Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “




Pino Ciampolillo




giovedì 15 novembre 2007

ISOLA DELLE FEMMINE IL GRUPPO INSIEME CHIEDE LA REVOCA DEL PRESIDENTE E VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE









I commercianti in Lotta a Isola delle Femmine
ISOLA DELLE FEMMINE PRESIDIO DEI COMMERCIANTI E CITTADINI PER LA CHIUSURA DELLO SVINCOLO SENZA ALTERNATIVA - 15/nov/2007
www.isolapulita.it

I commercianti e cittadini di Isola delle Femmine e Capaci hanno presidiato contro la chiusura dello svincolo per Isola e da Isola delle femmine senza alcuna alternativa di svincolo provvisorio. E' chiaro che il danno economico che ne deriverà da questa chiusura che si potrarrà per circa 2 anni, arrecherà dei danni economici incalcolabili per il commercio e il turismo a Isola delle Femmine con conseguenza che si ripercuoteranno sui livelli occupazionali. Sorpresa per i magistrati e giornalisti presenti all'udienza: il boss Lo Piccolo ha deciso di deporre. Migliaia di lettere di solidarietà e di ringraziamenti alle forze di polizie. Un cittadino ha consegnato un mazzo di rosse ed un semplice biglietto con su scritto GRAZIE. Da Noi ad Isola delle Femmine NULLA. NULLA ci scalfisce! Non sono cosa nostra! Sono riusciti anche in questo: Addormentare le nostre coscienze. (Chi ti ci porta...)

Comitato Cittadino Isola Pulita
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ISOLA DELLE FEMMINE PRESIDIO DEI COMMERCIANTI E CITTADINI PER LA CHIUSURA DELLO SVINCOLO SENZA ALTERNATIVA

Isola delle Femmine 15.11.07
I commercianti e cittadini di Isola delle Femmine e Capaci hanno presidiato contro la chiusura dello svincolo per Isola e da Isola delle femmine senza alcuna alternativa di svincolo provvisorio. E' chiaro che il danno economico che ne deriverà da questa chiusura che si potrarrà per circa 2 anni, arrecherà dei danni economici incalcolabili per il commercio e il turismo a Isola delle Femmine con conseguenza che si ripercuoteranno sui livelli occupazionali.

Sorpresa per i magistrati e giornalisti presenti all'udienza: il boss Lo Piccolo ha deciso di deporre.
Migliaia di lettere di solidarietà e di ringraziamenti alle forze di polizie. Un cittadino ha consegnato un mazzo di rosse ed un semplice biglietto con su scritto GRAZIE.
Da Noi ad Isola delle Femmine NULLA.
NULLA ci scalfisce!
Non sono cosa nostra!
Sono riusciti anche in questo:
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Caricato da isolapulita





LO SVINCOLO DI ISOLA DELLE FEMMINE
LA CHIUSURA DELLO SVINCOLO AUTOSTRADALE DI ISOLA
Isola delle Femmine novembre 2007
La chiusura dello svincolo di Isola delle Femmine, creerà dei grossi problemi oltre che di traffico di natura economica di un'economia ormai al collasso,
Comitato Cittadino Isola Pulita
ISOLA DELLE FEMMINE I COMMERCIANTI SUL PIEDE DI GUERRA NO ALLA CHIUSURA DELLO SVINCOLO
I commercianti in Lotta a Isola delle Femmine
ISOLA DELLE FEMMINE PRESIDIO DEI COMMERCIANTI E CITTADINI PER LA CHIUSURA DELLO SVINCOLO SENZA ALTERNATIVA -
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ISOLA DELLE FEMMINE PRESIDIO DEI COMMERCIANTI E CITTADINI PER LA CHIUSURA DELLO SVINCOLO SENZA ALTERNATIVA

Isola delle Femmine 15.11.07
I commercianti e cittadini di Isola delle Femmine e Capaci hanno presidiato contro la chiusura dello svincolo per Isola e da Isola delle femmine senza alcuna alternativa di svincolo provvisorio. E' chiaro che il danno economico che ne deriverà da questa chiusura che si potrarrà per circa 2 anni, arrecherà dei danni economici incalcolabili per il commercio e il turismo a Isola delle Femmine con conseguenza che si ripercuoteranno sui livelli occupazionali.

