espressione e sollecita anche in questo caso la pronta ed efficace adozione di misure correttive.
6. Per quanto concerne la bassa capacità di riscossione dei proventi da sanzioni amministrative pecuniarie per violazione del codice della strada (7,06% dell’accertamento) e di quelli da recupero evasione tributaria (9,42% dell’accertamento), il comune riepiloga alcune delle misure di indirizzo già adottate a seguito del precedente ciclo di controllo. 
Il Collegio invita a proseguire nel percorso correttivo intrapreso, potenziandone le misure, ove possibile e si riserva di monitorarne gli effetti nei futuri cicli di controllo.
 7. Particolarmente preoccupante appare l’esposizione debitoria in riferimento non tanto alle passività riconosciute (euro 49.330,82), bensì al volume di quelle ancora da riconoscere al 31.12.2014 (euro 634.393,78, di cui solo euro 12.870,56 sono stati riconosciuti nel corso del 2015).
Il comune riferisce dell’accantonamento a fondo rischi, a seguito di riaccertamento straordinario, dell’importo di euro 634.393,78 e riferisce di aver riconosciuto ulteriori debiti nel 2016 per importo esiguo (euro 23.000).
Il Collegio, a questo riguardo, osserva che una corretta stima quantitativa e soprattutto qualitativa del contenzioso passivo - effettuata sulla base del grado di maturazione dello stesso, dell’esito dei precedenti gradi di giudizio, nonché della stima del probabile esito - consente la messa in atto di efficaci misure prudenziali tese a limitare l’impatto di passività sopravvenute sugli equilibri di bilancio.
In ogni caso, viste anche le peculiari difficoltà gestionali, valuterà, a partire dal 2015, la corretta consistenza del fondo rischi contenzioso, alla stregua dei criteri di cui all’allegato 4/2 al d.lgs. n. 118/2011 e degli opportuni elementi conoscitivi forniti dall’Organo di revisione.
8. Per quanto concerne gli organismi partecipati, è stato contestato all’ente un duplice profilo di irregolarità:
a.- l’inottemperanza agli adempimenti previsti dall’art. 6, comma 4, del d.l. 95/2012 convertito dalla legge n.135/2012 (nota informativa posizioni debitorie/creditorie); la banca dati Siquel non è stata aggiornata poiché i Revisori dichiarano che non risultano organismi partecipati;
b.- la presenza di un debito non riconosciuto nei confronti delle società ATO PA1, che i revisori hanno rilevato dal bilancio 2013 della società, pari ad euro 5.560.557,00 a fronte del quale esistono residui passivi per euro 4.123.485,69.
 A riguardo, l’amministrazione riferisce delle numerose iniziative intraprese, anche sul piano del contenzioso, nei confronti della società d’ambito ATO Palermo 1, nonché dei confortanti risultati raggiunti a seguito delle sentenze del Tribunale di Palermo (220/2012) e della Corte d’Appello di Palermo (n.333/2016).
Il Collegio, nel prendere atto, invita a monitorare attentamente la problematica, adottando idonee iniziative a tutela degli equilibri di bilancio, anche futuri.
  9. In sede di deferimento è stato stimolato il contraddittorio con l’ente anche in relazione alla presenza di passività potenziali connesse al contenzioso in cui l’ente è convenuto/resistente per euro 631.391,39, nonché alla presenza di pagamenti cui l’ente sarebbe obbligato in base a sentenze e provvedimenti giudiziari non ancora esecutivi ammontano ad euro 2.289.137,00.
L’amministrazione, a tale fine, risulta aver vincolato l’avanzo di amministrazione 2014 per euro 455.000,00 per fondo passività potenziali.
In sede di controdeduzioni, riepiloga i vari fronti di contenzioso su cui è attualmente impegnato e le iniziative assunte a riguardo.
Il Collegio rinvia a quanto già osservato al punto precedente.
 10. Per quanto concerne il mancato aggiornamento dell’inventario, l’ente riferisce degli esiti delle operazioni di censimento mobiliare ed immobiliare già intraprese.
Il Collegio, nel prendere atto, raccomanda la tempestiva conclusione degli adempimenti propedeutici ai fini di una corretta rilevazione della situazione patrimoniale, nel più generale contesto della rilevazione integrata dei fenomeni gestionali.
Da ultimo, questa Corte osserva che la maggior parte dei rilievi sopra descritti è già stata oggetto di pronuncia di accertamento della Sezione nel precedente ciclo di controlli finanziari.
A seguito della deliberazione n.8/2016/PRSP, relativa al rendiconto dell’esercizio 2013, l’ente ha trasmesso la deliberazione di Consiglio comunale n. 11 del 10 marzo 2016.
Con tale provvedimento, l’amministrazione ha avviato un percorso di correzione delle disfunzioni segnalate, i cui effetti dovranno essere oggetto di attento monitoraggio in futuro.
Anche in considerazione del quadro gestionale fortemente problematico, emerso in questa sede, permangono, allo stato, i motivi di preoccupazione per gli equilibri di bilancio già espressi nei precedenti cicli di controllo.
Si demanda all’ente il compito di aggiornare il quadro delle misure correttive a seguito dei rilievi emersi nella presente deliberazione.
                                           P. Q. M.
La Corte dei conti, Sezione di controllo per la Regione siciliana, all’esito della verifica sul rendiconto di gestione 2014, sul bilancio di previsione 2015 e sulle misure correttive adottate dall’ente all’esito del precedente ciclo di controlli, accerta la presenza dei profili di criticità di cui ai punti 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10, nei termini indicati in narrativa.
Richiama, altresì, l’attenzione dell’ente sull’importanza dei termini assegnati per la presentazione di memorie e controdeduzioni prima dell’adunanza, ai fini della corretta instaurazione del contraddittorio con questa Corte. 


O R D I N A
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Consiglio comunale – per il tramite del suo Presidente - ai fini della formalizzazione delle necessarie misure correttive,  oltre che al Sindaco ed all’Organo di revisione del comune di Isola delle Femmine (PA).
                                                D I S P O N E
che l’ente trasmetta a questa Sezione di controllo, entro 60 (sessanta) giorni dalla comunicazione della presente deliberazione, le misure correttive adottate dall’organo consiliare ai sensi dell’art. 148 bis, comma 3, del Tuel, ai fini della relativa verifica.
Così deciso in Palermo, nella camera di consiglio del 21 dicembre 2016. 
          L'ESTENSORE

            IL PRESIDENTE
        (Francesco Albo)
           (Maurizio Graffeo)

Depositata in segreteria il 14 febbraio 2017
     IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
                   (Boris Rasura)

2016 12 GENNAIO  CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 8 2016  PRSP Verifica 148 bis su rendiconto 2013 e misure correttive

REPUBBLICA ITALIANA

La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 18 dicembre 2015, composta dai seguenti magistrati:

Maurizio Graffeo
Francesco Albo
Francesco A. Cancilla
- Presidente
- Primo referendario – relatore
- Referendario

******
Visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
visto l’art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000, introdotto dall’art. 3 del D.L. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213;
vista la deliberazione di questa Sezione n. 95/2014/INPR del 30 luglio 2014 avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2013”;
vista la nota del Presidente della Sezione di controllo per la Regione siciliana del 15 settembre 2014, con la quale è stata inoltrata all’ente la suindicata deliberazione, nonché i relativi questionari ai fini della loro restituzione a questa Sezione da parte dell’organo di revisione;
vista la propria deliberazione di accertamento n. 174/2014/PRSP, assunta all’esito del precedente ciclo di controllo sul rendiconto 2012, nonché le misure correttive adottate dal Consiglio comunale di Isola delle Femmine con atto n. 34 del 21 settembre 2015;
esaminata la relazione sul rendiconto 2013, compilata dall’Organo di revisione contabile del comune di Isola delle Femmine (PA) e la successiva documentazione istruttoria;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 348/2015/CONTR del 7 dicembre 2015 con la quale la Sezione del controllo è stata convocata per gli adempimenti di cui al menzionato art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000;
udito il relatore, Primo referendario dott. Francesco Albo;
uditi, in rappresentanza dell’ente, il sindaco, dott. Bologna Stefano;
******
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.
Al riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo, volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate dall’Organo di revisione affinché gli stessi possano attivare le necessarie misure correttive. Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei Conti contribuisce ad assicurare  quale organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio economico-finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle risorse collettive, in quanto al servizio dello Stato-ordinamento, vieppiù a seguito del novellato quadro scaturito dalle legge costituzionale n.1/2012 e dalla legge c.d. rinforzata n. 213/2012. 
La giurisprudenza costituzionale ha precisato contenuti e fondamento di tale peculiare forma di controllo anche a seguito dei successivi interventi legislativi (cfr. da ultimo la sentenza n. 39/2014 che richiama altresì le sentenze n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), affermando che il controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello che questa è chiamata a svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti consuntivi degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, va ascritto alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da intendere come verifica della conformità delle (complessive) gestioni di detti enti alle regole contabili e finanziarie – e ha lo scopo, in una prospettiva non più statica (com’era il tradizionale controllo di legalità-regolarità), ma dinamica, di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure correttive, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il rispetto delle regole contabili e finanziarie. 
Da ultimo, l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL), introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174, convertito nella legge 213/2012 (recante il rafforzamento del quadro dei controlli sulla gestione finanziaria degli enti) prevede che in caso di accertamento, da parte della Sezione, di squilibri economico-finanziari, della mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di adottare, entro 60 giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di competenza. Quanto al contenuto del controllo è, peraltro, espressamente stabilito che ai fini della suddetta verifica le Sezioni della Corte dei conti accertano altresì che i rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle partecipazioni in società controllate e alle quali è affidata la gestione di servizi pubblici per la collettività locale e di servizi strumentali all'ente.
Nei casi più gravi, l’inosservanza del citato obbligo di conformazione, per la mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per la inadeguatezza degli stessi, ha l’effetto di precludere all’ente inadempiente l’attuazione dei programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria.
Si tratta di “effetti − attribuiti […] alle pronunce di accertamento della Corte dei conti − chiaramente cogenti e, nel caso di inosservanza degli obblighi a questi imposti, inibitori, pro parte, dell’efficacia dei bilanci da essi approvati” (cfr. Corte costituzionale, sentenza n. 39/2014) la cui attribuzione ad un organo magistratuale terzo e indipendente “si giustifica in ragione dei caratteri di neutralità e indipendenza del controllo di legittimità della Corte dei conti (sentenza n. 226 del 1976)” onde “prevenire o contrastare gestioni contabili non corrette, suscettibili di alterare l’equilibrio del bilancio (art. 81 Cost.) e di riverberare tali disfunzioni sul conto consolidato delle pubbliche amministrazioni, vanificando conseguentemente la funzione di coordinamento dello Stato finalizzata al rispetto degli obblighi comunitari” (cfr. Corte Costituzionale n. 40/2014).
******
Dall’esame della predetta documentazione del Comune di Isola delle Femmine (PA), e dalla successiva istruttoria, sono emerse le seguenti criticità:
1.il ritardo nell’approvazione del bilancio di previsione 2013 (delibera di C.C. n. 26 del 23/12/2013) e del rendiconto 2013 (delibera di C.C. n. 15 del 03/09/2014) rispetto ai termini di legge;
2.il mancato rispetto di quattro parametri obiettivi per l’individuazione degli enti strutturalmente deficitari:
a)-volume dei residui attivi di nuova formazione provenienti dalla gestione di competenza e relative ai titoli I e III pari al 59,68% rispetto agli accertamenti delle entrate medesime (> 42%);
b)- ammontare dei residui attivi di cui al titolo I e III, provenienti dalla gestione dei residui attivi, pari al 71,06% rispetto agli accertamenti delle entrate dei medesimi titoli (> 65%);
c)- volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I pari al 95,48% degli impegni della medesima spesa corrente (> 40%);
d)- anticipazione di tesoreria non rimborsata pari all’ 20,78% (> 5%);
3. un disavanzo di amministrazione di euro 779.222,43 aumentato dalla quota vincolata del fondo svalutazione crediti per euro 113.345,25 e dai pagamenti per azioni esecutive non regolarizzate al 31.12, pari a euro 765,36;
4.  il perdurare di una situazione di grave carenza di liquidità, che dà luogo al ricorso ad anticipazioni di tesoreria non rimborsate a fine esercizio per euro 1.370.611,24;
5. la presenza di debiti fuori bilancio in attesa di riconoscimento al 31.12.2013 per  euro 231.676,87, riconosciuti nel 2013 per un importo pari ad euro 511.132,58 12 di cui una quota pari a € 150.779,39 riferiti ad acquisizioni di beni e servizi senza impegno di spesa;
6. la presenza di un potenziale ingente debito di euro 2.289.137,00 (indennità di esproprio) derivante da un procedimento pendente dinanzi la Corte di Cassazione avverso la  sentenza di condanna della Corte d’appello di Palermo, a fronte del quale non risultano adottate misure prudenziali a tutela degli equilibri;
7. l’inottemperanza agli adempimenti previsti dall'art. 6, comma 4, del d.l. n. 95/2012, convertito dalla legge n.135/2012 (nota informativa posizioni debitorie/creditorie);
8. mancato rispetto dei limiti di spesa di cui all’art. 6 commi da 7 a 10 e commi da 12 a 14 del d.l. 78/2010, dall’art. 5, comma 2 del d.l. n. 95/2012;
9. il mancato aggiornamento degli inventari dal 1998.
*******
All’adunanza del 18 dicembre 2015, per l’Amministrazione, che non ha fatto pervenire memorie, era presente il sindaco neo insediato, dott. Bologna Stefano, il quale si è limitato a riportarsi alle misure correttive deliberate dal Consiglio comunale con atto n. 34 del 21 settembre 2015.
 Ha, inoltre, consegnato un prospetto relativo all’attività svolta dal settore tributi nell’anno 2015, senza peraltro esplicitarne i profili di pertinenza rispetto alle osservazioni mosse in sede di deferimento.
*******
  Benchè formalmente invitato al contraddittorio, sia documentale, sia in sede di adunanza, l’ente ha prestato acquiescenza ai rilievi mossi, confermandone, in sostanza, la fondatezza.
  Scarsa rilevanza, peraltro, assume il richiamo alla deliberazione consiliare del 21 settembre 2015, in quanto relativa alle criticità evidenziate in un precedente ciclo di controllo.
In questo specifico contesto, osserva il Collegio che con la citata deliberazione n. 34, il Consiglio comunale ha, per lo più, fornito giustificazioni in ordine alle criticità evidenziate in sede di verifica sul rendiconto 2012, ed in gran parte confermate in questa sede, senza, tuttavia, fornire concreti indirizzi al fine di correggere le predette disfunzioni.
Permangono, pertanto, le preoccupazioni espresse nel precedente ciclo di controllo in ordine al mantenimento degli equilibri di bilancio, anche futuri.
P. Q. M.
-      All’esito della verifica sul rendiconto 2013, accerta la presenza dei profili di criticità con riferimento a tutti i punti elencati in narrativa.

