Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “




Pino Ciampolillo




martedì 15 aprile 2008

CHI HA VINTO LE ELEZIONI 2008?


LA NUOVA CASTA SICILIANA APRILE 2008
CHI HA VINTO LE ELEZIONI ?

Alla camera sono rimasti senza un'espressione parlamentare 3.498.980 cittadini.
La Lega con una cifra di poco inferiore conta 60 deputati.

Dato il circa 20% di astensioni, risulta che altri 8.823.312 italiani non sono rappresentati dalla politica attuale, portando il totale a 12.322.292.
E' chiaro che questi ultimi sono persone che (presumibilmente) hanno liberamente scelto di fregarsene oppure sono troppo disgustate... insomma, hanno ritenuto astenersi, ma 3 milioni e mezzo sono stati privati del loro diritto a partecipare alla cosa pubblica, in sostanza del diritto di voto.

Difendere la Costituzione per uscire dai vari fronti di aggressione, per stornare i miliardi in essi sperperati, investendoli in cause più importanti quali la ripresa produttiva in particolare, mediante opere pubbliche non faraoniche ma indispensabili.
Nessuno può fare ciò che ha promesso, senza affondare ancor più il debito pubblico, se non partendo da proposte serie. Hanno bleffato tutti ma più che mai Veltroni - mentire
sapendo di mentire - Ora non parliamo più di Berlusconi, dei suoi legami ecc, non corriamo più dietro a ciò che ognuno potrà vedere con i propri occhi. Puntiamo tutto sulle nostre capacità di
riorganizzare una sinistra popolare,costituzionale,antifascista. Il Liberismo non lo ha inventato Veltroni, dobbiamo reinventare l'unica forza antagonista,questo sì si deve fare!

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venerdì 11 aprile 2008

SINDACO ACCUSATO DI COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

DA: CGIL F.P. PROT 2/304 4 APRILE 2008 ORE 11,34 FAX 0916111407
A: COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE PROT 4370 FAX 0918617209

Spett.le Comune di Isola delle Femmine

Oggetto: Trasferimento RSU in difetto di preventivo nulla osta. DIFFIDA

Con la presente la CGIL FP in persona del Segretario Provinciale Sig Michele Palazzotto, è costretta nuovamente a denunciare l’antisindacalità della condotta tenuta da Codesto Comune di isola delle Femmine che, nonostante i buoni propositi recentemente manifestati in sede giudiziale, persevera nell’attuare comportamenti palesemente discriminatori in danno della scrivente OS nonché di alcuni componenti della RSU nominati nelle liste della CGIL ci si riferisce,, in particolare, ai sigg.ri Messina Salvatore e D’Angelo Giuseppe oggetto di atti, a dir poco intimidatori ed offesnsivi della dignità personale e professionale, oltre che lesivi delle prerogative sindacali di cui gli stessi sono titolari.
Da ultimo, la CGIL è venuta a conoscenza che il Direttore Generale dell’Ente, con propria determinazione n 7 del 28.3.2008 ha deciso di trasferire d’ufficio ad altra unità produttiva il sig Messina Salvatore, RSU eletto nelle liste della scrivente OOSS, senza richieder il preventivo nulla osta della scrivente e ciò in palese violazione dell’art 22 coma 1 L n 300/1970 secondo cui “ il trasferimento dall’unità produttiva dei dirigenti delle rappresentanze sindacali di cui al precedente art 19..può essere disposto solo previo nulla osta delle associazioni sindacali di appartenenza”;
Con la presente, pertanto, la scrivente OS DIFFIDA Codesta Amministrazione a revocare senza indugio la determinazione n 7 del 28.3.2008 adottata dal Direttore Genrale, riservandosi ogni azione a tutela delle proprie prerogative gravemente pregiudicate dalla pervicace condotta del Comune di Isola delle Femmine.
Distinti Saluti.
Il Segretario Generale CGIL FP Palermo Michele Palazzotto.





SINDACO ACCUSATO DI COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

Il giudice del lavoro dice si ai sindacati della CGIL CISL UIL funzione Pubblica che avevano presentato un ricorso contro una delibera di giunta e alcune determine sindacali.
Per effetto della sentenza l’amministrazione Comunale dovrà annullare la delibera di Giunta e tre determine Sindacali.
Revocare gli atti amministrativi con i quali aveva concesso incarichi dirigenziali ad alcuni ex articolisti stabilizzati senza aver consultato i sindacati. Inoltre si accusa il Comune di non aver fornito l’informazione preventiva in materia di contrattazione collettiva decentrata. Il Comune ha modificato l’organizzazione degli uffici aumentando da quattro a cinque le aree di servizio senza consultare i sindacati.
E’ stata avviata la mobilità interna del personale sia a tempo determinato che indeterminato senza preventiva informazione e senza la concertazione obbligatoria prevista per stabilire i criteri generali di mobilità interna. Per effettoi della sentenza emesso dal Giudice del Lavoro dovrano essere annullate la delibera di giunta e le tre determine sindacali.
Procede invece l’altra indagine sull’abuso di ufficio per aver favorito parenti e amici nelle assunzioni al Comune. Sono stati recapitati avvisi di garanzia. La giurisprudenza ha sentenziato essere il NEPOTISMO reato.
Sindaco, vicesindaco, assessore e tre capi area indagati in concorso per abuso d'ufficio. Accade a Borgetto, in provincia di Palermo, dove i carabinieri avevano notificato un'informazione di garanzia e il contestuale avviso di conclusione delle indagini preliminari a Antonino Bonomo, sindaco di Borgetto; Maria Rita Randazzo, suo vice; Samuela Milone, assessore ai Servizi cimiteriali; Saverio Di Trapani, revisore dei conti; Saverio Randazzo, tecnico comunale, capo dell'area tecnico urbanistica, nonche' padre del vicesindaco; Angela Musso, capo area servizio economico finanziario e nipote del sindaco; Irene Paola Mollisi, casalinga e cugina acquisita del primo cittadino; e agli impiegati comunali Vita D'Arrigo, capo dell'area Servizi affari generali e madre dell'assessore Milone; Eleonora Rappa, capo area servizi demografici e moglie del revisore dei conti Di Trapani.

