Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”





Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..






“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “




Pino Ciampolillo




mercoledì 28 novembre 2007

Le disposizioni della Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008) in materia di personale degli Enti Locali




NOTA ANCI



Le disposizioni della Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008) in materia di personale degli Enti Locali




PREMESSA

La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008), come noto, interviene in maniera significativa sulle politiche del personale pubblico.
Le direttrici lungo le quali si snoda tale intervento sono sostanzialmente due: da un lato il legislatore detta ulteriori disposizioni in merito alle procedure di stabilizzazione del personale precario, proseguendo, dunque, sulla strada già intrapresa con la Finanziaria del precedente anno; dall’altro e di pari passo, rivede uno degli aspetti più significativi della disciplina del pubblico impiego, ossia l’utilizzo delle forme contrattuali flessibili.
Gli interventi normativi si presentano di particolare complessità interpretativa, dovuta alla difficoltà di coordinamento e di lettura di norme che si sono sovrapposte nel tempo nonché alla delicatezza dei temi innovati; si rende, pertanto, necessario ripercorrere, attraverso un’analisi dettagliata delle norme, gli aspetti particolarmente problematici che incidono direttamente sulla gestione del personale negli Enti locali.

Con la presente Nota si forniscono chiarimenti circa le modalità applicative delle disposizioni concernenti:

1. L’utilizzo delle forme contrattuali flessibili: la nuova disciplina e le relative deroghe.

2. Le procedure di stabilizzazione del personale precario.

3. Il contenimento della spesa di personale e delle assunzioni a tempo indeterminato.

4. Il conferimento di incarichi a soggetti esterni alla pubblica amministrazione.










1. L’UTILIZZO DELLE FORME CONTRATTUALI FLESSIBILI DI LAVORO.

Come noto, il comma 79 dell’articolo 3 della legge n. 244/2007 riscrive in toto la disciplina in materia di ricorso alle forme contrattuali flessibili nelle pubbliche amministrazioni, sostituendo integralmente l’art. 36 del D. Lgs n. 165/2001.



1.1 La nuova disciplina

Il novellato articolo 36, al comma 1, prevede che le pubbliche amministrazioni “assumono esclusivamente con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato e non possono avvalersi delle forme contrattuali di lavoro flessibile previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa se non per esigenze stagionali o per periodi non superiori a tre mesi fatte salve le sostituzioni per maternità relativamente alle autonomie territoriali”.
Pertanto, il ricorso alle forme contrattuali flessibili è consentito solo per tre mesi oppure per esigenze stagionali e, solo per gli enti locali, per le sostituzioni del personale assente per maternità .

In merito alla sostituzione del personale assente per maternità, si ritiene che la deroga al limite massimo dei tre mesi sia ammessa in tutti i casi di sostituzione delle lavoratrici assenti ai sensi di ciascuno degli istituti disciplinati dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ossia il “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita’ e della paternita’, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53” (es. congedi parentali, congedi per malattia del figlio, ecc.).

Per quanto riguarda il concetto di stagionalità, pare opportuno, anche in considerazione della specificità dei servizi erogati dagli Enti locali (non riconducibili al concetto di “produzione” comunemente inteso), adottare un’ interpretazione che non si fermi alla sola lettera del DPR n. 1525/1963 e che tenga conto dell’orientamento giurisprudenziale e dottrinale dominante, secondo il quale le attività stagionali sono quelle che si svolgono ed esauriscono solo in determinati periodi dell’anno, in relazione a picchi di particolare intensità aventi carattere di eccezionalità rispetto al normale ciclo produttivo.
Si ritiene che l’esigenza stagionale debba essere definita da ciascun Ente, avuto riguardo alle proprie specifiche caratteristiche, e motivata negli atti di programmazione delle assunzioni stagionali.

Secondo il disposto di cui al comma 9, poi, gli enti locali non sottoposti al patto di stabilità interno e che comunque abbiano una dotazione organica non superiore alle 15 unità possono avvalersi di forme contrattuali di lavoro flessibile, oltre che per durata trimestrale, per esigenze stagionali e per le sostituzioni di maternità, anche per la sostituzione di tutti i lavoratori assenti e per i quali sussiste il diritto alla conservazione del posto (ad es. per malattia, per aspettativa, ecc.), sempreché nel contratto di lavoro a termine sia indicato il nome del lavoratore sostituito e la causa della sua sostituzione. Si ritiene che per “15 unità” occorra intendere la sommatoria dei posti coperti e vacanti, così come risultanti dall’ultima dotazione organica approvata;

Le assunzioni con forme contrattuali flessibili, di durata non superiore a tre mesi o per esigenze stagionali, ovviamente saranno assoggettate alle normative vigenti nel settore privato (assunzioni a termine di cui al D. lgs n. 368/2001 e contratto di somministrazione di cui al d.lgs. n. 276/2003), di cui si applicheranno i relativi istituti: pertanto, a titolo esemplificativo, se l’Ente assume per 1 mese e poi dovesse ravvisare l’esigenza di prorogare tale contratto, potrà effettuare la proroga ai sensi di quanto disposto dal D. lgs n. 368/2001, ovviamente ed imprescindibilmente nel limite dei tre mesi.

Il comma 2 poi prevede che “In nessun caso è ammesso il rinnovo del contratto o l’utilizzo del medesimo lavoratore con altra tipologia contrattuale”. Scaduto il contratto dunque, non è consentito il rinnovo successivo del medesimo, né l’utilizzo dello stesso lavoratore con altra tipologia contrattuale. Ovviamente l’ipotesi del rinnovo fa riferimento a contratti successivi nel tempo; si ritiene quindi che qualora intervengano nuove esigenze, distinte e diverse rispetto alle esigenze per le quali il lavoratore era già stato impiegato, sia possibile utilizzare lo stesso lavoratore.
In ogni caso poiché la norma trova applicazione a far data dal 1 gennaio 2008, il divieto di rinnovo si applicherà allo scadere dei contratti instaurati dopo il 1 gennaio (se ad esempio l’ente ha utilizzato un lavoratore nel 2007, lo stesso potrà essere utilizzato nel 2008, anno in cui scatteranno le limitazioni sopra esposte).
Si ritiene infine che, poiché il divieto di utilizzo del medesimo lavoratore riguardi evidentemente l’utilizzo mediante forme contrattuali flessibili di natura subordinata, lo stesso non operi quando il medesimo lavoratore, prima utilizzato a termine con contratto di natura subordinata, successivamente venga utilizzato, evidentemente per ragioni diverse, con incarico di lavoro autonomo.
Il conferimento a soggetti esterni di incarichi di lavoro autonomo, infatti, è motivato da esigenze completamente diverse rispetto al reclutamento a termine di soggetti con rapporto di lavoro flessibile. Come noto, le pubbliche amministrazioni sono legittimate a ricorrere ad incarichi esterni solo come rimedio eccezionale, nella misura in cui non dispongono di professionalità interne adeguate; pertanto se la stessa amministrazione dovesse utilizzare a termine un lavoratore e poi espletare una procedura selettiva per il conferimento di incarico esterno e se il medesimo lavoratore dovesse risultare in possesso dei requisiti richiesti per il conferimento dell’incarico, si ritiene possibile l’attribuzione dell’incarico al suddetto lavoratore.


1.2 Ambiti esclusi dall’applicazione della nuova disciplina

Per quanto riguarda l’ambito di applicazione del nuovo regime, si ritiene che non rientrino nello stesso i contratti di formazione lavoro.
Tal contratti, infatti, così come sancito dall’art. 84, comma 9, del d.lgs. n. 276/2003, secondo il quale: “La vigente disciplina in materia di contratti di formazione e lavoro … trova applicazione esclusivamente nei confronti della pubblica amministrazione”, si applicano solo alla pubblica amministrazione. I contratti di formazione lavoro, pertanto, non rientrano nella previsione limitativa di cui al comma 1 del nuovo art. 36, che esclude letteralmente l’ applicabilità nelle pubbliche amministrazioni delle sole forme flessibili previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa. Le norme che prevedono la disciplina dei contratti di formazione e lavoro (art. 3 del d.l. n. 726/1984, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 863/1984 e art. 16 del d.l. n. 299/1994, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 451/1994) non sono applicabili all’impresa e trovano specificazione attuativa nel vigente CCNL del 14/9/2000 per il comparto Regioni/Autonomie Locali.
In ogni caso occorre rammentare che il fine di tali disposizioni è di inserire in maniera stabile i più giovani nel mondo del lavoro, con evidenti scopi formativi, secondo politiche sostenute anche dall’Unione Europea. Si ritengono esclusi, dunque, tali contratti dalle nuove limitazioni di cui al novellato articolo 36, anche in considerazione del fatto che è la stessa finanziaria che continua a prorogare, per un ulteriore anno, i contratti di formazione lavoro in attesa di conversione (cfr. comma 100 dell’art. 3 in commento).
D’altronde, il legislatore si è già preoccupato di impedirne l’abuso disponendo che i datori di lavoro non possano più farne uso se non convertendone a tempo indeterminato almeno il 60%, norma esplicitamente recepita dall’art. 3, comma 19, del CCNL sopra citato.


1.3 L’assegnazione temporanea di personale presso altre pubbliche amministrazioni

Il novellato articolo 36 prosegue limitando l’assegnazione temporanea di personale presso altre amministrazioni, assegnazione che potrà avvenire per periodi non superori a 6 mesi.
Si ritiene che, poiché tale norma è finalizzata, evidentemente, ad evitare il fenomeno del “comando” sine die ad altro ente, quale strumento ordinario di aggiramento delle regole di assegnazione organica del personale alle varie amministrazioni, sia da escluderne l’applicabilità ai distacchi e comandi di personale tra enti che si siano associati per l’esercizio in comune di funzioni e servizi (associazioni intercomunali, consorzi, unioni di comuni, etc. …), poiché in tal caso l’assegnazione della risorsa umana a tale titolo è strettamente correlata al diretto interesse dell’ente distaccante allo svolgimento delle attività associate.
Allo stesso modo si ritiene che non rientri in tale previsione il disposto di cui all’articolo 1, comma 557 della legge n. 311/2004. Tale norma, che prevede la possibilità per gli Enti con popolazione inferiore ai 5000 abitanti di servirsi dell’attività lavorativa di dipendenti a tempo pieno di altre amministrazioni locali purché autorizzati dall’amministrazione di appartenenza, così come chiarito dal Consiglio di Stato con parere n. 141/2005 (Cfr. Circolare n. 2/2005 del Ministero dell’Interno), è da considerarsi fonte normativa speciale che introduce una deroga all’unicità del rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti. Siamo, quindi, in una fattispecie completamente diversa rispetto all’assegnazione temporanea di dipendenti ad altre pubbliche amministrazioni in quanto la prestazione lavorativa avviene al di fuori dell’orario di lavoro, configurandosi come un autonomo rapporto di lavoro rispetto al rapporto già in essere presso l’originario ente di appartenenza.


1.4 Le sanzioni

Alla violazione delle disposizioni relative all’utilizzo delle forme contrattuali flessibili consegue, oltre alle sanzioni concernenti la responsabilità del dirigente, l’impossibilità per le amministrazioni di effettuare assunzioni “ad alcun titolo” per il triennio successivo a quello della violazione: si raccomanda quindi agli enti di procedere con molta cautela nell’effettuare assunzioni con forme contrattuali flessibili.


1.5 Le deroghe

Il legislatore individua espressamente una serie di ambiti di deroga all’applicazione della nuova disciplina concernente il ricorso alle forme contrattuali flessibili:
- secondo il comma 7, sono esclusi dall’ambito di applicazione del novellato articolo 36 gli incarichi ai sensi dell’articolo 90 del d.lgs. n. 267/2000 (uffici di staff degli organi di vertice e di amministrazione) nonché i contratti relativi agli incarichi dirigenziali ed alla preposizione ad organi di direzione, consultivi e di controllo delle amministrazioni pubbliche, ivi inclusi gli organismi operanti per le finalità di cui all’art. 1 della legge n. 144/1999 (istitutivo delle unità tecniche di supporto alla programmazione, alla valutazione e al monitoraggio degli investimenti pubblici). Si ritiene che nella dizione “contratti relativi alla preposizione ad organi di direzione” rientrino certamente i rapporti a termine per l’intero mandato amministrativo costituiti ai sensi dell’art. 110 del D. Lgs . 267/2000 per la copertura delle posizioni apicali dei comuni ed enti privi di personale dirigenziale.
Rimane il problema se rientrino nella deroga anche i rapporti di lavoro dipendente di alta specializzazione, non necessariamente dirigenziali, previsti dai commi 1 e 2 dell’articolo 110.
Considerazioni di carattere generale e trattandosi di disciplina speciale ed autonoma dettata nel testo unico delle leggi per gli enti locali, farebbero ritenere che tale articolo non possa essere implicitamente “compresso”, in quanto l’art. 1, comma 4, del medesimo d.lgs. n. 267/2000 espressamente sancisce che: “Ai sensi dell’articolo 128 della Costituzione le leggi della Repubblica non possono introdurre deroghe al presente testo unico se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni.”.
- secondo il disposto di cui al comma 11, poi, sono esclusi dalle limitazioni i contratti di lavoro flessibile per lo svolgimento di programmi o attività i cui oneri sono finanziati con fondi dell’Unione europea e del Fondo per le aree sottoutilizzate. L’utilizzazione per fini diversi dei lavoratori con i quali si sono stipulati tali contratti determina responsabilità amministrativa del dirigente e del responsabile del progetto. La violazione di tali disposizioni è causa di nullità del provvedimento. Si ritiene che la stringente formulazione della norma non consenta di escludere dalle limitazioni i contratti di lavoro flessibile attivati per lo svolgimento di programmi o attività i cui oneri sono finanziati con fondi regionali.







2. STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE PRECARIO.

Le nuove disposizioni in materia di stabilizzazione del personale precario negli enti locali sono rinvenibili nei commi 90, 92, 94, 95, 96 e 106 dell’art. 3 della legge finanziaria per il 2008.


2.1 La stabilizzazione: i nuovi adempimenti ed i nuovi beneficiari

Il comma 90 esordisce affermando: “Fermo restando che l’accesso ai ruoli della pubblica amministrazione è comunque subordinato all’espletamento di procedure selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge e fatte salve le procedure di stabilizzazione di cui all’articolo 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per gli anni 2008 e 2009:
… b) le amministrazioni regionali e locali possono ammettere alla procedura di stabilizzazione di cui all’articolo 1, comma 558, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, anche il personale che consegua i requisiti di anzianità di servizio ivi previsti in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 28 settembre 2007.”.
Per quanto riguarda le modalità procedurali attraverso le quali stabilizzare il personale precario, l’incipit del comma 90, nel sottolineare la necessità che l’accesso alla pubblica amministrazione avvenga mediante procedure di natura concorsuale, appare teso a richiamare l’attenzione delle pubbliche amministrazioni sull’esigenza di affermare sempre più i principi di miglior selezione per l’accesso all’impiego. Tuttavia, poiché vengono espressamente richiamate, certamente restano in vigore tutte le norme di stabilizzazione della precedente finanziaria, ivi compreso il comma 558 dell’articolo unico della legge n. 296/2006 per le autonomie regionali e locali, secondo cui l’assenza della selezione pubblica concorsuale può essere sanata a posteriori con prove selettive ad hoc.

Il comma 90, lettera b), in commento, facendo riferimento al personale ammissibile alle procedure di stabilizzazione di cui al comma 558 della precedente finanziaria, posticipa la data limite da prendere a riferimento per individuare i contratti che possono determinare l’insorgere del requisito.
Alla luce di ciò, quindi, possono essere ammessi alla stabilizzazione tutti i soggetti che hanno maturato (o matureranno) il requisito ai sensi del richiamato comma 558, ossia:
1. il personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato al 1° gennaio 2007 da almeno tre anni e dunque che a tale data aveva già maturato tale requisito;
2. il personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato al 1 gennaio 2007 che consegua tre anni di servizio, anche non continuativi, in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006;
3. il personale non dirigenziale che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore al 1 gennaio 2007, ossia il personale che è stato in servizio nel periodo compreso fra il 2002 ed il 2006 e non lo era al 1 gennaio 2007;
A tali fattispecie, a norma della lett. b) del comma 90 in commento, si aggiunge:
4. il personale non dirigenziale che maturi il requisito dei tre anni di servizio in virtù di contratti stipulati prima del 28 settembre 2007 e, così, sino a tutto il giorno 27 precedente.

Il comma 92 aggiunge poi che le amministrazioni di cui al comma 90, quindi anche gli enti locali, continuano ad avvalersi del personale di cui al medesimo comma, nelle more delle procedure di stabilizzazione. Si tratta, quindi, di tutto il personale riferibile al comma 558, compreso quello che vi si può far rientrare ai sensi del nuovo comma 90, lett. b). Si ritiene che il mantenimento in servizio possa intervenire, per tutto il tempo necessario, sino alla conclusione delle procedure di stabilizzazione, in deroga ai limiti alle forme flessibili d’impiego, per coloro che vantino i requisiti di legge. Si precisa altresì che la proroga opera solo nei casi in cui il soggetto abbia già maturato i requisiti o comunque abbia in essere un contratto alla conclusione del quale maturerà il requisito previsto dalla norma e non opera ai fini della maturazione del requisito stesso.


2.2 Il personale con contratto di collaborazione

Il successivo comma 94 allarga ulteriormente la platea dei soggetti “stabilizzabili”, statuendo che: “Fatte comunque salve le intese stipulate, ai sensi dei commi 558 e 560 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, prima della data di entrata in vigore della presente legge, entro il 30 aprile 2008, le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, predispongono, sentite le organizzazioni sindacali, nell’ambito della programmazione triennale dei fabbisogni per gli anni 2008, 2009 e 2010, piani per la progressiva stabilizzazione del seguente personale non dirigenziale, tenuto conto dei differenti tempi di maturazione dei presenti requisiti:
a) in servizio con contratto a tempo determinato, ai sensi dei commi 90 e 92, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 1, commi 519 e 558, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
b) già utilizzato con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, in essere alla data di entrata in vigore della presente legge e che alla stessa data abbia già espletato attività lavorativa per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007, presso la stessa amministrazione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, commi 529 e 560, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. È comunque escluso dalle procedure di stabilizzazione di cui alla presente lettera il personale di diretta collaborazione degli organi politici presso le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 nonché il personale a contratto che svolge compiti di insegnamento e di ricerca nelle università e negli enti di ricerca.”.


La norma fa salve innanzitutto le intese con le organizzazioni sindacali, ossia i verbali concertazione, già stipulati ai sensi dei commi 558 e 560 della finanziaria per il 2007.
Si rammenta che il comma 560 della precedente finanziaria prevede, per gli Enti sottoposti al Patto di stabilità, la riserva obbligatoria nelle selezioni pubbliche per assunzioni a tempo determinato, per non meno del 60% dei posti messi a concorso, a favore dei soggetti con i quali regioni ed enti locali abbiano stipulato uno o più contratti di collaborazione coordinata e continuativa, esclusi gli incarichi di nomina politica, per la durata complessiva di almeno un anno raggiunta alla data del 29 settembre 2006. Poiché, ai sensi della nuova finanziaria i soggetti che hanno usufruito della riserva prima del 28 settembre 2007 (in vigenza del precedente regime relativo all’utilizzo dei rapporti flessibili nella pubblica amministrazione) potranno maturare i requisiti per la stabilizzazione, il legislatore vuole fare salve le intese già stipulate in relazione al comma 560.
Subito dopo, poi, il comma 95 si premura di precisare che: “Anche per le finalità indicate dal comma 94 … – che è proprio quello in cui avviene il richiamo al comma 560 – … le amministrazioni pubbliche di cui al comma 90, nel rispetto dei vincoli finanziari e di bilancio previsti dalla legislazione vigente, possono continuare ad avvalersi del personale assunto con contratto a tempo determinato sulla base delle procedure selettive previste dall’articolo 1, commi 529 e 560, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.”. Il legislatore, quindi, consente agli enti di continuare ad avvalersi del personale a termine assunto in virtù della riserva di cui al comma 560, ai fini e nelle more della stabilizzazione ed ovviamente coerentemente con i piani occupazionali.
Il comma 94 poi impone a tutte le pubbliche amministrazioni, quindi anche agli enti locali, di predisporre sentendo preventivamente le organizzazioni sindacali, entro il 30 aprile 2008, un piano di graduale stabilizzazione di personale non dirigenziale nell’ambito del prossimo programma occupazionale triennale (2008-2010), in maniera tale che la soluzione della questione del precariato sia definita in un arco di tempo definito. La predisposizione di detto piano è obbligatoria; ciò non significa, tuttavia, che le amministrazioni sono tenute a stabilizzare tutto il personale che abbia i requisiti.
La norma di riferimento, infatti, è sempre il comma 558 dell’articolo unico della legge n. 296/2006; tale norma non impone alcun obbligo di stabilizzazione, ma si limita a definire una facoltà per le amministrazioni locali che stabilizzano “… nei limiti dei posti disponibili in organico …”, con ciò confermandosi che le amministrazioni locali, anche ai sensi del nuovo comma 94, devono comunque procedere alle dovute valutazioni sui fabbisogni concreti di personale a tempo indeterminato, in quanto necessario “a regime” per far fronte ad esigenze consolidate degli uffici e dei servizi. D’altronde, le stabilizzazioni, ai sensi del comma 558 possono avvenire solo ed esclusivamente nei limiti delle disposizioni che limitano le spese di personale (cfr. comma 557, legge n. 296/2006, per gli enti sottoposti al patto di stabilità e comma 562 della stessa legge per gli enti non sottoposti al patto medesimo). La pianificazione del processo di stabilizzazione, pertanto, non potrà non tener conto di tali obiettivi di contenimento della spesa, con i quali dovrà trovare necessario coordinamento programmatorio.

Quanto ai requisiti di stabilizzazione, il comma 94 , oltre al personale di cui ci commi 90 e 92, (personale assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, in possesso dei requisiti di cui al comma 558 della legge n. 296/2006, con l’integrazione del termine di stipulazione dei contratti di cui al medesimo comma 90), estende l’opportunità della stabilizzazione, alla lettera b), anche al personale non dirigenziale “… già utilizzato con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, in essere alla data di entrata in vigore della presente legge e che alla stessa data abbia già espletato attività lavorativa per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007, presso la stessa amministrazione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, commi 529 e 560, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 …”.
I collaboratori, in particolare, per poter essere coinvolti nel percorso, devono essere in possesso dei seguenti requisiti, acquisiti presso la stessa amministrazione:

o devono essere già stati utilizzati con contratti di collaborazione coordinata e continuativa;
o alla data del 1° gennaio 2008 (entrata in vigore della legge finanziaria 2008) devono essere in servizio con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa;
o devono avere già espletato attività lavorativa per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007 (quindi tra il 28 settembre 2002 e il 27 settembre 2007).

Deve poi aggiungersi che, sempre con specifico riferimento alla categoria dei collaboratori, l’ultima parte della più volte citata lettera b) del comma 94 sancisce che: “È comunque escluso dalle procedure di stabilizzazione di cui alla presente lettera il personale di diretta collaborazione degli organi politici presso le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 nonché il personale a contratto che svolge compiti di insegnamento e di ricerca nelle università e negli enti di ricerca.”.
La norma richiede tre anni di “attività lavorativa”, senza specificare il titolo della stessa, mentre precisa che, al 1° gennaio 2008, deve risultare in essere un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e che ciascun interessato deve già essere stato utilizzato con tale tipo di contratto, senza che sia precisata una durata.
Sembra potersi ritenere quindi che i complessivi tre anni di attività lavorativa possano essere stati svolti non necessariamente con contratto di collaborazione ma anche a diverso titolo, ad esempio, con contratto di lavoro a termine, purchè al 1 gennaio 2008 sia in essere un contratto di collaborazione.
La norma, inoltre, si preoccupa di fare salvo “quanto previsto dall’articolo 1, commi 529 e 560, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 …”. Si tratta delle più volte richiamate disposizioni che impongono la riserva a favore dei collaboratori coordinati e continuativi nelle selezioni pubbliche per assunzioni a tempo determinato. Si ritiene quindi che il legislatore abbia voluto salvaguardare coloro – e solo coloro – che, già impiegati come collaboratori, non possano più vantare tale requisito al 1° gennaio 2008, per il solo fatto di aver accettato un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato, sfruttando proprio la riserva che la qualità di collaboratore gli attribuiva: in tal modo si salvano coloro che hanno usufruito della riserva ed instaurato il relativo contratto a termine dopo il 28 settembre 2007; tale personale, altrimenti, non rientrerebbe nelle possibilità di stabilizzazione di cui al citato comma 90.
Un problema da chiarire riguarda le modalità con le quali procedere alla stabilizzazione del personale con contratto di collaborazione in essere al 1 gennaio 2008 ed in possesso dei requisiti ora descritti. Il comma 558, infatti, consentiva la stabilizzazione del personale con rapporto di lavoro a termine di natura subordinata, “… purché sia stato assunto mediante procedure selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge. Alle iniziative di stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato mediante procedure diverse si provvede previo espletamento di prove selettive. …”: il comma 94 in commento non chiarisce quali debbano essere le procedure per la stabilizzazione del personale con contratto di collaborazione, per il quale in ogni caso è opportuno procedere con percorsi selettivi. E’necessario che tale percorso trovi fondamento nella rigorosa applicazione dei citati principi di selezione, che dovranno essere applicati attraverso discipline, seppur dedicate e riservate, idonee a garantire la rispondenza delle professionalità (anche espresse durante i rapporti di collaborazione), oltre che dei titoli culturali posseduti dai candidati, agli effettivi fabbisogni d’organico degli enti, in stretta correlazione ai profili e alle categorie parametrabili alle attività svolte. Ed anzi, sarà anche opportuno che ciascuna amministrazione, in relazione alla quantità di possibili interessati (ai sensi sia della lettera a) che della lettera b) del comma 94), da rapportare alla disponibilità dei posti da ricoprire, valuti la definizione di adeguate norme regolamentari, dirette a stabilire eventuali precedenze, prove comparative e modalità di scelta dei candidati, sulla scorta del prioritario e dirimente interesse pubblico al consolidamento dei rapporti, soprattutto quando la dotazione organica non risulti sufficiente a dar sfogo a tutte le aspettative di stabilizzazione.