 O R D I N A

che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al consiglio comunale – per il tramite del suo presidente - ai fini della formalizzazione delle necessarie misure correttive,  oltre che al sindaco ed all’organo di revisione del comune di Isola delle Femmine (PA).

D I S P O N E

-          che l’ente trasmetta a questa Sezione di controllo, entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della presente deliberazione, le misure correttive adottate dall’organo consiliare ai sensi dell’art. 148 bis, comma 3, del Tuel, ai fini della relativa verifica.
Così deciso in Palermo, nella camera di consiglio del 18 dicembre 2015. 
                  L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE
                (Francesco Albo)
(Maurizio Graffeo)


Depositata in segreteria il   12 gennaio 2016

IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
          (Boris Rasura)

2015 30 SETTEMBRE   CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 260 PAR 2015   Valutazione su rimborsabilità spese legali amministratori in conseguenza assoluzione.

   Repubblica italiana

  la Corte dei conti

Sezione di controllo per la Regione siciliana
nella camera di consiglio dell’adunanza generale del 22 settembre 2015
* * * *
Visto l’art. 23 del R.D.lgs. 15 maggio 1946, n. 455 (Approvazione dello Statuto della Regione siciliana);
visto il decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655 (Istituzione di Sezioni della Corte dei conti per la Regione siciliana);
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 (Disposizioni in materia di controllo e giurisdizione della Corte dei conti);
visto il decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200 (Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione siciliana recante integrazioni e modifiche al decreto legislativo n. 655/1948);
vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione);
vista la legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3);
vista la deliberazione n. 32 dell’11 novembre 2013 delle Sezioni riunite per la Regione siciliana in sede consultiva;
vista la deliberazione n. 354/2013/PAR del 27 novembre 2013 della Sezione di controllo per la Regione siciliana in sede consultiva, con la quale viene affermata la competenza ad esprimere i pareri di cui all’art. 7, comma 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
vista la richiesta di parere proveniente dal Comune di Isola delle Femmine (PA), con nota prot.n.4800 del 16.4.15, presa in carico dal Servizio di supporto della Sezione di controllo in data  21.4.15, prot. n. 3121-SC_SIC-R14-A;
vista l’ordinanza n. 208/ 2015/CONTR dell’ 8 settembre 2015 con la quale il Presidente della Sezione di controllo per la Regione siciliana ha convocato l’adunanza generale per il 22 settembre 2015;
udito il relatore, consigliere dott. Stefano SIRAGUSA,
ha emesso la seguente deliberazione.
* * * *
   Con la nota in epigrafe, il Sindaco del Comune di Isola delle Femmine chiede di conoscere il parere della Corte in merito alla rimborsabilità delle spese legali sostenute nell’ambito di procedimenti penali per due ex amministratori locali assolti con due diverse formule processuali.
* * * *
        Ritenuta l’ammissibilità soggettiva, in quanto la richiesta di parere proviene dal legale rappresentante dell’Ente locale, quanto all’ammissibilità oggettiva, la Sezione osserva quanto segue:
    perchè si abbia legittimamente a radicarsi la competenza della Sezione di controllo della Corte dei conti ad emanare i pareri di cui all’art. 7, comma 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131, secondo gli indirizzi definiti da queste Sezioni Riunite per la regione siciliana (delibera n. 1/2004), dalla Sezione delle Autonomie (delibera n.5 del 2006) e nella pronuncia delle Sezioni Riunite in sede centrale con la delibera n. 54/CONTR/2010, occorre, tra l’altro, che le questioni prospettate:
- riguardino la materia della contabilità pubblica (intesa quale sistema normativo che presiede alla gestione finanziaria ed economico-patrimoniale dello Stato e degli altri enti pubblici;
- richiedano un esame, da un punto di vista astratto (con esclusione di valutazione e pareri su casi specifici), di temi di carattere generale: ad esempio: atti generali; atti o schemi di atti di normazione primaria (quali leggi o statuti) ovvero secondaria (regolamenti di contabilità, circolari), o inerenti all’interpretazione di norme vigenti; di preventiva valutazione di soluzioni tecniche rivolte ad assicurare la necessaria armonizzazione nella compilazione dei bilanci e dei rendiconti.
      Inoltre, la funzione consultiva non può e non deve svolgersi in ordine a quesiti che implichino valutazioni di comportamenti amministrativi che possano formare oggetto di eventuali iniziative giudiziarie proprie della Procura regionale della Corte dei conti o dinanzi ad altro giudice.
          In particolare, sull’ammissibilità o meno di richiesta di parere in materia di rimborsabilità di spese legali in favore di amministratori di enti locali assolti all’esito di giudizi celebrati a loro carico, la Sezione delle Autonomie con la deliberazione n.5/AUT/2006 del 10 marzo 2006, ha già avuto modo di pronunciarsi sulle questioni relative alla predetta tematica, dichiarandone la estraneità  alla nozione di contabilità pubblica cui fa riferimento l’ottavo comma dell’art.7 della legge n.131 del 2003.
        Si è affermato infatti che: “ancorché la materia della contabilità pubblica non possa ridursi alla sola tenuta delle scritture contabili ed alla normativa avente ad oggetto le modalità di acquisizione delle entrate e di erogazione delle spese, essa non potrebbe investire qualsiasi attività degli enti cha abbia comunque riflessi di natura finanziaria patrimoniale.
Ciò non solo rischierebbe di vanificare lo stesso limite imposto dal legislatore, ma comporterebbe l’estensione dell’attività consultiva delle Sezioni regionali a tutti i vari ambiti dell’azione amministrativa con l’ulteriore conseguenza che le Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti diventerebbero organi di consulenza generale delle autonomie locali.
In tal modo, la Corte verrebbe, in varia misura, inserita nei processi decisonali degli enti, condizionando quell’attività amministrativa su cui è chiamata ad esercitare il controllo che, per definizione, deve essere esterno e neutrale.
Per le ragioni sopra esposte, emerge dunque l’esigenza che la nozione di contabilità pubblica strumentale alla funzione consultiva assuma un ambito limitato alla normativa e ai relativi atti applicativi che la disciplinano, in generale, l’attività finanziaria che precede o che segue i distinti interventi di settore, ricomprendendo in particolare la disciplina dei bilanci e i relativi equilibri, l’acquisizione delle entrate, l’organizzazione finanziaria-contabile, la disciplina del patrimonio, la gestione delle spese, l’indebitamento, la rendicontazione e i relativi controlli(…)Così delineato l’ambito oggettivo della materia, la questione della rimborsabilità agli amministratori delle spese legali risulta totalmente estranea alla nozione di contabilità pubblica cui si riferisce l’art.7,comma 8, della legge n.131 del 2003”.
        Giova precisare che il suddetto orientamento ha trovato puntuale e pressoché unanime espressione nelle deliberazioni di numerose Sezioni di controllo e in senso conforme è anche la costante giurisprudenza di questa Sezione di controllo (cfr. deliberazioni n.409/2013/PAR e n.27/2014/PAR), dalla quale non si ravvisa motivo di distaccarsi.
Tale orientamento è stato altresì confermato, su analogo quesito posto sulla rimborsabilità delle spese legali, dalla Sezione delle Autonomie, in data 10 febbraio 2014, con la deliberazione n.3/SEZAUT/2014/QMIG, ai cui criteri si si conformano le Sezioni regionali di controllo ai sensi dell’art. 6, comma 4, del d.l. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile la richiesta di parere.
        Copia della presente deliberazione sarà inviata, a cura della Segreteria, all’Amministrazione richiedente ed all’Assessorato Regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica – Dipartimento delle Autonomie locali.
        L’ESTENSORE                                                                         IL PRESIDENTE
       Stefano Siragusa                                                                     Maurizio Graffeo
Depositato in segreteria il 30 SETTEMBRE 2015
     IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
                (Boris Rasura)

          
2014 27 OTTOBRE    CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 174 PRSP 2014    Controllo 148 bis rendiconto 2012 e misure correttive.