L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Laura Vaccaro, e' iniziata alla fine dello scorso anno. Dalle indagini era emerso che il sindaco Bonomo aveva favorito l'assunzione come dirigente dell'area Economica finanziaria al Comune della cugina Irene Paola Mollisi. Il primo cittadino, infatti, aveva fatto pubblicare all'albo pretorio un avviso pubblico per conferire un incarico di funzionario amministrativo con contratto di lavoro a tempo determinato. I requisiti richiesti ai candidati era proprio quelli in possesso della cugina, unica risultata idonea.

L'unico ostacolo incontrato da Bonomo e' stata la bocciatura da parte del Consiglio comunale della determinazione sindacale. Gli inquirenti, inoltre, hanno appurato che il sindaco, in contrasto con il regolamento comunale e con le disposizioni del contratto nazionale collettivo di lavoro, aveva nominato quali capi area dei vari settori comunali tre persone non aventi titoli necessari a ricoprire l'incarico. Tra i prescelti ancora una volta un parente del sindaco, la nipote Angela Musso, nominata capo dell'area economico finanziaria; Vita D'Arrigo, assunta come capo dell'area Servizi affari generali; ed Eleonora Rappa, nominata capo area Servizi Demografici.
Comitato Cittadino Isola Pulita

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domenica 6 aprile 2008

L'URLO DI ROSSELLA ACCARDO MAMMA DI STEFANO VOGLIO RIABBRACCIARE MIO FIGLIO


Rossella Accardo Mamma di Stefano lancia ennesimo appello ERA IL 3 AGOSTO DEL 2007 QUANDO STEFANO E SUO PADRE SI ALLONTANO DAL CANTIERE DELLA CALLIOPE DI ISOLA DELLE FEMMINE da allora che non si hanno più notizie dei due. Con gli ultimi arresti di Mafiosi alcuni pentiti parlano che I motive della loro sparizione vanno ricercati all’interno del cantiere. La MAMMA disperata nel giorno del compleann0o di stefano lancia il suo ennesimo grido “voglio riabbracciare mio figlio”.
Calliope Verde Agricolo Bandiera Commissario ad Acta Bologna Alamia.
COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003. Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca a)il decreto di nomina del Commissario b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti. Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna. Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE. Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso. In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo. Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”. In data 24.9.03 Il Comissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico. Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-difida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03). In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale. In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta. Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale. Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
L’ATTO-DIFFIDA del commissario operando un restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale.
A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo.
Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza.
Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino.
Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario non avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato, ipotesi di responsabilità ancora maggiori per coloro i quali hanno fatto si che il consesso comunale non abbia avuto ad esprimersi.
Tale precisazione appare non residuale, in presenza della circostanza seguente: il consesso comunale, già in data 1.2.01 giusta delibera 9 aveva deliberato bocciando la relativa proposta.
Il Programma Costruttivo in argomento.
18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi;
27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto;
17.7.03 la Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino
24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) N CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO
20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23
19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26
1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA
27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO
6.6.07ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 "PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL'ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE.
3 AGOSTO SCOMPAIONO ANTONIO E STEFANO MIORANA
DOPO IL SEQUESTRO DEL CANTIERE SEMBRA VENGANO CONCESSI I CERTIFICATI DI RESIDENZA AGLI INQUILINI CHE ABITANO LE CASE.
NON SAPPIAMO SE CORRISPONDA AL VERO CHE L'UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE ABBIA CONCESSO IL CERIFICATO FINE LAVORI
Il Programma Costruttivo per la realizzazione di 50 alloggi da parte della Calliope Srl e Sa.Ba. Srl definiti di edilizia popolare, dal prezzo sembrerebbero case da nababbi. In realtà un occhio ai prezzi se ne deduce: il prezzo per il singolo appartamento si è aggirato intorno ai 185.000 Euri che moltiplicato per i 50 appartamenti, si è realizzato un bussiness di 9.250.000 Euri.
Un grosso affare, dove i margini di guadagno sono aumentati in considerazione dell’irrisorio costo del terreno agricolo che come d’incanto viene trasformato in edilizia residenziale
Da ultime notizie circolanti nei corridoi dell’Ufficio Tecnico Comunale e Ufficio di Stato Civile di Isola delle Femmine sembra che siano state rilasciate le residenze all’interno del complesso residenziale e siano stati emessi documenti di fine lavori? Noi siamo fermi all’atto di sequestro del cantiere.

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venerdì 4 aprile 2008

IL PIANO SPIAGGE DI ISOLA DELLE FEMMINE?


IL PIANO SPIAGGE DI ISOLA DELLE FEMMINE

IL PIANO SPIAGGE

Sono trascorsi circa tre anni da quando la Regione Sicilia ha approvato una legge che regolamenta l’utilizzo del demanio marino, volto a pianificare l’utilizzo e la gestione della fascia costiera.

La legge è un’opportunità di sviluppo per le Amministrazioni Comunali
Il Comune di Isola delle Femmine è stato diffidato, per non aver presentato alcun piano spiagge, da consegnare dopo sei mesi dall’entrata in vigore della legge Regionale.
La regione ha dato 30 giorni di tempo al fine di mettersi in regola altrimenti scatteranno i Commissariamenti ad acta.
(è ormai prassi del nostro Comune “delegare” al Commissario ad acta qualsiasi provvedimento e/o atto dovuto. Evitamo di fare degli esempi per non venire accusati di essere dei DISFATTISTI)

Invitiamo tutti i Cittadini di Isola delle Femmine a percorrere tutto il lungo mare del Nostro paese (a partire dalla zona ex Liquigas sino al lido Sirenetta) per rendersi conto che sulla nostra costa si trova di TUTTO e di PIU’
SI!
Anche scocche di AMIANTO.
Naturalmente ne abbiamo fatto un album FOTOGRAFICO che provvederemo ad inviare agli Amministratori Locali compreso il PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE AMBIENTE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE per le dovute considerazioni in termini di RESPONSABILITA’ in rapporto agli atti NON prodotti.