Sorpresa per i magistrati e giornalisti presenti all'udienza: il boss Lo Piccolo ha deciso di deporre.
Migliaia di lettere di solidarietà e di ringraziamenti alle forze di polizie. Un cittadino ha consegnato un mazzo di rosse ed un semplice biglietto con su scritto GRAZIE.
Da Noi ad Isola delle Femmine NULLA.
NULLA ci scalfisce!
Non sono cosa nostra!
Sono riusciti anche in questo:
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DA QUALCHE GIORNO IN PAESE C’E’ UN GRAN FERMENTO ATTORNO ALL’ANNOSO PROBLEMA DELLA CHIUSURA DELLO SVINCOLO IN ENTRATA E IN USCITA DA ISOLA E PER ISOLA DELLE FEMMINE. NATURALMENTE LA NOSTRA SOLIDARIETA’ AI COMMERCIANTI ED AGLI OPERATORI TURISTICI CHE NE AVRANNO UN DANNO ECONOMICO DI PROPORZIONI INCALCOLABILI, NOTIAMO CON GRAN SODDISFAZIONE CHE ANCHE POLITICANTI CHE IN PASSATO SI SONO ESTRANIATI DALLA VITA POLITICA DI ISOLA DELLE FEMMINE CHE HANNO TROVATO LA FORZA PER RIENTRARE D'ALTRONDE LE ELEZIONI SONO VICINE. RISULTA ALQUANTO STRANA LA SITUAZIONE CHE NESSUNA FORZA POLITICA RAPPRESENTATA IN CONSIGLIO COMUNALE CON A CAPO IL NOSTRO AMATO PONZIO PILATO ABBIA SENTITO LA NECESSITA’ DI CONVOCARE UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO ALLA CITTADINANZA. COME AL SOLITO LA COSA INTERESSA POCO I CITTADINI NON CAPISCONO MEGLIO TELEOCCIDENTE O IL GIORNALE DI SICILIA. UNA BELLA FOTO O UNA BELLA RIPRESA RENDE MEGLIO CHE UN DIBATTITO CON I CITTADINI. COSA CI SI PUO’ ASPETTARE DA QUESTI SIGNORI CHE NON HANNO AVUTO LA CAPACITA’ DI RINGRAZIARE LE FORZE DELL’ORDINE CHE CON UNA BRILLANTE OPERAZIONE HANNO ARRESTATO IL BOSS LO PICCOLO CON IL FIGLIO E GREGARI. UNA FESTA DI LIBERAZIONE CHE LIBERA L’ECONOMIA DAI CONDIZIONAMENTI E DALLE IMPOSIZIONI DAI RICATTI DELLA MAFIA. UNA FESTA DI LIBERAZIONE DAI CONDIZIONAMENTI MAFIOSI DELLA MACCHINA BUROCRATICA AMMINISTRATIVA.
Isola delle Femmine 12 novembre 2007 A differenza di quanto affermava Andreotti che "il potere logora chi non ce l'ha". Isola delle Femmine inverte il detto: "il potere logora chi ce l'ha".
Chiesto dal Gruppo consiliare Insieme Isola delle femmine la convocazione del consiglio Comunale con due punti all'ordine del giorno: Revoca al Presidente del Consiglio Comunale Revoca al Vicepresidente del Consiglio Comunale Il vertice della presidenza del consiglio avrebbe ripetutamente violato le leggi e le norme statutarie mentre il Vice presidente del Consiglio marito della vicecomandante dei Vigili Urbani, avrebbe tenuto un grave comportamento in contrasto con le proprie funzioni. In paese tutti i cittadini si chiedono:
"Ma che avrà fatto mai?"
Intanto Ponzio Pilato accusa il gruppo insieme Isola delle Femmine di abuso di potere e per questo saranno perseguiti.
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I COMMERCIANTI SUL PIEDE DI GUERRA NO ALLA CHIUSURA DELLO SVINCOLO SENZA ALTERNATIVA
Servizio a 23,50

A differenza di quanto affermava Andreotti che "il potere logora chi non ce l'ha". Isola delle Femmine inverte il detto: "il potere logora chi ce l'ha".
Chiesto dal Gruppo consiliare Insieme Isola delle femmine la convocazione del consiglio Comunale con due punti all'ordine del giorno:
Revoca al Presidente del Consiglio Comunale
Revoca al Voicepresidente del Consiglio Comunale
Il vertice della presidenza del consiglio avrebbe ripetutamente violato le leggi e le norme statutarie mentre il Vice presidente del Consiglio marito della vicecomandante dei Vigili Urbani, avrebbe tenuto un grave comportamento in contrasto con le proprie funzioni.
In paese tutti i cittadini si chiedono: "Ma che avrà fatto mai?"
Intanto Ponzio Pilato accusa il gruppo insieme Isola delle Femmine di abuso di potere e per questo saranno perseguiti.

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CHIESTA LA REVOCA DEL PRESIDENTE E DEL VICE P. DEL C.C Il Consiglio Comunale del 10 di marzo c.a. è stato all’insegna delle rissa delle ingiurie delle minacce anche pesanti tipo “SE MI DENUNCI TI FACCIO SALTARE IN ARIA”, ma non è di questo che vogliamo parlare anche perché le forze dell’ordine presenti senz’altro avranno stilato un verbale dell’accaduto.
Sulla base delle dichiarazioni fatte nella seduta vogliamo soffermarci su due punti in particolare:
3) sulla vicenda della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente e Vice Presidente del Consiglio: Siamo costretti a ripubblicare integralmente la sentenza del T.A.R. SICILIA ove una ATTENTA LETTURA DA PARTE DEI DUE SIGNORI PROTAGONISTI DELLA VICENDA, non potrà che confermare quanto detto dai consiglieri Micali e Rubino: “il dispositivo non entra nel merito delle irregolarità operate dalle due figure istituzionali “. Sarebbe opportuna la lettura anche da parte del Sindaco vista la sua dichiarazione di solidarietà (in merito alla sentenza TAR e CGA);
4) il Presidente del Consiglio Comunale dichiara :” …riconfermo ancora una volta di non essere attaccato alla poltrona , all’indennità di carica,…….” abbiamo capito bene? IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RISO NAPOLEONE NON E’ ATTACCATO ALLA INDENNITA’ DI CARICA? CITTADINI QUESTA AFFERMAZIONE DEL SIGNOR PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RISO NAPOLEONE E’ DATATA 10 MARZO 2008.
SAPETE COSA SUCCEDE IL 31 MARZO 2008?
L’ufficio di Segreteria emette la DETERMINA N 127 firmata dal Responsabile Amministrativo avente ad oggetto: “Presa atto sottoscrizione e liquidazione somme per indennità al Presidente ed al Vicepresidente del Consiglio Comunale periodi arretrati”.
Il periodo Febbraio/2006 Aprile/2006 I signori Presidente e Vicepresidente non hanno svolto nessuna attività istituzionali ed hanno percepito 8.071,72 EURO.
Non sforziamoci a cercare alcuna COERENZA tra quanto si dice e quanto si fa.
Cittadini di Isola delle Femmine è ormai di pubblico dominio la dichiarazione di qualche candidato eletto al sol scopo di percepire lo “STIPENDIO” per pagarsi la rata dell’auto appena comprata. E’ SQUALLIDO!

TAR Sicilia, sez. I, 15/11/2006 n. 3025
Sull'illegittimità di una disposizione di uno statuto comunale che prevede l'istituto della mozione di sfiducia costruttiva, con cui far decadere dalla carica il Presidente del Consiglio comunale.