REPUBBLICA ITALIANA

La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza dell’1 ottobre 2014, composta dai seguenti magistrati:

Maurizio Graffeo
Anna Luisa Carra
Francesco Albo
- Presidente
- Consigliere
- Primo referendario - relatore

******
Visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
visto l’art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000, introdotto dall’art. 3 del D.L. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213;
vista deliberazione di questa sezione di controllo n. 196/2013/INPR avente ad oggetto: “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art.1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n.266 gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto di gestione 2012”;
vista la nota del Presidente della Sezione di controllo per la Regione siciliana del 19 agosto 2013, con la quale è stata inoltrata al Sindaco e al Presidente del Collegio dei revisori la predetta deliberazione di questa Sezione di controllo, nonché i relativi questionari ai fini della loro ritrasmissione entro trenta giorni dalla ricezione del questionario, o dall’approvazione del rendiconto, se successiva;
esaminata la relazione sul rendiconto 2012, compilata dall’Organo di revisione contabile del comune di Isola delle Femmine (PA), e la successiva documentazione istruttoria;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 172/2014/CONTR del 22 settembre 2014 con la quale la Sezione del controllo è stata convocata per gli adempimenti di cui al menzionato art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000;
viste le controdeduzioni dell’ente;
udito il relatore, Primo referendario dott. Francesco Albo;
******
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.
Al riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo, volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate dall’Organo di revisione affinché gli stessi possano attivare le necessarie misure correttive. Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei Conti contribuisce ad assicurare  quale organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio economico-finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle risorse collettive, in quanto al servizio dello Stato-ordinamento, vieppiù a seguito del novellato quadro scaturito dalle legge costituzionale n.1/2012 e dalla legge c.d. rinforzata n. 213/2012. 
La giurisprudenza costituzionale ha precisato contenuti e fondamento di tale peculiare forma di controllo anche a seguito dei successivi interventi legislativi (cfr. da ultimo la sentenza n. 39/2014 che richiama altresì le sentenze n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), affermando che il controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello che questa è chiamata a svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti consuntivi degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, va ascritto alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da intendere come verifica della conformità delle (complessive) gestioni di detti enti alle regole contabili e finanziarie – e ha lo scopo, in una prospettiva non più statica (com’era il tradizionale controllo di legalità-regolarità), ma dinamica, di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure correttive, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il rispetto delle regole contabili e finanziarie. 
Da ultimo, l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL), introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174, convertito nella legge 213/2012 (recante il rafforzamento del quadro dei controlli sulla gestione finanziaria degli enti) prevede che in caso di accertamento, da parte della Sezione, di squilibri economico-finanziari, della mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di adottare, entro 60 giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di competenza. Quanto al contenuto del controllo è, peraltro, espressamente stabilito che ai fini della suddetta verifica le Sezioni della Corte dei conti accertano altresì che i rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle partecipazioni in società controllate e alle quali è affidata la gestione di servizi pubblici per la collettività locale e di servizi strumentali all'ente.
Nei casi più gravi, l’inosservanza del citato obbligo di conformazione, per la mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per la inadeguatezza degli stessi, ha l’effetto di precludere all’ente inadempiente l’attuazione dei programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria.
Si tratta di “effetti − attribuiti […] alle pronunce di accertamento della Corte dei conti − chiaramente cogenti e, nel caso di inosservanza degli obblighi a questi imposti, inibitori, pro parte, dell’efficacia dei bilanci da essi approvati” (cfr. Corte costituzionale, sentenza n. 39/2014) la cui attribuzione ad un organo magistratuale terzo e indipendente “si giustifica in ragione dei caratteri di neutralità e indipendenza del controllo di legittimità della Corte dei conti (sentenza n. 226 del 1976)” onde “prevenire o contrastare gestioni contabili non corrette, suscettibili di alterare l’equilibrio del bilancio (art. 81 Cost.) e di riverberare tali disfunzioni sul conto consolidato delle pubbliche amministrazioni, vanificando conseguentemente la funzione di coordinamento dello Stato finalizzata al rispetto degli obblighi comunitari” (cfr. Corte Costituzionale n. 40/2014).
Nel caso in cui, invece, sussistano squilibri meno rilevanti o irregolarità non così gravi da richiedere l’adozione della pronuncia di accertamento ex art. 148 bis TUEL, l’esito del controllo demandato alla Corte può, comunque, comportare eventuali segnalazioni, in chiave collaborativa, come previsto dall’articolo 7, comma 7 della legge 131/2003, pur sempre volte a favorire la riconduzione delle criticità emerse entro i parametri della sana e corretta gestione finanziaria al fine di salvaguardare, anche per gli esercizi successivi, il rispetto dei necessari equilibri di bilancio e dei principali vincoli posti a salvaguardia delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica. Anche in tal caso l’ente interessato è tenuto a valutare le segnalazioni ricevute ed a porre in essere interventi idonei per evitare l’insorgenza di situazioni di deficitarietà e di squilibrio ovvero per addivenire al superamento delle stesse.
******
Dall’esame della predetta relazione, redatta dall’organo di revisione del Comune  di Isola delle Femmine (PA), e dalla successiva istruttoria, sono emerse le seguenti criticità:
1.   tardiva approvazione del rendiconto 2012 (18/06/2013)  rispetto ai termini previsti dall’art. 227 del TUEL;
2.   mancata certificazione ed allineamento contabile dei debiti/crediti con gli organismi partecipati ex art. 6 comma 4 del d.l. 95/2012 e la conseguente mancata predisposizione della nota informativa. Elevati debiti dell’Ente nei confronti della Società ATO 1 PA (dalla deliberazione n. 298/2013 risultano pari a € 4.986.963,28) e mancato riscontro tra le passività potenziali;
3.   debiti fuori bilancio ancora da riconoscere al 31.12.2012 per € 729.905,17 e già riconosciuti per € 3.300,00;
4.     grave disavanzo di amministrazione per l’esercizio 2012 pari a € 1.416.846,57;
5.   basso tasso di realizzazione dei residui attivi del titolo I e III e conseguente sforamento del parametro di deficitarietà n. 3 (87,99%) e bassa velocità di pagamento della spesa corrente con conseguente sforamento del parametro di deficitarietà n. 4 (102,38%);
6. il conseguente perdurare di una situazione di grave carenza di liquidità, che dà luogo ad anticipazioni di tesoreria non rimborsate a fine esercizio per €1.068.861,68, che rappresentano il 21,74% dei primi tre titoli delle entrate.

*******
All’adunanza dell’1 ottobre 2014, per l’Amministrazione, che ha fatto pervenire una memoria oltre i termini assegnati per il contraddittorio documentale (prot. Cdc n. 7667 dell’1 ottobre 2014), non erano presenti rappresentanti.
Per quanto concerne il primo punto, l’ente non motiva le cause del ritardo, probabilmente riconducibili allo scioglimento del consiglio comunale ex art. 143 del Tuel, disposto con DPR 12 novembre 2012.
In riferimento al punto 2, il comune riferisce di non aver potuto procedere all’allineamento contabile con le società partecipate a causa di un contenzioso instaurato dalla Commissione straordinaria nei confronti della società d’ambito per la gestione dei rifiuti, che in primo grado ha avuto esito favorevole per l’ente.
 Ciononostante, alla data del 31 dicembre 2013, la società ATO 1 PA vanta un credito nei confronti del comune per euro 5.940.410, a fronte di corrispondenti residui passivi per euro 3.469.956,44.
Pur riconoscendo il meritorio sforzo intrapreso a tutela dell’ente, il Collegio non può esimersi dal constatare l’emersione di passività per oltre 1,5 milioni di euro, allo stato sprovviste di copertura finanziaria, che costituiscono una rilevante incognita per gli equilibri finanziari, anche futuri, dell’ente, ed impongono l’urgente adozione di tutte le misure prudenziali utili a mitigarne l’impatto sul bilancio.
A questa situazione si aggiunge la presenza di debiti fuori bilancio al 31.12.2012 da riconoscere per euro 729.905,17.
La Sezione, nel prendere atto dell’avvenuto riconoscimento di buona parte di queste passività da parte dalla Commissione straordinaria nel 2013 (euro 511.132,58) ed in parte nel 2014 (euro 49.330.32), non può esimersi dall’esprimere preoccupazione per gli equilibri di bilancio, in considerazione delle incognite, ereditate da gestioni precedenti,  che gravano finanziariamente sull’ente.
Auspica, pertanto, un controllo concomitante e costante della situazione gestionale, teso alla tempestiva segnalazione delle passività all’organo consiliare (o, in sua vece, all’organo straordinario), ai fini della tempestiva riconduzione delle passività al sistema di bilancio.
Parimenti preoccupante risulta la situazione del disavanzo di amministrazione, pari ad oltre 1,4 milioni di euro, anche in questo caso ereditato da precedenti gestioni, pur dovendosi riconoscere che, a seguito dell’innalzamento del prelievo fiscale e del contenimento della spesa corrente, lo stesso si è pressochè dimezzato al 31 dicembre 2013 (-euro 779.222,43), con prospettive di ulteriore miglioramento per gli esercizi futuri.
  In riferimento al punto 4, permangono le anomalie gestionali, che  danno luogo al superamento dei valori limite previsti nei parametri di deficitarietà n. 3 e 4. Tale situazione si protrae nel 2013, pur con un miglioramento dei valori.
Particolare attenzione, in questo contesto, va posta ai residui attivi, da contabilizzare con criteri prudenziali, anche in considerazione della progressiva erosione della liquidità che ne consegue, fronteggiata attraverso il ricorso a frequenti anticipazioni di tesoreria.
La scopertura al 31 dicembre 2012, pari ad euro 1.068.861,68 , supera i valori limite del parametro di deficitarietà n. 9. 
Pur prendendo atto del miglioramento della situazione a seguito dell’anticipazione di liquidità richiesta ex DL n. 35/2013, in una prospettiva di medio lungo periodo si rendono comunque necessarie una serie di misure correttive, che, proseguendo nel percorso intrapreso, tendano all’efficientamento delle procedure di riscossione, alla contabilizzazione di tali proventi maggiormente ispirata a criteri prudenziali e ad una riduzione delle spese entro le reali capacità di bilancio.
  Nel delineato contesto, risulta inoltre auspicabile un’intensificazione della periodicità delle verifiche di cui all’art. 193, comma 2, Tuel, sul permanere degli equilibri della gestione di competenza, di cassa e in conto residui, nel più generale contesto delle misure funzionali al controllo di cui all’art. 147 quinquies, sui cui effetti questa Sezione sarà chiamata a vigilare.
In merito alle misure correttive, il Collegio rileva che la quasi totalità dei profili di criticità rilevati sono stati oggetto di pronuncia di accertamento della Sezione in occasione delle verifiche sul rendiconto 2011 e sul bilancio di previsione 2012. A seguito della delibera n. 298/2013/PRSP, la Commissione straordinaria del Comune, con la deliberazione n. 2 del 15/01/2014, ha avviato un percorso di correzione delle disfunzioni segnalate.
Conclusivamente, la Sezione osserva che, nonostante i significativi sforzi posti in essere dalla Commissione straordinaria al fine di ricondurre il quadro gestionale ereditato entro parametri fisiologici, e gli apprezzabili miglioramenti registrati, permangono, allo stato, motivi di forte preoccupazione per gli equilibri di bilancio.
P. Q. M.
    All’esito della verifica sul rendiconto 2012, accerta la presenza, nei termini evidenziati, dei profili di criticità con riferimento a tutti i punti elencati in narrativa.

O R D I N A


che, a cura del servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata alla Commissione straordinaria ed all’organo di revisione del comune di Isola delle Femmine (PA).

D I S P O N E


-          che l’ente trasmetta a questa Sezione di controllo, entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della presente deliberazione, le misure correttive adottate dall’organo consiliare ai sensi dell’art. 148 bis, comma 3, del Tuel, ai fini della relativa verifica.   

Così deliberato in Palermo, nella camera di consiglio dell’1 ottobre 2014. 