L’invito si rende urgente e pressante anche a seguito dello "........." Ultimo Consiglio Comunale ove non sono mancati insulti epiteti accuse minacce intimidazioni rivolti esplicitamente e diretti ai Consiglieri Comunali (anche se parziale vedasi la delibera di CC) uno spettacolo indecoroso che gli

ONESTI CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE NON SI MERITANO.


Ci sembra aver sentito urlare al Presidente del Consiglio nei confronti del Consigliere Rubino che qualora questi, avesse osato denunciarlo lui lo avrebbe fatto SALTARE IN ARIA per mostrargli con chi aveva a che fare….
Il tutto condito con minacce di tipo pecuniario nei confronti del gruppo “Insieme” rei di aver tolto soldi ai figli del Presidente del Consiglio.

Si!

Avete capito bene Cittadini di Isola delle Femmine il Nostro Presidente del Consiglio finalmente ha dichiarato che prende uno “STIPENDIO” dalle CASSE del Comune di Isola delle Femmine (cioè paghiamo NOI Cittadini) e che nessuno glielo deve toccare. Avevamo sentito parlare di qualcuno che si candidava per essere eletto e con lo “STIPENDIO” doveva pagarsi le rate della macchina, evidentemente aveva figli già economicamente indipendenti.

Inoltre nel corso della stessa seduta del Consiglio Comunale tenutasi lunedì 10 marzo, veniamo a conoscenza dal Presidente del Consiglio che sul PRG così come è stato approvato e votato

ALCUNI CITTADINI devono ringraziare il Gruppo Consiliare "Insieme Isola delle Femmine".

Qualora l'accusa dovesse risultare veritiera, c'è da supporre che "qualcuno" è stato favorito da questo PRG?

Il Signor Presidente del Consiglio Dr. Riso Napoleone può dire chi ha ringraziato il Gruppo "Insieme Isola delle Femmine" per come è stato votato ed adottato il PRG.?

Non vorremo ricordare l'ultima sentenza della Corte Suprema "IL NEPOTISMO E' REATO"

I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE DEVONO SAPERE!


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IL PIANO SPIAGGE DI ISOLA DELLE FEMMINE?


IL PIANO SPIAGGE DI ISOLA DELLE FEMMINE

IL PIANO SPIAGGE
Sono trascorsi circa tre anni da quando la Regione Sicilia ha approvato una legge che regolamenta l’utilizzo del demanio marino, volto a pianificare l’utilizzo e la gestione della fascia costiera.

La legge è un’opportunità di sviluppo per le Amministrazioni Comunali
Il Comune di Isola delle Femmine è stato diffidato, per non aver presentato alcun piano spiagge, da consegnare dopo sei mesi dall’entrata in vigore della legge Regionale.
La regione ha dato 30 giorni di tempo al fine di mettersi in regola altrimenti scatteranno i Commissariamenti ad acta.
(è ormai prassi del nostro Comune “delegare” al Commissario ad acta qualsiasi provvedimento e/o atto dovuto. Evitamo di fare degli esempi per non venire accusati di essere dei DISFATTISTI)

Invitiamo tutti i Cittadini di Isola delle Femmine a percorrere tutto il lungo mare del Nostro paese (a partire dalla zona ex Liquigas sino al lido Sirenetta) per rendersi conto che sulla nostra costa si trova di TUTTO e di PIU’
SI!
Anche scocche di AMIANTO.
Naturalmente ne abbiamo fatto un album FOTOGRAFICO che provvederemo ad inviare agli Amministratori Locali per le dovute considerazioni in termini di RESPONSABILITA’ in rapporto agli atti NON prodotti.

L’invito si rende urgente e pressante anche a seguito dello "........." Ultimo Consiglio Comunale ove non sono sono mancati insulti epiteti accuse minacce intimidazioni rivolti esplicitamente e diretti ai Consiglieri Comunali (anche se parziale vedasi la delibera di CC) uno spettacolo indecoroso che gli ONESTI CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE NON SI MERITANO.

Inoltre nel corso del Comnsiglio Comunale veniamo a conoscenza da parte del Presidente del Consiglio che sul PRG così come è stato approvato e votato ALCUNI CITTADINI devono ringraziare il Gruppo Consiliare "Insieme Isola delle Femmine".
Qualora l'accusa dovesse risultare veritiera, c'è da suppore che "qualcuno" è stato favorito da questo PRG?
Il Signor Presidente del Consiglio Dr. Riso Napoleone può dire chi ha ringraziato il Gruppo "Insieme Isola delle Femmine" per come è stato votato ed adottato il PRG.?

Non vorremo ricordare l'ultima sentenza della Corte Suprema "IL NEPOTISMO E' REATO"

I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE DEVONO SAPERE!


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mercoledì 2 aprile 2008

ANALISI DELLE PROBLEMATICHE SOTTOSTANTI ALLA RICHIESTA DELLA “ITALCEMENTI S.p.a.” di Isola delle Femmine

ANALISI DELLE PROBLEMATICHE SOTTOSTANTI ALLA RICHIESTA DELLA “ITALCEMENTI S.p.a.” di Isola delle Femmine


Il Comitato Cittadino Isola Pulita  ritiene necessario iniziare la seguente esposizione con una considerazione di rilevanza fondamentale:

anteporre a qualsiasi ragionamento di carattere normativo, tecnico ed economico il principio costituito della tutela della salute dell’individuo che, come è ben noto, non conosce ragioni superiori all’interno dell’ordinamento giuridico.

Con il presente parere, difatti, non si ha la pretesa di scovare soltanto elementi negativi che giustificherebbe un giudizio di diniego assoluto all’ampliamento  della cementerai quanto, piuttosto, di non far dimenticare, a tutti gli organi preposti alla realizzazione, gestione e controllo dell’opera auspicata, che tutte le norme, che disciplinano le attività in gioco, sono subordinate ad una ratio di natura indefettibile, e cioè :  la salvaguardia della salute sia del singolo che dell’ambiente in cui egli svolge la sua esistenza.

Se ne ricava che la violazione delle norme che presiedono e che regolano la possibilità di esercitare questo tipo di produzione industriale, pregiudicherebbe interessi di carattere talmente primari che, qualunque risarcimento futuro, non restituirebbe in alcun modo il mal tolto.