Il comma 96 demanda ad un DPCM l’individuazione di rapporti di lavoro di altra natura, ai fini di un’eventuale loro equiparazione alle collaborazioni coordinate e continuative, proprio ai fini della stabilizzazione. Si prevede infatti che: “Con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all’articolo 1, comma 418, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, da adottare inderogabilmente entro il mese di marzo 2008, in relazione alle tipologie contrattuali di lavoro flessibile diverse da quelle di cui al comma 94, ed ai fini dei piani di stabilizzazione previsti dal medesimo comma 94, vengono disciplinati i requisiti professionali, la durata minima delle esperienze professionali maturate presso la stessa pubblica amministrazione, non inferiori ai tre anni, anche non continuativi, alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché le modalità di valutazione da applicare in sede di procedure selettive, al cui positivo esito viene garantita l’assimilazione ai soggetti di cui al comma 94, lettera b).”. Si rammenta che il termine massimo per l’adozione del DPCM è stato prorogato dall’art. 25 bis del d.l. n. 248/2007 (milleproroghe), convertito in legge n. 31/2008, al 30 giugno 2008.

In sintesi ed in conclusione, quindi, le amministrazioni locali dovranno innanzitutto predisporre entro aprile 2008 il piano per la progressiva stabilizzazione del personale precario, tenendo sempre conto delle limitazioni di spesa e dei limiti assunzionali (per gli Enti con meno di 5000 abitanti) nonché del carattere facoltativo (funzionale alle esigenze stabili e durature dell’Ente) della stabilizzazione.
I lavoratori stabilizzabili sono:
- quelli aventi i requisiti di cui al comma 558 della legge n. 296/2006;
- i soggetti che maturano il requisito a norma della lett. b) del comma 90, ossia il personale non dirigenziale che maturi il requisito dei tre anni di servizio in virtù di contratti stipulati prima del 28 settembre 2007;
- i soggetti di cui alla lett. b) del comma 94, ossia i soggetti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa in essere alla data del 1° gennaio 2008 e che hanno già espletato attività lavorativa per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007.

Ai fini e nelle more della stabilizzazione ed ovviamente coerentemente con i piani occupazionali, a norma dei commi 92 e 95 gli enti possono continuare ad avvalersi del personale di cui ai commi 558 della Finanziaria 2007, del personale di cui alla lett. b) del comma 90 nonchè del personale a termine assunto in virtù della riserva di cui al comma 560 della Finanziaria 2007.

Per quanto riguarda le procedure, almeno per il personale con contratto a termine di natura subordinata, continuano ad applicarsi quelle già individuate dal comma 558; per quanto riguarda il personale con contratto di collaborazione valgono le considerazioni sopra svolte in merito alle modalità di stabilizzazione.

2.3 La riserva di posti e la valutazione dei titoli nei concorsi a tempo indeterminato

Il comma 106 dell’art. 3 della nuova legge finanziaria, infine, individua un ulteriore percorso “preferenziale” per il riassorbimento del personale precario, prevedendo che, solo nell’anno 2008, i bandi per le assunzioni a tempo indeterminato possono prevedere:
- una riserva di posti non superiore al 20 per cento (anche inferiore, quindi, a discrezione degli enti) dei posti messi a concorso per il personale non dirigenziale che abbia maturato almeno tre anni di esperienze di lavoro subordinato a tempo determinato presso pubbliche amministrazioni in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 28 settembre 2007;
- il riconoscimento (ovviamente, in quanto il bando sia costruito per titoli ed esami), in termini di punteggio, del servizio prestato presso le pubbliche amministrazioni per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007, in virtù di contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati anteriormente a tale data.

L’applicazione del comma 106 non costituisce una alternativa alla stabilizzazione di cui al comma 558 della legge Finanziaria per il 2007. Si tratta, infatti, di due previsioni del tutto indipendenti, a prescindere dal fatto che ne possano usufruire, con due percorsi differenti d’ingresso in organico, anche soggetti aventi requisiti utili per l’applicazione di entrambe le norme, le quali, tra l’altro, non prevedono requisiti del tutto coincidenti.









3. LE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SPESE DI PERSONALE

La nuova legge finanziaria torna ad occuparsi del contenimento della spesa del personale, con specifico riferimento alle autonomie locali, mediante norme di integrazione dei commi 557 e 562 della legge n. 296/2006.

3.1 Gli Enti sottoposti al Patto di stabilità

Secondo il disposto di cui al comma 557 della Finanziaria 2007: “Ai fini del concorso delle autonomie regionali e locali al rispetto degli obiettivi di finanza pubblica …, gli enti sottoposti al patto di stabilità interno assicurano la riduzione delle spese di personale, garantendo il contenimento della dinamica retributiva e occupazionale, anche attraverso la razionalizzazione delle strutture burocratico-amministrative …” –, il comma 120 dell’art. 3 della legge n. 244/2007 aggiunge, al termine dello stesso, il seguente periodo: “Eventuali deroghe ai sensi dell’articolo 19, comma 8, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, fermi restando i vincoli fissati dal patto di stabilità per l’esercizio in corso, devono comunque assicurare il rispetto delle seguenti ulteriori condizioni:
a) che l'ente abbia rispettato il patto di stabilità nell’ultimo triennio;
b) che il volume complessivo della spesa per il personale in servizio non sia superiore al parametro obiettivo valido ai fini dell’accertamento della condizione di ente strutturalmente deficitario ;
c) che il rapporto medio tra dipendenti in servizio e popolazione residente non superi quello determinato per gli enti in condizioni di dissesto. ”.

Con decorrenza dal 2008, l’obiettivo di riduzione della spesa ha carattere di vincolatività, essendo previste deroghe solo in presenza di specifiche condizioni. Il richiamo al comma 8 dell’art. 19 della legge n. 488/2001 impone poi il formale accertamento delle condizioni stesse, dato che lo stesso prescrive che “… gli organi di revisione contabile degli enti locali … accertano che i documenti di programmazione del fabbisogno di personale siano improntati al rispetto del princìpio di riduzione complessiva della spesa di cui all’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, e che eventuali deroghe a tale princìpio siano analiticamente motivate”. Non è, quindi, sufficiente la dimostrazione del rispetto delle suddette condizioni, poiché la legge le qualifica “ulteriori”, restando necessario esprimere in atti le analitiche motivazioni previste dalla norma del 2001.

3.2 Gli Enti non sottoposti al Patto di stabilità

Anche il comma 562 della legge n. 296/2006, per gli enti locali non soggetti al patto di stabilità, viene analogamente integrato dal successivo comma 121 dell’art. 3 della nuova finanziaria. La norma originaria dispone che: “Per gli enti non sottoposti alle regole del patto di stabilità interno, le spese di personale, al lordo degli oneri riflessi a carico delle amministrazioni e dell’IRAP, con esclusione degli oneri relativi ai rinnovi contrattuali, non devono superare il corrispondente ammontare dell’anno 2004. Gli enti di cui al primo periodo possono procedere all’assunzione di personale nel limite delle cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato complessivamente intervenute nel precedente anno, ivi compreso il personale di cui al comma 558.”. L’integrazione operata dal suddetto comma 121 dispone che: “Eventuali deroghe ai sensi dell’articolo 19, comma 8, della legge n. 448 del 2001 devono comunque assicurare il rispetto delle seguenti condizioni:
a) che il volume complessivo della spesa per il personale in servizio non sia superiore al parametro obiettivo valido per l’accertamento della condizione di ente strutturalmente deficitario, ridotto del 15 per cento;
b) che il rapporto medio tra dipendenti in servizio e popolazione residente non superi quello determinato per gli enti in condizioni di dissesto, ridotto del 20 per cento.”.
Valgono, ovviamente, le stesse considerazioni svolte sul comma 120, anche con riguardo all’applicazione dell’art. 19, comma 8, della legge n. 488/2001. Deve, però, aggiungersi che la deroga al comma 562 della precedente finanziaria, essendo posta in via generale alla fine dello stesso, riguarda anche il limite del turn-over per le assunzioni di personale a tempo indeterminato. In presenza e nel rispetto delle condizioni sopra previste, nonché dietro adeguata motivazione, gli enti non sottoposti al patto di stabilità potranno quindi assumere una maggiore quantità di personale a tempo indeterminato.


4. L’affidamento di incarichi a soggetti esterni all’Amministrazione

Le disposizioni della Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008) in materia di affidamento di incarichi a soggetti esterni alla pubblica amministrazione sono contenute nei commi 18, 54, 55, 56 e 57 dell’articolo 3 della medesima legge.

4.1 La pubblicazione dei provvedimenti di affidamento di incarichi esterni

I commi 18 e 54 concernono gli adempimenti connessi alla pubblicazione sul sito web dell’Amministrazione dei provvedimenti di affidamento degli incarichi ai soggetti esterni.
In particolare, procedendo con ordine, secondo il disposto di cui al comma 18: "I contratti relativi a rapporti di consulenza con le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, sono efficaci a decorrere dalla data di pubblicazione del nominativo del
consulente, dell’oggetto dell’incarico e del relativo compenso sul sito istituzionale dell’amministrazione stipulante” .
Il successivo comma 54, poi, modifica l’articolo 1, comma 127, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, prevedendo che le pubbliche amministrazioni “sono tenute a pubblicare sul proprio sito web i relativi
provvedimenti completi di indicazione dei soggetti percettori, della ragione dell’incarico e dell’ammontare erogato. In caso di omessa pubblicazione, la liquidazione del corrispettivo per gli incarichi di collaborazione o consulenza di cui al presente comma costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale del dirigente preposto”
In relazione a quest’ultima previsione si ritiene che vada effettuata la pubblicazione dei provvedimenti di affidamento dell’incarico emanati a decorrere dal 1 gennaio 2008 e non anche i provvedimenti relativi ad anni precedenti per i quali si procede alla liquidazione del relativo importo nel 2008.
Per quanto riguarda, invece, le modalità di pubblicazione sul web, si consiglia agli Enti, considerando anche la rilevanza delle sanzioni connesse al mancato adempimento dell’obbligo, di garantire la massima trasparenza e consultabilità delle informazioni.


4.2 Gli atti propedeutici all’affidamento degli incarichi esterni: il programma del Consiglio ed il Regolamento della Giunta

I successivi commi 55, 56 e 57 introducono nuovi adempimenti propedeutici all’affidamento degli incarichi a soggetti esterni.
Secondo il disposto di cui al comma 55, l’attribuzione di incarichi studio o di ricerca, ovvero di consulenze, da parte degli enti locali può avvenire solo previa adozione di un programma approvato dal Consiglio ai sensi dell'articolo 42, comma 2, lettera b), del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Molto utile, ai fini della corretta individuazione della tipologia di incarichi per i quali sussiste l’obbligo di inserimento nell’ambito del programma consiliare è la distinzione operata dalla Corte dei Conti nella Delibera 15 febbraio 2005, n. 6/CONTR/05.
Secondo la Corte, infatti, “gli incarichi di studio possono essere individuati con riferimento ai parametri indicati dal d.P.R. n. 338/1994 che, all'art. 5, determina il contenuto dell'incarico nello svolgimento di un'attività di studio, nell'interesse dell'amministrazione. Requisito essenziale, per il corretto svolgimento di questo tipo d'incarichi, è la consegna di una relazione scritta finale, nella quale saranno illustrati i risultati dello studio e le soluzioni proposte.
Gli incarichi di ricerca, invece, presuppongono la preventiva definizione del programma da parte dell'amministrazione.
Le consulenze, infine, riguardano le richieste di pareri ad esperti.
Il contenuto degli incarichi (…) coincide quindi con il contratto di prestazione d'opera intellettuale, regolato dagli artt. 2229-2238 del codice civile”.

Il Consiglio deve quindi programmare incarichi di studio ricerca e consulenza a prescindere dalla forma contrattuale adottata per il conferimento degli stessi; conta l’oggetto prestazione.
Tutti gli incarichi ovviamente saranno ricondotti ad una delle tipologie previste dall'art. 7, comma 6, del dlgs 165/2001 (modificato dall'art. 32 del DL. 223/2006, convertito in L. 248/2006) secondo il quale le amministrazioni pubbliche, enti locali compresi, per esigenze cui non possano far fronte con personale in servizio, possono conferire incarichi individuali a esperti di provata esperienza, tramite:
a) contratti di lavoro autonomo professionale;
b) contratti di lavoro autonomo occasionale;
c) contratti di collaborazione coordinata e continuativa;

Il Programma Consiliare dovrà contenere indicazioni di carattere generale circa la tipologia di incarichi che l’Ente intende affidare in relazione ai vari settori organizzativi in cui è articolata la struttura amministrativa; è evidente che il consiglio comunale potrà esprimersi in modo compiuto e coerente solo ove detto programma sia la logica conseguenza di quanto risultante dagli altri atti di indirizzo approvati dal medesimo organo consiliare.
Nel predisporre il programma, pertanto, non si potrà prescindere da una visione completa di ciò che l’amministrazione intende realizzare, così come indicato sia in sede di predisposizione di bilancio con riferimento agli aspetti contabili, sia in sede di relazione previsionale e programmatica per ciò che attiene all’indicazione specifica dei programmi amministrativi. Il programma consiliare, quindi, dovrà fare riferimento alla descrizione dei diversi programmi/progetti riportati nella Relazione Previsionale e Programmatica, congiuntamente al Bilancio Preventivo e agli obiettivi di gestione approvati dalla Giunta (con traduzione dei predetti nel PEG e in progetti di lavoro).

I successivi commi 56 e 57 prevedono che con il Regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi emanato ai sensi dell'articolo 89 del D. Lgs n. 267/2000, di competenza della Giunta, siano fissati, in conformità a quanto stabilito dalle disposizioni vigenti, i limiti, i criteri e le modalità per l'affidamento di incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca, ovvero di consulenze, a soggetti estranei all'amministrazione. Con il medesimo regolamento è fissato il limite massimo della spesa annua per gli incarichi e consulenze. L'affidamento di incarichi o consulenze effettuato in violazione delle disposizioni regolamentari emanate ai sensi del presente comma costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale. Tali disposizioni regolamentari sono trasmesse, per estratto, alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti entro trenta giorni dalla loro adozione.
Le disposizioni regolamentari, coerentemente con lo spirito della norma, dovranno essere finalizzate a consentire la razionalizzazione della spesa per incarichi a soggetti esterni ed il contenimento del numero e del costo complessivo degli stessi, ottimizzando l'utilizzo delle risorse umane impiegate.
Le disposizioni regolamentari, quindi, disciplineranno le procedure di conferimento di incarichi individuali, a fronte di attivita' esercitabili in forma di lavoro autonomo, sulla base di contratti di prestazione d'opera stipulati ai sensi dell'articolo 2222 e seguenti del Codice Civile, in particolare:
a) con soggetti esercenti attività professionale, necessitanti o meno di abilitazione, individuabili come titolari di partita Iva;
b) con soggetti esercenti attività autonoma o parasubordinata, nell'ambito di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, caratterizzata da continuità della prestazione e un potere di direzione dell’amministrazione;
c) con soggetti esercenti attività autonoma, nell'ambito di rapporti di collaborazione occasionale.

Tali incarichi sono conferiti per lo svolgimento di attività professionali, di studio, di ricerca, e di consulenza, finalizzate a sostenere e migliorare i processi decisionali dell'amministrazione; si ritengono esclusi dall’ambito di disciplina regolamentare, in quanto comunque autorizzabili, gli incarichi da conferire in esecuzione di adempimenti obbligatori per legge, oltre che per il patrocinio dell'amministrazione, per la rappresentanza in giudizio, l'assistenza e la domiciliazione, consistenti in prestazioni altamente qualificate di natura autonoma, prescritte dalla legge, non fungibili, contingenti e non facoltative ovvero caratterizzate dalla necessità di continuità (es. Medico del Lavoro incaricato ai sensi del D.Lgs. 626/94).
Si ritiene invece opportuno inserire nel Regolamento anche gli incarichi che rientrano nell’ambito di disciplina del Codice LL.PP- Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 -, facendo riferimento, per l'iter procedurale da porre in essere, alle specificita' previste da tali norme specialistiche settoriali.

A decorrere dal 1 gennaio 2008, l’affidamento di incarichi ex novo non potrà che avvenire previa adozione dei sopra menzionati atti; ovviamente gli incarichi affidati prima dell’entrata in vigore della legge finanziaria 2008 continuano a mantenere la loro efficacia fino alla naturale scadenza.
Si fa presente, inoltre, che la disciplina degli incarichi a soggetti esterni costituisce una disciplina distinta rispetto alla disciplina delle forme contrattuali flessibili di cui al comma 79 dell’articolo 3 della legge Finanziaria in commento; pertanto, agli incarichi a soggetti esterni non si applicano le limitazioni temporali ivi previste.


4.3 I requisiti dei soggetti affidatari degli incarichi

Sempre in tema di incarichi, il successivo comma 76 della legge in esame modifica il comma 6 dell’articolo 7 del decreto legislativo n. 165/2001, alla luce di tale modifica il requisito minimo per l’affidamento degli incarichi a soggetti esterni è costituito dalla specializzazione universitaria.
Si rammenta che tale disposizione, come tutte le disposizioni di cui al citato comma 6 dell’articolo 7 costituiscono principi per le autonomie locali che, a norma del successivo comma 6 ter, dovranno adeguarvisi in sede regolamentare. In tale sede quindi gli Enti, articoleranno, in relazione alle specifiche esigenze organizzative, il livello di specializzazione universitaria richiesta a seconda della tipologia di incarico e coerentemente con i fabbisogni dell’Ente.

Comitato Cittadino Isola Pulita


IL NEPOTISMO E’ REATO
Un sindaco o un assessore, non possono fare favoritismi a vantaggio di figli, nipoti, parenti e amici, non solo in maniera diretta, ma neppure indiretta, facendo - per esempio - vincere appalti a ditte, a patto che poi queste assumano chi vogliono loro.
La Suprema Corte, annullando una sentenza d'Appello, ha ordinato un nuovo rinvio a giudizio per tre amministratori, spiegando che ‘in tema di corruzione, l’atto d’ufficio, oggetto di mercimonio, non va inteso in senso formale, in quanto deve comprendere qualsiasi comportamento che comunque violi (anche se non in contrasto con specifiche norme giuridiche o con istruzioni di servizio) i doveri di fedeltà, imparzialità, onestà che devono essere osservati da chiunque eserciti una pubblica funzione’”

Caricato da isolapulita


martedì 27 novembre 2007

Libera Isola delle Femmine

FATTI E MISFATTI CON ANNESSI E CONNESSI DEI TANTI PONZI PILATI DI ISOLA DELLE FEMMINE

Libera Isola delle Femmine


Un servizio di teleoccidente a Isola delle Femmine Italcementi Azienda Insalubre Pet-coke Malattie Inquinamento Delocalizzazione Autorizzazione Integrata Ambientale Responsabilità del Sindaco: UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro della città. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A.
I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro della città. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
Il Governo, con il D. Lgs del 30 ottobre 2007, che certamente sarà all’attenzione delle Istituzioni europee, all’ultimo minuto ha prorogato al 31 marzo 2008 la data entro la quale anche la Italcementi di isola delle Femmine dovrà essere in possesso dell’AIA. Il Sindaco è nelle condizioni di avanzare al Ministro dell’ambiente la richiesta, già avanzata ufficialmente dalle Associazioni Ambientaliste, di applicare per la Italcementi il comma 20 dell’art. 5 del D. Lgs 59/2005 che sembra tagliato su misura per Isola delle Femmine e che qui riportiamo.
“In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, di intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi, l’autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 18, assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e la procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma il termine di centocinquanta giorni di cui al comma 12 è sostituito dal termine di trecento giorni.”
La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo "leggere".

Con l'AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l'adozione della migliori tecnologie disponibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria.

Continua su…… http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/italcementi-autorizzazione-integrata.html S

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I commercianti in Lotta a Isola delle Femmine
ISOLA DELLE FEMMINE PRESIDIO DEI COMMERCIANTI E CITTADINI PER LA CHIUSURA DELLO SVINCOLO SENZA ALTERNATIVA - 15/nov/2007
www.isolapulita.it

I commercianti e cittadini di Isola delle Femmine e Capaci hanno presidiato contro la chiusura dello svincolo per Isola e da Isola delle femmine senza alcuna alternativa di svincolo provvisorio. E' chiaro che il danno economico che ne deriverà da questa chiusura che si potrarrà per circa 2 anni, arrecherà dei danni economici incalcolabili per il commercio e il turismo a Isola delle Femmine con conseguenza che si ripercuoteranno sui livelli occupazionali. Sorpresa per i magistrati e giornalisti presenti all'udienza: il boss Lo Piccolo ha deciso di deporre. Migliaia di lettere di solidarietà e di ringraziamenti alle forze di polizie. Un cittadino ha consegnato un mazzo di rosse ed un semplice biglietto con su scritto GRAZIE. Da Noi ad Isola delle Femmine NULLA. NULLA ci scalfisce! Non sono cosa nostra! Sono riusciti anche in questo: Addormentare le nostre coscienze. (Chi ti ci porta...)

Comitato Cittadino Isola Pulita
http://www.isolapulita.it
ISOLA DELLE FEMMINE PRESIDIO DEI COMMERCIANTI E CITTADINI PER LA CHIUSURA DELLO SVINCOLO SENZA ALTERNATIVA

Isola delle Femmine 15.11.07
I commercianti e cittadini di Isola delle Femmine e Capaci hanno presidiato contro la chiusura dello svincolo per Isola e da Isola delle femmine senza alcuna alternativa di svincolo provvisorio. E' chiaro che il danno economico che ne deriverà da questa chiusura che si potrarrà per circa 2 anni, arrecherà dei danni economici incalcolabili per il commercio e il turismo a Isola delle Femmine con conseguenza che si ripercuoteranno sui livelli occupazionali.

Sorpresa per i magistrati e giornalisti presenti all'udienza: il boss Lo Piccolo ha deciso di deporre.
Migliaia di lettere di solidarietà e di ringraziamenti alle forze di polizie. Un cittadino ha consegnato un mazzo di rosse ed un semplice biglietto con su scritto GRAZIE.
Da Noi ad Isola delle Femmine NULLA.
NULLA ci scalfisce!
Non sono cosa nostra!
Sono riusciti anche in questo:
Addormentare le nostre coscienze. (Chi ti ci porta...)

Comitato Cittadino Isola Pulita

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L’

ACQUA COME BENE COMUNE
"L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita. L’acqua costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: dunque l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti."
Battaglia contro l’affidamento della gstione del servizio idrico integrato a Palermo. Una proposta dei Comitati contro la privatizzazione dell’acqua: Sostenere l’iniziativa dela proposta di legge popolare sui principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e per la ripublicizzazione del servizio idrico.
LETTERA AI SINDACI E AI PRESIDENTI DEI CONSIGLI COMUNALI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI PALERMO
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua ritiene essenziale, per il contrasto alla privatizzazione e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, rafforzare su questi temi la sinergia fra movimento ed Enti locali.
Il contributo dato dagli amministratori locali durante la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare è stato importante e ha visto l'adesione, tramite delibera, di circa 120 Enti Locali.
Per questo vorremmo dar vita al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l'acqua pubblica, che riunisca quegli Enti Locali che si battono per l'affermazione dell'acqua come bene comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
Il Coordinamento nazionale EELL per l'acqua pubblica avrà una propria autonomia organizzativa in funzione del fatto di essere espressione di realtà istituzionali, dotandosi quindi di una struttura a livello nazionale come a livello dei coordinamenti regionali e provinciali.
Il Coordinamento dei Comuni contro la privatizzazione dell’acqua costituitosi in provincia di Palermo avrà maggiore forza se inserito in un movimento di Comuni più ampio, innanzitutto in sede e su base regionale. Per questa ragione ritengo utile fissare un incontro per VENERDI’ 18 APRILE alle ore 17.00 presso l’aula consiliare del Comune di Caltavuturo nel corso del quale fare il punto sullo stato delle procedure per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato nella provincia di Palermo e a seguito del quale varare una piattaforma di iniziative che abbia al centro il maggior coinvolgimento dei Comuni e delle popolazioni anche alla luce dei nuovi scenari politici e di governo a seguito delle elezioni del 13 aprile e che preveda anche:


•L’approvazione di delibere di sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare;


•L’impegno a costruire "buone pratiche" nella gestione della risorsa acqua nel loro territorio (risparmio idrico, eliminazione dell'utilizzo dell'acqua minerale nelle proprie strutture, educazione a livello di scuole e coinvolgimento della cittadinanza ecc.);


•L’impegno nella battaglia contro la privatizzazione e per la ripubblicizzazione del servizio idrico nel proprio territorio, assumendo dei comportamenti concreti, adottando scelte politiche e ponendo in essere atti e provvedimenti amministrativi coerenti con la linea del Movimento e con le decisioni assunte dallo stesso Coordinamento EE. LL.