                  L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE
                (Francesco Albo)
(Maurizio Graffeo)


Depositato in segreteria il 27 ottobre 2014
      IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
                     (Boris Rasura)

2013 22 OTTOBRE     CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 298 PRSP 2013    rendiconto 2011 e bilancio di previsione 2012 

REPUBBLICA ITALIANA

Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 16 ottobre 2013, composta dai seguenti magistrati:

Maurizio Graffeo
Corrado Borruso
Francesco Albo

- Presidente
- Consigliere - relatore
- Primo Referendario


******
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni (T.U.E.L.);
visto, in particolare, l’art. 148 bis del T.U.E.L., introdotto dal decreto legge n. 174 del 10 ottobre 2012, convertito dalla legge n. 213 del 7 dicembre 2012;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
vista la deliberazione di questa Sezione n. 204/2012/INPR del 30 luglio 2012 avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2011 e/o sul bilancio di previsione 2012”;
vista la nota della Sezione di controllo per la Regione siciliana del 21 agosto 2012, con la quale è stata inoltrata al Sindaco e all’Organo di revisione economico-finanziaria del Comune di Isola delle Femmine la precitata delibera n. 204/2012/INPR, nonché i relativi questionari ai fini della loro ritrasmissione, da parte del Collegio dei revisori, entro trenta giorni dall’approvazione del consuntivo e/o del bilancio di previsione;
      vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 428/2013/CONTR. del 3 ottobre 2013, con la quale la Sezione del controllo è stata convocata il giorno 16 ottobre 2013 per gli adempimenti di cui al menzionato art. 148 bis del T.U.E.L.;
udito il relatore Consigliere dott. Corrado Borruso;
******
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulato sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.
Al riguardo, occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo, ascrivibile alla categoria del riesame di legalità e regolarità, in grado di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure correttive funzionali a garantire il rispetto complessivo degli equilibri di bilancio.
Questo nuovo modello di controllo, come ricordato dalla Corte costituzionale nella recente sentenza n. 60/2013, configura, su tutto il territorio nazionale, un sindacato generale ed obbligatorio sui bilanci preventivi e rendiconti di gestione di ciascun ente locale, finalizzato a tutelare, nell’ambito del coordinamento di finanza pubblica, la sana gestione finanziaria del complesso degli enti territoriali, nonché il rispetto del patto di stabilità interno degli obiettivi di governo dei conti pubblici concordati in sede europea.
Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei conti contribuisce ad assicurare, quale organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio economico finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle risorse collettiva, in quanto al servizio dello Stato - ordinamento.
Da ultimo, l’art. 148 bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e), del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 213 del 7 dicembre 2012, ha inteso rafforzare il quadro dei controlli e dei presidi della gestione delle risorse finanziarie pubbliche, nell’ambito di inderogabili istanze unitarie nell’assetto policentrico della Repubblica.
Nel caso di accertamento, da parte della Sezione, di squilibri economico finanziari, della mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità  della gestione finanziaria, o del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è previsto, infatti, l’obbligo per gli enti interessati di adottare, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di propria competenza.
Ulteriori forme di tutela degli equilibri di bilancio sono state previste nel caso do operazioni contabili prive di copertura o di cui sia accertata l’insostenibilità finanziaria.
Qualora le irregolarità esaminate dalla Sezione regionale non siano così gravi da rendere necessaria l’adozione della delibera prevista dall’art. 148 bis, comma 3, del T.U.E.L., la natura collaborativi del controllo, anche in relazione alla previsione contenuta nell’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131, suggerisce di segnalare agli Enti anche irregolarità contabili non gravi o meri sintomi di precarietà, soprattutto se accompagnate e potenziate da sintomi di criticità o da difficoltà gestionali, anche al fine di prevenire l’insorgenza di situazioni di deficitarietà o di squilibrio, idonee a pregiudicare la sana gestione finanziaria che deve caratterizzare l’amministrazione di ciascun Ente.
In ogni caso, l’Ente interessato è tenuto a valutare le segnalazioni che ha ricevuto ed a porre in essere interventi idonei per addivenire al loro superamento.

******
L’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine ha trasmesso  la relazione sul rendiconto 2011  e quella sul bilancio di previsione 2012, di cui all’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266/2005 (legge finanziaria per l’anno 2006).
         Dall’esame delle predette relazioni e dalla successiva istruttoria sono emerse le seguenti criticità:
Rendiconto 2011:
1.   notevole ritardo nell’approvazione del rendiconto 2011 rispetto ai termini di legge (1 ottobre 2012);
2.   volume dei residui attivi di nuova formazione provenienti dalla gestione di competenza e relative ai titoli I e III (con l'esclusione dell'addizionale Irpef) pari a 52,09%  dei valori di accertamento delle entrate dei medesimi titoli I e III (esclusi i valori dell'addizionale Irpef);
3.   ammontare dei residui attivi di cui al titolo I e al titolo III superiore al 65 per cento (pari al 120,28%) (provenienti dalla gestione dei residui attivi) rapportata agli accertamenti della gestione di competenza delle entrate dei medesimi titoli I e III;
4.   volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I superiore al 40 per cento (pari a 88,32%) degli impegni della medesima spesa corrente;
5.   anticipazioni di tesoreria non rimborsate al 31 dicembre 2011, superiori al 5% della spesa corrente;
6.   presenza di debiti fuori bilancio non segnalati dai Responsabili dei servizi,  emersi  in fase di approvazione del Rendiconto di gestione 2012, per €629.000 ai quali si aggiungono passività potenziali per €2.300.000 e spese per incarichi legali per €392.000 solo in minima parte impegnati. I debiti riconosciuti nell’esercizio 2012 ammontano a €3.300;
7.   necessità di verificare il rispetto del parametro di deficitarietà n. 6, relativo al rapporto della spesa per il personale sulle entrate correnti,  la percentuale indicata del 36,69% è impropriamente determinato rapportando la spesa per il personale depurata delle componenti da escludere sulle entrate correnti;
8.   irregolare utilizzo dei capitoli afferenti ai servizi conto terzi e mancato rispetto del principio di tassatività di cui al principio contabile 2.25 delle “altre spese per servizi conto terzi” in particolare:
-          liquidazione borsa di studio,
-          liquidazione fatture relative al servizio di pulizia dei locali;
-          spese per pagamento manifestazioni santo patrono;
9.   bassa capacità di riscossione dei proventi derivanti da proventi da recupero evasione tributaria,

Residui al 1 gennaio 2012
Riscossioni al 31/12/2012
% riscossione
ICI
142.253,00
13.188,86
9,27%
TARSU
131.822,79
6.221,88
4,72%
Proventi CdS
2.092.325,52
33.109,18
1,58%
10.   mancato aggiornamento del conto del patrimonio come previsto dall’art. 230 TUEL;
11.   debiti nei confronti della Società ATO 1 PA per €4.986.963,28, per i quali non si riscontra in bilancio un corrispondente importo di residui passivi che ammontano a € 3.094.130,15;
Le criticità di cui ai punti 2, 3, 5, 6, 8, 9 sono stati oggetto di specifica pronuncia in sede di esame sul rendiconto 2010 (delibera n. 139/2012/PRSP).
Bilancio di Previsione 2012:
1.   mancata approvazione del programma degli incarichi di collaborazione previsto dall’art. 42 comma 2 lettera b) del TUEL ;
2.   equilibri di bilancio garantito dal ricorso a entrate correnti aventi carattere non ripetitivo e forte squilibrio tra entrate e spese correnti aventi carattere non ripetitivo;
3.   bassa capacità di riscossione dei proventi da sanzioni amministrative pecuniarie per violazione del codice della strada e da recupero evasione tributaria;
4.   reiterato ricorso ad anticipazioni di tesoreria; al 31/12/2012 le anticipazioni inestinte ammontano a €1.068.861,88;
5.   mancato rispetto del limite di spesa per il personale di cui all’art. 1 comma 557 della legge 296/2006;
Le criticità di cui ai punti 3, 4 e 5 sono stati oggetto di specifica pronuncia in sede di esame sul rendiconto 2010 (delibera n. 139/2012/PRSP).

   *******

All’ adunanza pubblica del 16 ottobre 2013, per l’Amministrazione, che non ha depositato memorie, sono presenti  il Segretario generale, D.ssa Sonia Acquado, ed il Responsabile dei Servizi finanziari, Dr. Ignazio Tabone,  i quali hanno inteso solo riferire che  il rapporto tra le spese per il personale e quelle correnti è stato determinato dal pagamento di una notevole somma arretrata corrisposta ad un dipendente, consegnando, nella circostanza, uno specchio riepilogativo.

Alla luce di quanto sopra, il Collegio ritiene che permangano  tutte le criticità evidenziate nei punti sopra indicati.

                                             P. Q. M.
All’esito della verifica sul rendiconto 2011 e sul bilancio di previsione 2012 accerta, per quel che riguarda:
- il rendiconto 2011, il permanere delle criticità 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 8, 10 e 11;
- il bilancio di previsione 2012, il permanere delle criticità  1, 2, 3, 4 e 5.

O R D I N A

che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata alla Commissione straordinaria ed all’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine (PA) per le necessarie misure correttive


D I S P O N E
che l’Ente trasmetta a questa Sezione di controllo le misure correttive adottate dalla Commissione straordinaria entro i termini  di cui all’art. 148 bis, comma 3, del T.U.E.L., ai fini della relativa verifica.


                     L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE
                 (Corrado Borruso)
(Maurizio Graffeo)

Depositato in Segreteria il 22 ottobre 2013
                    Per IL DIRIGENTE
                   (Gabriella Vincenti)

2012 10 MAGGIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 139 2012 PRSP RENDICONTO 2010

                                                                             Deliberazione n. 139/2012/PRSP

 

REPUBBLICA ITALIANA

La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
           nell’adunanza del 9 maggio 2012, composta dai seguenti magistrati:

Rita Arrigoni
Stefano Siragusa
Corrado Borruso

- Presidente
- Consigliere
- Consigliere - relatore


******
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni;
visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
vista la deliberazione di questa Sezione n. 130/2011/INPR avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2010”;
vista la nota del Presidente della Sezione di controllo per la Regione siciliana dell’8 agosto 2011, con la quale è stata comunicata al Sindaco ed all’Organo di revisione economico-finanziaria del comune di Isola delle Femmine l’adozione della precitata delibera n.130;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 65/2012/CONTR. del 3 maggio 2012, con la quale la Sezione del controllo è stata convocata il giorno 9 maggio 2012 per gli adempimenti di cui al menzionato art.1, comma 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
udito il relatore Consigliere dott. Corrado Borruso;
******
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.
Al riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo intestata dalla legge alla Corte, essendo la stessa volta a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate dall’Organo di revisione, affinché gli stessi possano attivare le necessarie misure correttive ritenute idonee.
Questo nuovo modello di controllo, come ricordato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 179/2007, trova il proprio fondamento costituzionale negli artt. 100, ma anche art. 81 Cost., 97 primo comma, 28 e 119 ultimo comma della Costituzione, e tiene anche conto del nuovo assetto istituzionale derivante dalla riforma del titolo V della Costituzione (L. cost. n. 3/2001).
In armonia con i principi autonomistici sanciti da tale riforma costituzionale, esso ha natura non “interdittiva”, bensì “collaborativa” in quanto mira, nell’interesse del singolo ente e dello Stato - comunità, a rappresentare agli organi elettivi la reale ed effettiva situazione finanziaria e/o le gravi irregolarità riscontrate nella gestione dell’ente, in modo che l’ente stesso possa responsabilmente assumere le decisioni più opportune, attraverso un virtuoso processo di autocorrezione.
Dalla finalizzazione di tale controllo alla verifica del rispetto di vincoli di natura squisitamente finanziaria è agevole comprendere come il riscontro, che in questa sede si compie, miri fondamentalmente a fare emergere quelle anomalie e disfunzioni che siano in grado di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio, non consentendo all’ente di concorrere alla realizzazione degli obiettivi generali di finanza pubblica. Pertanto la gravità della irregolarità va fondamentalmente riferita, nell’ambito dell’analisi che si compie in questa sede alla verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio, con particolare attenzione anche alla verifica del rispetto degli obiettivi annuali del patto di stabilità interno, all’osservanza del vincolo all’indebitamento ex art. 119 Cost., all’osservanza delle limitazioni previste in materia di spese per il personale ed, in generale, a comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria dell’ente che siano in grado di refluire negativamente sulla capacità, attuale o futura, di conservazione degli equilibri di bilancio.
******
        In data 26 gennaio  2012, l’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine ha trasmesso la menzionata relazione. Nell’ambito dell’istruttoria per i controlli di cui all’art. 1, commi 166 e ss., della L. 266/2005, questa Sezione, esaminata la citata relazione, ha formulato la richiesta di numerosi chiarimenti.
       Nonostante alcune delle risposte fornite siano risultate esaustive, si è ritenuto il permanere delle seguenti criticità:

1.   la presenza di debiti nei confronti della società di gestione del servizio raccolta e smaltimento dei rifiuti per i quali necessità individuare:
a)   l’ammontare dei debiti oggetto di contenzioso;
b)  l’ammontare dei debiti ancora privi di copertura finanziaria;
2.   errata allocazione tra gli altri servizi per conto terzi di numerose spese, quali, ad esempio: spese per l’organizzazione del carnevale 2010 (euro 3.541,30), contributo anziani indigenti (euro 5.489,40), sagra del pesce (euro 5.000,00), oneri retributivi e contributi per il personale dipendente (euro 13.343,38), sanzioni agenzia delle entrate (euro 4.844,00);
3.   errata allocazione, tra le partite di giro, degli stanziamenti relativi alla gestione dei cantieri di lavoro finanziati dalla Regione siciliana;
4.   mancato rispetto dei limiti relativi al contenimento della spesa per il personale previsti dall’art.1, comma 557, della Legge 296/2006;
5.   strutturale deficitarietà di cassa che risale ad esercizi pregressi e che si protrae, per importi significativi, almeno fino al 31/12/2011;
6.   la presenza di consistenti residui attivi relativi alle entrate correnti; si segnalano in particolare i residui relativi ai proventi da sanzioni per violazione del codice della strada (euro 2.526.279,37) di cui solo una minima parte è stata riscossa durante l’esercizio successivo (euro 323.764,71);
7.   nonostante il Collegio dei revisori abbia risposto “NO” alla domanda sull’esistenza di debiti fuori bilancio alla data del 31/12/2010 (domanda n.30 del questionario), dall’acquisizione delle attestazioni dei responsabili dei servizi, si evince quanto segue:
a)   Ufficio tecnico - € 53.200,31, oltre interessi, per pagamento energia elettrica pubblica illuminazione;
b)   Settore amministrativo - € 37.704,44, oltre interessi, per sentenza CGA causa Sigg.ri Spanò;
8.   mancato invio dei dati relativi al rendiconto 2010 alla Corte dei conti, ai sensi dell’art.227 del TUEL e dei successivi D.M. attuativi del 24/6/2004 e 9/5/2006;
9.   mancato aggiornamento degli inventari, le cui ultime annotazioni risalgono al 2007.
            Alcuni punti sopra riportati sono  stati oggetto di “specifica pronuncia” in sede di controllo sul rendiconto 2009 (deliberazione n.64/2011).
       
