Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “




Pino Ciampolillo




martedì 13 giugno 2017

VINCENZO ENEA ASSASSINATO DALLA MAFIA 8 GIUGNO 1982





Tutto cambia affinché NULLA CAMBI

Sono trascorsi trentacinque anni, VIOLENZA allora VIOLENZA oggi RETICENZE allora RETICENZE oggi LETTERE ANONIME allora LETTERE ANONIME oggi OMERTA’ allora OMERTA’ oggi MINACCE allora MINACCE oggi INTIMIDAZIONE allora INTIMIDAZIONE oggi CORRUZIONE allora CORRUZIONE oggi SCAMBIO DI VOTI allora VOTO DI SCAMBIO oggi SPECULAZIONE EDILIZIA allora SPECULAZIONE EDILIZIA oggi MERCIMONIO allora MERCIMONIO oggi  AMMINISTRATORI COMPIACENTI allora AMMINISTRATORI COMPIACENTI oggi ………..

MAFIA allora ANTIMAFIA oggi
FAMIGGHIA allora FAMIGGHIA oggi

Questa è la Kultura imperante, che la leggiamo nei nostri rapporti nelle nostre relazioni nel nostro linguaggio nei nostri comportamenti nei nostri atteggiamenti nelle nostre movenze …
E’ una Kultura che ci sta distruggendo e che fa terra bruciata di tutti e di tutto

Isola delle Femmine via Palermo 47  Villaggio Bungalow (accanto all’ex macello attuale sala Consiliare) 8 giugno 1982 tra le 7,30 e le ore 8 veniva assassinato Vincenzo Enea il 22 maggio 2013, grazie all’ostinazione dei familiari  di Vincenzo  nel cercare la verità dell’assassinio, finalmente viene emessa la sentenza di condanna del boss mafioso Bruno Francesco avendo scelto il rito abbreviato la pena inflittagli   a  30 ANNI DI CARCERE.

….VINCENZO era un soggetto che non rispettava le “sollecitazioni” della famiglia mafiosa isolana
La  Sua resistenza dopo tanti “avvertimenti intimidatori” di diversa natura, seconda una massima di collaudata esperienza della COSA NOSTRA di allora, integrava una tipica forma di “mancanza di rispetto”  reiterata, che come tale meritava la più dura delle condanne, ossia l’ELIMINAZIONE FISICA.
Tra la fine degli ani settanta e gli inizi degli anni ottanta, i clan mafiosi operanti nella zona che ricomprendeva anche ISOLA DELLE FEMMINE avevano messo le mani sulle attività  edili del territorio, e tramite l’uso del PRESTANOME nelle imprese mafiose nonché di tecnici e di AMMINISTRATORI compiacenti intendevano sbaragliare la concorrenza di imprenditori LIBERI come VINCENZO anche attraverso l’uso della forza ………

La sua colpa ?

“non rispettare le sollecitazioni della famiglia mafiosa locale” (vedasi le motivazioni della sentenza di condanna)

Dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazione mafiosa, l’iniziativa con l’intento di rappresentare l’inizio di un percorso di LEGALITA’ di DEMOCRAZIA e di TRASPARENZA DI CUI SI deve FAR CARICO l’amministrazione BOLOGNA, con la PARTECIPAZIONE attiva di tutta la Comunità di Isola delle Femmine.

“Cultura e coraggio” sono elementi essenziali per fare terra bruciata attorno alle organizzazioni mafiose e ridare dignità  fiducia ed efficienza alla Istituzione Comune per un futuro di prosperità di tutta la Comunità isolana “Liberiamo Isola delle Femmine dalla MAFIA”.


ENEA VINCENZO UCCISO DALLA MAFIA 8 6 1982 a ISOLA DELLE FEMMINE SENTENZA 864 2013

OMICIDIO MAFIOSO DI VINCENZO ENEA IMPRENDITORE EDILE DI ISOLA DELLE
FEMMINE
“… la costruzione di un edificio ubicato in ISOLA DELLE FEMMINE e confinante con il complesso alberghiero “Costa Corsara” effettuata da Enea Vincenzo e di proprietà degli eredi di Cardinale Giuseppe e di Riccobono Caterina…..” pag 45-46 sentenza 864 2013
“…. i dissidi conseguenti per lo sconfinamento del complesso alberghiero Costa Corsara nei terreni di LUCIDO CATALDO e CARDINALE, i danneggiamenti subiti presso il cantiere e i bungalows di ENEA VINCENZO poco prima dell’micisio..” pag 49 sentenza 864 2013

“…le deposizioni di CARDINALE GIUSEPPA RICCOBONO CATERINA E UVA MARIA sentite in sede di indagine sulla vicenda dello sconfinamento del complesso alberghiero DI Costa Corsara, che hanno ereditato quote dell’appezzamento di terreno dal predetto sconfinamento, NON sono idonee ad INFICIARE la credibilità del racconto di….” pag 51 sentenza 864 2013

“…. Atriti tra la società B.B.P. ed ENEA VINCENZO si deve pervenire anche per i testimoni IMPASTATO GIOVANNI e CONSIGLIO MARIA CONCETTA rispettivamente geometra e architetto che avevano prestato la loro collaborazione tecnica all’ENEA VINCENZO per la realizzazione deli immobili che poi quest’ultimo avrebbe ceduto in permuta a CARDINALE LUCIDO e CATALDO ……” pag 51-52 sentenza 864 2013

Tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, i clan mafiosi operanti nella zona che comprendeva anche ISOLA DELLE FEMMINE avevano messo le mani sulle attività edili del territorio, e tramite l’uso di PRESTANOME nelle IMPRESE MAFIOSE nonché di TECNICI e di AMMINISTRATORI compiacenti intendevano sbaragliare la concorrenza di imprenditori “liberi” quali ENEA VINCENZO anche attraverso l’uso della forza…” pag 54 sentenza 864 2013

“…proprio a partire dagli anni settanta si registra anche nei luoghi come ISOLA DELLE FEMMINE un “salto di qualità” dell’azione di COSA NOSTRA… pag 55 sentenza 864 2013

Pino Ciampolillo



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