Premesso quanto sopra, ecco i punti che si intende analizzare con lo spirito non dell’esperto in materia quanto del cittadino preoccupato e desideroso che tutto sia conforme al giusto e per conseguenza alle normative giuridiche legali.

  1. Riferimenti normativi posti a tutela della salute
  2. Aspetti relativi all’impatto ambientale e necessità di un progetto definitivo per una completa valutazione
  3. Connessione con le specifiche normative di urbanizzazione del Comune di Isola delle Femmine
  4. Considerazioni conclusive  

PUNTO 1

Chiaramente l’analisi riguarda le disposizioni strettamente riferibili alle attività produttive nel cui ambito rientra la Italcementi S.pa.
In tale direzione occorre partire dal T.U.LL.SS. (Testo unico delle leggi sanitarie) risalente al 1934, tutt’oggi in vigore ed al Regolamento generale sanitario del 1901, dal cui combinato disposto dagli articoli 216 e 101_105, richiamati e confermati dal D.M. della Sanità del 5 settembre 1994, è dato ricavare l’elenco ancora oggi vigente delle “industrie insalubri”.

Recita l’art 216 del T.U.LL.SS.:
“le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in latro modo pericolose alla salute degli abitanti sono indicate in un elenco diviso in due classi;
la prima comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontano dalle abitazioni;
la seconda quelle che esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato…”

In omaggio alle disposizioni normative sopra citate si evidenzia che rientrano nella prima classe (parte 1°, lettera B n 33) le industrie che producono cementi.

Si faccia bene attenzione: l’elenco di cui si discute, che classifica le industrie insalubri, è tassativo e non è suscettibile di ampliamenti o riduzioni ad opera di alcun soggetto giuridico, ad eccezione, ovviamente, del medesimo organo ministeriale che lo ha stilato, in tal senso si è espressa tutta la giurisprudenza, sia di legittimità (per tutte: 6216/1994) sia amministrativa ( per tutte: TAR 1981/2999, 1987/1476).

E’ stato addirittura affermato IL PRINCIPIO PER CUI TALI ELENCHI, NON SOLTANTO NON POSSONO ESSERE DISATTESI DAI COMUNI MA, anche, che le PRESCRIZIONI contenute in seno ad essi devono trovare applicazione nei confronti delle industrie già esistenti all’atto dell’emanazione del Decreto Ministeriale.

Dall’anzidetto ne discende come logico ed obbligato corollario:

“che la Italcementi, siccome industria che produce cemento, e quindi vapori, gas ed altre esalazioni, deve essere considerata in virtù della normativa sopra richiamata, di tipo insalubre, con la giuridica conseguenza che in nessun caso potrebbe e dovrebbe allocarsi nelle vicinanze di centri abitati, data la notevole potenzialità della medesima a causare eventi dannosi irreparabili per la salute degli abitanti;
disattendendo il suddetto ci si trova, e ciò lo si può affermare con molta schiettezza, contro legge:
specificamente contro l’art 216 del T.U.LL.SS., gli art 101 e seguenti del Regolamento sanitario e i Decreti Ministeriali che nel tempo sono entrati in vigore, i quali ad oggi hanno sostanzialmente ricalcato le definizioni di cui sopra esposto”

Un’ultima annotazione che chiude l’analisi del 1° punto attiene all’impossibilità, nel caso tale obiezione volesse essere avanzata, di potere ridimensionare le caratteristiche di tali industrie definite “di tipo insalubre” con dei semplici o complessi che siano adeguatamente finalizzati ad eliminare i pericoli di tali attività produttive.

In altri termini qualunque cautela venga realizzata potrà solo apparentemente ridurre i rischi, in quanto basterebbe soltanto un danno, un malfunzionamento temporale della produzione, ed ecco che riaffiorerebbe il pregiudizio per gli abitanti.

Alla luce delle considerazioni che precedono ci si chiede come mai una industria di tal specie si trova a stretto contatto con scuole, alberghi, abitazioni civili, locali pubblici, impianti sportivi e dulcis in fundo, guardia medica! ?

Senza dimenticare che l’ente comunale di Isola ha continuato nel tempo (quasi sino ad esaurimento di terreno disponibile), come se nulla fosse, a rilasciare concessioni edilizie e piani di lottizzazione per strutture da edificare a meno di 50 metri dalla citata industria.

Perché, infine, se un singolo individuo decide di costruire deve sottostare a tutta una serie di vincoli, dato che tutta la zona ove si trova la Cementeria è vincolata dal 1964 dalla Soprintendenza dei Beni Ambientali e Paesaggistici della regione Siciliana, mentre la predetta industria potrebbe, in disprezzo dei suddetti vincoli, addirittura realizzare la ipotetica torre “eiffel isolana

PUNTO 2

Pur considerando la superiore motivazione di carattere primario non ci si può sottrarre dall’analizzare gli effetti che un’eventuale ampliamento di siffatta misura avrebbe nei confronti dell’ambiente circostante.

E’ noto che la valutazione dell’impatto ambientale di un’opera altro non ha che il preciso fine di verificare il complessivo impatto di un progetto sul sistema ambientale;
chiaramente non si pretende, anche se esso costituisce il nostro auspicio, di avere in riferimento al progetto (che peraltro non esiste in nessun atto) un impatto ambientale “zero” ma, quanto meno, delle percentuali minime che in comparazione con le esigenze soddisfino, senza deturparlo, l’ambiente.

Per questa ragione la normativa prevede che lo studio di impatto, prospettato a cura del proponente e, quindi, della Italcementi (nel nostro caso specifico) prenda in esame TUTTI gli elementi utili al suo inquadramento all’interno del territorio che la circonda ( sia in termini di previsioni programmatiche che in termini di relazioni con le diverse componenti ambientali).