   *******
All’ adunanza pubblica del 9 maggio 2012, l’Amministrazione, che ha fatto pervenire agli atti una memoria (ns. prot. n. 4136 del l’8/5/2012), era rappresentata dalla Responsabile del Settore Amministrativo, Sig.ra Nunzia Pirrone e dal Dott. Antonino Colletto, Consulente, che hanno sostanzialmente confermato quanto riportato nella memoria e cioè che:
1.   il debito nei confronti della società di gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è oggetto di contenzioso, in quanto l’Ente ha presentato apposizione ad un decreto ingiuntivo;
2.   le imputazioni tra le partite di giro riguardano, prevalentemente, l’utilizzo di contributi aventi specifica destinazione e che tale pratica non è più in uso nella gestione corrente del bilancio;
3.   l’errata imputazione delle entrate e delle spese relative ai cantieri di lavoro è data un’interpretazione non corretta delle disposizioni impartite dalla Regione;
4.   l’incremento della spesa per il personale è stata influenzata dall’applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale e, comunque, nel corso dell’esercizio 2010, non sono state effettuate nuove assunzioni;
5.   la presenza dell’anticipazione di cassa è dovuta soprattutto ai ritardi nella riscossione delle entrate derivanti da trasferimenti;
6.   la riscossione dei ruoli relativi alle sanzioni per violazione al codice della strada è stata affidata a terzi;
7.   lo stanziamento relativo alla copertura dei debiti fuori bilancio è stato previsto nel documento di programmazione. La liquidazione di detti debiti avverrà a seguito della definizione di accordi transattivi;
8.   il mancato invio alla Corte dei conti dei dati relativi al rendiconto 2010 è stato determinato dal mancanza del Responsabile del Servizio Finanziario;
9.   gli inventari sono stati già aggiornati.

Questa Sezione, valutato quanto rappresentato dall’Amministrazione, non ritiene assolutamente superate le criticità sopra evidenziate, eccetto per quella riportata all’ultimo  punto.
                                               P. Q. M.
   - accerta la presenza di debiti nei confronti della società di gestione del servizio raccolta e smaltimento dei rifiuti, anche se una parte considerevole è oggetto di contenzioso ancora in corso;
 - accerta errata allocazione tra gli altri servizi per conto terzi di numerose spese;
- accerta l’errata allocazione, tra le partite di giro, degli stanziamenti relativi alla gestione dei cantieri di lavoro finanziati dalla Regione siciliana;
- accerta il mancato rispetto dei limiti relativi al contenimento della spesa per il personale previsti dall’art.1, comma 557, della Legge 296/2006;
- accerta la strutturale deficitarietà di cassa che risale ad esercizi pregressi e che si protrae, per importi significativi, almeno fino al 31/12/2011;
- accerta la presenza di consistenti residui attivi relativi alle entrate correnti; si segnalano in particolare i residui relativi ai proventi da sanzioni per violazione del codice della strada (euro 2.526.279,37) di cui solo una minima parte è stata riscossa durante l’esercizio successivo (euro 323.764,71);
- accerta la presenza di debiti fuori bilancio, di importi significati, che ancora oggi debbono essere riconosciuti e liquidati;
- accerta il mancato invio dei dati relativi al rendiconto 2010 alla Corte dei conti, ai sensi dell’art.227 del TUEL e dei successivi D.M. attuativi del 24/6/2004 e 9/5/2006.

O R D I N A

che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Presidente del Consiglio comunale, al Sindaco ed all’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine (PA) per le necessarie misure correttive, sulla cui adozione è chiamata  a vigilare anche questa Sezione. 

                     L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE
                 (Corrado Borruso)
(Rita Arrigoni)

Depositata in segreteria il 10 maggio 2012

                    Per IL DIRIGENTE
                           (Gabriella Vincenti)

2011 13 GIUGNO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 64/2011 PRSP rendiconto 2009 MANCATE AZIONI CORRETTIVE CONSUNTIVO 2008 DELIBERAZIONE 112 2010

Deliberazione n. 64/2011/PRSP


REPUBBLICA  ITALIANA
Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 20 maggio 2011, composta dai seguenti magistrati:
Ignazio Faso
- Presidente f.f.
Francesco Targia
- Consigliere – relatore
Francesco Vitiello
- Referendario
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il testo unico delle leggi sugli enti locali e successive modificazioni;
vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;
visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
viste le “Linee-guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 -168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali nella predisposizione delle relazione sul rendiconto dell’esercizio 2009, approvate dalla Sezione delle Autonomie con deliberazione n. 15/AUT/10/INPR;
vista la deliberazione di questa Sezione n.122/2010/INPR avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2009”;
vista la nota del Presidente della Sezione regionale di controllo per la Regione siciliana del 12 agosto 2010, con la quale è stata inoltrata al Sindaco del Comune di Isola delle Femmine e al Collegio dei revisori la suindicata deliberazione n. 122/2010/INPR, nonché i relativi questionari ai fini della loro restituzione a questa Sezione da parte dell’organo di revisione;
esaminata la relazione compilata dall’organo di revisione contabile del Comune di Isola delle Femmine pervenuta a questa Sezione in data 14 febbraio 2011;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.94/2011/CONTR. con la quale la Sezione medesima è stata convocata per il giorno 20 maggio 2011 ai fini degli adempimenti di cui al citato comma 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
esaminata la memoria depositata in data 19 maggio 2011;
udito il relatore Consigliere Francesco Targia;
****
Premesso che:
-              l’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.
-              dalla finalizzazione di tale controllo alla verifica del rispetto di vincoli di natura squisitamente finanziaria è agevole comprendere come il riscontro che in questa sede si compie miri fondamentalmente a fare emergere le anomalie e disfunzioni in grado di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio o sul rispetto degli obblighi imposti a garanzia degli obiettivi generali di finanza pubblica. Pertanto la gravità della irregolarità va fondamentalmente riferita alla verifica sia della salvaguardia degli equilibri di bilancio, sia del rispetto degli obiettivi annuali del patto di stabilità interno e all’osservanza del vincolo all’indebitamento ex art. 119 Cost., nonché dei limiti posti relativamente alle spese per il personale ed in generale a comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria dell’ente.
Considerato che:          
dall’esame della predetta relazione, redatta dal Collegio dei revisori del Comune di Isola delle Femmine è emerso:
non risultano intraprese le azioni correttive a seguito della deliberazione di questa Sezione sul rendiconto 2008 n. 112/2010, con riferimento, in particolare, al mancato trasferimento all’APS del personale del servizio idrico;
la presenza di criticità tali da incidere sui futuri equilibri di bilancio. Il riferimento, in particolare, è:
-              ai consistenti debiti nei confronti della società Servizi comunali integrati S.p.A. – ATO PA1 – senza che l’ente abbia provveduto ad effettuare, a livello prudenziale, nonostante parte di essi sia oggetto di contestazione, alcun accantonamento mediante il vincolo di parte dell’avanzo di amministrazione;
-              alla scarsa capacità dell’Ente nel riscuotere le entrate proprie, dimostrata dal persistente e significativo volume dei residui attivi; si segnalano tra gli altri i residui relativi ai proventi da sanzioni per violazioni del codice della strada (al 31 dicembre 2009 pari ad euro 1.744.269,91);
-              alla persistente e strutturale deficitarietà di cassa;
-              con la memoria scritta l’Amministrazione ha fatto presente che:
-              il distacco di una sola unità all’APS discende dalla circostanza che un solo dipendente ha prestato il suo assenso;
-              il credito vantato dalla società di gestione del servizio rifiuti è oggetto di contenzioso per avere la predetta fatturato importi maggiori rispetto a quelli previsti dal contratto di servizio e per non avere la stessa integralmente effettuato le prestazioni previste;
-              in sede di riequilibrio del bilancio 2010 lo stanziamento destinato al capitolo 1261 ha subito un incremento significativo;
-              la maggior parte dei residui attivi derivano da ruoli regolarmente emessi e trasmessi alla SERIT Sicilia s.p.a., cui sono imputabili le lentezze registratesi in fase di riscossione;
-              il deficit di cassa è imputabile alle evidenziate lentezze nella riscossione da parte della SERIT Sicilia s.p.a., oltre che alle vicende giudiziarie legate all’affidamento alla Società Tributi Italia del servizio di riscossione dei ruoli per sanzioni da violazioni del codice della strada.
A riguardo la Sezione osserva, preliminarmente, come gli elementi forniti dall’Amministrazione denotino il permanere di alcune delle criticità segnalate. Il riferimento è, in particolare, ai rallentamenti registratisi nell’attività di riscossione, al consistente debito, seppur oggetto di contenzioso, nei confronti della società che gestisce il servizio raccolta rifiuti e all’avvenuto ricorso ad anticipazioni di tesoreria.
In considerazione di ciò si ritiene di dover fare presente l’esigenza di procedere all’adozione di misure strutturali anche in considerazione della probabile esigenza di dover far fronte, anche in futuro, ad ulteriori spese non programmate.
Per quel che attiene, poi, il solo parziale trasferimento ad APS s.p.a. del personale impiegato nel servizio idrico, si rappresenta, ancora una volta, la necessità di un puntuale rispetto del richiamato art. 3, comma 30, della finanziaria per il 2008 che, come è noto, prevede espressamente che “Le amministrazioni che, nel rispetto del comma 27, costituiscono società o enti, comunque denominati, o assumono partecipazioni in società, consorzi o altri organismi, anche a seguito di processi di riorganizzazione, trasformazione o decentramento, adottano, sentite le organizzazioni sindacali per gli effetti derivanti sul personale, provvedimenti di trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali in misura adeguata alle funzioni esercitate mediante i soggetti di cui al presente comma e provvedono alla corrispondente rideterminazione della propria dotazione organica”. Infatti, diversamente operando, si produrrebbe una duplicazione di costi, anziché un loro contenimento, con grave dispendio di risorse pubbliche, specie in realtà ove il personale (calcolato computando anche le unità a tempo determinato oggetto di procedure di stabilizzazione) risulti già in esubero rispetto alla dotazione organica e alle reali esigenze dell’Ente.