E' illegittima la disposizione di uno statuto comunale che prevede l'istituto della mozione di sfiducia costruttiva, con cui far decadere dalla carica il Presidente del Consiglio comunale. Le funzioni di garanzia assegnate al Presidente del Consiglio comunale, in quanto tale politicamente neutrale, non possono essere oggetto di una sfiducia "politica" da parte dell'assemblea. Allo stesso possono, invece, essere legittimamente mosse censure che attengono al profilo "istituzionale" della funzione svolta, nel qual caso potrebbe al limite trovare applicazione il diverso istituto della revoca in presenza di reiterate violazioni di disposizioni statutarie o di legge. Lo statuto comunale costituisce la sede naturale imprescindibile per la disciplina degli aspetti ordinamentali essenziali dell'Ente. Solo la fonte statutaria può legittimamente introdurre forme di controllo sul Presidente del Consiglio comunale ulteriori rispetto a quelli normativamente già previste. Lo statuto, tuttavia, non può prevedere ipotesi ulteriori di cessazione dalla carica, rispetto a quelle normativamente previste, introducendo anche un controllo di natura politica sul Presidente del Consiglio comunale.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione Prima,
ha pronunciato la seguente

SENTENZA
sul ricorso n. 664/2006 Sezione Prima, proposto da RISO Napoleone rappresentato e difeso, congiuntamente e disgiuntamente, dagli Avv.ti Giovanni Pitruzzella e Stefano Polizzotto, ed elettivamente domiciliato in Palermo presso il loro studio sito in via Nunzio Morello n.40;

CONTRO
- il Comune di Isola delle Femmine, in persona del legale rappresentante p.t., non costituito in giudizio;
- il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine, in persona del rappresentante legale p.t., non costituito in giudizio;

E NEI CONFRONTI
- dell’Assessorato Regionale degli Enti Locali, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato, presso i cui uffici di via Alcide de Gasperi n.81 è domiciliato ex lege;
- il Sig. Rubino Antonino, consigliere comunale, non costituito in giudizio;
- la Sig.ra Micali Letizia, consigliere comunale e attuale Presidente del Consiglio Comunale, rappresentata e difesa dall’Avv.to Fiorella Giliderti, presso il cui studio è elettivamente domiciliata in Palermo, via Mariano Stabile n.43;
- i Signori CRISCI Francesco, BRUNO Rosario, PAGANO Giuseppe, AIELLO Giuseppe, GRADINO Salvatore, STEFANINI Vito, LUCIDO Salvatore, n.q. di consiglieri comunali, tutti ugualmente non costituiti in giudizio,

PER L’ANNULLAMENTO (previa sospensiva)
- della deliberazione del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine n. 3 del 30 gennaio 2006 con la quale il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine ha deliberato "di dichiarare cessato dalla carica di Presidente del Consiglio il consigliere Napoleone Riso; di proclamare eletto Presidente del Consiglio il consigliere Micali Maria Letizia ";
- ove occorra e per quanto di ragione della nota prot. n. 12605 del 11/11/2005 con la quale i consiglieri comunali firmatari, dei gruppi "Isola Democratica" ed "Insieme Isola delle Femmine", hanno proposto "una mozione di sfiducia costruttiva per la cessazione della carica di Presidente del consiglio del signor Riso Napoleone, indicando ai sensi dell'ari. 30 del vigente statuto comunale il nuovo Presidente del Consiglio Comunale nella persona del consigliere comunale sig.ra Maria Letizia Micali ";
- ove occorra e per quanto di ragione della delibera consiliare n. 6 del 13/2/1993 con la quale l’allora Consiglio Comunale ha approvato lo Statuto Comunale di Isola delle femmine, nella parte in cui ha previsto quale causa di cessazione della carica di presidente l'istituto della mozione di sfiducia costruttiva, nonché della successiva delibera n. 45 del 1 ottobre 2005 con la quale il Consiglio Comunale, in sede di revisione dello Statuto comunale, ha mantenuto ferma detta previsione;
- ove occorra e per quanto di ragione dell'ari. 33 dello statuto comunale vigente del Comune di Isola delle Femmine, nella parie in cui prevede che il presidente del Consiglio comunale cessa dalla carica in caso di approvazione, da parie della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al Comune, di una mozione di sfiducia costruttiva;
- ove occorra e possa della deliberazione n. 4 del 30 gennaio 2006 con la quale il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine ha deliberato "di dichiarare il consigliere Lucido Salvatore cessato dalla carica di Vice- Presidente del Consiglio; di proclamare eletto Vice- Presidente del Consiglio il consigliere Pagano Giuseppe ";
- ove occorra e possa della nota prot. n. 12607 del 11/11/2005 con la quale i consiglieri comunali firmatari, dei gruppi "Isola Democratica" ed "Insieme I-sola delle Femmine", hanno proposto "una mozione di sfiducia costruttiva per la cessazione della carica dì Vice Presidente del Consiglio del signor Lucido salvatore, indicando ai sensi dell'ari 30 del vigente statuto comunale il nuovo Presidente del Consiglio Comunale nella persona del consigliere comunale sig. Pagano Giuseppe ";
- ove occorra e possa della nota prot. n. 12998 del 21 novembre 2005, con la quale i firmatari Consiglieri Comunali del gruppo "Isola Democratica" e del gruppo " Insieme Isola delle femmine" hanno ribadito il contenuto delle note prot. mi. 12605 e 12607 del 11 novembre 2005 aventi ad oggetto "richiesta convocazione consiglio comunale all'o.d.g. del seguente argomento: "cessazione dalla carica di presidente del consiglio comunale " come da nota prot. n. 12605 del 11/11/2005 depositata presso la segreteria del Comune di Isola delle Femmine ";
- ove occorra e possa della nota prot. n. 6164 del gennaio 2006, protocollata dall'Ufficio del comune di Isola delle Femmine al n. 22 del 3 gennaio 2006, a firma del Dirigente del Servizio 8 "Vigilanza e Controllo EE.LL." dell'Assessorato Regionale agli Enti Locali;
- ove occorra e possa di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale.
Visto il ricorso, notificato in data 10/03/2006 e depositato in data 23/03/06, con i relativi allegati;
Vista la costituzione in giudizio dell’Avvocatura dello Stato per l’Amministrazione intimata;
Vista la costituzione in giudizio della controinteressata MICALI Letizia, e le relative memorie;
Vista l’ordinanza n.424 del 04/04/2006 sulla domanda cautelare;
Vista l’ordinanza del C.G.A. n.534/06;
Visti gli atti tutti di causa e le memorie conclusive di parte;
Designato relatore pubblica udienza del 26 settembre 2006 il Referendario dr. Roberto Valenti ,
Uditi l’Avv.to S. Poliziotto per parte ricorrente e l’Avv.to dello Stato L. La Rocca per l’Amministrazione resistente;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:

FATTO
Parte ricorrente premette di aver svolto le funzioni di Presidente del Consiglio comunale di Isola delle Femmine.
Con ricorso introduttivo, notificato e depositato come in epigrafe, ha quindi impugnato la deliberazione n.3 del 30/01/2006 con la quale il Consiglio Comunale del Comune intimato ne ha deliberato la decadenza dalla carica di che trattasi, ai sensi dell’art.33 dello statuto, provvedendo al contempo a proclamare quale nuovo Presidente il consigliere Micali Maria Letizia. Col medesimo ricorso sono stati contestualmente impugnati gli altri provvedimenti connessi, di cui in epigrafe, tra cui espressamente la delibera di adozione dello statuto comunale del 13/02/1993 nella parte in cui ha previsto, quale causa di cessazione dalla carica in parola, l’istituto della mozione di sfiducia costruttiva di cui all’art.33 dello Statuto (siccome non modificato in sede di revisione della fonte regolamentare dalla successiva delibera n.45 del 01/10/2005); nonché la delibera n.4 del 30/01/2006 con la quale è stato dichiarato cessato dalla carica di Vicepresidente del Consiglio Comunale il consigliere Lucido Salvatore.
Nel ricorso sono articolate le seguenti censure:
1. Violazione dei limiti imposti alla potestà statutaria – Violazione di legge sotto diversi profili – Eccesso di potere – Contraddittorietà ed illegittimità derivata.
La posizione istituzionale rivestita dal Presidente del Consiglio comunale, quale organo di garanzia politicamente neutrale, non può essere messa alla mercè delle valutazioni “politiche” dell’organo assembleare. L’istituto della sfiducia costruttiva, disciplinato dall’impugnato art.33 dello statuto, è quindi illegittimo: tale illegittimità si riverbera conseguentemente sulle delibere di decadenza adottate dal Consiglio Comunale del Comune intimato di cui in narrativa.
2. In via gradata: Violazione di legge, eccesso di potere per erroneità dei presupposti e travisamento dei fatti.
Nell’ipotesi in cui non si dovesse ritenere illegittima la disposizione statutaria impugnata, le delibere risultano comunque illegittime perché fondate su fatti e valutazioni errate.
Ha chiesto parte ricorrente, previa sospensiva, l’annullamento degli atti impugnati, con vittoria di spese.
Si costituiva l’Avvocatura dello Stato per l’Amministrazione regionale intimata senza spiegare difese scritte.
Si costituiva altresì la controinteressata Micali Letizia, n.q. anche di attuale Presidente del Consiglio comunale proclamata in luogo del ricorrente con la delibera oggetto di gravame: la stessa chiedeva il rigetto del ricorso, siccome infondato, eccependone contestualmente l’improcedibilità e/o inammissibilità, sotto diversi profili. Con vittoria di spese.
Alla Camera di Consiglio del 04/04/2006 la domanda cautelare era rigettata, giusta ordinanza n.424 di pari data.
Su appello del ricorrente, il C.G.A. riformava l’ordinanza in parola concedendo la misura cautelare (ord. C.G.A.534/06 del 08/06/2006)
In prossimità della pubblica udienza le parti hanno presentato memorie conclusive.
Alla pubblica udienza del 26 settembre 2006, presenti le parti come da verbale, il ricorso è stato trattenuto in decisione dal Collegio