Per ottenere ciò occorre che lo studio sull’impatto ambientale sia, ai sensi dell’art 2 del DPCM 27/12/1988, corredato dai seguenti quadri di riferimento:
1)       quadro di riferimento programmatico che, ex art 3 del suddetto D.P.C.M., deve obbligatoriamente comprendere:
a)      la descrizione del progetto in relazione agli stati di attuazione degli strumenti pianificatori, di settore e territoriali, nell’ambito quali viene inquadrato il progetto stesso;
b)      la descrizione dei rapporti di coerenza del progetto con glim obiettivi perseguiti dagli strumenti pianificatori, evidenziando, con riguardo all’area interessata:
  • le eventuali modificazioni intervenute in corrispondenza alle ipotesi di sviluppo assunte a base delle pianificazioni;
  • l’indicazione degli interventi connessi, complementari o a servizio rispetto a quello proposto, con le eventuali previsioni di realizzazione;
c)       l’indicazione dei tempi di attuazione dell’intervento e delle eventuali infrastrutture a servizio e      complementari;
d)      la descrizione dell’attualità del progetto e la motivazione dell’eventuali modifiche apportate dopo la sua originaria concezione;
e)      le eventuali disarmonie di previsioni contenute in distinti strumenti programmatori quadro di riferimento progettuale che, ex art 4, della citata disposizione, dovrebbe constare di due distinte  parti trattanti i seguenti aspetti:

nella prima parte:

         si precisano le caratteristiche dell’opera progettata, con particolare riferimento a:
-          la natura dei beni e/o servizi offerti;
-          il grado di copertura della domanda ed i suoi livelli di soddisfacimento  in funzione delle diverse ipotesi progettuali esaminate, ciò anche con riferimento all’ipotesi di assenza  dell’intervento;
-          la prevedibile evoluzione qualitativa e quantitativa del rapporto domanda-offerta riferita alla presumibile vita tecnica ed economica dell’intervento;
-          l’articolazione delle attività necessarie alla realizzazione dell’opera in fase di cantiere e di quelle che ne caratterizzano l’esercizio;
-          i criteri che hanno guidato le scelte del progettista in relazione alle previsioni delle trasformazioni territoriali di breve e di lungo periodo conseguenti alla localizzazione dell’intervento, delle infrastrutture di servizio e dell’eventuale indotto;

nella prima seconda parte si descrivono:

-          le caratteristiche tecniche e fisiche del progetto e le aree occupate durante le fasi di costruzione e di esercizio;
-          l’insieme dei condizionamenti e vincoli di cui si è dovuto tenere conto nella redazione del progetto e in particolare:
-          le norme tecniche che regolano la realizzazione dell’opera;
-          le norme e le prescrizioni di strumenti urbanistici, i piani paesistici e territoriali e piani di settore;
-          i vincoli paesaggistici, naturalistici, architettonici, archeologici, storico-culturali, demaniali ed idrogeologici, servitù ed  altre limitazioni alla proprietà;
-          i condizionamenti indotti dalla natura e vocazione dei luoghi e da particolari esigenze di tutela ambientale,
-          le motivazioni tecniche della scelta progettuale e delle principali alternative prese in esame, opportunamente descritte, con particolare riferimento a:
a)      le scelte di processo per gli impianti industriali, per la produzione di energia elettrica e per lo smaltimento di rifiuti;
b)      le condizioni di utilizzazione delle risorse naturali e di materie prime direttamente ed indirettamente utilizzate o interessate nelle diverse fasi di realizzazione del progetto e di esercizio dell’opera;
c)       le quantità e le caratteristiche degli scarichi idrici, dei rifiuti, delle emissioni in atmosfera, con riferimento alle diverse fasi di attuazione del progetto e di esercizio dell’opera;
d)      le necessità progettuali di livello esecutivo e le esigenze gestionali imposte o da ritenersi necessarie a seguito dell’analisi ambientale;
e)      le eventuali misure non strettamente riferibili al progetto o provvedi menti di carattere gestionale che si ritiene opportuno adottare per contenere gli impatti sia nel corso della fase di costruzione che di esercizio;
f)        gli interventi di ottimizzazione dell’inserimento nel territorio e nell’ambiente;
g)      gli interventi tesi a riequilibrare eventuali scompensi indotti sull’ambiente, quadro di riferimento ambientale da suddividere in due sezioni distinte:
             2)  quadro ambientale: finalizzato alla descrizione delle componenti ambientali del sito interessato      dagli impianti (corrispondente a quanto indicato nel comma 2 dell’art 5 del DPCM);
a)   stima degli impatti: finalizzato alla individuazione e caratterizzazione degli impatti generati dagli impianti (corrispondente a quanto indicato nel comma 3 dell’art 5 del DPCM);

il quadro di riferimento ambientale deve quindi:
b)       definire l’ambito territoriale – inteso come sito ed area vasta – e i sistemi ambientali interessati dal progetto, sia direttamente che indirettamente, entro cui è da presumere che possono manifestarsi  effetti significativi sulla qualità degli stessi;
c)       individuare le aree, le componenti ed  i fattori ambientali e le relazioni tra essi esistenti, che manifestano un carattere di eventuali criticità, al fin di evidenziare gli approfondimenti di indagine necessari al caso specifico;
d)       documentare gli usi plurimi previsti dalle risorse, la pluralità negli usi delle medesime e gli ulteriori usi potenziali coinvolti dalla realizzazione del progetto;
e)       documentare i livelli di qualità preesistenti all’intervento per ciascuna componente ambientale interessata e gli eventuali fenomeni di degrado delle risorse in atto.

L’analisi di cui sopra deve essere effettuata con riferimento alle componenti ed ai fattori ambientali di cui agli allegati I e II del DPCM.