Giova anche ricordare che il Forum nazionale intende svolgere un ruolo attivo sia di supporto dei Coordinamenti degli EELL, sia, anche attraverso il lavoro del gruppo giuridico, di sostegno per affrontare le problematiche di natura legaleamministrativa che emergono nei vari territori.
Stante l’importanza della riunione vi prego di assicurare la puntuale partecipazione.
Cordialità
CALTAVUTURO 8 APRILE 2008
Il Sindaco
On. Domenico Giannopolo
Comitato Cittadino Isola Pulita
http://www.isolapulita.it


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ITALCEMENTI A.I.A. SINDACO ISOLA REGIONE CITTADINI UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A.
I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro del paese. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
Il Governo, con il D. Lgs del 30 ottobre 2007, che certamente sarà all’attenzione delle Istituzioni europee, all’ultimo minuto ha prorogato al 31 marzo 2008 la data entro la quale anche la Italcementi di isola delle Femmine dovrà essere in possesso dell’AIA. Il Sindaco è nelle condizioni di avanzare al Ministro dell’ambiente la richiesta, già avanzata ufficialmente dalle Associazioni Ambientaliste, di applicare per la Italcementi il comma 20 dell’art. 5 del D. Lgs 59/2005 che sembra tagliato su misura per Isola delle Femmine e che qui riportiamo.
“In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, di intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi, l’autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 18, assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e la procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma il termine di centocinquanta giorni di cui al comma 12 è sostituito dal termine di trecento giorni.”
La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo "leggere".

Con l'AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l'adozione della migliori tecnologie disponibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria.

L'autorizzazione integrata ambientale è, secondo la definizione di cui all'articolo 2 lettera l) del Dlgs 18 febbraio 2005 n. 59 (recante "Attuazione integrale della direttiva 96/61/Ce relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento") "il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che l'impianto sia conforme ai requisiti del presente decreto"; detto provvedimento si inquadra tra le "misure intese ad evitare, oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni (delle attività industriali inquinanti normativamente individuate) nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti e per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso" (cfr. articolo1 comma 1 del citato Dlgs n. 59/2005)


La procedura autorizzativi IPPC - PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) è stata adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 24 settembre 1996 con la direttiva 96/61/CE con la finalità di:
• passare da un sistema autorizzativo in campo ambientale suddiviso per matrici (acqua, aria, terreno) ad una visione integrata e sistemica dell’inquinamento.
• privilegiare la prevenzione e la minimizzazione dell’inquinamento alla fonte, al fine di garantire una gestione accorta e più sostenibile delle risorse naturali;
• basare i Livelli di Emissione aziendali sulle potenzialità offerte dalle migliori tecniche ambientali disponibili (Best Available Techniques - BAT), in modo da incentivare l’innovazione e l’aggiornamento verso l’adozione di tecnologie verdi;
• garantire al pubblico il diritto di informazione sul funzionamento degli impianti e dei possibili effetti sull’ambiente e di trasmettere osservazioni;
• omogeneizzare le autorizzazioni ambientali degli impianti aventi un grande potenziale di inquinamento, al fine di evitare operazioni di dumping ambientale all’interno dell’Europa in vista del suo allargamento ad Est.
Il rilascio dell'autorizzazione integrale ambientale (autorizzazione che racchiude in un unico atto amministrativo il permesso a rilasciare inquinanti in aria, acqua, suolo) è infatti fondato sul rispetto delle migliori tecniche utilizzabili ("Mtd", migliori tecniche disponibili o "Bat", " Best available techniques") per mantenere al minimo l'impatto sull'ecosistema.

L'applicazione delle migliori tecnologie, così come previsto per legge, va fatto a monte, cioè è necessario che tale scelta sia fatta a monte nella progettazione del sistema integrato. Non si tratta di una scelta a priori di carattere ideologico, ma di una scelta che deriva da una valutazione e da una comparazione di dati sperimentali oggettivi di bilancio energetico, quantità di emissioni (gas serra ed inquinanti in senso stretto, ecc.), compatibilità con il territorio e gli abitanti locali e limitrofi, costi impiantistici e di esercizio, convenienza o meno dell'investimento in presenza o mancanza delle sovvenzioni pubbliche, vantaggi occupazionali, ecc.; e, a valle di tutto questo, da un'analisi, anch'essa oggettiva, dei rischi per la salute umana ad opera dei composti e degli elementi a lunga persistenza ambientale e che possono entrare nella catena alimentare.


Così a monte e a priori è stato deciso di rinunciare a possibili impianti alternativi che avrebbero potuto comportare un minore impatto ambientale, rinunciando “per ordinanza” a una visione integrata che avrebbe comportato meno inquinamento possibile come intende la PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) della comunità europea.

In tal senso le migliori tecnologie possibili esaminati nella procedura dell'autorizzazione integrata ambientale richiesta dalla ditta Italcementi S.p.a. saranno le BAT del migliore impianto che per la sua natura non è la migliore tecnologia possibile per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento, essendo esso stesso un impianto insalubre di prima classe (Art.216 T.U. Leggi Sanitarie/ G.U. n 220 del 20/09/1994 s.o.n.129).



Principi generali dell'autorizzazione integrata ambientale (Art. 3) stabilisce che:
”1. L'autorità competente, nel determinare le condizioni per l'autorizzazione integrata ambientale, fermo restando il rispetto delle norme di qualità ambientale, tiene conto dei seguenti principi generali:

a) devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell'inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili;
b) non si devono verificare fenomeni di inquinamento significativi;
c) deve essere evitata la produzione di rifiuti, a norma del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni; “

A tal fine chiediamo pertanto alle autorità competenti, in autotutela e per evitare ulteriore danno all’erario, di non accogliere la domanda per l'ottenimento dell'autorizzazione integrata ambientale (IPPC).

Caricato da isolapulita




IL NEPOTISMO E’ REATO
Un sindaco o un assessore, non possono fare favoritismi a vantaggio di figli, nipoti, parenti e amici, non solo in maniera diretta, ma neppure indiretta, facendo - per esempio - vincere appalti a ditte, a patto che poi queste assumano chi vogliono loro.
La Suprema Corte, annullando una sentenza d'Appello, ha ordinato un nuovo rinvio a giudizio per tre amministratori, spiegando che ‘in tema di corruzione, l’atto d’ufficio, oggetto di mercimonio, non va inteso in senso formale, in quanto deve comprendere qualsiasi comportamento che comunque violi (anche se non in contrasto con specifiche norme giuridiche o con istruzioni di servizio) i doveri di fedeltà, imparzialità, onestà che devono essere osservati da chiunque eserciti una pubblica funzione’”

Caricato da isolapulita








I CARABINIERI DI ISOLA DELLE Femmine denunciano 13 persone per ABUSIVISMO EDILIZIO l’accusa aver eseguiti lavori edilizi in assenza di –Licenza Edilizia –Parere Soprintendenza AA.BB.CC. –Parere tecnico in materia di vincoli rischi sismici.
vincoli in fase di pianificazione del territorio a isola delle femmine
-riserva naturale orientata di isola delle femmine
-vincolo cimiteriale
-vincolo ferroviario
-vincolo autostradale
-zone soggette a fenomeni di amplificazione sismica
-zone di ciglio di scarpate -zona di faglia presunta
-vincolo dei 150 metri dalla battigia (art 15 l.r. 78/76)
-vincolo dei 300 metri dalla battigia (d.lgs.490/99)
-vincolo dei 500 metri dalla battigia (art 15 l.r. 78/76)
-fascia di rispetto dell'impianto di depurazione dei reflui (art 46 l.r. 27/86)
°n.b.
-i vincoli di cui all'art 15 della legge regionale 78/76 non sono efficaci nele zone a e b di p.r.g.
-su tutto il territorio comunale vige il vincolo sismico di 2° categoria ai sensi della l. 64/74 e vincolo paesaggistico di cui alla l. 1497/39
la pianificazione del territorio terra' in considerazione:
della delocalizzazione di tutti i siti industriali e artigianali situati nelle zone abitate e che a causa della loro attivita' lavorativa arrecano danno all'ambiente e alla salute umana (art.216 testo unico delle leggi sanitarie e allegato d.m. 5 settembre 1994 di cui all'art. 216)

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PEPPINO IMPASTATO TRENT'ANNI
Sono trascorsi TRENTA anni,
erano giorni terribili,
giorni cupi,
giorni di terrore,
il pensiero unico iniziava a mettere le sue radici:
Brigate Rosse, rapimento Moro, consociativismo, lo stato di polizia,
Sciascia con il suo slogan "nè con lo stato nè con le BR" a seguire la tragica notizia del barbaro assassinio di PEPPINO.

Dal punto di vista di chi ancora oggi dedica con grande senso di responsabilità, il suo impegno nel tentativo di dare delle riposte ai problemi dei cittadini per ripristinare una partecipazione effettivamente democratica, da allora poco sembra essere cambiato dal punto di vista comportamentale.
Oggi, come allora ci rendiamo conto che il rapporto mafia-politica costitutivo del fenomeno mafioso sembra essere sempre più forte.
Ciò che Peppino aveva scoperto dei collegamenti della mafia e dei suoi rapporti con il mondo delle professioni, dell’imprenditoria, della politica, della sua penetrazione nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni, era un sistema di potere che ancora ad oggi resite anzi si è "professionalizzato" resta ancora in piedi e nulla sembra averlo scalfito.
Le ultime elezioni politiche con il voto a Cuffaro condannato per favoreggiamento o il voto dato a Dell’Utri condannato a 9 anni per concorso esterno che definisce Vittorio Mangano capo mafia ergastolano un eroe in quanto non ha proferito parola sui suoi rapporti con Arcore, sono la dimostrazione di questo sistema di potere e che tutto deve ESSERE "metabolizzato" "controllato" "dominato".
Siamo nel 2008 mi chiedo cosa è cambiato?
Nulla o quasi!
Non c’è da meravigliarsi:
Quando il Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine è sordo alla richiesta fatta dai Consiglieri Comunali di convocare una seduta del Consiglio Comunale al fine di dibattere dei problemi di legalità a Isola delle Femmine (i mezzi di comunicazione hanno parlato del nostro territorio sotto l’influenza di gruppi malavitosi, a Isola delle Femmine l’estate del 2006 è stato arrestato Salvatore Alfano latitante, a Isola delle Femmine operavano gli imprenditori Antonio e Stefano Maiorana, dai pizzini scoperti nel rifugio dei Lo Piccolo scopriamo che alcuni imprenditori e attività commerciali pagavano il pizzo, Isola delle Femmine all’inizio del 2000 vi sono state alcune ritorsioni nei confronti di ditte che eseguivano lavori per il Comune ………….), richiesta avanzata dai Consiglieri Comunali e negata dal Presidente del Consiglio .

Invano sembrano passati 30 anni quando: inerti ascoltiamo un Presidente del Consiglio che durante una seduta del Consiglio Comunale minaccia un Consigliere “Se mi denunci ti faccio saltare in aria ti faccio vedere chi sono io”
Di fronte a questi comportamenti mi chiedo a cosa è servito il sacrificio dei tanti: Falcone Borsellino Impastato,Pio La Torre, Chinnici, Placido Rizzotto…

Invano sembrano esser passati tutti questi anni di lotte, per l’affermazione dei diritti della trasparenza del libero e civile confronto per la crescita socio-culturale ed economico della nostra comunità quando ci ritroviamo con

un SINDACO che DIVIDE i cittadini in due categorie: quelli di A e quelli di serie B,

un SINDACO che non riesce a farsi salutare da quei cittadini che Lui considera di serie B (occhio Signor SINDACO sono aumentati in maniera esponenziale i CITTADINI di serie B),

un SINDACO che DIVIDE e non UNISCE,

un SINDACO che è riuscito a creare divisione odio e rancore anche tra i DIPENDENTI COMUNALI.

Un Sindaco che considera i suoi CRITICI dei NEMICI.

Un SINDACO sordo alle denunce di abusivismo edilizio e di aggressione sconsiderata del territorio.

A questo punto mi chiedo chi mai ci ripagherà del FURTO di democrazia e di diritti perpetrato ai danni di un’intera COMUNITA’?
Chi ci ripagherà delle vite che ci sono state sottrate fatte di: amici, compagni, fratelli sorelle cittadini giornalisti giudici avvocati operai studenti…………..


Peppino era un uomo impegnato nella lotta alla mafia che aveva scoperto i collegamenti tra politica e mafia, che ha operato una rottura non solo nell' ambiente in cui viveva ma nella sua stessa famiglia che era mafiosa".
Pino Ciampolillo




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Isola delle Femmine Approvato il piano regolatore porto 24.7.07
Isola delle Femmine 25.7.2007

Bliblioteca Comunale Adunata del Consiglio Comunale

Ordine del Giorno Piano Regolatore Generale

Presentazione e discussione degli emendamenti presentati dai gruppi consiliari rappresentati in Consiglio

A proposito dell'emendamento atto a reperire un'area da destinare a strutture scolastiche, Il Sindaco Professor Portobello in mancanza dell'Assessore alla Famiglia ha ritenuto opportuno lanciare un appello al pubblico presente in aula (in maggioranza aderenti a Isola Pulita ed inoltre "palermitani".
(Signor Sindaco , che non siano proprio i "palermitani" a far scendere l'indice di popolarità della Sua Giunta? I numeri del nostro sondaggio sono veramente impietosi. Qualcosa dovrà pur dirLe. O no?)

Al fine di non vedere in futuro le strutture scolastiche DESERTE (aggiungiamo noi forse, probabilmente, anzi per essere sinceri ed in considerazione di quanto già successo: SONO SOLO SOGNI! Qualche artifizio e la destinazione d'uso può cambiare)

"ADESSO POTETE FARE FIGLI"
Comitato Cittadino Isola Pulita
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Bologna Portobello puoi fare l'amministratore di condominio
Isola delle Femmine 8.8.07
L’ex Sindaco Stefano Bologna contesta l’attuale Sindaco Portobello Suo ex Assessore nonché Vicesindaco, “..sull’approvazione del Piano Regolatore del Porto, che è stato adottato, che altro non è che quello operativo necessario a far finanziare il Porto di Isola delle Femmine. Un’iter iniziato già sotto la mia amministrazione nel 1999 con la messa in sicurezza del porto.
La mia amministrazione ha acquisito il parere della soprintendenza, ilk parere dell’Assessorato territorio e Ambiente come variante urbanistica fino ad arrivare alla Valutazione di Impatto Ambientale iniziata nel 2003 ed ora conclusa.
L’unico Piano regolatore del Porto che permette di finanziare il porto è quello che riguarda la messa in sicurezza del porto. Quello che è stato adottato è lo schema di Piano Regolatore del Porto necessario per non perdere il finanziamento ad un’importante iniziativa turistica ricettiva (SOLEMAR-Toia) nell’area della ex Liquigas.
Si è ripetrimetrato l’area del Piano Regolatore del Porto.
Qualsiasi risultato raggiunge il Consiglio Comunale è merito del gruppo Insieme e del gruppo Isola Democratica in quanto il Nostro Sindaco Portobello ha perso la sua maggioranza.

Per coerenza e per dignità politica dovrebbero rimettere il mandato perché la cittadinanza deve essere amministrata da un Sindaco e da una Giunta che si prende la Responsabilità sugli argomentoi più importanti di una Amministrazione Comunale, altrimenti non si capisce perché dovrebbero così proseguire per altri diciotto mesi.”
BRAVO BOLOGNA: Sei riuscito a creare un gruppo che mostra TUTTE le capacità di cui dispone.
Comitato Cittadino isola Pulita
http://www.isolapulita.it


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PORTOBELLO basta con le falsità sul PRG 7.8.07
Isola delle Femmine 7.8.07
IL SINDACO PORTOBELLO.

“Si continua a dire FALSITA’ sui reali motivi che hanno indotto i 5 consiglieri del gruppo Isola per Tutti a dichiarare in fase di adozione del PRG la propria incompatibilità e sulla decisione degli atri 2 consiglieri di votare contro lo strumento urbanistico alla fine approvato dall’opposizione.
Nessuno dei due gruppi, fatto curioso, spiega il perché dell’approvazione dei TRE emandamenti:
1) ex comparto 1:revoca di un parco che lo si fa diventare urbanizzato, lo si fa diventare urbanizzato, si può costruire con una densità C2
2) una cementificazione della fascia costiera che non c’entra con il Piano Regolatore del Porto approvato, è un arrampicarsi sugli specchi;
3) un grande parcheggio su una zona immensamente popolata che viene convertita in zona B.
Non riusciamo a cogliere le finalità turistiche di questi emendamenti per la cittadinanza.
Come d'altronde non si concilia il voto favorevole di una revoca di un parco urbano con una delibera del 97 supportata da un parere tecnico di un illustre luminare l’arch Di Cristin, parte integrante della delibera. Come si fa a conciliare l’ipotesi del Prof. Di Cristina che dice che in quella zona non si può edificare , con l’approvazione dell’emendamento. Come si fa a conciliare i 2 pareri nettamente in contrasto soprattutto per qualche consigliere che allora aveva votato per la revoca del comparto 1
Tutti gli emendamenti di Isola per Tutti sono emendamenti di natura generale.
Noi non siamo d’accordo con questi tre emendamenti......
E BRAVO PORTOBELLO!

Comitato Cittadino Isola Pulita
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IL SINDACO PORTOBELLO AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO PER IL SINDACO BOLOGNA



INTERVISTA DI BOLOGNA EX SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE CHE DEFINISCE L'ATTUALE SINDACO PORTOBELLO AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO E NE CHIEDE LE DIMISSIONI

L’ex Sindaco Stefano Bologna contesta l’attuale Sindaco Portobello Suo ex Assessore nonché Vicesindaco, “..sull’approvazione del Piano Regolatore del Porto, che è stato adottato, che altro non è che quello operativo necessario a far finanziare il Porto di Isola delle Femmine. Un’iter iniziato già sotto la mia amministrazione nel 1999 con la messa in sicurezza del porto.
La mia amministrazione ha acquisito il parere della soprintendenza, ilk parere dell’Assessorato territorio e Ambiente come variante urbanistica fino ad arrivare alla Valutazione di Impatto Ambientale iniziata nel 2003 ed ora conclusa.
L’unico Piano regolatore del Porto che permette di finanziare il porto è quello che riguarda la messa in sicurezza del porto. Quello che è stato adottato è lo schema di Piano Regolatore del Porto necessario per non perdere il finanziamento ad un’importante iniziativa turistica ricettiva (SOLEMAR-Toia) nell’area della ex Liquigas.
Si è riperimetrato l’area del Piano Regolatore del Porto.
Qualsiasi risultato raggiunge il Consiglio Comunale è merito del gruppo Insieme e del gruppo Isola Democratica in quanto il Nostro Sindaco Portobello ha perso la sua maggioranza.
Ci ritroviamo di fronte ad un esecutivo che:
1)non ha approvato il Bilancio perché è stato approvato dalla minoranza;
2)non ha approvato il Piano regolatore perché è stato approvato dalla minoranza, ed anche perché il gruppo Isola per Tutti si sono dichiarati incompatibili e quindi non potranno più in futuro proferir parola sul PRG e questo dopo un anno e mezzo di lavoro e presentazione di emendamenti da parte del gruppo Isola per Tutti.
Per coerenza e per dignità politica dovrebbero rimettere il mandato perché la cittadinanza deve essere amministrata da un Sindaco e da una Giunta che si prende la Responsabilità sugli argomentoi più importanti di una Amministrazione Comunale, altrimenti non si capisce perché dovrebbero così proseguire per altri diciotto mesi.”
BRAVO BOLOGNA: Sei riuscito a creare un gruppo che mostra TUTTE le capacità di cui dispone.
Comitato Cittadino isola Pulita
http://www.isolapulita.it

Caricato da isolapulita



IL PORTO DI ISOLA DELLE FEMMINE
Installate il distributore di benzina, fuori dall’area turistica dall’area della pesca, era il motto che i pescatori di Isola delle Femmine avevano lanciato dopo che una sentenza del CGA in risposta al ricorso presentato dal Signor D’Angelo ne autorizzava l’installazione.
Le passate Amministrazioni avevano dato il proprio assenso al progetto di installazione.
I pescatori hanno fatto valere le ragioni della loro categoria, oltre a quello dell’ambiente. In più occasione si è ricordato l’esigenza di dare una soluzione globale alla fruibilità del porto.
Finalmente si è riusciti a trovare una soluzione concordata nella conferenza di servizi alla quale hanno partecipato la Capitaneria di Porto, il Signor D’Angelo e l’Amministrazione Comunale.
Il distributore sarà dislocato in un sito diverso da quello concepito inizialmente, all’imboccatura dell’area portuale.
Determinante è risultata essere la mobilitazione della categoria dei pescatori con il lancio di una petizione che ha raccolto oltre 350 firme. I pescatori di isola delle Femmine hanno costituito il Comitato “San Pietro”.

n.b. Da qualche giorno nella bacheca del Municipio è affisso un documento della capitaneria di porto con la quale si fa richiesta al Comune di attivarsi per creare degli spazi in prossimità del mare dediti alla Emergenza e al pronto intervento da parte delle autorità. La problematica dell’emergenza e del pronto intervento era stata in passato attenzionata e data una soluzione con l’individuazione del piano stenditoio, stante agli ultimi atti da noi conosciuti restava da rimuovere soltanto un palo della luce. Forse è arrivato il momento di provvedere?


Caricato da isolapulita





Sommario giorno 6 e giorno 7 agosto 2007
Intervista Rubino
I perchè delle dimissioni
Scomparsa di Antonio Maiorana e suo figlio
Giorno 7 Agosto
Servizio scomparsa amministratore Calliope
Intervista Portobello (eppur si punzecchiano)
Appello alla legalità
Affair Calliope

CHIESTE LE DIMISSIONI DEL SINDACO PORTOBELLO E DELLA SUA GIUNTA.

DOPO CHE L'OPPOSIZIONE SI E' ASSUNTA L'ONERE DI APPROVARE
IL BILANCIO IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO IL PIANO REGOLATORE GENERALE e..e..e...... DOPO CHE IL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI" HA PERSO LA MAGGIORANZA

NONOSTANTE LA POLITICA CLIENTELARE DELL'ATTUALE ESECUTIVO;

NONOSTANTE LA MESSA IN PALIO DI POLTRONE E POLTRONCINE;

NONOSTANTE LICENZE E QUANT'ALTRO;

NONOSTANTE LA GESTIONE DELLE RISORSE A COME VOGLIO IO;

NONOSTANTE L'AUMENTO DELLE DISPONIBILITA' FINANZIARIE PER SINDACO E ASSESSORI;

NONOSTANTE LA VICENDA PER LA COSTRUZIONE DEI CINQUANTA APPARTAMENTI DELLA COOPERATIVA DELLA CALLIOPE SU UN TERRENO LA CUI DESTINAZIONE D'USO ERA VERDE AGRICOLO( e su cui in maniera scientifica è stato pianificato l'intervento del Commissario ad Acta per il cambio di destinazione d'uso);

NONOSTANTE LE RETICENZE SULLA ITALCEMENTI, A UN CERTO PUNTO NON SI CAPIVA PIU' DOVE VOLEVATE METTERE LA NUOVA TORRE;

NONOSTANTE LE MANCATE RISPOSTE SULLA SEGNALAZIONE DELL'ARPA SUI PREOCCUPANTI DATI DI INQUINAMENTO ATMOSFERICO AD ISOLA DELLE FEMMINE(Lei medesimo se ne è fatto portovace anche se su un palcoscenico lontano da Isola ovvero a Capaci puchè lontano da orecchie indiscrete);

NONOSTANTE IL SUO FREGARSENE DELLE SOLLECITAZIONI CHE LE SONO PERVENUTE DAI RESIDENTI DELLA LOTTIZZAZIONE LO BIANCO SULL'INQUINAMENTO ACUSTICO PRODOTTO DALLA CEMENTERIA (è vero sono solo palermitani come dice Lei. A pensare che una volta dicevate sono solo Pescatori, per significare che non bisogna stare dietro a questi personaggi. Quindi per Lei ma non solo per Lei mi rendo conto. Quindi diciamo per la sua BAND: chiunque osi esprimere il suo pensiero a seconda delle circostanze diventa o Estraneo o Pescatore);
Un solo suggerimento ci sentiamo di farVi: RicordateVi Signori che non si può parlare di Isola delle Femmine se non parlando dei Pescatori.