P. Q. M.
-              accerta l’esigenza di intraprendere le necessarie misure correttive a seguito della deliberazione sul rendiconto 2008 n. 112 del 2010;
-              accerta la presenza, nei limiti di cui in motivazione, di fattori di criticità tali da poter incidere sui futuri equilibri di bilancio e la necessità di adottare, in tempi certi, mirate misure correttive;

O R D I N A

che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Presidente del Consiglio comunale ai fini dell’adozione “delle necessarie misure correttive”, come previsto dal comma 168, dell’art. 1, della legge n. 266 del 2005, oltre che al Sindaco e al Collegio dei revisori del Comune di Isola delle Femmine.

 

L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE
(Francesco Targia)
(Ignazio Faso)

Depositata in segreteria il 13/06/2011

        IL DIRIGENTE
   (Maria Di Francesco)

2010 2 DICEMBRE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE N 323 2010 PRSP BILANCIO DI PREVISIONE 2010

Deliberazione n. 323/2010/PRSP
REPUBBLICA ITALIANA
Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 24 novembre 2010, composta dai seguenti magistrati: Ignazio Faso
- Presidente f.f.
Tommaso Brancato
- Consigliere
Francesco Targia
- Primo Referendario – relatore

 visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il testo unico delle leggi sugli enti locali e successive modificazioni;
vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;
visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
viste le “Linee-guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 -168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali nella predisposizione delle relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio 2010”, approvate dalla Sezione delle Autonomie con deliberazione n. 6/AUT/10/INPR;
vista la deliberazione di questa Sezione n.89/2010/INPR avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio 2010”;
vista la nota del Presidente della Sezione regionale di controllo per la Regione siciliana del 4 giugno 2010, con la quale è stata inoltrata al Sindaco del Comune di Isola delle Femmine e al Collegio dei revisori la suindicata deliberazione n. 89/2010/INPR, nonché i relativi questionari ai fini della loro restituzione a questa Sezione da parte dell’organo di revisione;
esaminata la relazione compilata dall’organo di revisione contabile del Comune di Isola delle Femmine pervenuta a questa Sezione in data 2 settembre 2010;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.291/2010/CONTR. in data 19 novembre 2010, con la quale la Sezione medesima è stata convocata per il giorno 24 novembre 2010 ai fini degli adempimenti di cui al citato comma 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
esaminata la memoria e la documentazione depositate in data 24 novembre 2010;
udito il relatore primo referendario dott. Francesco Targia;
udito il rag. Biagio Fontanetta, Responsabile del servizio finanziario, delegato dal Sindaco del Comune di Isola delle Femmine;
****
Premesso che:
- l’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.
- dalla finalizzazione di tale controllo alla verifica del rispetto di vincoli di natura squisitamente finanziaria è agevole comprendere come il riscontro che in questa sede si compie miri fondamentalmente a fare emergere le anomalie e disfunzioni in grado di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio o sul rispetto degli obblighi imposti a garanzia degli obiettivi generali di finanza pubblica. Pertanto la gravità della irregolarità va fondamentalmente riferita alla verifica sia della salvaguardia degli equilibri di bilancio, sia del rispetto degli obiettivi annuali del patto di stabilità interno e all’osservanza del vincolo all’indebitamento ex art. 119 Cost., nonché dei limiti posti relativamente alle spese per il personale ed in generale a comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria dell’ente.

Considerato che:
- dall’esame della predetta relazione, redatta dal Collegio dei revisori del Comune di Isola delle Femmine è emerso:
- l’esigenza di rivedere, in sede di assestamento generale di bilancio, la previsione di spesa 2010 per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e di prevedere le risorse necessarie a far fronte ai debiti esistenti nei confronti dell’ATO 1 Rifiuti (euro 3.700.702,93 a fronte di residui passivi al 31 dicembre 2009 per euro 1.999.322,09);
- la programmata assunzione di mutui per importi significativi (euro 3.600.000,00) senza la corrispondente previsione degli oneri di ammortamento nel bilancio pluriennale;

- il mancato rispetto del disposto di cui all’art. 208 del decreto legislativo n. 285 del 1992, in materia di destinazione della quota vincolata dei proventi da sanzioni per violazioni del codice della strada;
- l’esigenza di rivedere, in sede di assestamento, lo stanziamento di euro 800.000,00 relativo ai menzionati proventi da sanzione per violazione del codice della strada, considerato che, a data recente, risultavano riscossi soltanto euro 100.027,37, nonché di valutare l’opportunità di subordinare l’attivazione della spesa all’avvenuta riscossione delle entrate;
- con la memoria scritta e in sede di adunanza l’Amministrazione ha fatto presente che:
- le somme richieste e fatturate dalla società Servizi Comunali Integrati S.p.A. non è corrispondente a quanto effettivamente dovuto dall’Ente sulla base del contratto di servizio e del piano industriale sottoscritto;
- è in atto un contenzioso avente ad oggetto l’esatta quantificazione delle somme dovute alla predetta società, tenuto conto anche che alcuni servizi previsti non sono poi stati effettivamente resi;
- il Comune, in via prudenziale in sede di assestamento di bilancio, effettuato con atto n. 29 del 7 ottobre 2010, ha integrato lo stanziamento per il servizio gestione integrata dei rifiuti fino alla somma di euro 1.250.000,00, in attesa della definizione del contenzioso;
- i mutui previsti non sono stati effettivamente sottoscritti e che al momento della loro accensione verranno seguite le procedure per l’attivazione dell’art. 204 del TUEL;
- la destinazione della quota vincolata dei proventi da sanzioni per violazioni del codice della strada è stata prevista con deliberazione consiliare n. 31 del 19 marzo 2010, limitando il riparto al solo importo di euro 156.150,00 tenendo conto della media degli incassi realizzati negli anni precedenti;
- i relativi atti di impegno di spesa sono agganciati agli effettivi accertamenti e riscossioni.
A riguardo la Sezione, nel prendere atto degli elementi di giudizio forniti dall’Amministrazione, specie con riferimento agli stanziamenti effettuati in bilancio per il servizio raccolta e smaltimento rifiuti anno 2010, alla mancata attivazione dei mutui e alla scelta operata di subordinare l’attivazione della spesa all’avvenuta riscossione dei proventi derivanti da violazioni del codice della strada, ritiene di dovere evidenziare quanto segue.
Con riferimento ai rapporti finanziari tra l’Ente e la società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti si rappresenta l’esigenza, vista la discrepanza esistente tra i crediti vantati dalla predetta società e l’ammontare dei relativi residui passivi iscritti in bilancio, di vincolare, almeno in via prudenziale, in sede di assestamento generale di bilancio, parte dell’avanzo di amministrazione al fine di poter far fronte agli esiti di un eventuale esito negativo del contenzioso.
Si evidenzia, poi, per completezza, che ulteriori oneri potrebbero discendere dalla circostanza che tra l’Ente e la società che gestisce il servizio intercorre un duplice rapporto: negoziale, disciplinato da un contratto di servizio raccolta e smaltimento rifiuti, e sociale, con la conseguenza che codesto Ente potrebbe essere chiamato, oltre che a rispondere delle obbligazioni assunte in sede negoziale, anche a ripianare le perdite accertate, perdite scaturenti tra l’altro dal disconoscimento, da parte di molti Comuni, tra cui quello di Isola delle Femmine, dei crediti vantati dall’ATO PA1.
Relativamente, poi, alla prevista assunzione di mutui senza la corrispondente previsione degli oneri di ammortamento nel bilancio pluriennale, nel prendere atto che gli stessi non risultavano alla data dell’adunanza sottoscritti, si osserva come la previsione di un’entrata da indebitamento comporta necessariamente l’obbligo di iscrizione nel bilancio pluriennale della correlata spesa per le quote di ammortamento. Ciò discende con evidenza, oltre che dai principi in materia di bilancio, anche dal disposto dell’art. 203 del TUEL il quale precisa chiaramente, con riferimento alle ipotesi in cui l’esigenza di procedere all’attivazione di nuovi investimenti (o di variare quelli già in atto) insorga nel corso dell'esercizio, che l'organo consiliare adotta apposita variazione al bilancio annuale e “contestualmente modifica il bilancio pluriennale e la relazione previsionale e programmatica per la copertura degli oneri derivanti dall'indebitamento e per la copertura delle spese di gestione”, ciò a tutela dei necessari equilibri di bilancio.
Per quel che attiene, in ultimo, la rilevata violazione dell’art. 208 del decreto legislativo n. 285 del 1992, si evidenzia che dalle deduzioni fornite emerge chiaramente che la relativa previsione di entrata, oltre a non essere in linea con l’ammontare degli accertamenti e riscossioni effettuati negli anni precedenti, non risulta supportata da adeguate motivazioni a supporto del previsto incremento, come dimostrato anche dai dati relativi alle riscossioni. Tanto si segnala per gli inevitabili riflessi negativi sugli equilibri di bilancio che può ingenerare una previsione di entrata non corretta.
P. Q. M.
- accerta l’esigenza, nei limiti in cui in parte motiva, di vincolare, in sede di assestamento generale di bilancio, parte dell’avanzo di amministrazione al fine di poter far fronte, in ipotesi di esito negativo del contenzioso, ai costi relativi alla gestione del servizio raccolta e smaltimento rifiuti anni 2007, 2008 e 2009;
- accerta la prevista assunzione di mutui per importi significativi senza la corrispondente previsione degli oneri di ammortamento nel bilancio pluriennale;
- accerta l’esigenza di rivedere, in sede di assestamento, lo stanziamento di euro 800.000,00 relativo ai proventi da sanzione per violazione del codice della strada.
O R D I N A
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Presidente del Consiglio comunale ai fini dell’adozione “delle necessarie misure correttive”, come previsto dal comma 168, dell’art. 1, della legge n. 266 del 2005, oltre che al Sindaco e al Collegio dei revisori del Comune di Isola delle Femmine. L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE
(Francesco Targia)
(Ignazio Faso)



2010 26 MAGGIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 112 2010 PRSP PRONUNCIA SPECIFICA EX ART.1 COMMA 168 L. 266/2005 - RENDICONTO 2008


 Deliberazione n.112/2010/PRSP
REPUBBLICA ITALIANA
Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 26 maggio 2010, composta dai seguenti magistrati: Maurizio Graffeo
- Presidente f.f.
Antonio Dagnino
- Consigliere
Francesco Targia
- Primo Referendario – relatore

visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il testo unico delle leggi sugli enti locali e successive modificazioni;
vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;
visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
viste le “Linee-guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 -168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali nella predisposizione delle relazione sul rendiconto dell’esercizio 2008”, approvate dalla Sezione delle Autonomie con deliberazione n. 6/AUT/09/INPR;
vista la deliberazione di questa Sezione n.68/2009 avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2008”;
vista la nota del Presidente della Sezione regionale di controllo per la Regione siciliana del 29 ottobre 2009, con la quale è stata inoltrata al Sindaco del Comune di Isola delle Femmine e al Collegio dei Revisori la suindicata deliberazione n. 68/2009, nonché i relativi questionari ai fini della loro restituzione a questa Sezione da parte dell’organo di revisione;
esaminata la relazione compilata dall’organo di revisione contabile del Comune di Isola delle Femmine pervenuta a questa Sezione in data 25 gennaio 2010;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.88/2010/CONTR. in data 14 maggio 2010, con la quale la Sezione medesima è stata convocata per il giorno 26 maggio 2010 ai fini degli adempimenti di cui al citato comma 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
esaminata la memoria depositata in data 26 maggio 2010;
udito il relatore primo referendario dott. Francesco Targia;
udito il rag. Biagio Fontanetta, Ragioniere capo, delegato dal Sindaco del Comune di Isola delle Femmine;
****
Premesso che:
- l’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.
- dalla finalizzazione di tale controllo alla verifica del rispetto di vincoli di natura squisitamente finanziaria è agevole comprendere come il riscontro che in questa sede si compie miri fondamentalmente a fare emergere le anomalie e disfunzioni in grado di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio o sul rispetto degli obblighi imposti a garanzia degli obiettivi generali di finanza pubblica. Pertanto la gravità della irregolarità va fondamentalmente riferita alla verifica sia della salvaguardia degli equilibri di bilancio, sia del rispetto degli obiettivi annuali del patto di stabilità interno e all’osservanza del vincolo all’indebitamento ex art. 119 Cost., nonché dei limiti posti relativamente alle spese per il personale ed in generale a comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria dell’ente.