Secondo quanto previsto dal DPCM 27 dicembre 1988 (art 5 comma 3), per la stima degli impatti, in relazione alle peculiarità dell’ambiente interessato così come definite a seguito delle analisi di cui al comma 2 dell’art 5 del DPCM, si deve:
-          stimare qualitativamente e quantitativamente gli impatti indotti dall’opera sul sistema ambientale, nonché le interazioni degli impatti con le diverse componenti ed i fattori ambientali, anche in relazione ai rapporti esistenti tra essi;
-          descrivere le modificazioni delle condizioni d’uso e della fruizione potenziale del territorio, in rapporto alla situazione preesistente;
-          descrivere la prevedibile evoluzione, a seguito dell’intervento, delle componenti e dei fattori ambientali, delle relative interazioni e del sistema ambientale complessivo;
-          descrivere e stimare la modifica, sia nel breve che nel lungo periodo, dei livelli di qualità preesistenti, in relazione agli approfondimenti di cui al presente articolo;
-          definire gli strumenti di gestione e di controllo e, ove necessario, le reti di monitoraggio ambientale, documentando la localizzazione dei punti di misura e i parametri ritenuti opportuni;
-          illustrare i sistemi di intervento nell’ipotesi di manifestarsi di emergenze particolari.       
         La successiva valutazione condotta dalle Autorità competenti (in questo caso la Regione              Sicilia), è espressa tenendo conto della:
a)      necessità dell’impianto;
b)      motivazione delle scelte localizzative;
c)       motivazioni, criteri, condizionamenti e vincoli che hanno guidato la scelta progettuale.    

Lo studio d’impatto ambientale, per come ampliamente evidenziato, è un fondamentale supporto finalizzato alla scelta, tra tutte le possibili alternative, dell’ipotesi migliore ma, per poter esprimere un parere sugli interventi proposti, è assolutamente indispensabile disporre di un progetto definitivo e conoscere i criteri che hanno condotto il proponente a scegliere l’alternativa progettuale sottoposta a procedura di V.I.A.

Nel nostro caso specifico non  risulta che  la Italcementi abbia formalizzato, depositandolo nelle opportune sedi, un progetto definitivo dell’opera di ampliamento.

E poiché disporre dell’adeguata documentazione progettuale è requisito indefettibile per poter valutare in concreto tutti gli aspetti che non possono non essere oggetto di considerazioni nell’iter dell’istruttoria del procedimento volto a raggiungere un provvedimento definitivo ( di accoglimento o di diniego), se ne può concludere che, sin quando non saremo in possesso di tale documentazione, né noi del comitato né alcun organo con mansioni di decisione potrà esprimere una reale valutazione sull’argomento in questione.

Tutto ciò perché uno studio sull’impatto ambientale di qualsiasi opera, ancor più se trattasi di una industria di siffatte abnormi caratteristiche, deve fondarsi sull’analisi dettagliata di progetti definitivi (e non mere proposte), che permettano di considerare le fasi di costruzione, l’esercizio e la dismissione dell’impianto, deve altresì contenere informazioni esaustive sul tipo e sulla provenienza delle materie prime e dei combustibili impiegati nel processo, sulle emissioni, scarichi e rifiuti nelle diverse fasi di realizzazione e di esercizio dell’opera ed infine sulle eventuali misure di mitigazione.

Come è agevole desumere dal complesso delle considerazioni di fatto e di diritto che precedono si potrà concludere questo secondo punto in esame affermando che fin quando la Italcementi non dimostrerà, attraverso la presentazione di un concreto progetto, che contenga e spieghi tutti i requisiti testè descritti, né noi come comitato Isola Pulita né tanto meno  gli organi amministrativi competenti saranno in grado di valutare la effettiva incidenza di tale ampliamento rispetto all’ambiente circostante.


Punto 3 :

Occorre permettere, come criterio generale, che il livello di accettabilità di un progetto dipende sempre dalla sua rispondenza agli obiettivi di tutela e di riequilibrio perseguiti dagli strumenti di governo del territorio;
parziale difformità rispetto a tali previsioni, per essere accettabili, devono essere motivate da esigenze tecniche ed imprescindibili ed adeguatamente compensate da interventi moderativi studiati ad hoc;
tali interventi devono essere realizzati contestualmente all’avvio dell’attività di cantiere.

Ci si chiede se l’ipotesi di ampliamento dell’impianto prevista nell’area immediatamente accanto a dove si trova quello attuale sia oppure non in conformità od in contrasto con le norme del P.R.G. doi Isola delle Femmine e con gli indirizzi della pianificazione del territorio.

A cura del Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine


 http://isoladellefemminepulita.blogspot.com/2011/09/video-intervista-ai-carabinieri-del-noe.html

WOJTYLA A TRE ANNI DALLA TUA SCOMPARSA



IL MODO MIGLIORE DI RICORDARE PAPA WOJTILA PER ME: RIASCOLTARE LE SUE PAROLE PRONUNCIATE AD AGRIGENTO NELLA VALLE DEI TEMPLI


http://www.isolapulita.it




Sommario giorno 6 e giorno 7 agosto 2007
Intervista Rubino
I perchè delle dimissioni
Scomparsa di Antonio Maiorana e suo figlio
Giorno 7 Agosto
Servizio scomparsa amministratore Calliope
Intervista Portobello (eppur si punzecchiano)
Appello alla legalità
Affair Calliope

CHIESTE LE DIMISSIONI DEL SINDACO PORTOBELLO E DELLA SUA GIUNTA.

DOPO CHE L'OPPOSIZIONE SI E' ASSUNTA L'ONERE DI APPROVARE
IL BILANCIO IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO IL PIANO REGOLATORE GENERALE e..e..e...... DOPO CHE IL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI" HA PERSO LA MAGGIORANZA

NONOSTANTE LA POLITICA CLIENTELARE DELL'ATTUALE ESECUTIVO;

NONOSTANTE LA MESSA IN PALIO DI POLTRONE E POLTRONCINE;

NONOSTANTE LICENZE E QUANT'ALTRO;

NONOSTANTE LA GESTIONE DELLE RISORSE A COME VOGLIO IO;

NONOSTANTE L'AUMENTO DELLE DISPONIBILITA' FINANZIARIE PER SINDACO E ASSESSORI;

NONOSTANTE LA VICENDA PER LA COSTRUZIONE DEI CINQUANTA APPARTAMENTI DELLA COOPERATIVA DELLA CALLIOPE SU UN TERRENO LA CUI DESTINAZIONE D'USO ERA VERDE AGRICOLO( e su cui in maniera scientifica è stato pianificato l'intervento del Commissario ad Acta per il cambio di destinazione d'uso);