DIRITTO
Occorre preliminarmente esaminare le questioni pregiudiziali sollevate dalla controinteressata resistente.
Invero, ritiene il Collegio che solo la questione sub c) articolata nella memoria difensiva della controinteressata possa avere valenza di eccezione pregiudiziale: in detta sede si sostiene l’improcedibilità del ricorso per decorrenza dei termini.
L’eccezione non ha pregio.
Invero, in tema di atti regolamentari o generali, quale la disposizione statutaria qui in esame, il termine decorre non dalla adozione della disposizione generale, ma dalla sua concreta applicazione che sostanzia l’effettiva lesività delle posizioni giuridiche soggettive che si voglia tutelare in sede giurisdizionale.
Nei confronti di tutti gli atti a contenuto generale, infatti, il termine per impugnare decorre dal momento in cui si verifica la lesione dell'interesse sostanziale, secondo i principi generali in tema di impugnazione dei provvedimenti amministrativi: nel caso di specie, detta lesione non può che verificarsi a seguito dell'emanazione del provvedimento applicativo di quello generale (cfr. T.A.R. Lazio Roma, sez. II, 08 febbraio 2006 , n. 884), così che il termine per impugnare, contestando le prescrizioni generali in concreto applicate, decorre dalla conoscenza del provvedimento che ne fa applicazione (id est: adozione della delibera di decadenza impugnata)
Ciò posto, nel merito il ricorso è fondato, per cui va accolto, per il primo ed assorbente motivo di gravame e nei sensi di cui appresso.
Occorre prendere le mosse dalla disposizione statutaria in considerazione.
Ai sensi dell’art. 33 dello Statuto del Comune di Isola delle Femmine (rubricato “Cessazione dalla carica di Presidente” del consiglio comunale) si disciplinano le seguenti ipotesi:
1. cessazione dalla carica per la presentazione di una motivata “mozione di sfiducia costruttiva” (con contestuale nomina del nuovo presidente), sottoscritta da 1/3 dei consiglieri ed approvata dalla maggioranza assoluta ed avente effetto immediato (cfr. art.33 commi 1, 2, 3, 4 e 5);
2. dimissioni del Presidente, o perdita della qualità di consigliere comunale (cfr.commi 1 e 6 art.cit.);
3. revoca dalla carica, su proposta della Giunta o di 1/3 dei consiglieri assegnati (con votazione a scrutinio palese e con maggioranza assoluta) in caso di ripetuti e persistenti violazioni di legge o di posizioni statutarie (comma 7 art.33 cit.).
Ciò posto, con la delibera n.3 del 30/01/206 – giusta presentazione della relativa mozione n.12605 del 11/11/2005 – il ricorrente è stato dichiarato cessato dalla carica in questione.
Sostiene parte ricorrente, con il primo motivo di gravame, l’illegittimità della disposizione statutaria in esame, limitatamente all’introduzione dell’istituto della mozione di sfiducia costruttiva, in specie applicato. Lamenta infatti che le funzioni di garanzia assegnate al Presidente del Consiglio comunale, in quanto tale politicamente neutrale, non possono essere oggetto di una sfiducia “politica” da parte dell’assemblea. Allo stesso possono, invece, essere legittimamente mosse censure che attengono al profilo “istituzionale” della funzione svolta, nel qual caso potrebbe al limite trovare applicazione il diverso istituto della revoca in presenza di reiterate violazioni di disposizioni statutarie o di legge.
La censura è fondata ed assorbente rispetto all’ulteriore motivo dedotto.
Ed invero, ai fini di economia processuale, appare opportuno rinviare alle motivazioni espresse dal C.G.A. in sede di accoglimento dell’appello sulla domanda cautelare.
Con ordinanza n.534/06 il C.G.A. ha precisato che:
- in relazione alle funzioni istituzionali demandate al Presidente del Consiglio comunale dall’art.32 dello statuto del Comune di Isola delle Femmine, appare di dubbia legittimità la disciplina della cessazione dalla carica a seguito di mozione di sfiducia costruttiva ex art.33 commi 1-5;
- d’altra parte l’art. 33 dello statuto, al comma 7, in coerenza con la natura delle funzioni svolte dal Presidente del Consiglio comunale, prevede la “revoca” in caso di ripetute e persistenti violazioni di legge o di disposizioni statutarie.
In altri termini, sostiene l’organo di appello che la disposizione statutaria con cui è stato introdotto l’istituto della mozione di sfiducia costruttiva mal si attaglia alle prerogative e alle funzioni tutorie e di garanzia demandate a tale organo. Ben potrebbe, al limite, il Consiglio procedere – sussistendone i presupposti – in virtù dell’art.33 co.7 (cui espressamente fa riferimento lo stesso organo di appello).
Né a diverse conclusioni possono condurre le argomentazioni di parte resistente (di cui alla lett.b della relativa memoria – impropriamente rubricata quale causa di improcedibilità) circa la legittima potestà del Consiglio di poter liberamente regolamentare il funzionamento dei propri organi. Invero nell’ambito della rinnovata potestà regolamentare attribuita agli Enti Locali, lo statuto non può prevedere ipotesi ulteriori di cessazione dalla carica di che trattasi, rispetto a quelle normativamente previste, introducendo anche un controllo di natura politica sul Presidente del Consiglio comunale.
Invero già questa Sezione ha affermato che Lo Statuto comunale costituisce la sede naturale imprescindibile per la disciplina degli aspetti ordinamentali essenziali dell'Ente; pertanto, considerata la natura e le funzioni del Presidente del consiglio comunale, solo la fonte statutaria può legittimamente introdurre forme di controllo ulteriori su di esso sanzionabili con la revoca rispetto a quelli normativamente già previsti, dovendo la previsione statutaria essere espressa e contenere le ipotesi tassative in cui può operarsi la sanzione della revoca (T.A.R. Sicilia Palermo, sez. I, 21 aprile 2006 , n. 895 relativa al caso di adozione della revoca della carica in questione in mancanza di espressa previsione statutaria).
L’illegittimità della disposizione statutaria in parte qua, per le considerazioni svolte, si riverbera sulle deliberazioni assunte in sua funzione. In specie, quindi, risultano illegittime, in via derivata, le delibere n.3 del 30/01/2006, e quelle connesse di cui in premessa, di cessazione del ricorrente dalla carica di che trattasi.
Non può trovare accoglimento invece, per carenza di interesse, l’impugnazione della delibera n.4 del 30/01/2006 con cui è stato dichiarato cessato dalla carica di Vicepresidente del Consiglio il consigliere Lucido Salvatore. Nei confronti di tale delibera il ricorrente è privo di legittimazione all’impugnazione, non potendo vantare alcun interesse autonomo e differenziato rispetto al diretto interessato (che per altro ha autonomamente gravato la delibera in questione con ricorso pendente innanzi questa Sezione ed identificato con R.G.665/06 in relazione al quale è stata in prima sede già accordata tutela cautelare).
Alla stregua delle considerazioni svolte, i provvedimenti gravati, nei limiti precisati, non resistono alla prima ed assorbente censura. Gli stessi vanno quindi annullati in quanto illegittimi.
Sussistono tuttavia, in ragione della natura della controversia, giusti motivi per disporre la compensazione delle spese del giudizio.

P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione prima, accoglie il ricorso in epigrafe per il primo ed assorbente motivo di gravame e nei sensi di cui in motivazione. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.-Così deciso in Palermo il 26 settembre 2006, in Camera di Consiglio, con l'intervento dei signori magistrati:
- Filippo Giamportone, Presidente f.f.;
- Agnese A. Barone, Referendario
- Roberto Valenti, Referendario estensore,
Angelo Pirrone, Segretario.
Depositata in Segreteria
il 15/11/2006



COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
GRUPPO CONSILIARE
INSIEME Isola delle Femmine

Prot. N Isola delle Femmine, 06.11.2007




Oggetto: Richiesta convocazione C.C. con l’inserimento all’ordine del giorno del seguente argomento: “Cessazione della carica di Presidente” ai sensi dell’ art. 33 dello Statuto Comunale - REVOCA.

A Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Isola delle Femmine
Sig. Vice Presidente del Consiglio Comunale

Sig. Sindaco

Direttore Generale Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

E, per conoscenza

REGIONE SICILIANA
Assessorato alla Famiglia alla politiche sociali e alle autonomie Locali
Via Trinacria

PREFETTURA
Ufficio Territoriale del Governo
DIV/GAB

Stazione Carabinieri


Palermo



Palermo

Isola delle Femmine


Rife. “Statuto Comunale” pubblicato il 22 aprile 2005 n°17 Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia

I sottoscritti Consiglieri Comunali dato:

che in seguito alle elezioni amministrative del Giugno 2004 è stato eletto Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine il sig. Napoleone Riso.

che il sig. Presidente con persistenza e ripetizione ha violato disposizioni statutarie e norma di legge.

