Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “




Pino Ciampolillo




domenica 1 novembre 2015

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TOLOMEO 2008 DDG 17 DICEMBRE nomina fasulla Sansone FIRMATARIO DEL DECRETO AIA ITALCEMENTI 18 LUGLIO 2008  



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Il libro mastro delle tangenti: i nomi pubblicati rappresentano solo la punta dell’iceberg   

Il libro mastro delle tangenti: i nomi pubblicati rappresentano solo la punta dell'iceberg
Palermo è stata scossa da un'operazione di Polizia. Misure restrittive anche per il presidente della Rete Ferroviaria Italiana. Ma in nomi usciti finora non sarebbero che la punta dell'iceberg





 Da un personaggio molto conosciuto ad Agrigento, città dei templi greci, è partito un terremoto giudiziario che fa paura a numerosi imprenditori e politici. La black list delle tangenti del noto imprenditore Massimo Campione oggi in mano alla procura di Palermo ha già permesso di  arrestare  due funzionari del Corpo forestale della regione siciliana (Salvatore Marranca, Giuseppe Quattrocchi) ed il presidente di Rfi nonché dell’Ast, Dario Lo Bosco.

Gli episodi fin qui ricostruiti e oggetto degli ordini di custodia cautelare sono due. Nel primo caso, al centro delle indagini, è finito un appalto pubblico per l’importo complessivo di 26 milioni di euro, per il quale sono indagati Marranca e Quattrocchi, a carico dei quali il reato ipotizzato è: per Marranca, l'induzione indebita a dare o promettere utilità, e per Quattrocchi, anche il reato di concussione. Il secondo episodio riguarda Lo Bosco che ha intascato una ‘mazzetta’ da 58mila euro. Uomo molto vicino ai personaggi ‘dell’antimafia’ di Confindustria, per il quale gli investigatori ipotizzano il reato di induzione indebita a dare o a promettere utilità.

Davanti a quei fogli ricchi di nomi affiancati da una cifra equivalente ad una somma di denaro, il businessman agrigentino ha deciso di collaborare. Campione inizialmente cercava una via d’uscita con gli investigatori. Lui stesso, non sapendo di avere delle cimici nella sua Audi A3, parlava senza mezzi termini con la sua assistente nonché compagna, Maria Grazia "Margot" Butticè. “Io ci dissi – dice alla segretaria  – che erano muratori. Tolomeo, Quattrocchi, Lo Bello, Tesoriere, Marranca tutti muratori a 500 o 600 euro”. Ma poi i fatti erano troppo evidenti quindi ha deciso di collaborare con la giustizia.

Ma chi è Massimo Campione? L’imprenditore agrigentino insieme ai fratelli, guida un gruppo di imprese dalle variegate attività, prevalentemente interessate ai lavori pubblici. Suo fratello è Marco Campione socio di maggioranza della Girgenti Acque S.P.A., società che dal novembre 2007 gestisce il servizio idrico integrato della provincia di Agrigento. Ad oggi la Procura di Sciacca contesta al big di Girgenti Acque i reati di abuso d’ufficio, truffa e altri reati in materia ambientale.

Ma la famiglia Campione ha una storia di ‘generazioni' in merito all’imprenditoria. "Il padre Campione Giuseppe che è il capostipite di questa realtà imprenditoriale, era collegato al noto imprenditore Salamone Filippo”. Affermavano nel 2012 i Ros di Catania a seguito di accertamenti in merito al processo sui voti di scambio dell’ex governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo.  Secondo il pentito di mafia, Angelo Siino era proprio Filippo Salamone (arrestato nel 1997 per mafia, morto nel 2012) negli anni Novanta a raccogliere le tangenti e a ridistribuirle tra cosche e partiti politici in Sicilia.