I PESCATORI RAPPRESENTANO LA STORIA DI ISOLA DELLE FEMMINE UNA STORIA CHE VA SALVAGUARDATA E DIFESA IN MANIERA STRENUA E DECISA E NON SOLTANTO A cunbenienza


NONOSTANTE LA DELIBERA DI GIUNTA 69 AD HOC PER ASSUMERE I DUE CONSULENTI AVENTI CON IL COMUNE UN RAPPORTO DI LAVORO PROFESSIONALE EDIN CONTEMPORANEA SVOLGONO IN PROPRIO ATTIVITA' PROFESSIONALE (vedasi partita IVA e iscrizione Albi per poter rilasciare regolari fatture);


NONOSTANTE LE SPESE AFFRONTATE PER L'ENORME NUMERO DEI CONSULENTI DEL SINDACO;

NONOSTANTE L'ABUSO DI POTERE ESERCITATO NELL'EMETTERE ATTI DI GETIONE AMMINISTRATIVA (potremmo fare l'esempio della determina n 18);

NONOSTANTE LA REVOCA DELLA LICENZA DELLA CANTIERIZZAZIONE DEL RADDOPPIO FERROVIARIO;

NONOSTANTE LA CONCESSIONE REVOCA E RICONCESSIONE DELLA LICENZA SARACEN;

NONOSTANTE LA DELIBERA PER IL RINNOVO DELLE CONCESSIONI DELLE AREE CIMITERIALI;

NONOSTANTE LA POCA CHIAREZZA SULLA GESTIONE DEI LOCULI CIMITERIALI (purtroppo ne abbiamo fatto esperienza solo recentemente nostro malgrado.
PER LEI SIGNOR SINDACO NON VI ERA UN POSTO LIBERO!
MA DICIAMO VERO!
Creda Signor Sindaco , non se ne vuole fare assolutamente una speculazione politica, ma pensiamo che a tutto vi è un LIMITE.
Sarebbe importante se ognuno di noi riconoscesse il proprio limite.
GRAZIE e scusi non interpreti questo come rabbia.
NOI ABBIAMO VISSUTA QUESTA VICENDA COME SOFFERENZA.
UNA SOFFERENZA CHE HA FERITO LE NOSTRE INTELLIGENZE E I NOSTRI CUORI);

NONOSTANTE LE RETICENZE SULL'ANTENNA WIND SHEAR;

NONOSTANTE GARE E APPALTI ROCCAMBOLESCHE....:

PROBABILMENTE SIGNORI AMMINISTRATORI DOVRESTE CHIEDERVI: "TUTTI QUESTI NONOSTANTE QUALE IMMAGINE HANNO CREATO DI NOI NEI CITTADINI"

ANTONIO DE CURTIS IN ARTE TOTO' AVREBBE RISPOSTO: "MA QUESTI SI SON FATTI I CACCHIII
LORO"


TUTTO CIO' GENTILISSIMI SIGNORI HA PORTATO LE PERSONE I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE A FORMARSI UN'OPINIONE SUL VOSTRO OPERATO ED IN PARTE (ma solo in parte) IL RISCONTRO SIGNORI AMMINISTRATORI
SIGNOR AIELLO,
SIGNOR PROF PORTOBELLO,
SIGNOR IMPASTATO,
SIGNOR LO PICCOLO,
SIGNOR BELLONE,
SIGNORA CUTINO,
SIGNOR GIUCASTRO,
DOTTOR CUTINO,
DOTTOR RISO,
DOTTOR LUCIDO,
DOTTORESSA RISO;

IN UN NOSTRO SONDAGGIO DI CIRCA UN MESE SI LEGGE CHE SU SETTECENTOCINQUANTASEI PERSONE CHE HANNO ESPRESSO UN GIUDIZIO SULL'ESECUTIVO PORTOBELLO,
713 DICASI SETTECENTO TREDICI PERSONE DANNO UN GIUDIZIO DEL TUTTO NEGATIVO.

FORSE A ISOLA E' TORNATA LA POLITICA SIGNOR SINDACO PORTOBELLO
QUINDI IL CONFRONTO
QUINDI LA DEMOCRAZIA
QUINDI LA LEGALITA'
QUINDI LA TRASPARENZA
ECCO PERCHE' DICIAMO LA PASSERELLA E' FINITA

DIMISSIONI SUBITO SENZA SE E SENZA MA!

Comitato Cittadino Isola Pulita
http://isolapulita.blogspot.com/2007/08/lintervista-di-rubino-al-440minuto.html



Caricato da isolapulita









Isola delle Femmine 7.4.08

MARIOLINA VIRGA E' MANCATA

Mariolina, nostra concittadina di anni 56 si è spenta.
Lei condottiera di tante battaglie civili e sociali, purtroppo non è riuscita a vincere l’ultima battaglia, che con forza e coraggio, combatteva ormai da diversi anni, purtroppo non è riuscita nell'impresa di vincerla.

Per noi che restiamo un’amara constatazione: nel trascorrere della vita corriamo senza preoccupazione nel precipizio, dopo aver messo qualcosa davanti a noi per impedirci di vederlo. Nascono i conflitti l’incomprensione e l’incapacità di trovare il momento della mediazione che ci porta all’armonia con l'altro e con il mondo.

Il nostro cordoglio al marito Alberto, alla figlia Miriam, all’intero Consiglio Comunale di cui da tanti anni ne faceva parte.

Comitato Cittadino Isola Pulita

La livella
di Antonio de Curtis
Ogn'anno,il due novembre,c'é l'usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll'adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn'anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch'io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza.
St'anno m'é capitato 'navventura...
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo,e che paura!,
ma po' facette un'anema e curaggio.
'O fatto è chisto,statemi a sentire:
s'avvicinava ll'ora d'à chiusura:
io,tomo tomo,stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.
"Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l'11 maggio del'31"
'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto...
...sotto 'na croce fatta 'e lampadine;
tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto:
cannele,cannelotte e sei lumine.
Proprio azzeccata 'a tomba 'e stu signore
nce stava 'n 'ata tomba piccerella,
abbandunata,senza manco un fiore;
pe' segno,sulamente 'na crucella.
E ncoppa 'a croce appena se liggeva:
"Esposito Gennaro - netturbino":
guardannola,che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!
Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo...
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s'aspettava
ca pur all'atu munno era pezzente?
Mentre fantasticavo stu penziero,
s'era ggià fatta quase mezanotte,
e i'rimanette 'nchiuso priggiuniero,
muorto 'e paura...nnanze 'e cannelotte.
Tutto a 'nu tratto,che veco 'a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse 'a parte mia...
Penzaje:stu fatto a me mme pare strano...
Stongo scetato...dormo,o è fantasia?
Ate che fantasia;era 'o Marchese:
c'o' tubbo,'a caramella e c'o' pastrano;
chill'ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu 'nascopa mmano.
E chillo certamente è don Gennaro...
'omuorto puveriello...'o scupatore.
'Int 'a stu fatto i' nun ce veco chiaro:
so' muorte e se ritirano a chest'ora?
Putevano sta' 'a me quase 'nu palmo,
quanno 'o Marchese se fermaje 'e botto,
s'avota e tomo tomo..calmo calmo,
dicette a don Gennaro:"Giovanotto!
Da Voi vorrei saper,vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir,per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!
La casta è casta e va,si,rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava,si,inumata;
ma seppellita nella spazzatura!
Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d'uopo,quindi,che cerchiate un fosso
tra i vostri pari,tra la vostra gente"
"Signor Marchese,nun è colpa mia,
i'nun v'avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa' sta fesseria,
i' che putevo fa' si ero muorto?
Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse
e proprio mo,obbj'...'nd'a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n'ata fossa".
"E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
che l'ira mia raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!"
"Famme vedé..-piglia sta violenza...
'A verità,Marché,mme so' scucciato
'e te senti;e si perdo 'a pacienza,
mme scordo ca so' muorto e so mazzate!...
Ma chi te cride d'essere...nu ddio?
Ccà dinto,'o vvuo capi,ca simmo eguale?...
...Muorto si'tu e muorto so' pur'io;
ognuno comme a 'na'ato é tale e quale".
"Lurido porco!...Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?".
"Tu qua' Natale...Pasca e Ppifania!!!
T''o vvuo' mettere 'ncapo...'int'a cervella
che staje malato ancora e' fantasia?...
'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.
'Nu rre,'nu maggistrato,'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt'o punto
c'ha perzo tutto,'a vita e pure 'o nomme:
tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?
Perciò,stamme a ssenti...nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo à morte!"

Caricato da isolapulita


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/






L'

ULTIMO ADDIO FUNERALI MARIOLINA VIRGA 7.4.08

L’ULTIMO ADDIO Una folla sterminata ha partecipato ieri pomeriggio ai funerali della Mariolina, svoltosi nella chiesa madre di Isola delle Femmine. Troppo piccola la chiesa per contenere le tante persone che hanno voluto essere vicine alla loro Mariolina.
Tutti la ricorderanno come esempio prezioso per tutta la Comunità isolana. Una donna che ha saputo essere col proprio amore per il nostro Paese una risorsa straordinaria per la crescita sociale di Isola delle Femmine.
Sicuramente un vuoto pesante lo lascia anche tra noi, Mariolina ha lottato fino in fondo, non voleva mollare. Lo faceva per se', ma lo desiderava soprattutto per la sua famiglia, per i suoi amici, per i suoi cari. Ma anche perche' amava vivere in una comunita' che amava e che voleva far crescere e prosperare.

Ha frequentato il Consiglio Comunale fino all'ultimo, incurante del male che la tormentava e decisa a continuare, insieme alla lotta per la vita, il suo impegno per il mandato ricevuto dai suoi elettori e dalla comunità isolana.

E' una perdita dolorosissima per noi tutti e per l'intera comunita'.
Lo ha dimostrato l'enorme partecipazione popolare, di tutti i consiglieri, degli amministratori, dei rappresentanti del mondo produttivo e dell’associazionismo.
Noi tutti la ricorderemo con affetto, stima e gratitudine per cio' che ha saputo proporre e fare di positivo nel confronto civico e nell'interesse dei cittadini.
Rinnoviamo, sentitamente commossi, alla famiglia i sentimenti di profondo cordoglio e la nostra partecipazione al suo immenso dolore. Ci sentiamo particolarmente vicini ad Alberto e alla figlia Miriam che ha tanto amato.


Le parole pronunciate da Padre Calogero durante la funzione danno il senso di chi era Mariolina : “…..perdiamo una PERSONA cara cara……”.
L’uscita della bara è stata accolta dalla musica che ha intonato LA BALLALAIKA che Mariolina amava tanto.

Caricato da isolapulita


Comitato Cittadino Isola Pulita
http://iltimone.blogspot.com/

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO.

Associazione "Servire il Paese" Libertà e Legalità
Via Michelangelo 14
90040 Isola delle Femmine PA

L'associazione Servire il paese appresa l'improvvisa scomparsa della Sig.ra

VIRGA MARIOLINA Consigliere Comunale

non dimenticando il suo impegno per la collettività Isolana, il suo coraggio e la sua gioia di vivere, per stima e rispetto alla sua memoria, rinuncia al comizio programmato.
Isola delle Femmine 8 Aprile 2008

Associazione "Servire il Paese"
Il Coordinamento
Vincenzo Dionisi Giuseppe Ferrante







ISOLA DELLE FEMMINE FOLLA IMMENSA AI FUNERALI DI ROBERTO

Isola delle Femmine 1.8.07

LA CHIESA NON RIUSCIVA A CONTENERE I GIOVANI CHE VOLEVANO DARE L'ULTIMO SALUTO ALL'AMICO ROBERTO.

Da qualche parte è scritto:

“Alla fine della vita ciò che conta è aver amato”

Questo è il messaggio che leggiamo nella grande e straordinaria partecipazione delle tante persone di Isola delle Femmine.

Roberto è morto!

La notizia, che nessuno osava pronunciare, ha attraversato come d’incanto tutto il Paese.
In tutti noi vi è una sorta di pudore a non voler pronunciare quella parola morte!

NON possiamo! NON vogliamo accettarlo. Lui Roberto aveva solo venti anni!

Aveva ancora bisogno di tempo per esplorare i percosi della vita.

Mesti sono i cuori di questi tanti ragazzi e ragazze che vengono a salutare questo loro amico e fratello.

Nei loro cuori hanno la speranza di rivedere ancora una volta il sorriso di Roberto impresso sul suo giovane volto.

La forza di un ragazzo di soli venti anni che riesce a smuovere le coscienze e i sentimenti di tante tantissime persone.

La forza di un ragazzo di soli venti anni che costringe, noi tutti al silenzio per sentire in noi il risveglio dei sentimenti di amicizia, solidarietà e amore.

La grandezza dell’ amore che Roberto aveva per la VITA trova il suo riconoscimento nelle tante lacrime che scorrono sui visi di questo popolo di amici.

Alla mammma che gli ha donato le ali per volare nel mare della vita resterà per sempre nel suo cuore la semplice grandiosa e gioiosa vita di ROBERTO.(u picciriddu)
Pino Ciampolillo
http://www.isolapulita.it

Caricato da isolapulita




IL NEPOTISMO E' REATO
IL NEPOTISMO E’ REATO
Un sindaco o un assessore, non possono fare favoritismi a vantaggio di figli, nipoti, parenti e amici, non solo in maniera diretta, ma neppure indiretta, facendo - per esempio - vincere appalti a ditte, a patto che poi queste assumano chi vogliono loro.
La Suprema Corte, annullando una sentenza d'Appello, ha ordinato un nuovo rinvio a giudizio per tre amministratori, spiegando che ‘in tema di corruzione, l’atto d’ufficio, oggetto di mercimonio, non va inteso in senso formale, in quanto deve comprendere qualsiasi comportamento che comunque violi (anche se non in contrasto con specifiche norme giuridiche o con istruzioni di servizio) i doveri di fedeltà, imparzialità, onestà che devono essere osservati da chiunque eserciti una pubblica funzione’”
Comitato Cittadino Isola Pulita


EMERGE CON FORZA IL 1° CASO DI MOBBING

Illegittimità della Concessione Edilizia n 14 del 28 maggio 1998 rilasciata alla Signora Lucido Nazzarena richiesta del 28 luglio 2003.
In riferimento alla pratica indicata in oggetto si comunica che lo scrivente è stato prosciolto, con formula piena, dalla accusa di calunnia anche in presenza di false dichiarazioni rilasciate, come persone informate sui fatti, da alcuni funzionari dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente.
Premesso quanto sopra con la presente si continua a richiedere, sono trascorsi n 8 (otto) mesi dalla nota dell’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente n 41866 del 14.7.03 con la quale viene dichiarata illegittima la Concessione Edilizia n 14/98, quali provvedimenti ha adottato codesto Assessorato Regionale della Famiglia delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali nei confronti del ViceSindaco, Sindaco e Direttore Generale.
La mancata e dovuta applicazione da parte di codesto Assessorato Regionale dell’articolo 40 della Legge 142/91, della Legge Regionale 48/91 e dell’articolo n 1 della Legge Regionale 17/94 8immobilismo politico) ha dato la possibilità agli amministratori del Comune di Isola delle Femmine di perseguitare lo scrivente il quale è stato….allontanato, minacciato, sospeso dal servizio e licenziato senza giusta causa.
Arch Giovanni Albert



Caricato da isolapulita



IL PORTO DI ISOLA DELLE FEMMINE
Installate il distributore di benzina, fuori dall’area turistica dall’area della pesca, era il motto che i pescatori di Isola delle Femmine avevano lanciato dopo che una sentenza del CGA in risposta al ricorso presentato dal Signor D’Angelo ne autorizzava l’installazione.
Le passate Amministrazioni avevano dato il proprio assenso al progetto di installazione.
I pescatori hanno fatto valere le ragioni della loro categoria, oltre a quello dell’ambiente. In più occasione si è ricordato l’esigenza di dare una soluzione globale alla fruibilità del porto.
Finalmente si è riusciti a trovare una soluzione concordata nella conferenza di servizi alla quale hanno partecipato la Capitaneria di Porto, il Signor D’Angelo e l’Amministrazione Comunale.
Il distributore sarà dislocato in un sito diverso da quello concepito inizialmente, all’imboccatura dell’area portuale.
Determinante è risultata essere la mobilitazione della categoria dei pescatori con il lancio di una petizione che ha raccolto oltre 350 firme. I pescatori di isola delle Femmine hanno costituito il Comitato “San Pietro”.

n.b.Da qualche giorno nella bacheca del Municipio è affisso un documento della capitaneria di porto con la quale si fa richiesta al Comune di attivarsi per creare degli spazi in prossimità del mare dediti alla Emergenza e al pronto intervento da parte delle autorità. La problematica dell’emergenza e del pronto intervento era stata in passato attenzionata e data una soluzione con l’individuazione del piano stenditoio, stante agli ultimi atti da noi conosciuti restava da rimuovere soltanto un palo della luce.

Forse è arrivato il momento di provvedere?

Caricato da isolapulita






SINDACO ACCUSATO DI COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

Il giudice del lavoro dice si ai sindacati della CGIL CISL UIL funzione Pubblica che avevano presentato un ricorso contro una delibera di giunta e alcune determine sindacali.
Per effetto della sentenza l’amministrazione Comunale dovrà annullare la delibera di Giunta e tre determine Sindacali.
Revocare gli atti amministrativi con i quali aveva concesso incarichi dirigenziali ad alcuni ex articolisti stabilizzati senza aver consultato i sindacati. Inoltre si accusa il Comune di non aver fornito l’informazione preventiva in materia di contrattazione collettiva decentrata. Il Comune ha modificato l’organizzazione degli uffici aumentando da quattro a cinque le aree di servizio senza consultare i sindacati.
E’ stata avviata la mobilità interna del personale sia a tempo determinato che indeterminato senza preventiva informazione e senza la concertazione obbligatoria prevista per stabilire i criteri generali di mobilità interna. Per effettoi della sentenza emesso dal Giudice del Lavoro dovrano essere annullate la delibera di giunta e le tre determine sindacali.
Procede invece l’altra indagine sull’abuso di ufficio per aver favorito parenti e amici nelle assunzioni al Comune. Sono stati recapitati avvisi di garanzia. La giurisprudenza ha sentenziato essere il NEPOTISMO reato.
Sindaco, vicesindaco, assessore e tre capi area indagati in concorso per abuso d'ufficio. Accade a Borgetto, in provincia di Palermo, dove i carabinieri avevano notificato un'informazione di garanzia e il contestuale avviso di conclusione delle indagini preliminari a Antonino Bonomo, sindaco di Borgetto; Maria Rita Randazzo, suo vice; Samuela Milone, assessore ai Servizi cimiteriali; Saverio Di Trapani, revisore dei conti; Saverio Randazzo, tecnico comunale, capo dell'area tecnico urbanistica, nonche' padre del vicesindaco; Angela Musso, capo area servizio economico finanziario e nipote del sindaco; Irene Paola Mollisi, casalinga e cugina acquisita del primo cittadino; e agli impiegati comunali Vita D'Arrigo, capo dell'area Servizi affari generali e madre dell'assessore Milone; Eleonora Rappa, capo area servizi demografici e moglie del revisore dei conti Di Trapani.

L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Laura Vaccaro, e' iniziata alla fine dello scorso anno. Dalle indagini era emerso che il sindaco Bonomo aveva favorito l'assunzione come dirigente dell'area Economica finanziaria al Comune della cugina Irene Paola Mollisi. Il primo cittadino, infatti, aveva fatto pubblicare all'albo pretorio un avviso pubblico per conferire un incarico di funzionario amministrativo con contratto di lavoro a tempo determinato. I requisiti richiesti ai candidati era proprio quelli in possesso della cugina, unica risultata idonea.

L'unico ostacolo incontrato da Bonomo e' stata la bocciatura da parte del Consiglio comunale della determinazione sindacale. Gli inquirenti, inoltre, hanno appurato che il sindaco, in contrasto con il regolamento comunale e con le disposizioni del contratto nazionale collettivo di lavoro, aveva nominato quali capi area dei vari settori comunali tre persone non aventi titoli necessari a ricoprire l'incarico. Tra i prescelti ancora una volta un parente del sindaco, la nipote Angela Musso, nominata capo dell'area economico finanziaria; Vita D'Arrigo, assunta come capo dell'area Servizi affari generali; ed Eleonora Rappa, nominata capo area Servizi Demografici.
Comitato Cittadino Isola Pulita

Caricato da isolapulita



Rossella Accardo Mamma di Stefano lancia ennesimo appello ERA IL 3 AGOSTO DEL 2007 QUANDO STEFANO E SUO PADRE SI ALLONTANO DAL CANTIERE DELLA CALLIOPE DI ISOLA DELLE FEMMINE da allora che non si hanno più notizie dei due. Con gli ultimi arresti di Mafiosi alcuni pentiti parlano che I motive della loro sparizione vanno ricercati all’interno del cantiere. La MAMMA disperata nel giorno del compleann0o di stefano lancia il suo ennesimo grido “voglio riabbracciare mio figlio”.
Calliope Verde Agricolo Bandiera Commissario ad Acta Bologna Alamia.
COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003. Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca a)il decreto di nomina del Commissario b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti. Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna. Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE. Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso. In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo. Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”. In data 24.9.03 Il Comissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico. Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-difida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03). In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale. In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta. Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale. Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
L’ATTO-DIFFIDA del commissario operando un restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale.
A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo.
Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza.
Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino.
Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario non avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato, ipotesi di responsabilità ancora maggiori per coloro i quali hanno fatto si che il consesso comunale non abbia avuto ad esprimersi.
Tale precisazione appare non residuale, in presenza della circostanza seguente: il consesso comunale, già in data 1.2.01 giusta delibera 9 aveva deliberato bocciando la relativa proposta.
Il Programma Costruttivo in argomento.
18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi;
27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto;
17.7.03 la Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino
24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) N CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO
20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23
19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26
1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA
27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO
6.6.07ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 "PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL'ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE.
3 AGOSTO SCOMPAIONO ANTONIO E STEFANO MIORANA
DOPO IL SEQUESTRO DEL CANTIERE SEMBRA VENGANO CONCESSI I CERTIFICATI DI RESIDENZA AGLI INQUILINI CHE ABITANO LE CASE.
NON SAPPIAMO SE CORRISPONDA AL VERO CHE L'UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE ABBIA CONCESSO IL CERIFICATO FINE LAVORI
Il Programma Costruttivo per la realizzazione di 50 alloggi da parte della Calliope Srl e Sa.Ba. Srl definiti di edilizia popolare, dal prezzo sembrerebbero case da nababbi. In realtà un occhio ai prezzi se ne deduce: il prezzo per il singolo appartamento si è aggirato intorno ai 185.000 Euri che moltiplicato per i 50 appartamenti, si è realizzato un bussiness di 9.250.000 Euri.
Un grosso affare, dove i margini di guadagno sono aumentati in considerazione dell’irrisorio costo del terreno agricolo che come d’incanto viene trasformato in edilizia residenziale
Da ultime notizie circolanti nei corridoi dell’Ufficio Tecnico Comunale e Ufficio di Stato Civile di Isola delle Femmine sembra che siano state rilasciate le residenze all’interno del complesso residenziale e siano stati emessi documenti di fine lavori? Noi siamo fermi all’atto di sequestro del cantiere.

Caricato da isolapulita



IL PIANO SPIAGGE DI ISOLA DELLE FEMMINE

IL PIANO SPIAGGE

Sono trascorsi circa tre anni da quando la Regione Sicilia ha approvato una legge che regolamenta l’utilizzo del demanio marino, volto a pianificare l’utilizzo e la gestione della fascia costiera.

La legge è un’opportunità di sviluppo per le Amministrazioni Comunali
Il Comune di Isola delle Femmine è stato diffidato, per non aver presentato alcun piano spiagge, da consegnare dopo sei mesi dall’entrata in vigore della legge Regionale.
La regione ha dato 30 giorni di tempo al fine di mettersi in regola altrimenti scatteranno i Commissariamenti ad acta.
(è ormai prassi del nostro Comune “delegare” al Commissario ad acta qualsiasi provvedimento e/o atto dovuto. Evitamo di fare degli esempi per non venire accusati di essere dei DISFATTISTI)

Invitiamo tutti i Cittadini di Isola delle Femmine a percorrere tutto il lungo mare del Nostro paese (a partire dalla zona ex Liquigas sino al lido Sirenetta) per rendersi conto che sulla nostra costa si trova di TUTTO e di PIU’
SI!
Anche scocche di AMIANTO.
Naturalmente ne abbiamo fatto un album FOTOGRAFICO che provvederemo ad inviare agli Amministratori Locali compreso il PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE AMBIENTE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE per le dovute considerazioni in termini di RESPONSABILITA’ in rapporto agli atti NON prodotti.

L’invito si rende urgente e pressante anche a seguito dello "........." Ultimo Consiglio Comunale ove non sono mancati insulti epiteti accuse minacce intimidazioni rivolti esplicitamente e diretti ai Consiglieri Comunali (anche se parziale vedasi la delibera di CC) uno spettacolo indecoroso che gli

ONESTI CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE NON SI MERITANO.


Ci sembra aver sentito urlare al Presidente del Consiglio nei confronti del Consigliere Rubino che qualora questi, avesse osato denunciarlo lui lo avrebbe fatto SALTARE IN ARIA per mostrargli con chi aveva a che fare….
Il tutto condito con minacce di tipo pecuniario nei confronti del gruppo “Insieme” rei di aver tolto soldi ai figli del Presidente del Consiglio.

Si!

Avete capito bene Cittadini di Isola delle Femmine il Nostro Presidente del Consiglio finalmente ha dichiarato che prende uno “STIPENDIO” dalle CASSE del Comune di Isola delle Femmine (cioè paghiamo NOI Cittadini) e che nessuno glielo deve toccare. Avevamo sentito parlare di qualcuno che si candidava per essere eletto e con lo “STIPENDIO” doveva pagarsi le rate della macchina, evidentemente aveva figli già economicamente indipendenti.