NONOSTANTE LE RETICENZE SULLA ITALCEMENTI, A UN CERTO PUNTO NON SI CAPIVA PIU' DOVE VOLEVATE METTERE LA NUOVA TORRE;

NONOSTANTE LE MANCATE RISPOSTE SULLA SEGNALAZIONE DELL'ARPA SUI PREOCCUPANTI DATI DI INQUINAMENTO ATMOSFERICO AD ISOLA DELLE FEMMINE(Lei medesimo se ne è fatto portovace anche se su un palcoscenico lontano da Isola ovvero a Capaci puchè lontano da orecchie indiscrete);

NONOSTANTE IL SUO FREGARSENE DELLE SOLLECITAZIONI CHE LE SONO PERVENUTE DAI RESIDENTI DELLA LOTTIZZAZIONE LO BIANCO SULL'INQUINAMENTO ACUSTICO PRODOTTO DALLA CEMENTERIA (è vero sono solo palermitani come dice Lei. A pensare che una volta dicevate sono solo Pescatori, per significare che non bisogna stare dietro a questi personaggi. Quindi per Lei ma non solo per Lei mi rendo conto. Quindi diciamo per la sua BAND: chiunque osi esprimere il suo pensiero a seconda delle circostanze diventa o Estraneo o Pescatore);
Un solo suggerimento ci sentiamo di farVi: RicordateVi Signori che non si può parlare di Isola delle Femmine se non parlando dei Pescatori.

I PESCATORI RAPPRESENTANO LA STORIA DI ISOLA DELLE FEMMINE UNA STORIA CHE VA SALVAGUARDATA E DIFESA IN MANIERA STRENUA E DECISA E NON SOLTANTO A cunbenienza


NONOSTANTE LA DELIBERA DI GIUNTA 69 AD HOC PER ASSUMERE I DUE CONSULENTI AVENTI CON IL COMUNE UN RAPPORTO DI LAVORO PROFESSIONALE EDIN CONTEMPORANEA SVOLGONO IN PROPRIO ATTIVITA' PROFESSIONALE (vedasi partita IVA e iscrizione Albi per poter rilasciare regolari fatture);


NONOSTANTE LE SPESE AFFRONTATE PER L'ENORME NUMERO DEI CONSULENTI DEL SINDACO;

NONOSTANTE L'ABUSO DI POTERE ESERCITATO NELL'EMETTERE ATTI DI GETIONE AMMINISTRATIVA (potremmo fare l'esempio della determina n 18);

NONOSTANTE LA REVOCA DELLA LICENZA DELLA CANTIERIZZAZIONE DEL RADDOPPIO FERROVIARIO;

NONOSTANTE LA CONCESSIONE REVOCA E RICONCESSIONE DELLA LICENZA SARACEN;

NONOSTANTE LA DELIBERA PER IL RINNOVO DELLE CONCESSIONI DELLE AREE CIMITERIALI;

NONOSTANTE LA POCA CHIAREZZA SULLA GESTIONE DEI LOCULI CIMITERIALI (purtroppo ne abbiamo fatto esperienza solo recentemente nostro malgrado.
PER LEI SIGNOR SINDACO NON VI ERA UN POSTO LIBERO!
MA DICIAMO VERO!
Creda Signor Sindaco , non se ne vuole fare assolutamente una speculazione politica, ma pensiamo che a tutto vi è un LIMITE.
Sarebbe importante se ognuno di noi riconoscesse il proprio limite.
GRAZIE e scusi non interpreti questo come rabbia.
NOI ABBIAMO VISSUTA QUESTA VICENDA COME SOFFERENZA.
UNA SOFFERENZA CHE HA FERITO LE NOSTRE INTELLIGENZE E I NOSTRI CUORI);

NONOSTANTE LE RETICENZE SULL'ANTENNA WIND SHEAR;

NONOSTANTE GARE E APPALTI ROCCAMBOLESCHE....:

PROBABILMENTE SIGNORI AMMINISTRATORI DOVRESTE CHIEDERVI: "TUTTI QUESTI NONOSTANTE QUALE IMMAGINE HANNO CREATO DI NOI NEI CITTADINI"

ANTONIO DE CURTIS IN ARTE TOTO' AVREBBE RISPOSTO: "MA QUESTI SI SON FATTI I CACCHIII
LORO"


TUTTO CIO' GENTILISSIMI SIGNORI HA PORTATO LE PERSONE I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE A FORMARSI UN'OPINIONE SUL VOSTRO OPERATO ED IN PARTE (ma solo in parte) IL RISCONTRO SIGNORI AMMINISTRATORI
SIGNOR AIELLO,
SIGNOR PROF PORTOBELLO,
SIGNOR IMPASTATO,
SIGNOR LO PICCOLO,
SIGNOR BELLONE,
SIGNORA CUTINO,
SIGNOR GIUCASTRO,
DOTTOR CUTINO,
DOTTOR RISO,
DOTTOR LUCIDO,
DOTTORESSA RISO;

IN UN NOSTRO SONDAGGIO DI CIRCA UN MESE SI LEGGE CHE SU SETTECENTOCINQUANTASEI PERSONE CHE HANNO ESPRESSO UN GIUDIZIO SULL'ESECUTIVO PORTOBELLO,
713 DICASI SETTECENTO TREDICI PERSONE DANNO UN GIUDIZIO DEL TUTTO NEGATIVO.

FORSE A ISOLA E' TORNATA LA POLITICA SIGNOR SINDACO PORTOBELLO
QUINDI IL CONFRONTO
QUINDI LA DEMOCRAZIA
QUINDI LA LEGALITA'
QUINDI LA TRASPARENZA
ECCO PERCHE' DICIAMO LA PASSERELLA E' FINITA

DIMISSIONI SUBITO SENZA SE E SENZA MA!