E proprio sui politici che la procura di Palermo, a seguito delle confessioni di Massimo Campione, sta puntando la lente di ingrandimento. L’ipotesi potrebbe essere che i soldi non dovevano rimanere soltanto nelle mani di Dario Lo Bosco e degli altri indagati che hanno ricevuto le ‘mazzette'. Insomma, pare proprio che l’operazione dell'altro giorno sia soltanto la punta di un iceberg. Fra gli indagati risulta anche l’ex comandante del Corpo forestale della Sicilia Pietro Tolomeo la cui posizione è al vaglio della magistratura così come quella di alcuni personaggi politici. Iscritti nel registro degli indagati anche Giovanni Tesoriere, preside di ingegneria alla Kore di Enna, Libero Cannarozzi, ingegnere alla forestale, e Maria Grazia Butticè, compagna dall’imprenditore Massimo Campione.





Black List, ci sono almeno trenta nomi Tremano faccendieri, politici e manager pubblici 





di Leone Zingales





PALERMO. Tremano faccendieri, politici e manager pubblici che, in qualche modo, hanno avuto a che fare con l’imprenditore agrigentino Massimo Campione e che, secondo indiscrezioni, avrebbero ricevuto “regalie” in cambio di favori. A 24 ore dallo scossone che ha decapitato il vertice di Rete Ferroviaria Italiana e Ast, con l’arresto del presidente Dario Lo Bosco, 55 anni, originario di Raffadali (Ag), gli inquirenti stanno esaminando le carte sequestrate dalla Squadra mobile palermitana non appena è scattato il blitz “Black list”. Assieme a Lo Bosco sono stati arrestati due funzionari del Corpo forestale, Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi, etrambi 60enni.


L’avvocato di Lo Bosco, Bartolomeo Romano, intanto, ha fatto sapere che il manager «risponderà al gip all’interrogatorio di garanzia per dimostrare la sua totale estraneità alle accuse che gli sono state mosse. Se chiarire la vicenda dovesse richiedere tempo, valuterà, ma solo per motivi di opportunità, la possibilità di lasciare Rfi». Lo Bosco, che deve rispondere del reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, è accusato di avere intascato una tangente di 58mila 650 euro dall’imprenditore agrigentino Massimo Campione per favorire l’acquisto di un prototipo da utilizzare per il monitoraggio dell’usura delle carrozze ferroviarie. «Il progetto – ha spiegato il legale – non è mai stato acquistato da Rfi. Dimostreremo che Rete Ferroviaria non ha mai avuto nessun rapporto con l’imprenditore».

Campione, trovato in possesso di un libro mastro con nomi e cifre, ha confessato di avere distribuito tangenti a Lo Bosco e a due funzionari del Corpo Forestale. Ieri il presidente della Regione Rosario Crocetta ha comunicato che l’assemblea di Ast, la partecipata regionale che gestisce i trasporti nell’Isola, si è conclusa con le dimissioni di tutti i componenti degli organismi della società. Sono stati fissati per lunedì prossimo, davanti al gip Ettorina Contino, gli interrogatori di Lo Bosco, Quattrocchi e Marranca. Questi ultimi due avrebbero ricevuto complessivamente circa 250mila euro: in cambio avrebbero evitato intoppi nei lavori di ammodernamento della rete di radiocomunicazioni della Forestale che l’imprenditore si era aggiudicato, vincendo un appalto di 26 milioni bandito dal Corpo forestale. Indagati anche Pietro Tolomeo, ex dirigente della Forestale per cui il gip non ha ammesso la richiesta di misura cautelare, la collaboratrice di Campione, Maria Grazia Butticè, il preside di ingegneria della Kore di Enna Giovanni Tesoriere e l’ingegnere della Forestale Libero Cannarozzo.

L’inchiesta è coordinata dall’aggiunto Bernardo “Dino” Petralia e dal pm Claudio Camilleri. L’inchiesta della Procura di Palermo è nata dagli accertamenti sulla passata gestione della Gesap, la società che gestisce lo scalo aeroportuale di Palermo. Nell’ambito dell’inchiesta sulla Gesap, dove si cerca di far luce sui ritardi nelle esecuzioni dei lavori nell’aeroporto e su alcune maxi consulenze, l’attenzione degli inquirenti si è concentrata su Massimo Campione che è stato intercettato mentre parlava con alcuni indagati.