Considerato che:
- dall’esame della predetta relazione, redatta dal Collegio dei revisori del

Comune di Isola delle Femmine è emerso:
la presenza di criticità tali da incidere sui futuri equilibri di bilancio. Il riferimento, in particolare, è alla scarsa capacità dell’Ente nel riscuotere le entrate proprie, evidenziata dal persistente e significativo volume di residui attivi relativi alle entrate tributarie ed extra-tributarie (al 31 dicembre 2008 pari ad euro 2.442.263,16); al consistente debito nei confronti della società di gestione del servizio raccolta e smaltimento rifiuti e ai possibili ulteriori oneri che potrebbero derivare dal contenzioso in essere; alla significativa presenza di debiti fuori bilancio riconosciuti; alla strutturale deficitarietà di cassa, persistente da diversi anni, causa di significative spese per interessi passivi;
- il mancato rispetto di quanto prescritto dall’art.3, comma 30, Legge 244/2007, essendo transitata, in occasione dell’esternalizzazione del servizio idrico integrato, all’APS una sola unità di personale;
- il mancato rispetto dei limiti relativi alla spesa per il personale previsti dall’art. 1, comma 557, della legge n. 296 del 2006;
- per quanto riguarda i proventi delle sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, la presenza di notevoli ritardi nella riscossione delle somme accertate. Infatti, a fronte di accertamenti di competenza 2008, pari ad euro 922.932,00, le corrispondenti riscossioni risultano pari ad appena il 6% (euro 56.174,00) e dei residui attivi iniziali al 1° gennaio 2008 (euro 767.503,21), risultano riscossi appena 41.215,00 euro.;
- con la memoria scritta e in sede di adunanza l’Amministrazione ha fatto presente che:
- la maggior parte dei residui attivi derivano da ruoli regolarmente emessi trasmessi alla SERIT Sicilia s.p.a., la quale, nonostante i ripetuti solleciti è particolarmente lenta nel riscuotere;
- il credito vantato dalla società di gestione del servizio rifiuti è oggetto di contenzioso per avere la predetta fatturato importi maggiori rispetto a quelli previsti dal contratto di servizio e per non avere la stessa integralmente effettuato le prestazioni previste;
- i debiti fuori bilancio scaturiscono, in massima parte, da spese imprevedibili e non programmabili derivanti da sentenze passate in giudicato, da procedimenti espropriativi e da provvedimenti di salute pubblica effettuati d’urgenza per la lotta al randagismo e soli 3 mila euro dal mancato pagamento di una parte delle manifestazioni estive organizzate nel 2004;

il deficit di cassa è imputabile alle evidenziate lentezze nella riscossione da parte della SERIT Sicilia s.p.a., oltre che alle vicende giudiziarie legate all’affidamento alla Società Tributi Italia del servizio di riscossione dei ruoli per sanzioni da violazioni del codice della strada;
- il distacco di una sola unità all’APS discende dalla circostanza che un solo dipendente ha prestato il suo assenso;
- risulta rispettato il limite di spesa in materia di personale previsto dall’art. 1, comma 557, della legge n. 296 del 2006.
A riguardo la Sezione osserva, preliminarmente, come gli elementi forniti dall’Amministrazione denotino il permanere di alcune delle criticità segnalate. Il riferimento è, in particolare, ai rallentamenti registratisi nell’attività di riscossione, al consistente debito, seppur oggetto di contenzioso, nei confronti della società che gestisce il servizio raccolta rifiuti, alla presenza nell’esercizio 2008 di debiti fuori bilancio per importi significativi e al ricorso ad anticipazioni di tesoreria.
In considerazione di ciò si ritiene di dover fare presente che rilevano, al fine di individuare possibili ripercussioni negative sui futuri equilibri di bilancio, non i singoli fattori (avvenuto riconoscimento di debiti fuori bilancio, ritardi nella riscossione delle entrate proprie, consistente debito nei confronti della Società ATO PA1, costante deficit di cassa), ma il loro combinarsi. Infatti, la presenza congiunta di più di essi mette in luce l’esigenza di procedere all’adozione di misure strutturali anche in considerazione della probabile esigenza di dover far fronte, anche in futuro, ad ulteriori spese non programmate.
Per quel che attiene, poi, il solo parziale trasferimento ad APS s.p.a. del personale impiegato nel servizio idrico, si rappresenta la necessità di un puntuale rispetto del richiamato art. 3, comma 30, della finanziaria per il 2008 che, come è noto, prevede espressamente che “Le amministrazioni che, nel rispetto del comma 27, costituiscono società o enti, comunque denominati, o assumono partecipazioni in società, consorzi o altri organismi, anche a seguito di processi di riorganizzazione, trasformazione o decentramento, adottano, sentite le organizzazioni sindacali per gli effetti derivanti sul personale, provvedimenti di trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali in misura adeguata alle funzioni esercitate mediante i soggetti di cui al presente comma e provvedono alla corrispondente rideterminazione della propria dotazione organica”. Infatti, diversamente operando, si produrrebbe una duplicazione di costi, anziché un loro contenimento, con grave dispendio di risorse pubbliche, specie in realtà ove il personale (calcolato computando anche le unità a tempo determinato oggetto di procedure di stabilizzazione) risulti già in esubero rispetto alla dotazione organica e alle reali esigenze dell’Ente.
Con riferimento, in ultimo, alla spesa per il personale, si evidenzia che, come è noto, i comuni soggetti alle regole previste in materia di patto di stabilità sono tenuti:
- ad attivare, ai sensi dell’art. 1, comma 557, della legge n. 296 del 2006, misure di riduzione della spesa per il personale il cui controllo costituisce un elemento fondamentale per il mantenimento degli equilibri di bilancio;
- a ridurre, per il disposto dell’art. 76, comma 5, del decreto legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, l’incidenza percentuale della spesa per il personale rispetto al complesso delle spese correnti, “con particolare riferimento alle dinamiche di crescita della spesa per la contrattazione integrativa”.

Non risultando dimostrata l’avvenuta adozione delle predette misure si ritiene di dover richiamare l’attenzione dell’ente circa la necessità di procedere ad un ulteriore contenimento della dinamica retributiva e occupazionale anche attraverso la razionalizzazione delle strutture burocratico-amministrative o la rideterminazione dei fondi per il finanziamento della contrattazione integrativa.
P. Q. M.
- accerta la presenza, nei limiti di cui in motivazione, di fattori di criticità tali da poter incidere sui futuri equilibri di bilancio e la necessità di adottare, in tempi certi, mirate misure correttive;
- accerta che, in sede di esternalizzazione del servizio idrico integrato, non sono state trasferite le correlate risorse umane, nonostante il disposto dell’art. 3, comma 30, della legge 244 del 2007 (finanziaria 2008);
- accerta l’esigenza di adottare misure di contenimento delle dinamiche retributiva e occupazionale, in applicazione dell’art. 1, comma 557, della legge n. 296 del 2006 e dell’art. 76, comma 5, del decreto legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008.

O R D I N A
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Presidente del Consiglio comunale ai fini dell’adozione “delle necessarie misure correttive”, come previsto dal comma 168, dell’art. 1, della legge n. 266 del 2005, oltre che al Sindaco e al Collegio dei Revisori del Comune di Isola delle Femmine. L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE F.F.
(Francesco Targia)
(Maurizio Graffeo)


2010 18 GENNAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE N 18 2010 PRSP Specifica pronuncia ex art. 1, comma 168 L. 266/05 RAG BIAGIO FONTANETTA  PATTO DI STABILITA’ MAGGIORE ANTONIO CROCE INCARICHI ESTERNI

Deliberazione n.18/2010/PRSP
REPUBBLICA ITALIANA
CORTE DEI CONTI
Sezione del controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 24 novembre 2009, composta dai seguenti magistrati:
Ignazio Faso - Presidente Antonio Dagnino - Consigliere - Relatore Giuseppa Cernigliaro - Referendario
Visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
Visto l’art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il testo unico delle leggi sugli enti locali e successive modificazioni;
Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;
Visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
Visto, in particolare, l’art 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente dispone che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
Vista la deliberazione di questa Sezione avente per oggetto “Linee guida per l’attuazione dell’art. 1, commi 166-168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 per gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia (preventivo 2009)”;
Vista nota con la quale è stata inoltrata al Sindaco e all’organo revisione la deliberazione di questa Sezione del controllo avente per oggetto le anzidette “linee-guida” ed i relativi questionari da ritrasmettersi, compilati, entro trenta giorni;
Esaminata la relazione dell’organo di revisione contabile del Comune di Isola delle Femmine (PA);
Vista l’ordinanza presidenziale con la quale la Sezione del controllo è stata convocata il giorno 24 novembre 2009 per gli adempimenti di cui al menzionato art.1, comma 168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
Udito il relatore Cons. Avv. Antonio Dagnino;
Udito il Rag. Biagio Fontanetta, con delega del Sindaco, del Comune di Isola delle Femmine, che ha insistito nelle deduzioni dell’Amministrazione di cui alla nota n. 18180 deI 2041.2009;
Adotta la pronuncia di cui appresso, premettendo:
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte;
Al riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo intestata, dalla legge alla Corte, essendo la stessa volta a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni dall’Organo di revisione, affinché gli stessi attivino le necessarie misure correttive ritenute idonee.
Pertanto, il riscontro che in questa sede si compie è funzionalmente rivolto ad individuare anomalie e disfunzioni in grado di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio, e comunque in violazione degli obblighi imposti a garanzia degli obiettivi generali di finanza pubblica.
Ciò premesso, dall’esame della predetta relazione redatta dai Revisori dei conti del Comune di Isola delle Femmine (PA) è emerso quanto appresso:
1. la mancata approvazione del programma relativo agli incarichi esterni, previsto dall’art.42, comma 2, lett. b) del TUEL, ai sensi dell’art.3, comma 55, della Legge Finanziaria 2008 e s.m.i.;
2. dai dati forniti dal Collegio dei Revisori (punto 5 del questionario) non si evince chiaramente il rispetto del patto di stabilità interno per gli anni 2009-2010-2011;
3. mancato rispetto del limite minimo del 50% dei proventi derivanti da sanzioni per violazioni al codice della strada da vincolare per le finalità previste dall’art. 208 del D.Lgs.285/92; il notevole stanziamento di euro 652.000,00 è stato destinato infatti soltanto nella misura di euro 162.477,60 (24,9%);
Al riguardo, in data 23 novembre 2009, l’Amministrazione del Comune ha depositato una propria memoria (recante il prot. n. 18180) con la quale ha adeguatamente giustificato il rilievo di cui al suindicato punto 3), mentre, per quanto riguarda gli altri due punti ha sostanzialmente rappresentato che il programma relativo agli incarichi esterni sarà sottoposto quanto prima all’approvazione del Consiglio comunale, e che in ordine al patto di stabilità 2010 saranno adottati i dovuti correttivi al fine di assicurarne il rispetto.
In relazione alle suindicate deduzioni scritte dell’Ente ed a quanto emerso in sede di discussione in pubblica adunanza, la Corte deve qui confermare le irregolarità di cui ai punti 1) e 2) dell’atto di deferimento del 12 novembre 2009, peraltro ammesse dallo stesso Ente.
P.Q.M.
La Corte dei Conti—Sezione del controllo per la Regione siciliana, relativamente al preventivo 2009, accerta a carico del Comune di Isola delle Femmine la mancata approvazione del programma relativo agli incarichi esterni, previsto dall’art.42, comma 2, lett. b) del TUEL, ai sensi dell’art.3, comma 55, della Legge Finanziaria 2008 e s.m.i., ed il mancato rispetto del patto di stabilità interno per l’esercizio 2010.
Pertanto,
ORDINA
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Presidente del Consiglio comunale ai fini dell’adozione “delle necessarie misure correttive”, come previsto dal comma 168, dell’art. 1, della legge n. 266 del 2005, oltre che al Sindaco ed al Collegio dei Revisori del Comune di Isola delle Femmine (PA).
Così deciso in Palermo, nella camera di consiglio del 24 novembre 2009.
L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
(Antonio Dagnino) (Ignazio Faso)
Depositato in segreteria il 18/01/2010
Il direttore della segreteria