Quali :
• Violazioni dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 27 Statuto Comunale, dell’art. 31 co. 3 lett. F del Regolamento dei lavori consiliari, in quanto nella seduta di C.C. del 24/2/2005 per la nomina del Collegio dei Revisori dei Conti, dopo la votazione e prima dello spoglio delle schede di voto, il Presidente del Consiglio Comunale, dopo una breve sospensione dei lavori, dava incarico al Segretario comunale di estrarre e distruggere le schede votate, annullando l’espressione dei consiglieri comunali.
• Violazione dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 30 co. 9 del Regolamento dei lavori consiliari “Il Presidente è venuto meno dall’essere tutore della legalità per avere permesso al sig. Sindaco l’intervento in Consiglio Comunale dichiarandosi quest’ultimo componente di diritto”, dopo la votazione del punto all’ordine del giorno.
• Violazione dell’art.31 della L. 142/90 recepita in Sicilia con L.R. 48/91 come integrato dall’art. 6 L.R. 30/2000 e art. 20 L.R. 7/92 e dagli artt. 39 e 43 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 25 dello Statuto comunale, dell’art. 14 del Regolamento dei lavori consiliari per mancata convocazione del Consiglio Comunale entro 20 giorni della richiesta di almeno un quinto dei consiglieri in carica, la richiesta Prot. N° 5799 del 02/05/2006 con oggetto: Richiesta convocazione C.C. con ordine del giorno “MODIFICA STATUTO COMUNALE”.
• Violazione dell’art. 31 L. 142/90 come integrato dall’art. 6 della L.R. 30/2000 e dell’art. 20 L.R. 7/92, e dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 33 co. 3 dello Statuto Comunale, in quanto la mozione deve essere messa in discussione non prima di cinque e non oltre i dieci giorni della sua presentazione presso la segreteria comunale. In quanto la mozione di sfiducia presentata il giorno 11/11/2005 prot. 12607 è stata inserita all’ordine del giorno nella seduta del 30/01/2006. Solo in seguito alla nota prot. n. 6186 del 30.12.2005 dell’Assessorato alla famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali, con cui si invitava il Presidente del C.C. a convocare il Consiglio Comunale ed in caso di inadempimento sarebbe stato posto in essere un intervento sostitutivo da parte di tale Assessorato.
• Violazione dell’’art. 32 comma 2 lettera D della L. 142/90 recepita in Sicilia con L.R. 48/91, degli art. 39 e 42 del D.Lgs. 267/2000, degli art. 32 e 34 dello Statuto Comunale, in quanto nella seduta del 27.03.2007 i gruppi consiliari eccepivano al Presidente del Consiglio che la proposta di delibera con allegato lo statuto comunale dell’Unione dei Comuni, all’ordine del giorno, non era stato messo a disposizione per detta seduta. Il Presidente riferiva che la documentazione di cui trattasi si trovava presso la Sua abitazione.
• Violazione dell’art. 174 del D.Lgs. 267/2000 per avere il Presidente del Consiglio Comunale convocato la seduta con ordine del giorno “Approvazione Bilancio di Previsione 2007”, senza il rispetto del termine di giorni 15 concesso ai consiglieri per la visione degli atti.
• Violazione dell’art. 174 D.Lgs. 267/2000 per avere il Presidente del Consiglio Comunale convocato la seduta, conordine del giorno “Approvazione Bilancio Consuntivo anno 2006”, in data 17.10.2007 per il 23.10.2007 senza il rispetto di 15 giorni concesso ai consiglieri per la visione degli atti. Ed ancora, sebbene non fosse rispettato il termine di giorni 15, di fatto, solo alcuni consiglieri comunali hanno potuto visionare la documentazione, solo lunedì 22 e martedì 23 ottobre, in quanto nei giorni precedenti la documentazione non era disponibile. Violazione dell’art. 32 L. 142/90 e degli art. 39 e 42 del D.Lgs. 267/2000. ed artt. 32 e 34 dello Statuto comunale.

Ed ancora:
- Nella seduta del 17 ottobre 2006 si asteneva ad interrompere i lavori consiliari, non verbalizzando che il Vice Presidente del Consiglio Lucido si dirigeva verso l’agente di polizia municipale per poi aggredirlo. Sicché nei confronti del Vice Presidente per tale condotta è pendente il procedimento 720/07 mod. 21b.
- Il Presidente del Consiglio Comunale con determina n. 3 del 23 aprile 2007 diffidava il Collegio dei Revisori dei Conti ad ottemperare a quanto di loro competenza, nel rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali, indicando come detto comportamento dilatorio non poteva essere ritenuto ulteriormente accettabile ai fini dell’approvazione del bilancio di previsione 2007. Al riguardo corre evidenziare che detta determina di diffida, oltre la relativa convocazione della seduta di Consiglio Comunale del maggio 2007, non sono state mai portate a conoscenza del Collegio dei Revisori e che il Presidente non si è mai curato di accertarsene. Tanto che, nella seduta di Consiglio Comunale del 10 maggio 2007 (approvazione bilancio previsione 2007) il consigliere Rubino chiedeva al Presidente se avesse accertato che agli atti risultassero le relative ricevute di trasmissioni. Il Presidente del Consiglio solo seduta stante provvedeva a verificare con esito negativo e si riservava di rispondere successivamente. Il che ha comportato l’assenza dell’unico organo di supporto e di garanzia del Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio di previsione 2007

Per le persistenti e ripetute violazioni di leggi e norme statutarie, commesse dal sig. Napoleone Riso, durante l’esercizio della carica di Presidente del Consiglio Comunale i sottoscritti Consiglieri comunali

CHIEDONO

La convocazione del Consiglio Comunale per l’approvazione della superiora REVOCA per la cessazione della carica di Presidente del Consiglio Comunale del sig. Napoleone Riso.