Campione, che si è aggiudicato appalti in numerosi settori, è stato pedinato e intercettato ed è così che gli inquirenti hanno scoperto tra l’altro, il giro di mazzette che ha portato ai domiciliari Lo Bosco e gli altri due. Nell’auto dell’imprenditore è stato trovato un libro mastro pieno di nomi con accanto cifre: mazzette sborsate, ha ammesso Campione che sta collaborando con i magistrati. Ma le tangenti scoperte sono una parte di una inchiesta più ampia sugli appalti e su presunte ipotesi di corruzione che non si è ancora esaurita. Gli investigatori stanno cercando di approfondire la documentazione sequestrata: 15 pagine del «registro contabile» che sono una minima parte delle carte nelle mani dalla polizia.

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Palermo, spunta anche la Gesap nel caso Lo Bosco, lunedì l’interrogatorio   

Teresa Fabiola Calabria  31/10/15

PALERMO – Continua il terremoto giudiziario attorno al caso di Dario Lo Bosco, ormai ex presidente di Rete Ferroviaria Italiana, dimessosi ieri come in effetti il suo legale, Bartolomeo Romano, aveva prospettato: “Il mio cliente ha intenzione di rispondere al gip all’interrogatorio di garanzia per dimostrare la sua totale estraneità alle accuse che gli sono state mosse. Se chiarire la vicenda dovesse richiedere tempo, valuterà, ma solo per motivi di opportunità, la possibilità di lasciare Rfi”.  
L’interrogatorio infatti sarà celebrato, lunedì prossimo, davanti al gip di Palermo Ettorina Contino. Oltre a Dario Lo Bosco saranno interrogati anche i due dirigenti della Forestale Giuseppe Quattrocchi e Salvatore Marranca, accusati, a vario titolo, di concussione e induzione indebita a promettere utilità. 
Indagati anche Pietro Tolomeo, ex dirigente della Forestale, Maria Grazia Butticè, collaboratrice dell’imprenditore Massimo Campione, il preside di ingegneria della Kore di Enna Giovanni Tesoriere e l’ingegnere della Forestale Libero Cannarozzo. L’inchiesta è coordinata dall’aggiunto Dino Petralia e dal pm Claudio Camilleri. 
Tutto sarebbe partito dall’indagine sulla Gesap, incentrata sui ritardi nelle esecuzioni dei lavori nell’aeroporto e su alcune maxi consulenze. Smentita l’indiscrezione inizialmente trapelata secondo cui sul libro mastro dell’imprenditore Campione,  sarebbero riportati nomi -circa una trentina- riconducibili alla politica.
In bilico anche la questione legata all’ampliamento dell’aeroporto di Catania, organizzata da Sac, a cui avrebbe dovuto partecipare anche Lo Bosco il 3 novembre prossimo. Vito Riggio, presidente Enac infatti dice: “Avevo invitato anche Lo Bosco, non solo come presidente Rfi, ma anche perchè diceva di avere dei soldi. Ora non so a chi dirlo perchè lui è fuori causa e alla Regione non si sa con chi parlare. Ci vogliono 120 milioni per questa operazione. Il 3 novembre parleremo degli investimenti interni all’aeroporto -continua- tipo il ripristino dell’aerostazione Morandi, ma porrò la questione della pista e dei lavori preliminari ferroviari per chiudere questa faccenda. Troverò il sindaco Enzo Bianco, i dirigenti Sac -conclude-  e io porterò i miei, perchè è la più grande cosa che si possa fare in questo momento, al di là delle chiacchiere”.
Teresa Fabiola Calabria

Tangenti, operazione "Black list": le intercettazioni dell'imprenditore e dei funzionari pubblici „"Un lavoro a mia figlia e alla mia compagna", la richiesta del funzionario all'imprenditore“   

Tangenti, operazione "Black list": le intercettazioni dell'imprenditore e dei funzionari pubblici
Uno spaccato di corruzione che non si limita solo alle richieste di denaro. Ecco cosa emerge dalle intercettazioni dell'operazione "Black list", che ha portato all'arresto del presidente di Rfi Lo Bosco e due funzionari del Corpo forestale della Regione
 