Inoltre nel corso della stessa seduta del Consiglio Comunale tenutasi lunedì 10 marzo, veniamo a conoscenza dal Presidente del Consiglio che sul PRG così come è stato approvato e votato

ALCUNI CITTADINI devono ringraziare il Gruppo Consiliare "Insieme Isola delle Femmine".

Qualora l'accusa dovesse risultare veritiera, c'è da supporre che "qualcuno" è stato favorito da questo PRG?

Il Signor Presidente del Consiglio Dr. Riso Napoleone può dire chi ha ringraziato il Gruppo "Insieme Isola delle Femmine" per come è stato votato ed adottato il PRG.?

Non vorremo ricordare l'ultima sentenza della Corte Suprema "IL NEPOTISMO E' REATO"

I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE DEVONO SAPERE!


Caricato da isolapulita


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APPELLO ALLA LEGALITA’ ALLA TRASPARENZA E ALLA DEMOCRAZIA DI MONSIGNORE MICCICHE’

...la politica diventa sempre più autoreferenziale, incapace di misurarsi sui problemi reali della gente e del territorio, gestita dalle logiche delle lobby e dei gruppi di potere.
La politica rischia di appesantire la cultura del servilismo che purtroppo ancora sembra connotare la mentalità di larghi strati della nostra gente.
E’ necessario oggi più che mai un di PIU’ nelle scelte politiche un di PIU’ di RESPONSABILITA’, di senso del bene comune, di profonda moralità.
Ogni scelta pubblica ha anche una valenza ETICA.
Riscoprire le relazioni politiche come esercizio di un SERVIZIO umile e CONCRETO in cui si EDUCANO i cittadini soprattutto i più deboli ad acquisire i propri DIRITTI e NON chiedere favori.
Non ponetevi su di un piedistallo di potere e di INTERESSI PRIVATI……..

Caricato da isolapulita


FACCIAMO NOSTRO L'APPELLO DI MONSIGNORE MICCICHE' DI CUI NE CONDIVIDIAMO VALORI E IMPEGNO PER UN NOSTRO FATTIVO E CONCRETO CONTRIBUTO VOLTI ALLA CRESCITA DELLA NOSTRA COMUNITA' ISOLANA (CI PREGIAMO RIPORTARE UN NOSTRO SCRITTO (pubblicato su questo blog il 23 gennaio c.a.)SUGLI ARGOMENTI TRATTATI NELL'APPELLO DEL MONSIGNORE MICCICHE'





ITALCEMENTI A.I.A. SINDACO ISOLA REGIONE CITTADINI UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A.
I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro del paese. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
Il Governo, con il D. Lgs del 30 ottobre 2007, che certamente sarà all’attenzione delle Istituzioni europee, all’ultimo minuto ha prorogato al 31 marzo 2008 la data entro la quale anche la Italcementi di isola delle Femmine dovrà essere in possesso dell’AIA. Il Sindaco è nelle condizioni di avanzare al Ministro dell’ambiente la richiesta, già avanzata ufficialmente dalle Associazioni Ambientaliste, di applicare per la Italcementi il comma 20 dell’art. 5 del D. Lgs 59/2005 che sembra tagliato su misura per Isola delle Femmine e che qui riportiamo.
“In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, di intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi, l’autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 18, assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e la procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma il termine di centocinquanta giorni di cui al comma 12 è sostituito dal termine di trecento giorni.”
La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo "leggere".

Con l'AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l'adozione della migliori tecnologie disponibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria.

L'autorizzazione integrata ambientale è, secondo la definizione di cui all'articolo 2 lettera l) del Dlgs 18 febbraio 2005 n. 59 (recante "Attuazione integrale della direttiva 96/61/Ce relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento") "il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che l'impianto sia conforme ai requisiti del presente decreto"; detto provvedimento si inquadra tra le "misure intese ad evitare, oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni (delle attività industriali inquinanti normativamente individuate) nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti e per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso" (cfr. articolo1 comma 1 del citato Dlgs n. 59/2005)


La procedura autorizzativi IPPC - PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) è stata adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 24 settembre 1996 con la direttiva 96/61/CE con la finalità di:
• passare da un sistema autorizzativo in campo ambientale suddiviso per matrici (acqua, aria, terreno) ad una visione integrata e sistemica dell’inquinamento.
• privilegiare la prevenzione e la minimizzazione dell’inquinamento alla fonte, al fine di garantire una gestione accorta e più sostenibile delle risorse naturali;
• basare i Livelli di Emissione aziendali sulle potenzialità offerte dalle migliori tecniche ambientali disponibili (Best Available Techniques - BAT), in modo da incentivare l’innovazione e l’aggiornamento verso l’adozione di tecnologie verdi;
• garantire al pubblico il diritto di informazione sul funzionamento degli impianti e dei possibili effetti sull’ambiente e di trasmettere osservazioni;
• omogeneizzare le autorizzazioni ambientali degli impianti aventi un grande potenziale di inquinamento, al fine di evitare operazioni di dumping ambientale all’interno dell’Europa in vista del suo allargamento ad Est.
Il rilascio dell'autorizzazione integrale ambientale (autorizzazione che racchiude in un unico atto amministrativo il permesso a rilasciare inquinanti in aria, acqua, suolo) è infatti fondato sul rispetto delle migliori tecniche utilizzabili ("Mtd", migliori tecniche disponibili o "Bat", " Best available techniques") per mantenere al minimo l'impatto sull'ecosistema.

L'applicazione delle migliori tecnologie, così come previsto per legge, va fatto a monte, cioè è necessario che tale scelta sia fatta a monte nella progettazione del sistema integrato. Non si tratta di una scelta a priori di carattere ideologico, ma di una scelta che deriva da una valutazione e da una comparazione di dati sperimentali oggettivi di bilancio energetico, quantità di emissioni (gas serra ed inquinanti in senso stretto, ecc.), compatibilità con il territorio e gli abitanti locali e limitrofi, costi impiantistici e di esercizio, convenienza o meno dell'investimento in presenza o mancanza delle sovvenzioni pubbliche, vantaggi occupazionali, ecc.; e, a valle di tutto questo, da un'analisi, anch'essa oggettiva, dei rischi per la salute umana ad opera dei composti e degli elementi a lunga persistenza ambientale e che possono entrare nella catena alimentare.


Così a monte e a priori è stato deciso di rinunciare a possibili impianti alternativi che avrebbero potuto comportare un minore impatto ambientale, rinunciando “per ordinanza” a una visione integrata che avrebbe comportato meno inquinamento possibile come intende la PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) della comunità europea.

In tal senso le migliori tecnologie possibili esaminati nella procedura dell'autorizzazione integrata ambientale richiesta dalla ditta Italcementi S.p.a. saranno le BAT del migliore impianto che per la sua natura non è la migliore tecnologia possibile per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento, essendo esso stesso un impianto insalubre di prima classe (Art.216 T.U. Leggi Sanitarie/ G.U. n 220 del 20/09/1994 s.o.n.129).



Principi generali dell'autorizzazione integrata ambientale (Art. 3) stabilisce che:
”1. L'autorità competente, nel determinare le condizioni per l'autorizzazione integrata ambientale, fermo restando il rispetto delle norme di qualità ambientale, tiene conto dei seguenti principi generali:

a) devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell'inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili;
b) non si devono verificare fenomeni di inquinamento significativi;
c) deve essere evitata la produzione di rifiuti, a norma del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni; “

A tal fine chiediamo pertanto alle autorità competenti, in autotutela e per evitare ulteriore danno all’erario, di non accogliere la domanda per l'ottenimento dell'autorizzazione integrata ambientale (IPPC).

Caricato da isolapulita


http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2008/03/il-sindaco-che-si-ammuccia.html


ITALCEMENTI A.I.A. SINDACO ISOLA REGIONE CITTADINI UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A.
I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro del paese. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
Il Governo, con il D. Lgs del 30 ottobre 2007, che certamente sarà all’attenzione delle Istituzioni europee, all’ultimo minuto ha prorogato al 31 marzo 2008 la data entro la quale anche la Italcementi di isola delle Femmine dovrà essere in possesso dell’AIA. Il Sindaco è nelle condizioni di avanzare al Ministro dell’ambiente la richiesta, già avanzata ufficialmente dalle Associazioni Ambientaliste, di applicare per la Italcementi il comma 20 dell’art. 5 del D. Lgs 59/2005 che sembra tagliato su misura per Isola delle Femmine e che qui riportiamo.
“In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, di intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi, l’autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 18, assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e la procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma il termine di centocinquanta giorni di cui al comma 12 è sostituito dal termine di trecento giorni.”
La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo "leggere".

Con l'AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l'adozione della migliori tecnologie disponibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria.

L'autorizzazione integrata ambientale è, secondo la definizione di cui all'articolo 2 lettera l) del Dlgs 18 febbraio 2005 n. 59 (recante "Attuazione integrale della direttiva 96/61/Ce relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento") "il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che l'impianto sia conforme ai requisiti del presente decreto"; detto provvedimento si inquadra tra le "misure intese ad evitare, oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni (delle attività industriali inquinanti normativamente individuate) nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti e per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso" (cfr. articolo1 comma 1 del citato Dlgs n. 59/2005)


La procedura autorizzativi IPPC - PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) è stata adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 24 settembre 1996 con la direttiva 96/61/CE con la finalità di:
• passare da un sistema autorizzativo in campo ambientale suddiviso per matrici (acqua, aria, terreno) ad una visione integrata e sistemica dell’inquinamento.
• privilegiare la prevenzione e la minimizzazione dell’inquinamento alla fonte, al fine di garantire una gestione accorta e più sostenibile delle risorse naturali;
• basare i Livelli di Emissione aziendali sulle potenzialità offerte dalle migliori tecniche ambientali disponibili (Best Available Techniques - BAT), in modo da incentivare l’innovazione e l’aggiornamento verso l’adozione di tecnologie verdi;
• garantire al pubblico il diritto di informazione sul funzionamento degli impianti e dei possibili effetti sull’ambiente e di trasmettere osservazioni;
• omogeneizzare le autorizzazioni ambientali degli impianti aventi un grande potenziale di inquinamento, al fine di evitare operazioni di dumping ambientale all’interno dell’Europa in vista del suo allargamento ad Est.
Il rilascio dell'autorizzazione integrale ambientale (autorizzazione che racchiude in un unico atto amministrativo il permesso a rilasciare inquinanti in aria, acqua, suolo) è infatti fondato sul rispetto delle migliori tecniche utilizzabili ("Mtd", migliori tecniche disponibili o "Bat", " Best available techniques") per mantenere al minimo l'impatto sull'ecosistema.

L'applicazione delle migliori tecnologie, così come previsto per legge, va fatto a monte, cioè è necessario che tale scelta sia fatta a monte nella progettazione del sistema integrato. Non si tratta di una scelta a priori di carattere ideologico, ma di una scelta che deriva da una valutazione e da una comparazione di dati sperimentali oggettivi di bilancio energetico, quantità di emissioni (gas serra ed inquinanti in senso stretto, ecc.), compatibilità con il territorio e gli abitanti locali e limitrofi, costi impiantistici e di esercizio, convenienza o meno dell'investimento in presenza o mancanza delle sovvenzioni pubbliche, vantaggi occupazionali, ecc.; e, a valle di tutto questo, da un'analisi, anch'essa oggettiva, dei rischi per la salute umana ad opera dei composti e degli elementi a lunga persistenza ambientale e che possono entrare nella catena alimentare.


Così a monte e a priori è stato deciso di rinunciare a possibili impianti alternativi che avrebbero potuto comportare un minore impatto ambientale, rinunciando “per ordinanza” a una visione integrata che avrebbe comportato meno inquinamento possibile come intende la PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) della comunità europea.

In tal senso le migliori tecnologie possibili esaminati nella procedura dell'autorizzazione integrata ambientale richiesta dalla ditta Italcementi S.p.a. saranno le BAT del migliore impianto che per la sua natura non è la migliore tecnologia possibile per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento, essendo esso stesso un impianto insalubre di prima classe (Art.216 T.U. Leggi Sanitarie/ G.U. n 220 del 20/09/1994 s.o.n.129).



Principi generali dell'autorizzazione integrata ambientale (Art. 3) stabilisce che:
”1. L'autorità competente, nel determinare le condizioni per l'autorizzazione integrata ambientale, fermo restando il rispetto delle norme di qualità ambientale, tiene conto dei seguenti principi generali:

a) devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell'inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili;
b) non si devono verificare fenomeni di inquinamento significativi;
c) deve essere evitata la produzione di rifiuti, a norma del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni; “

A tal fine chiediamo pertanto alle autorità competenti, in autotutela e per evitare ulteriore danno all’erario, di non accogliere la domanda per l'ottenimento dell'autorizzazione integrata ambientale (IPPC).

Caricato da isolapulita



http://www.isolapulita.it






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IL NEPOTISMO E' REATO.
Un sindaco o un assessore, non possono fare favoritismi a vantaggio di figli, nipoti, parenti e amici, non solo in maniera diretta, ma neppure indiretta, facendo - per esempio - vincere appalti a ditte, a patto che poi queste assumano chi vogliono loro.
La Suprema Corte, annullando una sentenza d'Appello, ha ordinato un nuovo rinvio a giudizio per tre amministratori, spiegando che ‘in tema di corruzione, l’atto d’ufficio, oggetto di mercimonio, non va inteso in senso formale, in quanto deve comprendere qualsiasi comportamento che comunque violi (anche se non in contrasto con specifiche norme giuridiche o con istruzioni di servizio) i doveri di fedeltà, imparzialità, onestà che devono essere osservati da chiunque eserciti una pubblica funzione’”
Sette gli indagati per abuso d’ufficio tra cui amministratori e consiglieri comunali
Il nucleo di valutazione dei dipendenti del comune non possedevano i titoli di studio, requisiti di legge e mancanti di esperienze professionali Requisiti richiesti: Esperti qualificati in MATERIE ECONOMICHE, Esperti in materia di ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DEL LAVORO-MATERIE IGIENICHE. INTERESSE IN ATTO PUBBLICO: I componenti del nucleo di valutazione non possono ricevere incarichi di CONSULENZA E/O COLLABORAZIONE dagli uffici diretti da dipendenti da essi valutati.
Tra i componenti del NUCLEO di valutazione vi sono anche parenti degli amministratori

Caricato da isolapulita













IL NEPOTISMO E' REATO.
Un sindaco o un assessore, non possono fare favoritismi a vantaggio di figli, nipoti, parenti e amici, non solo in maniera diretta, ma neppure indiretta, facendo - per esempio - vincere appalti a ditte, a patto che poi queste assumano chi vogliono loro.
La Suprema Corte, annullando una sentenza d'Appello, ha ordinato un nuovo rinvio a giudizio per tre amministratori, spiegando che ‘in tema di corruzione, l’atto d’ufficio, oggetto di mercimonio, non va inteso in senso formale, in quanto deve comprendere qualsiasi comportamento che comunque violi (anche se non in contrasto con specifiche norme giuridiche o con istruzioni di servizio) i doveri di fedeltà, imparzialità, onestà che devono essere osservati da chiunque eserciti una pubblica funzione’”
Sette gli indagati per abuso d’ufficio tra cui amministratori e consiglieri comunali
Il nucleo di valutazione dei dipendenti del comune non possedevano i titoli di studio, requisiti di legge e mancanti di esperienze professionali Requisiti richiesti: Esperti qualificati in MATERIE ECONOMICHE, Esperti in materia di ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DEL LAVORO-MATERIE IGIENICHE. INTERESSE IN ATTO PUBBLICO: I componenti del nucleo di valutazione non possono ricevere incarichi di CONSULENZA E/O COLLABORAZIONE dagli uffici diretti da dipendenti da essi valutati.
Tra i componenti del NUCLEO di valutazione vi sono anche parenti degli amministratori

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Bocciato da parte del Consiglio Comunale Conto Consuntivo 2006 e una proposta di manovra Portobello atto a coprire numerose spese correnti relative al mese di novembre.
Cutino lascia il gruppo Isola per Pochi.
150.000 sono gli euro per i Consulenti ed Esperti del Sindaco.
Rubino Bocciato perché vi sono enormi errori e non sono state rispettare le norme:per esempio vi sono debiti fuori bilancio non riconosciuti dal CC, d'altronde basta guardare la relazione dei Revisori dei Conti “Vi sono una serie di errori non sanati”
Bologna :” L’amministrazione non ha neanche i soldi per la carta igienica.
Portobello.”…a Isola non si fa più politica seria.Non verranno garantiti gli stipendi dei dipendenti per il mese di novembre. Non si potrà dare corso attuativo al piano triennale della pianta organica…(mi dispiace avevo organizzato tutto per bene)”
A questo punto l’unica cosa è DIMETTERMI!

Caricato da isolapulita





Bocciato dal Consiglio Comunale Conto Consuntivo 2006 Delibera n. 37/2007 - Comune di Borgetto - Pronuncia, ai sensi dell’art. 1, comma 168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006). Richiesta adozione “delle necessarie misure correttive”. Deliberazione n.37/2007 REPUBBLICA ITALIANA

LA CORTE DEI CONTI
Sezione del controllo per la Regione siciliana

nell’adunanza del 13 luglio 2007, composta dai seguenti magistrati:
Dott. Maurizio Meloni – Presidente Dott. Luciano Pagliaro – Consigliere Dott. Ignazio Faso – Consigliere Dott. Maurizio Graffeo – Consigliere Avv. Antonio Dagnino - Consigliere, relatore Dott.ssa Licia Centro – Referendario Visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
Visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il testo unico delle leggi sugli enti locali e successive modificazioni;
Vista la legge 5 giugno 2003 n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;
Visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
Visto, in particolare, l’art 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
Viste le “Linee-guida per la redazione delle relazioni sui rendiconti 2005”, approvate dalla Sezione delle Autonomie con deliberazione n. 11 del 07 luglio 2006;
Vista la deliberazione di questa Sezione n. 6/2006 avente ad oggetto “Linee guida per l’attuazione dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 per gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia (consuntivo 2005)”;
Vista la nota del Presidente della Sezione regionale di controllo per la Regione siciliana del 10 ottobre 2006, con la quale è stata inoltrata al Sindaco e al Revisore la predetta deliberazione di questa Sezione di controllo n. 6/2006, nonché i relativi questionari ai fini della loro ritrasmissione da parte dell’organo di revisione entro trenta giorni dall’approvazione del rendiconto;
Esaminata la relazione compilata dall’Organo di revisione contabile del Comune di Borgetto pervenuta a questa Sezione regionale il 9 marzo 2007;
Vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.40/2007/contr. in data 25 giugno 2007, con la quale la Sezione del controllo è stata convocata il giorno 13 luglio 2007 per gli adempimenti di cui al menzionato comma 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
Udito il relatore Cons. Avv. Antonio Dagnino;
Udito, per il Comune di Borgetto, il suo Sindaco, Dott. Antonio Bonomo, il quale ha depositato una memoria, ed il responsabile dell’area finanziaria, Rag. Filippo Maisano; Considerato che l’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte;
Considerata la peculiare natura di tale forma di controllo intestata dalla legge alla Corte, essendo la stessa volta a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate dall’Organo di revisione, affinché gli stessi possano attivare le necessarie misure correttive ritenute idonee;
Ritenuto che il riscontro che in questa sede si compie mira fondamentalmente a fare emergere quelle anomalie e disfunzioni che siano in grado di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio, non consentendo all’ente di concorrere alla realizzazione degli obiettivi generali di finanza pubblica, e che pertanto la gravità della irregolarità va fondamentalmente riferita alla verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio, con particolare attenzione, dunque, al rispetto degli obiettivi annuali del patto di stabilità interno, all’osservanza del vincolo all’indebitamento ex art. 119 Cost., all’osservanza delle limitazioni previste in materia di spese per il personale ed in generale a comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria dell’ente che siano in grado di refluire negativamente sulla capacità, attuale o futura, della conservazione degli equilibri di bilancio;
Considerato che dall’esame della predetta relazione, redatta dai Revisori dei conti del Comune di Borgetto, è emerso quanto segue:
- il proliferare di debiti fuori bilancio (euro 575.470,00 riconosciuti nel 2005 ed euro 726.260,00 nel 2004);
- il mancato rispetto delle regolari procedure di spesa previste dall’art.183 del D.Lgs.267/2000;
- l’esistenza di ulteriori e consistenti debiti per i quali occorrerebbe una puntuale ed analitica ricognizione;
- l’inattendibilità delle previsioni di spesa (sottostimate) relative al servizio raccolta e smaltimento rifiuti;
- la mancata revisione straordinaria dei residui da parte dei responsabili di area;
- il mancato aggiornamento dell’inventario;
- il consistente incremento dell’indebitamento dell’Ente.
Preso atto che alla pubblica adunanza del 13 luglio 2007, il Sindaco del Comune di
Borgetto ha rappresentato situazioni che non consentono di superare le suindicate anomalie;
Ritenuto che sussiste per il Comune di Borsetto l’esigenza di:
- effettuare una puntuale ed analitica ricognizione dei debiti fuori bilancio da riconoscere;
- effettuare una revisione straordinaria dei residui;
- mettere in atto le opportune procedure organizzative per il puntuale rispetto delle regolari procedure di spesa, previste dall’art.183 del D.Lgs.267/2000, al fine di evitare il proliferare di ulteriori debiti fuori bilancio;
- procedere ad un contenimento della spesa corrente e ad accelerare le procedure di riscossione delle entrate proprie al fine anche di consolidare le precarie condizioni finanziarie dell’Ente;
- aggiornare l’inventario del Comune.
relativamente al rendiconto 2005 e alla gestione dell’esercizio 2006,
A C C E R T A
- - il mancato aggiornamento dell’inventario;
- il riconoscimento di debiti fuori bilancio e consistenti importi che restano da
- riconoscere;
l’inattendibilità di alcune previsioni di spesa relative alla gestione del servizio raccolta e smaltimento rifiuti;
O R D I N A
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Presidente del Consiglio comunale di Borgetto ai fini dell’adozione “delle necessarie misure correttive”, come previsto dal comma 168, dell’art. 1, della legge n. 266 del 2005, oltre che al Sindaco ed al Collegio dei Revisori;
che entro 90 giorni dal ricevimento della presente pronuncia siano trasmesse a questa Corte, dall’anzidetto Comune, le comunicazioni in ordine all’adozione delle misure correttive di cui sopra, ai fini della vigilanza sulla loro adozione prevista dall’art. 1, comma 168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.
Palermo, 13 luglio 2007 IL RELATORE (Avv. Antonio Dagnino) IL PRESIDENTE (Dott. Maurizio Meloni) Depositata in segreteria il 23 luglio 2007 Il Direttore della segreteria (dott. Laura Suriano)

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IL NEPOTISMO E' REATO.
Un sindaco o un assessore, non possono fare favoritismi a vantaggio di figli, nipoti, parenti e amici, non solo in maniera diretta, ma neppure indiretta, facendo - per esempio - vincere appalti a ditte, a patto che poi queste assumano chi vogliono loro.
La Suprema Corte, annullando una sentenza d'Appello, ha ordinato un nuovo rinvio a giudizio per tre amministratori, spiegando che ‘in tema di corruzione, l’atto d’ufficio, oggetto di mercimonio, non va inteso in senso formale, in quanto deve comprendere qualsiasi comportamento che comunque violi (anche se non in contrasto con specifiche norme giuridiche o con istruzioni di servizio) i doveri di fedeltà, imparzialità, onestà che devono essere osservati da chiunque eserciti una pubblica funzione’”
Sette gli indagati per abuso d’ufficio tra cui amministratori e consiglieri comunali
Il nucleo di valutazione dei dipendenti del comune non possedevano i titoli di studio, requisiti di legge e mancanti di esperienze professionali Requisiti richiesti: Esperti qualificati in MATERIE ECONOMICHE, Esperti in materia di ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DEL LAVORO-MATERIE IGIENICHE. INTERESSE IN ATTO PUBBLICO: I componenti del nucleo di valutazione non possono ricevere incarichi di CONSULENZA E/O COLLABORAZIONE dagli uffici diretti da dipendenti da essi valutati.
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PEPPINO IMPASTATO TRENT'ANNI
Sono trascorsi TRENTA anni,
erano giorni terribili,
giorni cupi,
giorni di terrore,
il pensiero unico iniziava a mettere le sue radici:
Brigate Rosse, rapimento Moro, consociativismo, lo stato di polizia,
Sciascia con il suo slogan "nè con lo stato nè con le BR" a seguire la tragica notizia del barbaro assassinio di PEPPINO.