Comitato Cittadino Isola Pulita
http://isolapulita.blogspot.com/2007/08/lintervista-di-rubino-al-440minuto.html



Caricato da isolapulita





Isola delle Femmine approvato il Piano Regolatore del Porto

ISOLA DELLE FEMMINE IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO

Mercoledì 18 luglio 2007 approvato all’unanimità ora tocca al PRG
DOPO 14 ANNI IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO A ISOLA DELLE FEMMINE INTANTO I PESCATORI IN RIVOLTA PER L'INSTALLAZIONE DEL DISTRIBUTORE DI CARBURANTE AL PORTO
http://video.google.it/videoplay?docid=-3060649469500214649

ISOLA DELLE FEMMINE IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO



14 ANNI CI SON VOLUTI PER APPROVARE IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO DI ISOLA DELLE FEMMINE

ED INTANTO I PESCATORI AD ISOLA DELLE FEMMINE SONO IN RIVOLTA PER L'INSTALLAZIONE DEL DISTRIBUTORE DI CARBURANTI NEL PORTO.

LA SCORSA SETTIMANA IL CONSIGLIO COMUNALE HA VOTATO ALL'UNANIMITA' IL PIANO DI ADOZIONE DEL PIANO REGOLATORE DEL PORTO.

LE DICHIARAZIONI ESPRESSE DAL SINDACO PORTOBELLO COME QUELLE ESPRESSE DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RISO NAPOLEONE, SONO STATE IMPRONTATE ALLA GIOIA E AL SENSO DI RESPONSABILITA' DEL CONSIGLIO COMUNALE

"Una tappa fondamentale per il nostro Paese.....decisione importante sia per area portuale sia per l'area al di sotto dei 150 metri......" Gaspare Portobello

"Voglio ringraziare in primis il Sindaco Gaspare Portobello che ha lavorato tanto affinchè il Piano Regolatore del Porto arrivasse in Consiglio" Riso Napoleone

"Come sostengo sempre io, da tanto tempo, quando si parla di interessi in comune, non ci sono gruppi di appartenenza che tengano" Riso Napoleone

Ascoltando l'intervista forse hanno detto qualcosa di più, ma senz'altro meno importante delle frasi da noi riportate.

Ci rendiamo conto che non c'è da essere allegri di fronte a questa incapacità di fare un minimo di analisi del perchè solo adesso e dopo ben oltre 14 (quattordici) anni si è giunti ad approvare il Piano Regolatore del Porto.



Signor Sindaco e Signor Presidente del Consiglio forse non vi siete resi conto che il raggruppamento politico che vi aveva portato alla "vittoria" delle ultime elezioni amministrative, si è "sfasciato": l'accordo non ha retto.
Tutto ciò ha determinato un diverso assetto politico all'interno del Consiglio Comunale. La stessa compattezza all'interno del gruppo "Isola per Tutti" è periodicamente messa in discussione con velate minacce di abbandoni o dimissioni.
(vedasi: la cantierizzazione del raddoppio ferroviario, Saracen, vicenda Italcementi, Il Consulente Minagra, la svendita dell'area ex NATO alla Provincia, le continue dichiarazioni del Sindaco sull'antenna Radar Wind-shear........)

NEL SENO DEL CONSIGLIO COMUNALE, MA SOPRATTUTO NELLA CITTADINANZA SI STA DETERMINANDO UNA NUOVA SITUAZIONE POLITICA.

TROPPE SONO STATE LE PROVE DELLA VOSTRA INCAPACITA' AD AMMINISTRARE.

(molto indicativo può essere il segnale che ci viene dal nostro artigianale sondaggio, OK! tante sono le variabili di cui tener conto, ma una cosa è certa il numero elevatissimo di voti negativi all'azione di governo della Giunta PORTOBELLO)


Quando il Presidente del Consiglio parla che di fronte agli interessi comuni non vi sono gruppi di appartenenza che tengono è vero!

Bisognerebbe capire da chi sono formati questi gruppi di appartenenza : per esempio possono essere di famiglia oppure di amici oppure da chi mi garantisce nel mio potere.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CI ANNUNCIA CHE DOMANI VI SARA' IL CONSIGLIO COMUNALE CON UNA SEDUTA FIUME SULLA ESPOSIZIONE E VOTAZIONE DEGLI EMENDAMENTI PRESENTATI DAI GRUPPI CONSILIARI.

NELL'AUGURARE Buon LAVORO ALL'INTERO CONSIGLIO COMUNALE NON POSSIAMO NON FAR PRESENTE, I NOSTRI DUBBI E LE NOSTRE SPERANZE.

Come tutti sappiamo il Piano Regolatore Generale detta le regole di come deve essere organizzato il Territorio.

LA NOSTRA DOMANDA E' SEMPLICE E PROBABILMENTE BANALE (alcuni dicono che nella banalità si nasconde l'importanza di ciò che si vuole esprimere).

Quali garanzie hanno i cittadini sulle nuove regole che verranno introdotte? Saranno rispettate?

Quali garanzie avremo noi cittadini dell'area che domani, Voi Consiglieri Comunali, destinerete a pubblico parcheggio, non venga costruita una bella casa o villa o concessionaria d'auto?

RIDETE!

E' STUPIDA COME DOMANDA?

NO!

E' SUCCESSO!

CHI VI HA PRECEDUTI NELL'INCARICO DI CONSIGLIERE APPROVANDO L'ATTUALE PIANO REGOLATORE E RELATIVI PIANI PARTICOLAREGGIATI AVEVA INDIVIDUATO QUALL'AREA A PARCHEGGIO E NON A CIVILE ABITAZIONE O CONCESSIONARIA D'AUTO.

I CONSIGLIERI CHE VI HANNO PRECEDUTO NELLE SCORSE LEGISLATUTE HANNO APPROVATO UN P.R.G. OVE NON ERA PREVISTO LA COSTRUZIONE DI UN TERZO PIANO.

Chi garantisce NOI cittadini che non venga costruito abusivamente un terzo piano, Visto, che anche, l'evidente avvenuto sopralluogo e verbalizzazione da parte della POLIZIA MUNICIPALE non ha scalfito la volontà di perseguire l'atto di abusivismo.

NATURALMENTE sono SOLTANTO ESEMPI, INTANTO SULL'ARGOMENTO STIAMO LAVORANDO AD UN CORPOSO DOSSIER SU COME E' STATO GESTITO IL TERRITORIO NEGLI ULTIMI ANNI.



Caricato da isolapulita