Tangenti, operazione "Black list": le intercettazioni dell'imprenditore e dei funzionari pubblici
“Intra a bursa c’era tutti così…nomi…cognomi….cunsumatu sugnu”. Così commentavano nella loro auto, dove era stata installata una cimice, l’imprenditore Massimo Campione e la sua assistente Maria Grazia Butticè, detta Margot, dopo il ritrovamento da parte della polizia di un “libro mastro” nella borsa di un imprenditore, contenente una lista di nominativi con tanto di importi. Numeri che, sommati, arrivavano a centinaia di migliaia di euro che l’agrigentino, amministratore dalla ditta Sistet Technology srl, avrebbe versato nelle tasche di due funzionari del Corpo Forestale, Salvatore MarrancaGiuseppe Quattrocchi e Pietro Tolomeo, e al presidente di Rfi Dario Lo Boscoarrestati accusati a vario titolo di concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità. Ma questo primo filone delle indagini, curate dal procuratore Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Bernardo Petralia e del sostituto Claudio Camilleri, sembrerebbe essere soltanto l'inizio di qualcosa di più grande e che potrebbe comprendere nomi più pesanti, anche a livello politico.
Le mazzette sono servite per aggiudicarsi un appalto da 25 milioni di euro per un progetto, realizzato in collaborazione con la T&t srl”, relativo all'ammodernamento tecnologico e potenziamento operativo del sistema di radiocomunicazione del Corpo Forestale della Regione Siciliana, compresa l'installazione di una dorsale digitale pluricanale e la realizzazione di un sistema di videosorveglianza di nuova generazione a tutela del patrimonio boschivo e delle aree naturali protette. Ma oltre ai contanti e ad alcuni condizionatori, chi intascava le tangenti aveva la necessità di "impostare" i propri cari con un posto di lavoro. “Marranca, dopo le richieste avanzatemi da Quattrocchi - ha dichiarato Campione durante un interrogatorio - mentre ci trovavamo presso l’assessorato di via Ugo La Malfa al Corpo Forestale, mi chiese soldi accompagnandolo con la frase 'mi costa assai mettere a tacere Cannarozzi…mi devi dare qualcosa…ho bisogno che lavorino mia figlia e la mia compagna'".
Una di loro sarebbe dovuta andare alla Sintec srl di Roma, l’altra presso la Autoservizi Cuffaro di Agrigento. Tutte azioni con le quali “mi assicuravo - ha dichiarato Campione - una ordinaria serenità del lavoro evitando di fallire”. “Marranca, Quattrocchi, Tesoriere (presidente della Facoltà di Ingegneria della Kore di Enna), Polizzotto, Lo Bello, Peppe, Salvatore, Mario, Tolomeo, Crisene, avv. Sartorio, Rino Gibilio”. Questi i nomi comparsi nella “black list” (da cui trae nome l’operazione di polizia che ha portato all'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per Marranca, Quattrocchi e Lo Bosco), che l’imprenditore agrigentino voleva far passare per operai (“Io ci dissi che sono muratura…per cinquecento-seicentomilaeuro…devo giustificare…ci pozzu dire che negli l’aiu avuto io sto sordi…quindi a ma incagliare… na poco di muraturi che si chiamano Marranca…Quattrocchi…Tesoriere…Lo Vosco… e Lo Bello"), cui si aggiunge quello del numero uno di Rfi. In prima battuta Campione, fermato per un controllo al ritorno dall’aeroporto palermitano, ha cercato di depistare gli investigatori spiegando che non si trattasse di Dario Lo Bosco.