Dal punto di vista di chi ancora oggi dedica con grande senso di responsabilità, il suo impegno nel tentativo di dare delle riposte ai problemi dei cittadini per ripristinare una partecipazione effettivamente democratica, da allora poco sembra essere cambiato dal punto di vista comportamentale.
Oggi, come allora ci rendiamo conto che il rapporto mafia-politica costitutivo del fenomeno mafioso sembra essere sempre più forte.
Ciò che Peppino aveva scoperto dei collegamenti della mafia e dei suoi rapporti con il mondo delle professioni, dell’imprenditoria, della politica, della sua penetrazione nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni, era un sistema di potere che ancora ad oggi resite anzi si è "professionalizzato" resta ancora in piedi e nulla sembra averlo scalfito.
Le ultime elezioni politiche con il voto a Cuffaro condannato per favoreggiamento o il voto dato a Dell’Utri condannato a 9 anni per concorso esterno che definisce Vittorio Mangano capo mafia ergastolano un eroe in quanto non ha proferito parola sui suoi rapporti con Arcore, sono la dimostrazione di questo sistema di potere e che tutto deve ESSERE "metabolizzato" "controllato" "dominato".
Siamo nel 2008 mi chiedo cosa è cambiato?
Nulla o quasi!
Non c’è da meravigliarsi:
Quando il Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine è sordo alla richiesta fatta dai Consiglieri Comunali di convocare una seduta del Consiglio Comunale al fine di dibattere dei problemi di legalità a Isola delle Femmine (i mezzi di comunicazione hanno parlato del nostro territorio sotto l’influenza di gruppi malavitosi, a Isola delle Femmine l’estate del 2006 è stato arrestato Salvatore Alfano latitante, a Isola delle Femmine operavano gli imprenditori Antonio e Stefano Maiorana, dai pizzini scoperti nel rifugio dei Lo Piccolo scopriamo che alcuni imprenditori e attività commerciali pagavano il pizzo, Isola delle Femmine all’inizio del 2000 vi sono stati alcune ritorsioni nei confronti di ditte che eseguivano lavori per il Comune ………….), richiesta avanzata dai Consiglieri Comunali e negata dal Presidente del Consiglio .
Invano sembrano passati 30 anni quando: inerti ascoltiamo un Presidente del Consiglio che durante una seduta del Consiglio Comunale minaccia un Consigliere “Se mi denunci ti faccio saltare in aria ti faccio vedere chi sono io”
Di fronte a questi comportamenti mi chiedo a cosa è servito il sacrificio dei tanti: Falcone Borsellino Impastato,Pio La Torre, Chinnici, Placido Rizzotto…
Invano sembrano passati tutti questi anni di lotte, per l’affermazione dei diritti della trasparenza del libero e civile confronto per la crescita socio-culturale ed economico della nostra comunità quando ci ritroviamo con un SINDACO che DIVIDE i cittadini in due categorie: quella di A e quella di serie B, un SINDACO che non riesce a farsi salutare da quei cittadini che Lui considera di serie B (occhio Signor SINDACO sono aumentati in maniera esponenziale i CITTADINI di serie B), un SINDACO che DIVIDE e non UNISCE, un SINDACO che è riuscito a creare divisione odio e rancore anche tra i DIPENDENTI COMUNALI. Un Sindaco che considera i suoi CRITICI dei NEMICI.
Un SINDACO sordo alle denuncie di abusivismo edilizio e di aggressione sconsiderata del territorio.
A questo punto mi chiedo chi mai ci ripagherà del FURTO di democrazia e di diritti perpetrato ai danni di un’intera COMUNITA’?
Chi ci ripagherà delle vite che ci sono state sottrate fatte di: amici, compagni, fratelli sorelle cittadini giornalisti giudici avvocati operai studenti…………..

Peppino era un uomo impegnato nella lotta alla mafia che aveva scoperto i collegamenti tra politica e mafia, che ha operato una rottura non solo nell' ambiente in cui viveva ma nella sua stessa famiglia che era mafiosa".
Pino Ciampolillo


Caricato da isolapulita






SENATORE SODANO NO AL PETCOKE ALLA ITALCEMENTI
ISOLA DELLE FEMMINE: ITALCEMENTI NO AL PET-COKE
Italcementi. stop ad utilizzo petcoke in stabilimento Palermo Il presidente della Commissione Ambiente di Palazzo Madama presenta interrogazione "Intervenga il Ministro dell'Ambiente sull'utilizzo di petcoke come combustibile, da parte della Italcementi di Isola delle Femmine (Palermo). E' una sostanza nociva per la salute e c'è il rischio che la regione Sicilia dia a quello stabilimento l'autorizzazione ad usarla". Lo afferma in un'interrogazione al Governo il presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano. Il senatore del Prc, facendo riferimento alla denunce presentate dal Comitato cittadino "Isola pulita" sia alla procura della Repubblica che all'Assessorato regionale Territorio e Ambiente, nel documento, paventa "il rischio che il dipartimento Tutela dall'inquinamento atmosferico della Regione Sicilia possa approvare l'utilizzo della petcoke attraverso una conferenza di servizi, nonostante sia ancora in corso la procedura per valutare l'impatto ambientale sul territorio dell'Isola delle Femmine. E' un procedimento - sottolinea Sodano - illegittimo, in quanto sottrae al dipartimento competente la decisione sulla richiesta avanzata dalla società di modifica delle emissioni in atmosfera". Una nuova seduta della conferenza dei servizi sarebbe in programma per il 17 ottobre e l'amministrazione locale - stando a quanto riporta il comitato civico - avrebbe dato un assenso di massima all'uso di petcoke. Sodano ricorda che "in una risposta ad una precedente interrogazione il Ministero dell'Ambiente aveva già accertato l'utilizzo di tale sostanza senza autorizzazioni da parte dell'Italcementi e che l'impresa, autorizzata per il deposito ma non per la combustione, era già stata diffidata dall'utilizzarla per produrre energia per i propri impianti". "E' necessario intervenire - conclude Sodano - l'utilizzo del Petcoke è molto nocivo per la salute dei cittadini e per questo la Italcementi è stata più volte diffidata. Sarebbe assurdo autorizzarne l'impiego con un provvedimento regionale".
www.isolapulita.it«
http://video.google.com/videoplay?docid=1709232750302815702&hl=it 6,22 - 10
http://rinascita-di-isola.blogspot.com/2007/10/italcementi-il-progetto-che-non-ce.html
Italcementi:Braccio Di Ferro Su Uso Pet-Coke Nel Palermitano

(ANSA) - PALERMO, 19 OTT - Protestano per paura di perdere il posto di lavoro a causa delle norme sull'uso del pet-coke, il combustibile che deriva dalla raffinazione del petrolio. Sono i lavoratori della Italcementi di Isola delle Femmine (Palermo) che stamani hanno manifestato a Palermo davanti a palazzo d'Orleans. Decine di persone hanno promosso un sit-in davanti alla presidenza della Regione. Chiesto un incontro con il governatore Salvatore Cuffaro "per esporre le proprie ragioni sull'utilizzo del pet-coke nella fabbrica nel Palermitano".
Ieri un gruppo di circa sessanta lavoratori aveva bloccato la strada statale 113 a Isola delle Femmine, in direzione di Trapani. I dipendenti sono preoccupati per via del braccio di ferro tra l'azienda e l'assessorato regionale all'Ambiente, in merito all'uso del combustibile, il cui utilizzo è stato vietato nell'agosto del 2006. "Non protestiamo contro l'azienda - dicono i lavoratori - ma contro l'atteggiamento dell'assessore all'Ambiente Rossana Interlandi, che per motivi politici nega l'autorizzazione temporanea all'uso del combustile che non è un rifiuto nocivo come si vuol fare credere". L'Italcementi ha sostenuto che "non bisogna fare strumentalizzazioni. Il pet-coke è consentito dalle normative proprio perché il legislatore ne riconosce l'idoneità all'uso in un ciclo, come quello relativo alla produzione del cemento, ampiamente sperimentato e consolidato e, soprattutto, perché se ne conoscono tutti i risvolti ambientali e relativi alla salute".
Per l'assessore Interlandi: "L'uso del pet-coke, come l'esperienza della centrale Eni di Gela sta a dimostrare - ribatte - produce conseguenze devastanti per l'ambiente e per la salute dei cittadini. Porre la questione è dunque il preciso dovere di un'amministrazione seria e responsabile e non, come sostiene l'Italcementi, una strumentalizzazione".(ANSA).

REGIONE SICILIA ASSESSORATRO TERRITORIO AMBIENTE SERVIZIO 3 TUTELA DALL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO
PROTOCOLLO 13871

OGGETTO Ditta Italcementi S.p.a. di Isola delle Femmine Deposito di stoccaggio combustibile solido in C.da Raffo Rosso Violazione della normativa ambientale

Racc a/r Italcementi via G.Camozzi 124 Bergamo

Racc a/r Italcementi via delle cementerie 10 Isola delle Femmine

Racc a/r Procura della Repubblica c/o Tribunale di Palermo

Fax 091515142 Comando carabinieri Palermo N.O.E. maresciallo Sapuppo
Via Resuttana 360 Palermo

Fax 0916628389 e p.c. Provincia Regionale Palermo Servizio Inquinamento Atmosferico Via San Lorenzo 312/G/H Palermo

Fax 0917033345 e p.c. D.A.P. Palermo Via Nairobi 4 Palermo

Fax 0918677098 e p.c. Comune di Isola delle Femmine Palermo

Fax 0916173522 e p.c. C.P.T.A. Palermo Via Lincoln 21 Palermo


Servizio 2 SEDE

Risulta agli atti di questo ufficio, anche da comunicazioni della stessa Italcementi s.p.a. che codesta ditta utilizza il sito della ex cava Raffo Rosso quale “deposito all’aperto di combustibile solido (pet-coke, carbone) utilizzato per la
limitrofa cementeria.
Tale impianto, nel quale si manipolano, trasportano, immagazzinano,caricano, scaricano materiali polverulenti contenenti sostanze inquinanti, non risulta tuttavia autorizzato (Allegato 6 D.M. 12 luglio 1990 o D.Lgs 3 aprile 2006 n 152) e non può pertanto essere esercito in assenza della prevista autorizzazione prevista dall’art 269 D.Lgs 152/06.
Si rammenta che, ai sensi dell’art 279 del D.Lgs 3 aprile 2006 n 152 “chi inizia a installare o esercire un impianto e chi esercita una attività in assenza della prescritta autorizzazione ovvero continua l’esercizio dell’impianto o dell’attività con l’autorizzazione scaduta, decaduta sospesa revocata o dopo l’ordine di chiusura dell’impianto o di cessazione dell’attività è punito con la pena dell’aresto da due mesi e due anni o dell’ammenda da duecentocinquantotto euro a milletrentadue euro”.

Si diffida pertanto la ditta dall’utilizzare l’impianto di stoccaggio in questione senza l’autorizzazione prevista dall’art 269 del decreto 152/06 e la si invita
a dare seguito, con urgenza agli adempimenti previsti dalla normativa vigente.

Si invitano il D.A.P. e la Provincia regionale, che leggono per conoscenza, ad effettuare i necessari controlli relazionando in merito a questo dipartimento.

La presente viene inviata all’Autorità Giudiziaria ed ai NOE di Palermo per gli eventuali aspetti di competenza.

IL DIRIGENTE GENERALE

ARCH PIETRO TOLOMEO

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ITALCEMENTI RINVIO AL 5 DICEMBRE CONFERENZA PER A.I.A.

Rinviata al 5 dicembre Conferenza servizi Italcementi
ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE COMUNICATO STAMPA DI SODANO IL GIORNO DOPO LA CONFERENZA DI SERVIZI -
Comitato Cittadino Isola Pulita - www.isolapulita.it
SENATO DELLA REPUBBLICA GRUPPO RIFONDAZIONE COMUNISTA COMUNICATO STAMPA - 18 ottobre 2007 Dichiarazione del presidente della

ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE COMUNICATO STAMPA DI SODANO IL GIORNO DOPO LA CONFERENZA DI SERVIZI

SENATO DELLA REPUBBLICA GRUPPO RIFONDAZIONE COMUNISTA COMUNICATO STAMPA - 18 ottobre 2007 Dichiarazione del presidente della Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali Tommaso Sodano ITALCEMENTI PALERMO. SODANO: GRAVISSIMO ATTEGGIAMENTO AZIENDA "Il comportamento della dirigenza dello stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine è molto grave; aizzare i lavoratori contro chi sta conducendo una battaglia giusta in difesa della salute dei cittadini e della legalità e non certo contro gli occupati dello stabilimento siciliano, è ingiustificabile". Lo afferma il presidente della Commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano che ha presentato nei giorni scorsi un'interrogazione per chiedere la sospensione della conferenza dei servizi che si apprestava in modo illegittimo ad autorizzare l'utilizzo di pet-coke per la produzione di cemento da parte della Italcementi, "una sostanza altamente nociva per la salute non solo dei cittadini ma dei lavoratori stessi". "Quello che è stato detto ai lavoratori - precisa il senatore del Prc - per cui la sospensione dell'utilizzo di pet-coke equivale a chiudere lo stabilimento, rientra in un'azione inaccettabile di intimidazione nei confronti degli stessi dipendenti della fabbrica. Difendere la salute dei residenti e degli occupati nell'impianto non lede in alcun modo il diritto al lavoro degli stessi cittadini. Piuttosto bisognerebbe chiedere all'azienda se non ha già in mente di spostare le sue produzioni in altri Paesi, giustificando questa operazione con il richiamo alla legalità del comitato cittadino "Isola Pulita"". "La richiesta di seguire un iter corretto e legittimo - sottolinea Sodano - tra l'altro accolta ieri dall'assessore al Territorio e all'Ambiente della Regione Sicilia (ha sospeso la seduta in programma ieri), era stata formulata in base a quanto affermato lo scorso 5 ottobre dallo stesso Ministero dell'Ambiente, che aveva indicato l'Aia (autorizzazione di impatto ambientale) come unica strada per la concessione di autorizzazioni alla Italcemmenti, per quanto riguarda le emissioni". "L'appello è alle organizzazioni sindacali e alla Prefettura - conclude il senatore del Prc - a tenere alta la vigilanza, per evitare che informazioni scorrette comunicate dall'azienda non determinino episodi di violenza o di intimidazione".
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Un servizio di teleoccidente a Isola delle Femmine Italcementi Azienda Insalubre Pet-coke Malattie Inquinamento Delocalizzazione Autorizzazione Integrata Ambientale Responsabilità del Sindaco: UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro della città. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A.
I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro della città. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
Il Governo, con il D. Lgs del 30 ottobre 2007, che certamente sarà all’attenzione delle Istituzioni europee, all’ultimo minuto ha prorogato al 31 marzo 2008 la data entro la quale anche la Italcementi di isola delle Femmine dovrà essere in possesso dell’AIA. Il Sindaco è nelle condizioni di avanzare al Ministro dell’ambiente la richiesta, già avanzata ufficialmente dalle Associazioni Ambientaliste, di applicare per la Italcementi il comma 20 dell’art. 5 del D. Lgs 59/2005 che sembra tagliato su misura per Isola delle Femmine e che qui riportiamo.
“In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, di intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi, l’autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 18, assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e la procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma il termine di centocinquanta giorni di cui al comma 12 è sostituito dal termine di trecento giorni.”
La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo "leggere".

Con l'AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l'adozione della migliori tecnologie disponibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria.

Continua su…… http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/italcementi-autorizzazione-integrata.html S

Caricato da isolapulita





Dopo l’esplosione del silos della italcementi i cittadini chiedono la delocalizzazione dello stabilimento controllo prevenzione sicurezza. Applicazione delle leggi sulle aziende insalubri
“Improvvisamente ho sentito un boato, la casa muoversi il lampadario oscillare, ho pensato al terremoto e ci siamo precipitati fuori casa…”

“per tutto il giorno abbiamo sentito l’allarme provenire dalla cementeria, non si riusciva a capire il motivo. Mentre vedevamo la televisione un grossissimo botto una scossa dei vetri un lampo provenire dalla cementeria…..”

“Siamo stati fortunati, poteva andare peggio con l’altro silos vicino in caso di esplosione potevamo saltare tutti in aria e con tutte queste case attorno ,cosa poteva succedere?…….”

“Vede se succedeva qualcosa di grave oltre alle nostre abitazioni sarebbe stato coinvolto il treno che transitava proprio in quel momento…”

Questi sono stati alcuni commenti a caldo di chi ha vissuto in diretta quella che poteva presentarsi come una TRAGEDIA. E’ successo non doveva assolutamente succedere, quindi per il fatto che sia successo vuol dire che può ancora succedere e forse con un epilogo meno fortunato di quello di ieri.
Quindi al problema della salubrità del cementificio per la quale la legislazione prevede allocazioni lontanissime dal centro urbano), con l’evento di ieri sera si è aggiunto il problema della sicurezza per i lavoratori oltre che per i cittadini che abitano addossati alla cementeria.

Isola delle Femmine 19.2.08

Alla Procura della Repubblica
Tribunale Palermo
Palermo r.r. preceduto da fax

Illustrissimo Signor Prefetto di Palermo
Via Cavour 6
Palermo r.r. preceduto da fax

Al Signor QUESTORE PALERMO
Piazza Vittoria 1
90100 Palermo r.r. preceduto da fax

Spett.le Assessorato Territorio Ambiente
Nella persona dell’Assessore Dott.ssa R.Interlandi
Viale Regione Siciliana 2194
90145 Palermo r.r. preceduto da fax

Spett.le Nucleo Operativo Ecologico
Servizio Tutela Ambientale
Piazza principe Camporeale
90100 Palermo r.r. preceduto da fax

Spett.le Provincia Regione Sicilia
Via S. Lorenzo Colli
90100 Palermo r.r. preceduto da fax

Spett.le Comune di isola delle Femmine
Nella persona del Sindaco Gaspare Portobello
Via Cristoforo Colombo
Isola delle Femmine r.r. preceduto da fax

Spett.le Giornale di Sicilia
Via Lincoln
90100 Palermo
r.r. preceduto da fax


OGGETTO:Esposto Scoppio Silos di proprietà Italcementi Via libertà Isola delle Femmine

La presente per comunicare agli Enti in indirizzo che in data 18/02/2008, alle ore 17,30 circa, parecchi residenti a Isola delle Femmine (PA) hanno udito un boato assordante, sicuramente a causa di un scoppio, proveniente dall'interno della Cementeria presente a Isola e di proprietà dell'ITALCEMENTI.
Spinti da una comprensiva apprensione e preoccupazione i suddetti residenti hanno subito chiesto informazioni e sono venuti a sapere che era scoppiato un silos provocato che un’altissima fiammata e l’ambito una vicina palazzina di case popolari.
Detto silos, destinato a deposito di materie altamente infiammabili, si presume di oli combustibili stante la presenza accanto di un altro silos contenente i suddetti olii, a causa dell'esplosione si è in parte accartocciato nella zona centrale ma per fortuna e' rimasto eretto senza recare pregiudizio all'altro silos limitrofo.
Riteniamo siano intervenuti i carabinieri della locale Stazione di Isola delle Femmine ed i Vigili del Fuoco, ma resta chiaro, e facile ad immaginarsi, che si è sfiorata una immensa tragedia, nel caso che l'esplosione e la relativa fiammata avvessero interessato il 2° silos; i suddetti serbatoi per deposito di olii infiammabili, anche se all'interno della cementeria, sono strettamente adiacenti alla rete ferroviaria, alle case popolari, agli impianti sportivi e nel raggio di meno di 800 metri all'intero paese di Isola delle Femmine.

Questo nostro esposto è una conferma, e speriamo che sia l'ultima, della pericolosità della presenza della cementeria in un contesto urbano densamente popolato quale è quello di Isola delle Femmine ed è anche una conferma che gli esposti, le protesta e le lotte che questo comitato ha da tempo intrapreso, hanno ragione di essere per eliminare la cementeria e rendere vivibile senza patema d'animo quest' angolo di terra di Sicilia.


Comitato Cittadino Isola Pulita
Il Presidente Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13 90040 Isola delle Femmine




Alla Procura della Repubblica
Tribunale Palermo
Palermo r.r. preceduto da fax

Illustrissimo Signor Prefetto di Palermo
Via Cavour 6
Palermo r.r. preceduto da fax

Al Signor QUESTORE PALERMO
Piazza Vittoria 1
90100 Palermo r.r. preceduto da fax

Spett.le Assessorato Territorio Ambiente
Nella persona dell’Assessore Dott.ssa R.Interlandi
Viale Regione Siciliana 2194
90145 Palermo r.r. preceduto da fax

Spett.le Nucleo Operativo Ecologico
Servizio Tutela Ambientale
Piazza Principe Camporeale
90100 Palermo r.r. preceduto da fax

Spett.le Provincia Regione Sicilia
Via S. Lorenzo Colli
90100 Palermo r.r. preceduto da fax

Spett.le Comune di isola delle Femmine
Nella persona del Sindaco Gaspare Portobello
Via Cristoforo Colombo
Isola delle Femmine r.r. preceduto da fax

Spett.le Giornale di Sicilia
Via Lincoln
90100 Palermo
r.r. preceduto da fax



OGGETTO:Sicurezza Cittadina per i Residenti di Isola delle Femmine

Con riferimento all’enorme boato avvertito in data 18.2.08 alle ore 18,30 circa, proveniente dall’industria “Italcementi Group”, i cittadini residente di Isola delle Femmine, in particolare coloro che abitano nelle vicinanze della sopracitata industria, previa acquisizione di informazioni, riferiscono che lo scoppio è stato causato dal mal funzionamento dell’impianto di aerazione di un silos contenente carbonio, combustibile altamente infiammabile, contiguo ad altri di cui non si conosce il contenuto, all’interno della fabbrica.

Tale grave evento si è verificato in prossimità delle limitrofe abitazioni delle case popolari, site in via Libertà e confinanti con la suddetta industria.

Risulta evidente che quanto accaduto definibile come “evento pericoloso” sarebbe potuto scaturire in tragedia, se lo scoppio avesse coinvolto più silos.

Inoltre con la presente, vogliamo responsabilizzare le Autorità competenti, affinché intervengano con urgenza, per accertare quali siano ad oggi quei requisiti di adeguamento alle norme che attengono alla sicurezza di un impianto ormai vetusto ed obsoleto.

E’ necessario prendere atto che codesta industria fa parte di un contesto ben diverso rispetto a cinquanta anni fa quando appunto sorse e che adesso nelle vicinanze della stessa esistono: una scuola elementare e media, una palestra, un campo sportivo, confinante con l’autostrada ed i binari delle Ferrovie dello Stato, srvizi commerciali e numerose abitazioni civili.

I cittadini, in particolare quelli residenti presso il”Residence Helios”, sono preoccupati e spaventati in merito all’ultima vicenda sopra esposta, pertanto chiedono alle Autorità competenti che ci fornisca le necessarie garanzie sulla sicurezza degli impianti, visto e considerato che, nonostante l’accaduto, gli impianti continuano a dispetto di tutto ad essere mantenuti in funzione incessantemente.
Pertanto chiediamo che l’impianto venga dislocato in un sito più idoneo per la “sicurezza” dell’intero Paese.
Non vorremmo un giorno dover procedere contro le autorità competenti che pur sapendo dell’odierno ammonimento nulla hanno fatto.
Isola delle Femmine 20.2.08

I residenti Residence Helios


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Calliope Verde Agricolo Bandiera Commissario ad Acta Bologna Alamia.
COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003.
Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca
a)il decreto di nomina del Commissario
b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti.
Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna.
Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE.
Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso. In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo. Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”.
In data 24.9.03 Il Comissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico.
Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-difida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03). In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale. In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta. Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale.
Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
L’ATTO-DIFFIDA del commissario operando un restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale.
A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo.
Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza.
Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino.
Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario non avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato, ipotesi di responsabilità ancora maggiori per coloro i quali hanno fatto si che il consesso comunale non abbia avuto ad esprimersi.
Tale precisazione appare non residuale, in presenza della circostanza seguente: il consesso comunale, già in data 1.2.01 giusta delibera 9 aveva deliberato bocciando la relativa proposta.
Il Programma Costruttivo in argomento.
18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi;
27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto;
17.7.03 la Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino
24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) N CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO
20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23
19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26
1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA
27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO
6.6.07ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 "PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL'ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE.
3 AGOSTO SCOMPAIONO ANTONIO E STEFANO MIORANA
DOPO IL SEQUESTRO DEL CANTIERE SEMBRA VENGANO CONCESSI I CERTIFICATI DI RESIDENZA AGLI INQUILINI CHE ABITANO LE CASE.
NON SAPPIAMO SE CORRISPONDA AL VERO CHE L'UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE ABBIA CONCESSO IL CERIFICATO FINE LAVORI
Il Programma Costruttivo per la realizzazione di 50 alloggi da parte della Calliope Srl e Sa.Ba. Srl definiti di edilizia popolare, dal prezzo sembrerebbero case da nababbi. In realtà un occhio ai prezzi se ne deduce: il prezzo per il singolo appartamento si è aggirato intorno ai 185.000 Euri che moltiplicato per i 50 appartamenti, si è realizzato un bussiness di 9.250.000 Euri.
Un grosso affare, dove i margini di guadagno sono aumentati in considerazione dell’irrisorio costo del terreno agricolo che come d’incanto viene trasformato in edilizia residenziale
Da ultime notizie circolanti nei corridoi dell’Ufficio Tecnico Comunale e Ufficio di Stato Civile di Isola delle Femmine sembra che siano state rilasciate le residenze all’interno del complesso residenziale e siano stati emessi documenti di fine lavori? Noi siamo fermi all’atto di sequestro del cantiere.