I Consiglieri

Rosario BRUNO
Giuseppe AIELLO


Vito STEFANINI
Giuseppe PAGANO


Salvatore GRADINO
Il Capo Gruppo
Antonino Rag.RUBINO





COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
GRUPPO CONSILIARE
INSIEME Isola delle Femmine

Prot. N Isola delle Femmine, 06.11.2007



Oggetto: Richiesta convocazione C.C. con l’inserimento all’ordine del giorno del seguente argomento: “Cessazione della carica di Vice-Presidente” ai sensi dell’ art. 33 dello Statuto Comunale - REVOCA.

A Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Isola delle Femmine
Sig. Vice Presidente del Consiglio Comunale

Sig. Sindaco

Direttore Generale Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

E, per conoscenza

REGIONE SICILIANA
Assessorato alla Famiglia alla politiche sociali e alle autonomie Locali
Via Trinacria

PREFETTURA
Ufficio Territoriale del Governo
DIV/GAB

Stazione Carabinieri


Palermo



Palermo

Isola delle Femmine

Rife. “Statuto Comunale” pubblicato il 22 aprile 2005 n°17 Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia



I sottoscritti Consiglieri Comunali considerato:

che in seguito alle elezioni amministrative del Giugno 2004 è stato eletto Vice Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine il sig Salvatore Lucido;

che nel corso della seduta del C.C. del giorno 17 ottobre 2006, il vice Presidente del Consiglio, sig. Salvatore Lucido, si alzava ed avvicinandosi all’Agente di polizia municipale Graziano Ferrante, comandato di servizio di ordine pubblico, lo invitava a seguirlo fuori dall’aula consiliare; che il vice Presidente del Consiglio inveiva ed offendeva, e contestualmente si scagliava verso l’agente di polizia municipale con le braccia protese in avanti cercando di colpire quest’ultimo senza riuscirvi, in quanto bloccato tempestivamente dall’agente stesso;
che nei confronti del Vice Presidente, sig. Salvatore Lucido, è pendente il procedimento n. 720/07 mod. 21b.

Per la grave condotta, configurabile in una violazione di legge penale, commessa dal sig. Lucido durante l’espletamento della sua carica, in contrasto con le funzioni di Vice Presidente, i sottoscritti Consiglieri comunali

CHIEDONO

La convocazione del Consiglio Comunale per l’approvazione della superiora REVOCA per la cessazione della carica di Vice-Presidente del Consiglio Comunale del sig. Salvatore LUCIDO.


I Consiglieri Comunali

Rosario BRUNO
Giuseppe AIELLO


Vito STEFANINI
Giuseppe PAGANO



Salvatore GRADINO

Il Capo Gruppo
Antonino Rag.RUBINO



Caricato da isolapulita




COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
GRUPPO CONSILIARE
INSIEME Isola delle Femmine

Prot. N Isola delle Femmine, 06.11.2007




Oggetto: Richiesta convocazione C.C. con l’inserimento all’ordine del giorno del seguente argomento: “Cessazione della carica di Presidente” ai sensi dell’ art. 33 dello Statuto Comunale - REVOCA.

A Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Isola delle Femmine
Sig. Vice Presidente del Consiglio Comunale

Sig. Sindaco

Direttore Generale Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

E, per conoscenza

REGIONE SICILIANA
Assessorato alla Famiglia alla politiche sociali e alle autonomie Locali
Via Trinacria

PREFETTURA
Ufficio Territoriale del Governo
DIV/GAB

Stazione Carabinieri


Palermo



Palermo

Isola delle Femmine


Rife. “Statuto Comunale” pubblicato il 22 aprile 2005 n°17 Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia

I sottoscritti Consiglieri Comunali dato:

 che in seguito alle elezioni amministrative del Giugno 2004 è stato eletto Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine il sig. Napoleone Riso.

 che il sig. Presidente con persistenza e ripetizione ha violato disposizioni statutarie e norma di legge.

 Quali :
• Violazioni dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 27 Statuto Comunale, dell’art. 31 co. 3 lett. F del Regolamento dei lavori consiliari, in quanto nella seduta di C.C. del 24/2/2005 per la nomina del Collegio dei Revisori dei Conti, dopo la votazione e prima dello spoglio delle schede di voto, il Presidente del Consiglio Comunale, dopo una breve sospensione dei lavori, dava incarico al Segretario comunale di estrarre e distruggere le schede votate, annullando l’espressione dei consiglieri comunali.
• Violazione dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 30 co. 9 del Regolamento dei lavori consiliari “Il Presidente è venuto meno dall’essere tutore della legalità per avere permesso al sig. Sindaco l’intervento in Consiglio Comunale dichiarandosi quest’ultimo componente di diritto”, dopo la votazione del punto all’ordine del giorno.
• Violazione dell’art.31 della L. 142/90 recepita in Sicilia con L.R. 48/91 come integrato dall’art. 6 L.R. 30/2000 e art. 20 L.R. 7/92 e dagli artt. 39 e 43 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 25 dello Statuto comunale, dell’art. 14 del Regolamento dei lavori consiliari per mancata convocazione del Consiglio Comunale entro 20 giorni della richiesta di almeno un quinto dei consiglieri in carica, la richiesta Prot. N° 5799 del 02/05/2006 con oggetto: Richiesta convocazione C.C. con ordine del giorno “MODIFICA STATUTO COMUNALE”.
• Violazione dell’art. 31 L. 142/90 come integrato dall’art. 6 della L.R. 30/2000 e dell’art. 20 L.R. 7/92, e dell’art. 38 del D.Lgs. 267/2000, dell’art. 33 co. 3 dello Statuto Comunale, in quanto la mozione deve essere messa in discussione non prima di cinque e non oltre i dieci giorni della sua presentazione presso la segreteria comunale. In quanto la mozione di sfiducia presentata il giorno 11/11/2005 prot. 12607 è stata inserita all’ordine del giorno nella seduta del 30/01/2006. Solo in seguito alla nota prot. n. 6186 del 30.12.2005 dell’Assessorato alla famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali, con cui si invitava il Presidente del C.C. a convocare il Consiglio Comunale ed in caso di inadempimento sarebbe stato posto in essere un intervento sostitutivo da parte di tale Assessorato.
• Violazione dell’’art. 32 comma 2 lettera D della L. 142/90 recepita in Sicilia con L.R. 48/91, degli art. 39 e 42 del D.Lgs. 267/2000, degli art. 32 e 34 dello Statuto Comunale, in quanto nella seduta del 27.03.2007 i gruppi consiliari eccepivano al Presidente del Consiglio che la proposta di delibera con allegato lo statuto comunale dell’Unione dei Comuni, all’ordine del giorno, non era stato messo a disposizione per detta seduta. Il Presidente riferiva che la documentazione di cui trattasi si trovava presso la Sua abitazione.
• Violazione dell’art. 174 del D.Lgs. 267/2000 per avere il Presidente del Consiglio Comunale convocato la seduta con ordine del giorno “Approvazione Bilancio di Previsione 2007”, senza il rispetto del termine di giorni 15 concesso ai consiglieri per la visione degli atti.
• Violazione dell’art. 174 D.Lgs. 267/2000 per avere il Presidente del Consiglio Comunale convocato la seduta, conordine del giorno “Approvazione Bilancio Consuntivo anno 2006”, in data 17.10.2007 per il 23.10.2007 senza il rispetto di 15 giorni concesso ai consiglieri per la visione degli atti. Ed ancora, sebbene non fosse rispettato il termine di giorni 15, di fatto, solo alcuni consiglieri comunali hanno potuto visionare la documentazione, solo lunedì 22 e martedì 23 ottobre, in quanto nei giorni precedenti la documentazione non era disponibile. Violazione dell’art. 32 L. 142/90 e degli art. 39 e 42 del D.Lgs. 267/2000. ed artt. 32 e 34 dello Statuto comunale.