Ma l’imprenditore, ascoltato durante l’interrogatorio, ha ammesso di chi si trattasse realmente: il presidente di Rete Ferroviaria Italiana nonché suo ex compagno di scuola. Da lui sarebbe dipeso il buon esito del progetto relativo al cosiddetto gancio ferroviario, un apparecchiatura tecnologica a distanza che avrebbe funzionato da sensore per segnalare lo stato di usura di una carrozza. Lo Bosco avrebbe incoraggiato l’imprenditore, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Ettorina Contino, a proseguire nel suo percorso. Poi si incontrarono, nell’aprile del 2013, passeggiando negli uffici dell’Ast, dove il presidente di Rfi disse al suo interlocutore: “Vedi tu quello che mi puoi dare”. E così nelle sue tasche sarebbero entrati 58.650 euro pagati in più tranches. Ma credeva di farla franca nonostante il sequestro degli appunti avvenuto nella notte tra il 3 e 4 settembre scorsi (GUARDA VIDEO): “Ma tu mi hai dato soldi?”, chiedeva Lo Bosco a Campione, con l’agrigentino che non poté fare altro che guardarlo negli occhi e annuire.
Che glieli avesse dati lui personalmente o meno cambia poco. Nella sostanza, come ammesso da Campione durante l’interrogatorio, “la tangente l’aveva consegnata per il tramite del Quattrocchi e Marranca, con i quali il Lo Bosco intratteneva rapporti diretti”. Tutto era finalizzato a un obiettivo, lavorare con serenità senza dover sbaragliare la concorrenza. Anche se questo poteva significare, come nel caso dell’appalto milionario per il progetto di ammodernamento tecnologico e il potenziamento del sistema di radiocomunicazione della Foresta, costruire “un’autostrada a 4 corsie per andare in campagna”. Così l’ingegnere Liborio Cannarozzi, consulente per conto della Regione della direzione dei lavori, definiva - secondo l’imprenditore agrigentino - il lavoro che sarebbe stato fatto. Diversamente sarebbero stati tanti gli ostacoli all’iter amministrativo da seguire. E come in altri episodi di corruttela, il funzionario (Marranca nel passaggio seguente) si metteva a disposizione dell’imprenditore per perseguire un interesse comune, intervenendo laddove necessario per apportare modifiche ai diversi passaggi del progetto, sui quali erano state espresse alcune riserve, per evitare la rescissione dei contratti.
Marranca: “Bah... bene! Io ho letto quelle ... le riserve…”;
Campione: “Sì”;
Marranca: “La bozza… diciamo delle riserve... g...se rimangono così…”;
Campione: “Uhm... uhm…”;
Marranca: “Io sarò costretto a fare in …a…tutela alla soci... come dire…la rescissione del contratto”;
Campione: “Vabbe'... e non lo so… eh... pìcciò che ne so... Io sono riserve reali... insomma…”;
Marranca: “Vediamoci… vediamoci…”; “E co... come che ci entra? Per come sono fatte le riserve è tutto… diciamo..., come dire... sono tutte in congruenza ...In cose ...de... della direzione dei lavori! E poi siccome il responsabile amministrativo sono io... e poi è tutta responsabilità mia, ah!”;
Campione: “Purtroppo è un problema di equilibrio! Pr…. l’equilibrio quale sono?”;
Marranca: “No vabbe... vabbe io…”;
Campione: “…incomprensibile... impresa!”;
Marranca: “Allora ...o li rivediamo… in maniera serena o diversamente io...l'indomani che mi arrivano ufficialmente io faccio la rescissione dei contratto... la revoca!... Dico,,, non ci sono mezzi termini ...diciamo... (omissis)”;
Marranca: “O si scrivono con giudizio le cose…”;
Campione: “…scrivere... Dai... vediamo come le dobbiamo scrivere. Basta che scriviamo, insomma! il problema mio è oggi purtroppo io questa cosa l'ho letta però non mi è sembrata che gravava per come è... (omissis)”;
Campione: “Io qua sono a Palermo... Io passo cinque minuti…”;
Marranca: “Eh... passa ... si.. Altrimenti giochiamo a fotti compagni!”;
Campione: “Sto venendo. Ok... rimaniamo così.,. Sto venendo…”; 
Marranca; “Non so se…”;
Campione: “Sto arrivando”; Marranca: “Ok... a posto”.


















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