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Calliope Verde Agricolo Bandiera Commissario ad Acta Bologna Alamia.
COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003.
Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca
a)il decreto di nomina del Commissario
b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti.
Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna.
Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE.
Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso. In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo. Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”.
In data 24.9.03 Il Comissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico.
Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-difida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03). In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale. In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta. Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale.
Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
L’ATTO-DIFFIDA del commissario operando un restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale.
A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo.
Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza.
Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino.
Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario non avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato, ipotesi di responsabilità ancora maggiori per coloro i quali hanno fatto si che il consesso comunale non abbia avuto ad esprimersi.
Tale precisazione appare non residuale, in presenza della circostanza seguente: il consesso comunale, già in data 1.2.01 giusta delibera 9 aveva deliberato bocciando la relativa proposta.
Il Programma Costruttivo in argomento.

Caricato da isolapulita







COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003.

Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca
a)il decreto di nomina del Commissario
b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti.

Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna.
Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE.

Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso. In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo.
Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”.
In data 24.9.03 Il Comissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico.
Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-diffida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03).
In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale. In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta. Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale.
Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
L’ATTO-DIFFIDA del commissario operando un restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale.
A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo.
Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza.
Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino.
Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario non avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato, ipotesi di responsabilità ancora maggiori per coloro i quali hanno fatto si che il consesso comunale non abbia avuto ad esprimersi.
Tale precisazione appare non residuale, in presenza della circostanza seguente: il consesso comunale, già in data 1.2.01 giusta delibera 9 aveva deliberato bocciando la relativa proposta.
Il Programma Costruttivo in argomento.

Caricato da isolapulita





Isola delle Femmine Approvato il piano regolatore porto 24.7.07
Isola delle Femmine 25.7.2007

Bliblioteca Comunale Adunata del Consiglio Comunale

Ordine del Giorno Piano Regolatore Generale

Presentazione e discussione degli emendamenti presentati dai gruppi consiliari rappresentati in Consiglio

A proposito dell'emendamento atto a reperire un'area da destinare a strutture scolastiche, Il Sindaco Professor Portobello in mancanza dell'Assessore alla Famiglia ha ritenuto opportuno lanciare un appello al pubblico presente in aula (in maggioranza aderenti a Isola Pulita ed inoltre "palermitani".
(Signor Sindaco , che non siano proprio i "palermitani" a far scendere l'indice di popolarità della Sua Giunta? I numeri del nostro sondaggio sono veramente impietosi. Qualcosa dovrà pur dirLe. O no?)



Al fine di non vedere in futuro le strutture scolastiche DESERTE (aggiungiamo noi forse, probabilmente, anzi per essere sinceri ed in considerazione di quanto già successo: SONO SOLO SOGNI! Qualche artifizio e la destinazione d'uso può cambiare)

"ADESSO POTETE FARE FIGLI"

http://isolapulita.splinder.com


Il Consigliere Rubino intervistato sul Piano Regolatore del Porto


RUSH FINALE AL CONSIGLIO COMUNALE SU PIANO REGOLATORE

Presentati discussi e votati gli emendamenti dei consiglieri comunali

Do ut des: frase latina, dal significato letterale: «io do affinché tu dia» e senso traslato «scambiamoci queste cose in maniera ben definita».

Il TOUR DE FORCE per i consiglieri comunali inizia martedì mattino alle ore 10 si decide di andare avanti ad oltranza sino allo stremo delle forze.

Complimenti! Dopodichè permetteteci qualche piccola osservazione metodologica e comportamentale.

L'Arch D'arpa esordisce col dire che il misterioso PROGETTISTA del Piano regolatore, come sempre, non parteciperà ai lavori, i consiglieri possono presentare gli emendamenti e dal suo studio il PROGETTISTA provvedera' a calare gli emendamenti se questi non hanno sforato i parametri previsti.

C'è da ipotizzare che una parte del lavoro dei consiglieri forse non potrà essere utilizzato dal PROGETTISTA perchè non compatibili con i parametri.

Abbiamo capito Bene? Perchè così fosse, alla Comunità ne deriverebbe un danno economico in quanto comunque e giustamente i gettoni presenza dovrano essere liquidati.

Ci chiediamo comunque quale può essere la legittimità dell'egregio lavoro fatto dai consiglieri vista l'assenza del PROGETTISTA. (Non vorremo aver capito male ma vi sono sentenza in merito).


Non vorremo ricordare male. L'ultima volta che i consiglieri sono stati confortati e SUPPORTATI dalla presenza del PROGETTISTA in aula, ebbe a fare una dichiarazione ".....il progetto redatto era mancante di tutte le costruzioni e variazioni urbanistiche intervenute negli ultimi due anni ...".
Qualche consigliere ebbe a rammentare l'esempio costruzioni " Cooperativa la Calliope".

Se ciò dovesse risultare vero, ci chiediamo quale era per i Consiglieri Comunali la conoscenza della Situazione Reale del Territorio?
Si è vero il Paese è piccolo e si fa in fretta a girarlo ed ossservare ciò che in realtà mancava al Piano elaborato dal Progettista.

Quindi i Consiglieri hanno avuto modo di notare se a Isola delle Femmine vi è dell'abusivismo edilizio? Del resto già negli anni scorsi era stato denuciato ciò dall'U.T.C.

Ci chiedevamo se nella elaborazione progettazione e pianificazione del nuovo Piano Regolatore Generale si è previsto o immaginato (non diciamo studiato) quello che nei prossimi anni sarà il flusso migratorio (la sua composizione sociale, economica e culturale) non solo verso il nostro paese ma in tutto il comprensorio.
Considerato ormai la occupazione selvaggia e totale che si è operata del territorio.

Allora, la domanda, che si pone come qualitativamente e quantitativamente possiamo affrontare il futuro.

Quale puo' essere l'elemento distintivo che porterà a scegliere Isola delle Femmine come residenza?


Il dilemma alla Catalana potrebbe essere:

VOGLIAMO ABITARE IL TERRITORIO oppure FARCI ABITARE DAL TERRITORIO?

Di fronte a queste semplici considerazioni sentiamo già le obiezioni:

ma di cosa parlate?

Scusateci! E' vero Voi Signori siete al: Do ut des.

Comunque noi stiamo lavorando!


Comitato Cittadino Isola Pulita

Venuti a conoscenza della Nomina ed insediamento del Commissario ad acta per l’adozione del P.R.G. questo Comitato Cittadino Isola Pulita ha fatto regolare richiesta di incontro per rappresentare al Signor Commissario Metodo Regole e Contenuti delle discussioni che hanno preceduto la Sua nomina sull’adozione del P.R.G.

http://www.isolapulita.it

VALE LA PENA INIZIARE AD INFORMARE I CITTADINI SUI PERCORSI TORTUOSI DEL PIANO REGOLATORE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Il P.R.G. viene adottato dal Consiglio Comunale, il 1994 ed PROGETTISTA era Ing. Enrico Mangiardi,. Si deve attendere il 1997 affinchè Il Consiglio Comunale approvi le prescrizioni esecutive (Piani Particolareggiati zone B – D – E) e li trasmetta all’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente.

Il 1999 Il Sindaco di allora con una sua ordinanza rende efficace “ope legis” (per il dettato della legge) il P.R.G. redatto dall’Ing. Enrico Mangiardi per decorrenza dei termini (più di 270 giorni dalla trasmissione all’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente ai sensi dell’art. 4 comma 1 L.R. n. 71/78).

ED E’ PROPRIO IN QUESTO PERIODO DI VALIDITA’ DI QUESTO P.R.G. CHE VENGONO RILASCIATE CONCESSIONI EDILIZIE PER EDIFICARE IMMOBILI SU AREE DA “non edificabili” AD AREE “edificabili”.

Nello stesso anno 1999 perviene al Comune di Isola delle Femmine il voto del Comitato Regionale Urbanistico con il quale viene restituito il P.R.G. “reso esecutivo” per la rielaborazione totalesecondo le indicazioni riportate in detto documento.

L’allora progettista L’Ing. Enrico Mangiardi si dichiara disponibile a provvedere alla rielaborazione del P.R.G., secondo le direttive del C.R.U., sen’altro onere (senza soldi) per il Comune.

La Giunta si affida ad un legale per accertare se la “bocciatura” del P.R.G. fosse imputabile all’Ing. Enrico Mangiardi e quindi avviare nei confronti di tale progettista un’azione risarcitoria.

L’esito dell’accertamento non lo si conosce, forse può spiegarcelo qualcuno, visto la esosa parcella pagata al professionista.

N.B. : ad oggi non si conosce l’esito di tale accertamento.

Il Consiglio Comunale investito dal suo Presidente per discutere sulla restituzione del P.R.G. da parte dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, impegna il Sindaco e Giunta a conferire incarico ad un legale per impugnare il voto del C.R.U..

Il Sindaco e la Giunta disattendono “volutamente” l’indirizzo del Consiglio Comunale, e pensano bene di conferire un “nuovo” incarico all’Arch. Angelo Aliquò per la rielaborazione del P.R.G. con una spesa a carico del Comune.

L’Arch. Angelo Aliquò, dopo ben 16 mesi dall’incarico e quindi in difformità a quanto previstonell’art. 3 del disciplinare d’incarico, trasmette al Comune lo schema di massima del P.R.G..

Signori qualcuno può dirci del motivo di tanto ritardo? Forse si era in attesa di completarel’acquisto di tutte le aree agricole al fine di farle diventare edificabili, con qualche artifizio degno della migliore scuola di ingegneria urbanistica?

Nell’anno 2003 Il Consiglio Comunale approva lo schema di massima del P.R.G. inviando al progettista Arch. Angelo Aliquò, per le valutazioni di competenza, tutti gli emendamenti presentati dai gruppi consiliari.Sui mezzi di informazioni il Sindaco pro-tempore dichiara : “lo schema di massima del P.R.G. tradue mesi, dal 12.08.2003, dovrebbe tornare in aula per l’approvazione definitiva in virtù degli emendamenti presentati.

Tale dichiarazione non è stata mai seguita dai fatti.

Dichiara inoltre : “Contiamo di arrivare alla definizione dell’iter entro il 31.12.2003”.

Arriviamo intanto al 2006 e siamo in alto mare.

Perché ?

Forse per proteggere gli speculatori ?

E’ giusto far sapere ai cittadini di Isola delle Femmine che, grazie al comportamento ostativo del Presidente del C.C., i Consiglieri non hanno mai potuto vedere lo schema di massima del P.R.G. e l’esito degli emendamenti presentati, mentre al Presidente del C.C. venivano rilasciate dal Sindaco e dal Capo dell’Ufficio Tecnico i seguenti atti più o meno illegittimi :

§ autorizzazione edilizia in sanatoria per una piscina abusiva;

§ concessione edilizia (al padre) per completamento di un fabbricato abusivo nei 150 metri dalla battigia (nel rilievo aerofotogrammetrico del 1977 il fabbricato non esiste);

§ concessione edilizia per la costruzione di un villino bifamiliare in “lotto intercluso” ove già aveva realizzato una villa unifamiliare e piscina con un’altra concessione edilizia.

ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA

Ecco per sommi capi gli antefatti del Piano Regolatore di Isola delle Femmine.

A questo punto ci resta solo da capire quale sarà il gruppo politico all'interno del Consiglio Comunale che rovescerà la situazione con una possibile ritirata, perche' all'interno del proprio GRUPPO DI SOSTEGNO non sono state soddisfatte del tutto le richieste avanzate.
La nostra ipotesi trova una sua spiegazione nel comportamento alquanto remissivo del gruppo politico "ISOLA PER TUTTI". (l'impressione che se ne ricava "lavorate, lavorate alla fine saremo noi a........)

Comitato Cittadino Isola Pulita Labels: PIANO REGOLATORE E FIGLI A ISOLA DELLE FEMMINE


Tags: Elezioni, Isola delle Femmine, Liste di candidati, P.R.G., Scambio di ….., Sindaco, Trasparenza
NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI
DELIBERA 20 DICEMBRE 2006
Premessa
Il paesaggio, il territorio e l’architettura sono espressione culturale essenziale dell'identità storica in ogni Paese.
L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi. L’opera di architettura, ed in genere le trasformazioni fisiche del territori, tendono a sopravvivere al loro ideatore, al loro costruttore, al loro proprietario e ai loro originari utenti. Per questi motivi sono di interesse generale e costituiscono un patrimonio della Comunità.
La tutela di questo interesse è uno degli scopi primari dell'opera progettuale e costituisce fondamento etico della professione.
La società ha dunque interesse a garantire un contesto nel quale l'Architettura possa essere espressa al meglio, favorendo la formazione della coscienza civile dei suoi valori e la partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i loro interessi; gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti alle diverse sezioni dell’albo hanno il dovere, nel rispetto dell'interesse presente e futuro della società, di attenersi al fondamento etico proprio della loro disciplina.
Gli “atti progettuali” rispondono all'esigenza dei singoli cittadini e delle comunità di definire e migliorare il loro ambiente individuale, familiare e collettivo, di tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse naturali, culturali ed economiche del territorio, adottando, nella realizzazione della singola opera e di ogni trasformazione fisica del territorio, le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti Le norme di etica professionale che seguono sono l'emanazione di questo assunto fondamentale che appartiene alla formazione intellettuale di ogni professionista iscritto all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, d’ora in avanti chiamato per brevità “iscritto”. Esse completano, nell'ambito delle leggi vigenti, le Norme per l'esercizio e l'ordinamento della Professione.
http://www.architettipalermo.it/deontologia.php?parent=Deontologia%20e%20norme%20di%20categoria


Caricato da isolapulita





Sommario giorno 6 e giorno 7 agosto 2007
Intervista Rubino
I perchè delle dimissioni
Scomparsa di Antonio Maiorana e suo figlio
Giorno 7 Agosto
Servizio scomparsa amministratore Calliope
Intervista Portobello (eppur si punzecchiano)
Appello alla legalità
Affair Calliope

CHIESTE LE DIMISSIONI DEL SINDACO PORTOBELLO E DELLA SUA GIUNTA.

DOPO CHE L'OPPOSIZIONE SI E' ASSUNTA L'ONERE DI APPROVARE
IL BILANCIO IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO IL PIANO REGOLATORE GENERALE e..e..e...... DOPO CHE IL GRUPPO "ISOLA PER TUTTI" HA PERSO LA MAGGIORANZA

NONOSTANTE LA POLITICA CLIENTELARE DELL'ATTUALE ESECUTIVO;

NONOSTANTE LA MESSA IN PALIO DI POLTRONE E POLTRONCINE;

NONOSTANTE LICENZE E QUANT'ALTRO;

NONOSTANTE LA GESTIONE DELLE RISORSE A COME VOGLIO IO;

NONOSTANTE L'AUMENTO DELLE DISPONIBILITA' FINANZIARIE PER SINDACO E ASSESSORI;

NONOSTANTE LA VICENDA PER LA COSTRUZIONE DEI CINQUANTA APPARTAMENTI DELLA COOPERATIVA DELLA CALLIOPE SU UN TERRENO LA CUI DESTINAZIONE D'USO ERA VERDE AGRICOLO( e su cui in maniera scientifica è stato pianificato l'intervento del Commissario ad Acta per il cambio di destinazione d'uso);

NONOSTANTE LE RETICENZE SULLA ITALCEMENTI, A UN CERTO PUNTO NON SI CAPIVA PIU' DOVE VOLEVATE METTERE LA NUOVA TORRE;

NONOSTANTE LE MANCATE RISPOSTE SULLA SEGNALAZIONE DELL'ARPA SUI PREOCCUPANTI DATI DI INQUINAMENTO ATMOSFERICO AD ISOLA DELLE FEMMINE(Lei medesimo se ne è fatto portovace anche se su un palcoscenico lontano da Isola ovvero a Capaci puchè lontano da orecchie indiscrete);

NONOSTANTE IL SUO FREGARSENE DELLE SOLLECITAZIONI CHE LE SONO PERVENUTE DAI RESIDENTI DELLA LOTTIZZAZIONE LO BIANCO SULL'INQUINAMENTO ACUSTICO PRODOTTO DALLA CEMENTERIA (è vero sono solo palermitani come dice Lei. A pensare che una volta dicevate sono solo Pescatori, per significare che non bisogna stare dietro a questi personaggi. Quindi per Lei ma non solo per Lei mi rendo conto. Quindi diciamo per la sua BAND: chiunque osi esprimere il suo pensiero a seconda delle circostanze diventa o Estraneo o Pescatore);
Un solo suggerimento ci sentiamo di farVi: RicordateVi Signori che non si può parlare di Isola delle Femmine se non parlando dei Pescatori.

I PESCATORI RAPPRESENTANO LA STORIA DI ISOLA DELLE FEMMINE UNA STORIA CHE VA SALVAGUARDATA E DIFESA IN MANIERA STRENUA E DECISA E NON SOLTANTO A cunbenienza


NONOSTANTE LA DELIBERA DI GIUNTA 69 AD HOC PER ASSUMERE I DUE CONSULENTI AVENTI CON IL COMUNE UN RAPPORTO DI LAVORO PROFESSIONALE EDIN CONTEMPORANEA SVOLGONO IN PROPRIO ATTIVITA' PROFESSIONALE (vedasi partita IVA e iscrizione Albi per poter rilasciare regolari fatture);


NONOSTANTE LE SPESE AFFRONTATE PER L'ENORME NUMERO DEI CONSULENTI DEL SINDACO;

NONOSTANTE L'ABUSO DI POTERE ESERCITATO NELL'EMETTERE ATTI DI GETIONE AMMINISTRATIVA (potremmo fare l'esempio della determina n 18);

NONOSTANTE LA REVOCA DELLA LICENZA DELLA CANTIERIZZAZIONE DEL RADDOPPIO FERROVIARIO;

NONOSTANTE LA CONCESSIONE REVOCA E RICONCESSIONE DELLA LICENZA SARACEN;

NONOSTANTE LA DELIBERA PER IL RINNOVO DELLE CONCESSIONI DELLE AREE CIMITERIALI;

NONOSTANTE LA POCA CHIAREZZA SULLA GESTIONE DEI LOCULI CIMITERIALI (purtroppo ne abbiamo fatto esperienza solo recentemente nostro malgrado.
PER LEI SIGNOR SINDACO NON VI ERA UN POSTO LIBERO!
MA DICIAMO VERO!
Creda Signor Sindaco , non se ne vuole fare assolutamente una speculazione politica, ma pensiamo che a tutto vi è un LIMITE.
Sarebbe importante se ognuno di noi riconoscesse il proprio limite.
GRAZIE e scusi non interpreti questo come rabbia.
NOI ABBIAMO VISSUTA QUESTA VICENDA COME SOFFERENZA.
UNA SOFFERENZA CHE HA FERITO LE NOSTRE INTELLIGENZE E I NOSTRI CUORI);

NONOSTANTE LE RETICENZE SULL'ANTENNA WIND SHEAR;

NONOSTANTE GARE E APPALTI ROCCAMBOLESCHE....:

PROBABILMENTE SIGNORI AMMINISTRATORI DOVRESTE CHIEDERVI: "TUTTI QUESTI NONOSTANTE QUALE IMMAGINE HANNO CREATO DI NOI NEI CITTADINI"

ANTONIO DE CURTIS IN ARTE TOTO' AVREBBE RISPOSTO: "MA QUESTI SI SON FATTI I CACCHIII
LORO"


TUTTO CIO' GENTILISSIMI SIGNORI HA PORTATO LE PERSONE I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE A FORMARSI UN'OPINIONE SUL VOSTRO OPERATO ED IN PARTE (ma solo in parte) IL RISCONTRO SIGNORI AMMINISTRATORI
SIGNOR AIELLO,
SIGNOR PROF PORTOBELLO,
SIGNOR IMPASTATO,
SIGNOR LO PICCOLO,
SIGNOR BELLONE,
SIGNORA CUTINO,
SIGNOR GIUCASTRO,
DOTTOR CUTINO,
DOTTOR RISO,
DOTTOR LUCIDO,
DOTTORESSA RISO;

IN UN NOSTRO SONDAGGIO DI CIRCA UN MESE SI LEGGE CHE SU SETTECENTOCINQUANTASEI PERSONE CHE HANNO ESPRESSO UN GIUDIZIO SULL'ESECUTIVO PORTOBELLO,
713 DICASI SETTECENTO TREDICI PERSONE DANNO UN GIUDIZIO DEL TUTTO NEGATIVO.

FORSE A ISOLA E' TORNATA LA POLITICA SIGNOR SINDACO PORTOBELLO
QUINDI IL CONFRONTO
QUINDI LA DEMOCRAZIA
QUINDI LA LEGALITA'
QUINDI LA TRASPARENZA
ECCO PERCHE' DICIAMO LA PASSERELLA E' FINITA

DIMISSIONI SUBITO SENZA SE E SENZA MA!

Comitato Cittadino Isola Pulita
http://isolapulita.blogspot.com/2007/08/lintervista-di-rubino-al-440minuto.html



Caricato da isolapulita





Isola delle Femmine approvato il Piano Regolatore del Porto

ISOLA DELLE FEMMINE IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO

Mercoledì 18 luglio 2007 approvato all’unanimità ora tocca al PRG
DOPO 14 ANNI IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO A ISOLA DELLE FEMMINE INTANTO I PESCATORI IN RIVOLTA PER L'INSTALLAZIONE DEL DISTRIBUTORE DI CARBURANTE AL PORTO
http://video.google.it/videoplay?docid=-3060649469500214649

ISOLA DELLE FEMMINE IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO



14 ANNI CI SON VOLUTI PER APPROVARE IL PIANO REGOLATORE DEL PORTO DI ISOLA DELLE FEMMINE

ED INTANTO I PESCATORI AD ISOLA DELLE FEMMINE SONO IN RIVOLTA PER L'INSTALLAZIONE DEL DISTRIBUTORE DI CARBURANTI NEL PORTO.

LA SCORSA SETTIMANA IL CONSIGLIO COMUNALE HA VOTATO ALL'UNANIMITA' IL PIANO DI ADOZIONE DEL PIANO REGOLATORE DEL PORTO.

LE DICHIARAZIONI ESPRESSE DAL SINDACO PORTOBELLO COME QUELLE ESPRESSE DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RISO NAPOLEONE, SONO STATE IMPRONTATE ALLA GIOIA E AL SENSO DI RESPONSABILITA' DEL CONSIGLIO COMUNALE

"Una tappa fondamentale per il nostro Paese.....decisione importante sia per area portuale sia per l'area al di sotto dei 150 metri......" Gaspare Portobello

"Voglio ringraziare in primis il Sindaco Gaspare Portobello che ha lavorato tanto affinchè il Piano Regolatore del Porto arrivasse in Consiglio" Riso Napoleone

"Come sostengo sempre io, da tanto tempo, quando si parla di interessi in comune, non ci sono gruppi di appartenenza che tengano" Riso Napoleone

Ascoltando l'intervista forse hanno detto qualcosa di più, ma senz'altro meno importante delle frasi da noi riportate.

Ci rendiamo conto che non c'è da essere allegri di fronte a questa incapacità di fare un minimo di analisi del perchè solo adesso e dopo ben oltre 14 (quattordici) anni si è giunti ad approvare il Piano Regolatore del Porto.



Signor Sindaco e Signor Presidente del Consiglio forse non vi siete resi conto che il raggruppamento politico che vi aveva portato alla "vittoria" delle ultime elezioni amministrative, si è "sfasciato": l'accordo non ha retto.
Tutto ciò ha determinato un diverso assetto politico all'interno del Consiglio Comunale. La stessa compattezza all'interno del gruppo "Isola per Tutti" è periodicamente messa in discussione con velate minacce di abbandoni o dimissioni.
(vedasi: la cantierizzazione del raddoppio ferroviario, Saracen, vicenda Italcementi, Il Consulente Minagra, la svendita dell'area ex NATO alla Provincia, le continue dichiarazioni del Sindaco sull'antenna Radar Wind-shear........)

NEL SENO DEL CONSIGLIO COMUNALE, MA SOPRATTUTO NELLA CITTADINANZA SI STA DETERMINANDO UNA NUOVA SITUAZIONE POLITICA.

TROPPE SONO STATE LE PROVE DELLA VOSTRA INCAPACITA' AD AMMINISTRARE.

(molto indicativo può essere il segnale che ci viene dal nostro artigianale sondaggio, OK! tante sono le variabili di cui tener conto, ma una cosa è certa il numero elevatissimo di voti negativi all'azione di governo della Giunta PORTOBELLO)


Quando il Presidente del Consiglio parla che di fronte agli interessi comuni non vi sono gruppi di appartenenza che tengono è vero!

Bisognerebbe capire da chi sono formati questi gruppi di appartenenza : per esempio possono essere di famiglia oppure di amici oppure da chi mi garantisce nel mio potere.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CI ANNUNCIA CHE DOMANI VI SARA' IL CONSIGLIO COMUNALE CON UNA SEDUTA FIUME SULLA ESPOSIZIONE E VOTAZIONE DEGLI EMENDAMENTI PRESENTATI DAI GRUPPI CONSILIARI.

NELL'AUGURARE Buon LAVORO ALL'INTERO CONSIGLIO COMUNALE NON POSSIAMO NON FAR PRESENTE, I NOSTRI DUBBI E LE NOSTRE SPERANZE.

Come tutti sappiamo il Piano Regolatore Generale detta le regole di come deve essere organizzato il Territorio.

LA NOSTRA DOMANDA E' SEMPLICE E PROBABILMENTE BANALE (alcuni dicono che nella banalità si nasconde l'importanza di ciò che si vuole esprimere).

Quali garanzie hanno i cittadini sulle nuove regole che verranno introdotte? Saranno rispettate?