Ed ancora:
- Nella seduta del 17 ottobre 2006 si asteneva ad interrompere i lavori consiliari, non verbalizzando che il Vice Presidente del Consiglio Lucido si dirigeva verso l’agente di polizia municipale per poi aggredirlo. Sicché nei confronti del Vice Presidente per tale condotta è pendente il procedimento 720/07 mod. 21b.
- Il Presidente del Consiglio Comunale con determina n. 3 del 23 aprile 2007 diffidava il Collegio dei Revisori dei Conti ad ottemperare a quanto di loro competenza, nel rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali, indicando come detto comportamento dilatorio non poteva essere ritenuto ulteriormente accettabile ai fini dell’approvazione del bilancio di previsione 2007. Al riguardo corre evidenziare che detta determina di diffida, oltre la relativa convocazione della seduta di Consiglio Comunale del maggio 2007, non sono state mai portate a conoscenza del Collegio dei Revisori e che il Presidente non si è mai curato di accertarsene. Tanto che, nella seduta di Consiglio Comunale del 10 maggio 2007 (approvazione bilancio previsione 2007) il consigliere Rubino chiedeva al Presidente se avesse accertato che agli atti risultassero le relative ricevute di trasmissioni. Il Presidente del Consiglio solo seduta stante provvedeva a verificare con esito negativo e si riservava di rispondere successivamente. Il che ha comportato l’assenza dell’unico organo di supporto e di garanzia del Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio di previsione 2007

Per le persistenti e ripetute violazioni di leggi e norme statutarie, commesse dal sig. Napoleone Riso, durante l’esercizio della carica di Presidente del Consiglio Comunale i sottoscritti Consiglieri comunali

CHIEDONO

La convocazione del Consiglio Comunale per l’approvazione della superiora REVOCA per la cessazione della carica di Presidente del Consiglio Comunale del sig. Napoleone Riso.

I Consiglieri

Rosario BRUNO
Giuseppe AIELLO


Vito STEFANINI
Giuseppe PAGANO


Salvatore GRADINO
Il Capo Gruppo
Antonino Rag.RUBINO





COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
GRUPPO CONSILIARE
INSIEME Isola delle Femmine

Prot. N Isola delle Femmine, 06.11.2007



Oggetto: Richiesta convocazione C.C. con l’inserimento all’ordine del giorno del seguente argomento: “Cessazione della carica di Vice-Presidente” ai sensi dell’ art. 33 dello Statuto Comunale - REVOCA.

A Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Isola delle Femmine
Sig. Vice Presidente del Consiglio Comunale

Sig. Sindaco

Direttore Generale Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

Isola delle Femmine

E, per conoscenza

REGIONE SICILIANA
Assessorato alla Famiglia alla politiche sociali e alle autonomie Locali
Via Trinacria

PREFETTURA
Ufficio Territoriale del Governo
DIV/GAB

Stazione Carabinieri


Palermo



Palermo

Isola delle Femmine

Rife. “Statuto Comunale” pubblicato il 22 aprile 2005 n°17 Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia



I sottoscritti Consiglieri Comunali considerato:

 che in seguito alle elezioni amministrative del Giugno 2004 è stato eletto Vice Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine il sig Salvatore Lucido;

 che nel corso della seduta del C.C. del giorno 17 ottobre 2006, il vice Presidente del Consiglio, sig. Salvatore Lucido, si alzava ed avvicinandosi all’Agente di polizia municipale Graziano Ferrante, comandato di servizio di ordine pubblico, lo invitava a seguirlo fuori dall’aula consiliare; che il vice Presidente del Consiglio inveiva ed offendeva, e contestualmente si scagliava verso l’agente di polizia municipale con le braccia protese in avanti cercando di colpire quest’ultimo senza riuscirvi, in quanto bloccato tempestivamente dall’agente stesso;
 che nei confronti del Vice Presidente, sig. Salvatore Lucido, è pendente il procedimento n. 720/07 mod. 21b.

Per la grave condotta, configurabile in una violazione di legge penale, commessa dal sig. Lucido durante l’espletamento della sua carica, in contrasto con le funzioni di Vice Presidente, i sottoscritti Consiglieri comunali

CHIEDONO

La convocazione del Consiglio Comunale per l’approvazione della superiora REVOCA per la cessazione della carica di Vice-Presidente del Consiglio Comunale del sig. Salvatore LUCIDO.


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1 commento:

Pino Ciampolillo ha detto...

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