(Dott.ssa Laura Suriano

 

 

“Pareggio di bilancio”: le Istruzioni relative alla Certificazione del rispetto dell’obiettivo 2018

È stato diffuso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sul proprio sito internet istituzionale, in attesa di pubblicazione sulla G.U., il Decreto Mef-RgS 14 marzo 2019, n. 38605, concernente la “Certificazione del saldo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali di cui all’art. 1, comma 466, della Legge n. 232/16, per l’anno 2018”.
Gli Enti Locali soggetti al “Pareggio di bilancio” devono trasmettere al Mef-RgS, entro il termine perentorio del 31 marzo 2019, utilizzando il Portale http://pareggiobilancio.mef.gov.it, la Certificazione (Prospetto “Certif. 2018”), firmata digitalmente dal rappresentante legale, dal Responsabile del Servizio “Finanziario” e dall’Organo di revisione economico-finanziaria, relativa al saldo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali per l’anno 2018.
Gli Enti Locali dissestati, per i quali sono sospesi i termini per la deliberazione del bilancio 2018, sono tenuti ad inviare la Certificazione entro 30 giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto di gestione, previsto dal Decreto del Ministro dell’Interno di approvazione dell’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato.
L’art. 1, comma 823, della Legge n. 145/2018 (“Legge di bilancio 2019”) ha abrogato, a decorrere dall’anno 2019, le sanzioni da applicare all’Ente Locale, nell’anno successivo a quello dell’inadempienza, in caso di mancato conseguimento del saldo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali per l’anno 2018, ma restano comunque fermi gli obblighi di monitoraggio e di certificazione per l’anno 2018 e, di conseguenza, le sanzioni riferite al ritardato invio della Certificazione stessa.
Gli spazi finanziari acquisiti per l’anno 2018 mediante le Intese regionali e i Patti di solidarietà nazionali non utilizzati per le spese per investimenti, da realizzare attraverso l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito, vengono recuperati attraverso una modifica peggiorativa dell’obiettivo di saldo per l’anno 2018 per un importo pari ai predetti spazi non utilizzati.
Gli Enti Locali colpiti dal sisma del 2016 certificano gli impegni sostenuti nell’anno 2018 per investimenti connessi alla ricostruzione, al miglioramento della dotazione infrastrutturale nonché al recupero degli immobili e delle strutture destinati a servizi per la popolazione, da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito.
Decorsi 30 giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto di gestione (a partire dal 31 maggio 2019), in caso di mancata trasmissione da parte dell’Ente Locale della Certificazione, l’Organo di revisione economico-finanziaria, in qualità di Commissario ad acta, provvede, pena la decadenza dal ruolo di revisore, ad assicurare l’assolvimento dell’adempimento e a trasmettere la Certificazione entro il 29 giugno 2019.
Sino alla data di trasmissione della Certificazione da parte del commissario ad acta, le erogazioni di risorse o trasferimenti da parte del Ministero dell’Interno relative all’anno successivo a quello di riferimento sono sospese.
I dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del saldo di “Pareggio”, trasmessi con la Certificazione digitale, devono corrispondere alle risultanze del rendiconto della gestione dell’anno 2018; qualora la Certificazione trasmessa entro il termine perentorio del 1° aprile 2019 sia difforme dalle risultanze del rendiconto della gestione, gli Enti Locali sono tenuti ad inviare, secondo le stesse modalità, una nuova Certificazione, a rettifica della precedente, entro il termine perentorio di 60 giorni dall’approvazione del rendiconto della gestione 2018 e, comunque, non oltre il 1° luglio 2019. A partire dal 2 luglio 2019, gli Enti Locali sono comunque tenuti ad inviare una nuova Certificazione, a rettifica della precedente, solo se rilevano, rispetto a quanto già certificato, un peggioramento del proprio posizionamento rispetto all’obiettivo di saldo.
Gli Enti Locali che non provvedono ad inviare la Certificazione entro i termini perentori citati e con le modalità indicate sono considerati inadempienti all’obbligo d’invio della predetta Certificazione del “Pareggio di bilancio” e sono assoggettati alle sanzioni di cui all’art. 1, comma 475, lett. c) e seguenti, della Legge n. 232/2016:
·         qualora la Certificazione, sebbene in ritardo, sia trasmessa entro il successivo 30 maggio 2019 si applica, nei 12 mesi successivi al ritardato invio decorrenti dalla data di invio della Certificazione, la sanzione di cui alla lett. e) [divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo, limitatamente alle assunzioni di personale a tempo indeterminato];
·         qualora la Certificazione sia trasmessa a cura del Commissario ad acta, entro 60 giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto della gestione 2018 (entro il 29 giugno 2019), si applicano le sanzioni disposte dalle lett. e) ed f) [divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo e rideterminazione delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza];
–   in caso di mancata trasmissione da parte del Commissario ad acta della Certificazione, continuano a trovare applicazione le sanzioni di cui alle lett. c) e seguenti [divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegni effettuati nell’anno precedente, impossibilità di ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, rideterminazione in riduzione del 30% delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta in carica] e la sospensione delle erogazioni di risorse o trasferimenti da parte del Ministero dell’interno relative all’anno successivo a quello di riferimento.
L’art. 3 del Decreto stabilisce che gli Enti Locali ai quali il mancato conseguimento del saldo per l’anno 2018 sia accertato dalla Corte dei conti successivamente all’anno seguente a quello cui la Certificazione si riferisce, sono tenuti ad inviare una nuova Certificazione del “Pareggio di bilancio” entro 30 giorni.
Nell’Allegato al Decreto sono riportati i Modelli di certificazione (“Monit/18”) e le Istruzioni di compilazione e per l’invio telematico, nonché le indicazioni nel caso si addivenga al ritardato invio della Certificazione e alla nomina del Commissario ad acta o all’invio obbligatorio di una nuova Certificazione.
Le informazioni utili ai fini della verifica del saldo devono essere indicate nel Prospetto previsto nell’Allegato al Decreto Mef 23 luglio 2018, n. 182944, concernente il Monitoraggio periodico del saldo di finanza pubblica per l’anno 2018, così come successivamente integrato nella Sezione 1 (voce AA) al fine di consentire l’inserimento tra le entrate finali dell’avanzo di amministrazione per investimenti applicato al bilancio di previsione dell’esercizio 2018.
Il Ministero specifica che, considerato che le informazioni in questione sono già presenti nel Sistema web, al fine di agevolare gli Enti Locali nella predisposizione della Certificazione definitiva delle risultanze del “Pareggio di bilancio” per l’anno 2018 è stata prevista una procedura web che consente all’Ente di acquisire direttamente il Modello per la Certificazione ai fini del successivo invio telematico. Il Modello “Certif. 2018” risulta pertanto già compilato con le informazioni inserite, in fase di trasmissione del Monitoraggio relativo al II semestre 2018.
Anche nell’anno 2018 è stata prevista la Sezione 2 dedicata all’acquisizione, già in fase di Monitoraggio periodico, delle informazioni necessarie per ricalcolare l’obiettivo di saldo finale di competenza 2018 e ad evidenziare:
·         l’utilizzo o meno degli spazi finanziari acquisiti nell’ambito dei “Patti di solidarietà” relativi all’anno 2018 (“Intese regionali” e “Patti di solidarietà nazionale”);
·         gli effetti derivanti dalla chiusura delle contabilità speciali in materia di Protezione civile.
Gli Enti sono tenuti a controllare, prima di apporre la firma digitale, che i dati al 31 dicembre 2018, inseriti ai fini del Monitoraggio del II semestre, siano corretti e, in caso contrario, devono provvedere a rettificarli entro il 1° aprile 2019, mediante la funzione “Variazione modello” nell’applicazione web del “Pareggio di bilancio”.
Viene specificato che il Sistema web della RgS effettua automaticamente la differenza tra il “saldo tra entrate e spese finali rideterminato” e l’“obiettivo di saldo finale di competenza 2018 rideterminato a seguito del recupero degli spazi finanziari acquisiti per il 2018 e non utilizzati e delle risorse nette da programmare entro il 20 gennaio 2019”, e conseguentemente espone il saldo conseguito (cella 9).
La Sezione B dell’Allegato fornisce le Istruzioni per l’invio telematico dei Modelli di certificazione.
La Certificazione attestante il rispetto del “Pareggio di bilancio” deve essere sottoscritta con firma digitale.
Effettuata l’acquisizione del Modello, verificati i dati precompilati e inserite le informazioni richieste, dopo la sottoscrizione con firma digitale, l’Ente può effettuare l’invio della Certificazione, e successivamente verificare che il campo “stato” finale del documento riporti la dicitura “inviato e protocollato”.
Informazioni dettagliate riguardo alla procedura e ai controlli preventivi effettuati sono consultabili sul Manuale Utente dell’applicativo disponibile sul Sistema web all’indirizzo http://pareggiobilancio.mef.gov.it, mentre quesiti di natura tecnica ed informatica potranno essere posti all’indirizzo di posta elettronica assistenza.cp@mef.gov.it.
L’acquisizione della Certificazione è consentita solo agli Enti che hanno trasmesso via web le risultanze del Monitoraggio del “Pareggio di bilancio” al 31 dicembre 2018; gli altri Enti dovranno preliminarmente comunicare via web le informazioni relative al Monitoraggio dell’anno 2018.
La Sezione C dell’Allegato concerne il ritardato invio della Certificazione e la nomina del Commissario ad acta.
Gli Enti Locali che non provvedono a trasmettere telematicamente la Certificazione nei tempi previsti dalla legge sono ritenuti inadempienti all’obbligo del “Pareggio di bilancio 2018” e assoggettati alle sanzioni di cui al comma 475, lett. c) e seguenti, della Legge n. 232/2016, come più sopra specificato.
La Sezione D si riferisce all’obbligo di invio di una nuova Certificazione.
La corrispondenza tra i dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del saldo e le risultanze del rendiconto di gestione è obbligatoria; nel caso in cui la Certificazione trasmessa sia difforme dalle risultanze del rendiconto di gestione, gli Enti Locali sono tenuti ad inviare una nuova Certificazione, a rettifica della precedente, entro il termine perentorio di 60 giorni dall’approvazione del Rendiconto e, comunque, non oltre il 1° luglio 2019.
Qualora l’Ente, approvando il rendiconto della gestione, modifichi i dati già trasmessi con la certificazione mediante il Sistema web di questa Ragioneria generale dello Stato, è tenuto a rettificare, entro il 1° luglio 2019, i dati del Monitoraggio al 31 dicembre 2018 presenti nel Sistema web e ad inviare la nuova Certificazione attestante il miglioramento o il peggioramento del proprio posizionamento rispetto all’obiettivo di saldo.
A partire dal 2 luglio 2019, gli Enti Locali sono comunque tenuti ad inviare una nuova Certificazione, a rettifica della precedente, solo nel caso in cui essi rilevino, rispetto a quanto già certificato, un peggioramento del proprio posizionamento rispetto all’obiettivo di saldo.
Sul punto, si segnala che, al fine di agevolare gli Enti nelle attività di verifica e aggiornamento dei dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del saldo e le risultanze del rendiconto di gestione, verrà reso disponibile un “Modello di controllo della congruenza dei dati” che metterà a confronto – evidenziando eventuali scostamenti – i dati inseriti nel Modello del Monitoraggio riferito al 31 dicembre 2018 (“Monit/18”) e nel Modello della Certificazione 2018 e le informazioni riferite al rendiconto di gestione 2017, trasmesse alla “Banca-dati delle Amministrazioni pubbliche” (“Bdap”).
Viene ricordato che gli Enti Locali che non rispettano il termine previsto per l’approvazione del rendiconto e il termine di 30 giorni dalla approvazione per l’invio dei relativi dati “Bdap”, compresi i dati aggregati per voce del “Piano dei conti integrato”, non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto, fino a quando non abbiano adempiuto. L’applicazione della sanzione decorre dal giorno successivo a quello dei termini previsti per l’approvazione del rendiconto di gestione e per l’invio delle relative informazioni alla “Bdap”.

di Giuseppe Vanni







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