Quali garanzie avremo noi cittadini dell'area che domani, Voi Consiglieri Comunali, destinerete a pubblico parcheggio, non venga costruita una bella casa o villa o concessionaria d'auto?

RIDETE!

E' STUPIDA COME DOMANDA?

NO!

E' SUCCESSO!

CHI VI HA PRECEDUTI NELL'INCARICO DI CONSIGLIERE APPROVANDO L'ATTUALE PIANO REGOLATORE E RELATIVI PIANI PARTICOLAREGGIATI AVEVA INDIVIDUATO QUALL'AREA A PARCHEGGIO E NON A CIVILE ABITAZIONE O CONCESSIONARIA D'AUTO.

I CONSIGLIERI CHE VI HANNO PRECEDUTO NELLE SCORSE LEGISLATUTE HANNO APPROVATO UN P.R.G. OVE NON ERA PREVISTO LA COSTRUZIONE DI UN TERZO PIANO.

Chi garantisce NOI cittadini che non venga costruito abusivamente un terzo piano, Visto, che anche, l'evidente avvenuto sopralluogo e verbalizzazione da parte della POLIZIA MUNICIPALE non ha scalfito la volontà di perseguire l'atto di abusivismo.

NATURALMENTE sono SOLTANTO ESEMPI, INTANTO SULL'ARGOMENTO STIAMO LAVORANDO AD UN CORPOSO DOSSIER SU COME E' STATO GESTITO IL TERRITORIO NEGLI ULTIMI ANNI.



Caricato da isolapulita





ULTIMISSIME
Antonio Maiorana e il figlio Stefano si erano allontanati venerdì dal cantiere dell'uomo
I familiari hanno dato l'allarme. Il veicolo era nel parcheggio del Falcone-Borsellino
Palermo, scomparsi un imprenditore e il figlio
L'auto è stata ritrovata vicino all'aeroporto


Antonio Maiorana
PALERMO - Denunciata a Palermo la scomparsa di un imprenditore edile, Antonio Maiorana e del figlio Stefano. L'uomo, 47 anni, stava svolgendo lavori in una cooperativa immobiliare a Isola delle Femmine (LA CALLIOPE). A presentare la denuncia ai carabinieri sono stati i familiari. Maiorana venerdì scorso si è allontanato dal cantiere con il figlio dicendo che sarebbe ritornati dopo un breve tempo. Ma i due non hanno più dato notizie. L'autovettura è stata ritrovata dai carabinieri regolarmente chiusa a chiave, nel parcheggio dell'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo.

Al momento non si esclude alcuna ipotesi. I familiari di Maiorana sono già stati interrogati dai carabinieri. Gli inquirenti hanno effettuato ricerche su liste d'imbarco passeggeri e nell'intera zona senza alcun esito e stanno passando al setaccio ogni elemento legato all'imprenditore e al proprio figlio, uno studente universitario che saltuariamente aiutava il padre nella sua attività.

Dagli accertamenti dei carabinieri sia l'imprenditore che il figlio scomparso sono incensurati. Nel 1980 Antonio Maiorana era stato in società con Francesco Paolo Alamia. I due avevano costituito la Progea S.C.R.L., impresa edile. Alamia, che è stato anche assessore comunale a Palermo, era tra i soci della immobiliare Inim insieme a Filippo Alberto Rapisarda.

Gli investigatori, coordinati dal pm Gaetano Paci, sarebbero portati ad escludere che la scomparsa sia da mettere in collegamento con la criminalità organizzata. Scartato anche qualunque problema economico o dissapore familiare.

(6 agosto 2007)
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/rapiti-palermo/rapiti-palermo/rapiti-palermo.html
ANTONIO E STEFANO MAIORANA SCOMPARSI DA ISOLA
Isola delle Femmine 8.8.08
Anonio e Stefano Maiorana sono scomparsi ormai da Venerdì scorso, l’ultima volta sono stati visti allontanarsi dal cantiere della Calliope un cantiere per la costruzione di 50 appartamenti a Isola delle Femmine località alle porte di Palermo
Isola delle Femmine Il Sindaco polemizza sul niente mentre succede che l'Amministratore della Calliope s.r.l. con suo figlio scompare misteriosamente. La Cooperativa edilizia Calliope ha costruito 50 alloggi nel nostro Comune su un'area destinata a verde agricolo. Con una strategia risultata vincente il Programma costruttivo è stato fatto approvare dal Commissario ad Acta con delibera 48 del 24.9.2003. Complimenti! MENTRE IL SINDACO PROF PORTOBELLO PARLA PARLA PARLA PARLA DI P.R.G., I FATTI DI CRONACA RIPORTANO ISOLA DELLE FEMMINE AL CENTRO DI AZIONI DAI RISVOLTI INQUIETANITI PER LE INFILTRAZIONI NELLA VITA POLITICA AMMINISTRATIVA CHE POTREBBERO PREFIGURARSI. La polemica ancora una volta è sulla destinazione d’uso delle aree cioè stabilire quali aree destinare a “pubblica utilità” , dove possono o meno costruire o destinare a verde, a parcheggio…..e ciò va benissimo. La nostra riflessione ci porta a dire ma queste regole esistevano già anche prima dell’adozione del Piano regolatore ( 2007) perché non sono state rispettate? La domanda seguente può essere: fino a che punto non siano strumentali tutte queste polemiche, forse e per non vedere la barca è in fase di affondamento? Con la misteriosa scomparsa del socio dell’azienda edile s.r.l. la Calliope , ritorna, in maniera alquanto preoccupante per la vita democratica delle istituzioni, la polemica che ha animato il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine qualche anno addietro. Noi sappiamo, che la provvisoria chiusura di ogni polemica fu la nomina di un commissario ad acta, che riuscì a trasformare un terreno da verde agricolo senza nessuna possibilità di edificazione, in area edificabile di edilizia cooperativistico. Il business fu abbastanza rilevante si parlò per le cifre di allora di circa 25.000.000.000miliardi! Di qui l’interesse della magistratura e le preoccupazioni che legittimamente e in maniera responsabile devono essere seriamente attenzionate da parte della pubblica amministrazione dai cittadini e dalle organizzazioni sindacali imprenditoriali e commerciali.

COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003.

Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca
a)il decreto di nomina del Commissario
b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti.

Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna.
Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE.

Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso. In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo.
Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”.
In data 24.9.03 Il Comissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico.
Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-diffida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03).
In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale. In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta. Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale.
Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
L’ATTO-DIFFIDA del commissario operando un restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale.
A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo.
Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza.
Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino.
Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario non avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato, ipotesi di responsabilità ancora maggiori per coloro i quali hanno fatto si che il consesso comunale non abbia avuto ad esprimersi.
Tale precisazione appare non residuale, in presenza della circostanza seguente: il consesso comunale, già in data 1.2.01 giusta delibera 9 aveva deliberato bocciando la relativa proposta
Del Programma Costruttivo in argomento.
Comitato Cittadino Isola Pulita
http://www.isolapulita.it


Caricato da isolapulita


Comitato Cittadino Isola Pulita
http://www.isolapulita.it




TORRETTA MAFIA/POLITICA blitz 9.8.07
BLITZ CONTRO LA MAFIA NELLA ZONA DI TORRETTA - - 09/ago/2007

Comitato Isola Pulita –
www.isolapulita.it
http://isolapulita.blogspot.com/2007/08/di-nome-faccio-ponzio-di-cognome-faccio.html
ARRESTI A TORRETTA TRA GLI ARRESTATI ANCHE FUNZIONARI E PROFESSIONISTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. I nomi degli arrestati. Tra gli arrestati, Calogero Caruso, 70 anni, ritenuto il capo della "famiglia" di Torretta e che era libero per decisione del Tribunale del riesame dopo essere stato arrestato una prima volta due anni fa. Gli altri provvedimenti giudiziari riguardano Rosario Bordonaro, 55 anni, impiegato dell'Ufficio tecnico del Comune di Torretta; Gaspare Caravello, 41 anni; Antonio Di Maggio, 35 anni; Benedetto Dragotta, 58 anni, funzionario del Comune di Torretta; Salvatore Ferranti, 36 anni; Matteo La Barbera, 34 anni, e Pietro La Barbera, 32 anni, figli del vecchio boss Michelangelo La Barbera; Andrea Licata, 47 anni, architetto libero professionista; Stefano Mannino, 58 anni; Rosario Mignano, 43 anni, imprenditore; Francesco Sirchia, 69 anni; Francesco Spinelli, 49 anni, imprenditore. Altre cinque persone sono indagate, e per una di queste il gip non ha accolto la richiesta di misura cautelare proposta dalla Procura. Si ipotizza che l'architetto Andrea Licata ha avuto incarichi ad Isola, inoltre risulta essere progettista di vari immobili a Isola di cui non si conoscono i commissionanti. L'impressione è che si stiano ricomponendo tanti piccoli tasselli di un grande mosaico di interessi e di affari riguardanti il nostro territorio.
ARRESTI A TORRETTA TRA GLI ARRESTATI ANCHE FUNZIONARI E PROFESSIONISTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

I nomi degli arrestati. Tra gli arrestati, Calogero Caruso, 70 anni, ritenuto il capo della "famiglia" di Torretta e che era libero per decisione del Tribunale del riesame dopo essere stato arrestato una prima volta due anni fa. Gli altri provvedimenti giudiziari riguardano Rosario Bordonaro, 55 anni, impiegato dell'Ufficio tecnico del Comune di Torretta; Gaspare Caravello, 41 anni; Antonio Di Maggio, 35 anni; Benedetto Dragotta, 58 anni, funzionario del Comune di Torretta; Salvatore Ferranti, 36 anni; Matteo La Barbera, 34 anni, e Pietro La Barbera, 32 anni, figli del vecchio boss Michelangelo La Barbera; Andrea Licata, 47 anni, architetto libero professionista; Stefano Mannino, 58 anni; Rosario Mignano, 43 anni, imprenditore; Francesco Sirchia, 69 anni; Francesco Spinelli, 49 anni, imprenditore. Altre cinque persone sono indagate, e per una di queste il gip non ha accolto la richiesta di misura cautelare proposta dalla Procura.

I politici cambiano spesso, ma i dirigenti degli uffici tecnici restano e Cosa Nostra li utilizza per suoi interessi.
Rimuovere SINDACI e CONSIGLIERI comunali in odore di mafia. Bisogna intervenire anche sugli apparati burocratici compromessi , commissariandoli e se necessario licenziare i responsabili.
Accertate infiltrazioni mafiose nelle pubbliche amministrazioni oltre a tagliare sindaci e consigli comunali, intervenire anche sui burocrati dirigenti, avviando procedimenti che portino al licenziamento immediato, senza attendere la condanna.
Queste le proposte avanzate dalla Commissione antimafia.
SANATORIE LOTTIZZAZIONI VARIANTI PIANI VOLUMETRICI IL COMUNE IN MANO AI BOSS. Ancora una volta si scopre che, come nella maggior parte dei casi, i dipendenti tratti in arresto operavano nel settore dei lavori pubblici e dell'urbanistica.

UN AFFARE DA 10.000.000MILIONI DI EURO LA COSTRUZIONE DI 21 VILLINI.
SI CERCA IL REFERENTE ALL'INTERNO DEL COMUNE ARCHITETTO DISCRETA ANZIANITA' ALL'UFFICIO TECNICO DI TORRETTA SI ERA NELL'ANNO 2003 IL PIANO DI LOTTIZZAZIONE VENNE ESAMINATO ED APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE.
NATURALMENTE LA DELIBERA NON RAPPRESENTAVA LICENZA A COSTRUIRE.
IL 2004 LA POLIZIA MUNICIPALE OPERANDO UN SOPRALLUOGO TROVA OPERE E MANUFATTI, MA LA CONCESSIONE NON C'ERA.
CASO STRANO IL SEQUESTRO PENALE NON SCATTO'. ED E' PROPRIO IN QUESTO PERIODO CHE LA PRATICA SUBISCE UNA IMPROVVISA ACCELLERAZIONE E IL PIANO DI LOTTIZZAZIONE ERA GIA' TRASMESSO ALL'ASSESSORATO.
NEL MESE DI GIUGNO VENNE PRESENTATA LA RICHIESTA DI SANATORIA. e IL GIORNO DOPO FU APPROVATA.
NONOSTANTE LA MANCANZA DI DOCUMENTI E NULLAOSTA.
COSI' FUNZIONAVA AL COMUNE DI TORRETTA.
(FONTE:Repubblica del giorno 10 agosto 2007)

QUALCUNO SI CHIEDE DEL PERCHE' RIPETERE CIO' CHE GIA' RIPORTATO DA ALTRI ORGANI DI STAMPA.
NOI AUSPICHIAMO CHE LE APPARENTI SIMILITUDINI CON LA SITUAZIONE CHE VIVIAMO AD ISOLA DELLE FEMMINE SULLE MATERIE URBANISTICHE DI LICENZE UFFICIO TECNICO SANATORIA LOTTIZZAZIONI PIANI VOLUMETRICI NORME DI non SALVAGUARDIA NORME DI non RISPETTO, DETTE SIMILITUDINI DICEVAMO SIA SOLO FRUTTO DELLA NOSTRA FANTASIA.

LA SITUAZIONE REALE NON PROMETTE MOLTO DI BUONO! DALDRONDE GIA' NEL 2000 IN UN'AESPOSIZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE LA RESPONSABILE DELL'U.T.C. PARLAVA DI UNA SITUAZIONE DI ABUSIVISMO ELEVATO E DI UNA GESTIONE DEL TERRITORIO POCO ATTENTA AI BISOGNI DEI CITTADINI.



PURTROPPO GLI AVVENIMENTI DI QUESTI ULTIMI GIORNI STANNO VEDENDO ISOLA DELLE FEMMINE AL CENTRO DI UNA MARTELLANTE CAMPAGNA MEDIATICA.
LE PRIME RICOSTRUZIONI METTEVANO IN COLLEGAMENTO IL GIALLO DELLA SCOMPARSA DEI MAIORANA PADRE E FIGLIO CON LA COSTRUZIONE DEL COMPLESSO RESIDENZIALE LA CALLIOPE PER COME E' STATA GESTITA L'INTERA PRATICA DA PARTE DEGLI UFFICI COMUNALI DI ISOLA DELLE FEMMINE.

DI QUI L'INVITO ALL'INTERA CITTADINANZA A VIGILARE SULLA GESTIONE DEL NOSTRO TERRITORIO MENTRE ALL'AMMINISTRAZIONE RIVOLGIAMO LAPPELLO AD ESSERE TRASPARENTE NEI COMPORTAMENTI E NELLA PRODUZIONE DI ATTI ATTRAVERSO LA PARTECIPAZIONE E L'INFORMAZIONE DELL'INTERA COMUNITA'.

Si ipotizza che l'architetto Andrea Licata ha avuto incarichi ad Isola, inoltre risulta essere progettista di vari immobili a Isola di cui non si conoscono i commissionanti.
L'impressione è che si stiano ricomponendo tanti piccoli tasselli di un grande mosaico di interessi e di affari riguardanti il nostro territorio.


Di nome faccio PONZIO
Di cognome faccio PILATO
Hobby: MI LAVO LE MANI

“ qui si tratta di due persone che per dieci lunghissimi anni hanno CONDIVISO CON ME E CON TUTTO IL GRUPPO Isola per Tutti gioie, sofferenze, tonfi e trionfi, lacrime e sorrisi, attacchi, cene, riunioni notturne e diurne, sfoghi delusioni, crisi politiche e umane tutte affrontate e risolte mi riferisco al mio ex amico già Sindaco …”

“…….con Marinella e Mariolina formava l’inossidabile trio delle tre Marie del NOSTRO AFFIATATISSIMO GRUPPO…….”

“tornando al passato la prima grande crisi politica l’abbiamo vissuta nel lontano 1996 quando l’allora consigliere Dionisi, risentito con tutti noi, perché non l’avevamo eletto decise di staccarsi dalla maggioranza e NESSUNO DI NOI DICO NESSUNO TI HA FATTO MANCARE SOSTEGNO E INCORAGGIAMENTO ANZI SIAMO STATI VIGILI E AGGRESSIVI PER PROTEGGERE IL NOSTRO CARO SINDACO….”

“…QUESTO E’ NIENTE CARO ……………. IO E TUTTI GLI ALTRI CI SIAMO PRESTATI A FARTI DA SCUDO DURANTE QUEGLI INFUOCATI CONSIGLI COMUNALI DURANTE LA PROCESSIONE DELLA PATRONA PER MANTENERE IN SECONDA FILA GLI AMICI DELLA NUOVA TORRE…….”.(scusate ma non c’era già la MADONNA a fare da scudo alle VOSTRE ipocrisie e ai VOSTRI PERSONALISSIMI USI DELLA SACRA PROCESSIONE?)

“..RICORDI CHI TI E’ STATO VICINO IN QUELL’ANTIPATICA VICENDA DELL’ARCH ALBERT?...”


“…RICORDO ANCORA LO SQUALLIDO TENTATIVO DI SCIOGLIMENTO PER INFILTRAZIONE MAFIOSA DA PARTE DI ALCUNI AVVERSARI POLITICI CHE HA PORTATO AL SACRIFICIO POLITICO DI UN NOSTRO COMUNE AMICO, CHE TI HA TOLTO IL SONO PER TANTE NOTTI…”

Pensiamo che ce ne sia a sufficienza per dire che i due si conoscevano, non solo ma traspare molto chiaramente che avevano frequentazioni quotidiane e non solo, visto che era a conoscenza della insonnia di cui ha sofferto il …………… in alcuni difficili momenti del suo impegno nel sociale.

Traspare molto chiaramente dal racconto del Professore la sua volontaria predisposizione ad offrire la sua spalla al fine di raccogliere le lacrime dell’amico ............., che veniva comunque ricompensato con cene e divertimenti.
Veniamo a conoscenza che avevano le stesse passioni politiche e ne condividevano gli obiettivi, la scaltrezza del ………………. fu insuperabile quando riuscì a convincere il Professore dell'efficacia della tattica “ IL FINE CHE GIUSTIFICA I MEZZI” Mirabile la sua condotta!

L’occasione della processione suggellò la condivisione della tattica “il fine giustifica i mezzi”. Il ………….. fu protetto da uno scudo umano dagli attacchi che provenivano dagli avversari politici.

Dai disegni riportati nei diari del Professore apprendiamo che molto interesse aveva suscitato in loro la pianificazione del territorio dal punto di vista urbanistico.

Erano soliti disegnare le vie del paese suddividendole per comparti.

I loro acerrimi nemici politici con ogni mezzo tentarono di scalfire la loro impenetrabile onorabilità, non ci riuscirono nemmeno quando tentarono di far sciogliere anticipatamente il consiglio per infiltrazioni mafiose.

Il nostro problema a questo punto sono le dichiarazioni rese dal Nostro professore che accusa il Suo ex amico di non aver fatto niente per quattordici anni.

Non solo !

Come si dice?

A Si, ho trovato!

Autocontradicendosi!

Cioè uno che si contraddice da solo!

“Io sono nuovo…….Io sono sindaco dal 2004 …io non c’ero……..io non ho visto…….io non ho sentito”

Se lei c’era , stiamo parlando nella veste di amministratore, quando si parlava dell’affair Calliope , chi ha fatto in modo che arrivasse comunque il commissario ad acta per la definizione del terreno da verde agricolo ad area da edificare?

Tirando su un bel pò di soldoni, non Le pare?

Detto tra noi parlano tra i 15.000.000 e 20.000.000milioni di EURO (penso! Ne sa parlare Lei? Noi No! Certo che è un buon BUSSINESS per chiunque!)

Se lei c’era, forse è informato che il mese di Settembre dell’anno 2003 il Consiglio comunale all’unanimità decide di impugnare l’atto di delibera n 48 del Commissario ad Acta dr. Megna ritenuto dai consiglieri tutti ILLEGITTIMO.

Se non c’era allora (il 2003) e quindi non ha poturo far nulla, quando invece c’è stato il 2004 cosa ha fatto a tal proposito?

Veda lavarsi le mani è alquanto facile.

Sporcarsele per ripulire ciò che si è sporcato diventa arduo ma umanamente rigenerante.

Comitato Isola Pulita –
www.isolapulita.it


Caricato da isolapulita

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/




Comitato Cittadino isola Pulita

http://isolapulita.splinder.com/


ITALCEMENTI A.I.A. SINDACO ISOLA REGIONE CITTADINI UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A.
I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro del paese. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
Il Governo, con il D. Lgs del 30 ottobre 2007, che certamente sarà all’attenzione delle Istituzioni europee, all’ultimo minuto ha prorogato al 31 marzo 2008 la data entro la quale anche la Italcementi di isola delle Femmine dovrà essere in possesso dell’AIA. Il Sindaco è nelle condizioni di avanzare al Ministro dell’ambiente la richiesta, già avanzata ufficialmente dalle Associazioni Ambientaliste, di applicare per la Italcementi il comma 20 dell’art. 5 del D. Lgs 59/2005 che sembra tagliato su misura per Isola delle Femmine e che qui riportiamo.
“In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, di intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi, l’autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 18, assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e la procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma il termine di centocinquanta giorni di cui al comma 12 è sostituito dal termine di trecento giorni.”
La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo "leggere".

Con l'AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l'adozione della migliori tecnologie disponibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria.

L'autorizzazione integrata ambientale è, secondo la definizione di cui all'articolo 2 lettera l) del Dlgs 18 febbraio 2005 n. 59 (recante "Attuazione integrale della direttiva 96/61/Ce relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento") "il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che l'impianto sia conforme ai requisiti del presente decreto"; detto provvedimento si inquadra tra le "misure intese ad evitare, oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni (delle attività industriali inquinanti normativamente individuate) nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti e per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso" (cfr. articolo1 comma 1 del citato Dlgs n. 59/2005)


La procedura autorizzativi IPPC - PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) è stata adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 24 settembre 1996 con la direttiva 96/61/CE con la finalità di:
• passare da un sistema autorizzativo in campo ambientale suddiviso per matrici (acqua, aria, terreno) ad una visione integrata e sistemica dell’inquinamento.
• privilegiare la prevenzione e la minimizzazione dell’inquinamento alla fonte, al fine di garantire una gestione accorta e più sostenibile delle risorse naturali;
• basare i Livelli di Emissione aziendali sulle potenzialità offerte dalle migliori tecniche ambientali disponibili (Best Available Techniques - BAT), in modo da incentivare l’innovazione e l’aggiornamento verso l’adozione di tecnologie verdi;
• garantire al pubblico il diritto di informazione sul funzionamento degli impianti e dei possibili effetti sull’ambiente e di trasmettere osservazioni;
• omogeneizzare le autorizzazioni ambientali degli impianti aventi un grande potenziale di inquinamento, al fine di evitare operazioni di dumping ambientale all’interno dell’Europa in vista del suo allargamento ad Est.
Il rilascio dell'autorizzazione integrale ambientale (autorizzazione che racchiude in un unico atto amministrativo il permesso a rilasciare inquinanti in aria, acqua, suolo) è infatti fondato sul rispetto delle migliori tecniche utilizzabili ("Mtd", migliori tecniche disponibili o "Bat", " Best available techniques") per mantenere al minimo l'impatto sull'ecosistema.

L'applicazione delle migliori tecnologie, così come previsto per legge, va fatto a monte, cioè è necessario che tale scelta sia fatta a monte nella progettazione del sistema integrato. Non si tratta di una scelta a priori di carattere ideologico, ma di una scelta che deriva da una valutazione e da una comparazione di dati sperimentali oggettivi di bilancio energetico, quantità di emissioni (gas serra ed inquinanti in senso stretto, ecc.), compatibilità con il territorio e gli abitanti locali e limitrofi, costi impiantistici e di esercizio, convenienza o meno dell'investimento in presenza o mancanza delle sovvenzioni pubbliche, vantaggi occupazionali, ecc.; e, a valle di tutto questo, da un'analisi, anch'essa oggettiva, dei rischi per la salute umana ad opera dei composti e degli elementi a lunga persistenza ambientale e che possono entrare nella catena alimentare.


Così a monte e a priori è stato deciso di rinunciare a possibili impianti alternativi che avrebbero potuto comportare un minore impatto ambientale, rinunciando “per ordinanza” a una visione integrata che avrebbe comportato meno inquinamento possibile come intende la PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) della comunità europea.

In tal senso le migliori tecnologie possibili esaminati nella procedura dell'autorizzazione integrata ambientale richiesta dalla ditta Italcementi S.p.a. saranno le BAT del migliore impianto che per la sua natura non è la migliore tecnologia possibile per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento, essendo esso stesso un impianto insalubre di prima classe (Art.216 T.U. Leggi Sanitarie/ G.U. n 220 del 20/09/1994 s.o.n.129).



Principi generali dell'autorizzazione integrata ambientale (Art. 3) stabilisce che:
”1. L'autorità competente, nel determinare le condizioni per l'autorizzazione integrata ambientale, fermo restando il rispetto delle norme di qualità ambientale, tiene conto dei seguenti principi generali:

a) devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell'inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili;
b) non si devono verificare fenomeni di inquinamento significativi;
c) deve essere evitata la produzione di rifiuti, a norma del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni; “

A tal fine chiediamo pertanto alle autorità competenti, in autotutela e per evitare ulteriore danno all’erario, di non accogliere la domanda per l'ottenimento dell'autorizzazione integrata ambientale (IPPC).

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